Da: https://giuliochinappi.com - Giulio Chinappi insegnante e analista che vive e lavora in Vietnam (Giulio Chinappi - Giulio Chinappi)Da: https://giuliochinappi.com - Giulio Chinappi insegnante e analista che vive e lavora in Vietnam. (Giulio Chinappi - Giulio Chinappi)
Vedi anche: "Albert Einstein, scienziato e pacifista" - Antonio Gargano
Leggi anche: “Perchè il socialismo..”- A.Einstein (1949)
"La più bella delle teorie" - Carlo Rovelli
PERCHÈ LA GUERRA? - Carteggio Albert Einstein - Sigmund Freud.
La superiorità di Marx su Einstein in campo ontologico. - Daniele Burgio, Massimo Leoni, Vanna Melia e Roberto Sidoli.
Heidegger e la bomba atomica: ovvero la scienza deve pensare - Gianni Vattimo, Massimo Zucchetti
Il celebre fisico Albert Einstein, scomparso il 18 aprile 1955 a Princeton (New Jersey), lasciò il proprio testamento spirituale al filosofo Bertrand Russell, suo grande amico, che lo rese pubblico il 9 luglio dello stesso anno.
Nato ad Ulm, in Germania, il 14 marzo 1879, Albert Einstein è universalmente riconosciuto come uno dei più grandi scienziati nella storia dell’umanità. Nel 1916 enunciò la “Teoria della Relatività Generale”, destinata a rivoluzionare i concetti di spazio e tempo, grazie alla quale ricevette il premio Nobel nel 1921. Meno noti al grande pubblico sono altri aspetti della vita di Einstein, in particolare il suo interesse per la filosofia e per la politica, la sua adesione al socialismo e la sua capacità di diffidare del progresso scientifico, scontrandosi con la cieca fede che riponevano nella scienza molti dei suoi colleghi.
Einstein si era ben reso conto di come la medaglia del progresso scientifico avesse due facce ben distinte: una, quella più pubblicizzata, che avrebbe potuto portare benefici all’umanità; un’altra, tenuta nascosta, che invece avrebbe potuto provocare la fine stessa della civiltà e della vita sulla Terra. Proprio per questo, Einstein si battè a lungo contro la proliferazione nucleare: “Non è necessario immaginare che un’esplosione stellare distrugga la terra come una Nova per capire con chiarezza la crescente distruttività di una guerra atomica e riconoscere che, a meno di impedire un’altra guerra, è probabile che si arrivi a devastazioni su scala mai ritenuta possibile prima d’ora, e a stento concepibili anche adesso, e che ad esse sopravviverebbe ben poco della nostra società“, dichiarava in un’intervista rilasciata a Raymond Swing nel novembre 1947.