Da: https://www.ilfattoquotidiano.it - Tommaso Rodano Giornalista, scrive sul Fatto Quotidiano dalla sua prima estate, quella del 2010. In genere si occupa di politica, raramente di cose serie.
Vedi anche: "Genocidio di Gaza: un crimine collettivo": presentazione del nuovo report della relatrice ONU, Francesca Albanese - Conferenza stampa di Stefania Ascari https://webtv.camera.it/evento
Francesca Albanese, relatrice speciale dell'Onu, a margine della conferenza alla Camera dei Deputati: https://www.facebook.com/reel/1032709016581993

Francesca Albanese torna
alla Camera per parlare
del genocidio a Gaza in
un clima non proprio accogliente. Sono giorni di riflusso
securitario e ipotesi repressive,
dopo le violenze della manifestazione di Torino per Askatasuna. Solo venerdì, inoltre,
quella stessa sala stampa era
stata prenotata dal leghista
Furgiuele per ospitare alcuni
esponenti di Casapound, rimasti fuori dal palazzo per la
protesta dei parlamentari di
opposizione.
Per Fratelli d’Italia invece
l’intervento di Albanese è inaccettabile. L’editto è del questo
re di Montecitorio Paolo Trancassini: la Camera “non può trasformarsi in una tribuna”
per figure divisive. L’accusa
ancora prima che Albanese
parlasse –è di manipolare i fatti, alimentare una narrazione
ostile a Israele e usare il Parlamento come “cassa di risonanza per tesi ideologiche”. Per la
senatrice Ester Mieli, Albanese alla Camera è semplicemente “un’offesa per gli italiani”.
RESTA DA CAPIRE cosa ci sia di
offensivo, nel discorso della relatrice dell’Onu (accompagna
ta dai deputati del M5S Ascari,
Carotenuto e Auriemma, dal
senatore di Avs De Cristofaro e
dal deputato del Pd Scotto).
Albanese ha presentato il suo ul
timo rapporto, già discusso
all’Assemblea generale delle
Nazioni Unite: Genocidio di
Gaza: un crimine collettivo. Il
documento insiste su un punto
preciso: il genocidio non è il
prodotto di un singolo Stato,
ma l’esito di un sistema di complicità internazionale che
coinvolge governi, alleanze militari, aziende, banche e istituzioni finanziarie. In questo quadro l’Italia occupa una posizione non marginale: tra il
2020 e il 2024 è stata il terzo
fornitore mondiale di armi a Israele, dopo Stati Uniti e Germania. Continua a consentire
il transito di carichi militari,
partecipa a programmi di addestramento e intelligence ed è
partner del progetto F-35, centrale nei bombardamenti su
Gaza, con Leonardo tra i principali attori industriali.
A Gaza, intanto, la situazione resta drammatica, anche se i
riflettori mediatici si sono spostati altrove: oltre 70 mila morti confermati, migliaia di dispersi, popolazione senza accesso stabile a cibo, acqua ed elettricità, bambini morti di ipotermia, mentre in Cisgiordania continuano espropri,
sfollamenti e violenze dei coloni.
Per Albanese parlare di “ricostruzione” senza giustizia è
una finzione: “Non si ricostruisce nulla su fosse comuni”.
ALBANESE ha commentato le ipotesi di legge sull’antisemitismo: “Strumentalizzare la lotta necessaria contro l’antisemitismo per proteggere uno
Stato –Israele – accusato di crimini gravissimi contro l’umanità, rischia di minare le fondamenta dell’ordine democratico e della libertà di espressione”.
A margine della conferenza, interpellata sugli scontri di
Torino, ha rilasciato una di
chiarazione che non mancherà
di fomentare le polemiche a
destra: “Le forze dell’ordine sono state difese nel contesto italiano –ha risposto a chi le chiedeva dei carabinieri minacciati
e fatti inginocchiare da un riservista dell’Idf nei pressi di
Ramallah – mi chiedo perché
non siano state difese anche
quando sono state aggredite
da chi semina il terrore in Cisgiordania”.