Da: https://grad-news.blogspot.com/2026/03/yesterdays-papers-il-punto-di-vista.html?m=1 - Francesco Schettino: https://www.facebook.com
il comunista
La teoria Marxista poggia la sua forza sulla scienza... che ne valida la verità, e la rende disponibile al confronto con qualunque altra teoria che ponga se stessa alla prova del rigoroso riscontro scientifico... il collettivo di formazione Marxista Stefano Garroni propone una serie di incontri teorici partendo da punti di vista alternativi e apparentemente lontani che mostrano, invece, punti fortissimi di convergenza...
mercoledì 11 marzo 2026
Yesterday's Papers: Il punto di vista della Cina sulla crisi globale - Kikko Schettino
martedì 10 marzo 2026
"L'ATTACCO ALL'IRAN E' LA NUOVA SCOMMESSA CAPITALISTA DI TRUMP E SOCI" - Umberto De Giovannangeli intervista Emiliano Brancaccio
Da: https://www.unita.it - Umberto-De-Giovannangeli Esperto di Medio Oriente e Islam segue da un quarto di secolo la politica estera italiana e in particolare tutte le vicende riguardanti il Medio Oriente. Umberto De Giovannangeli - Emiliano Brancaccio è professore di Economia politica presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II e promotore, con Robert Skidelsky, dell’appello “Le condizioni economiche per la pace” pubblicato sul Financial Times , Le Monde e Econopoly de Il Sole 24 Ore . - Emiliano Brancaccio - www.emilianobrancaccio.it -
Vedi anche: Da Trump agli Eurobond: la catastrofe capitalista è inevitabile? - Emiliano Brancaccio
Leggi anche: A PROPOSITO DI "LIBERCOMUNISMO" DI EMILIANO BRANCACCIO - Domenico Suppa
«Pensare che Usa e Israele bombardano per liberare è infantile. Il vagheggiato rischio di una atomica di Teheran ricorda la fialetta “fake” di Colin Powell. Ridimensionare l’Iran significa mettere in sicurezza la zona per promuovere gli affari degli americani e dei loro alleati, a dispetto della Cina. Ma potrebbe andar male...»
"..Stati Uniti e Israele sono soci in affari di dittature persino più oppressive della teocrazia Iraniana. Sarebbero disposti a mettere al vertice del paese un altro grande Ayatollah, anche più feroce verso le libertà, purché favorisca gli affari con loro.."
lunedì 9 marzo 2026
[In altre parole] Realpolitik a Pechino: perché l'asse Merz-Xi è l'ancora di salvezza per l'industria europea - Francesco Maringiò
Da: https://italian.cri.cn - Francesco Maringiò, Presidente dell’Associazione italo-cinese per la promozione della Nuova Via della Seta.
Leggi anche: Veicoli elettrici, la cooperazione con la Cina come leva strategica per Europa e Canada. - Giulio Chinappi
Il 25 febbraio Friedrich Merz è atterrato a Pechino con una delegazione di trenta tra i principali CEO tedeschi, tra cui: Oliver Blume di Volkswagen, Ola Källenius di Mercedes-Benz, Oliver Zipse di BMW. La Germania è un paese in difficoltà: economia in contrazione, manifattura sotto pressione, i costi della dipendenza energetica e di anni di allineamento alla politica americana che presentano il conto. La lettura mainstream di questo viaggio parla di "ri-calibrazione", cioè di una riduzione graduale dell'esposizione verso Pechino. I dati raccontano altro: sono le contraddizioni interne tedesche, e in particolare la pressione dei settori industriali più esposti, a impedire qualsiasi rottura con la Cina e a spingere semmai verso un approfondimento dei rapporti. L'automotive è il caso più eloquente: è il settore che più di ogni altro ha reso insostenibile la retorica del decoupling da Pechino.
domenica 8 marzo 2026
Le iniziative globali della Cina nel mondo multipolare - ALBERTO BRADANINI, FRANCESCO MARINGIÒ
Da: MarxVentuno Edizioni - Francesco Maringiò, Presidente dell’Associazione italo-cinese per la promozione della Nuova Via della Seta e curatore del libro "La Cina nella Nuova Era, Viaggio nel 19°Congresso del PCC", LA CITTA' SEL SOLE - Alberto Bradanini, ex-diplomatico. Già Ambasciatore d’Italia in Cina (2013-15), Coordinatore del Comitato Governativo Italia-Cina (2007-09), Console Generale d’Italia a Hong Kong (1996-98), Consigliere Commerciale all’Ambasciata d’Italia a Pechino (1991-96), Ambasciatore d’Italia a Teheran (2008-12), attualmente Presidente del Centro Studi sulla Cina Contemporanea (Reggio Emilia, Italia). Alberto Bradanini è autore di diversi saggi e libri, tra cui “Oltre la Grande Muraglia” (2018); “Cina, l’irresistibile ascesa” (2022) e “Lo sguardo di Nenni e le sfide della Cina”.
Leggi anche: Guerra all’Iran: gli obiettivi di Stati Uniti e Israele e la marginalità dell’Europa. - Tiberio Graziani
sabato 7 marzo 2026
Guerra all’Iran: gli obiettivi di Stati Uniti e Israele e la marginalità dell’Europa. - Tiberio Graziani
Da: https://www.analisidifesa.it - Tiberio Graziani E' presidente di Vision & Global Trends – International Institute for Global Analyses. Attualmente insegna presso la Scuola di Dottorato Internazionale in "Diritto e mutamento sociale: le sfide della regolamentazione transnazionale" presso l'Università degli Studi Roma Tre.
Interrogarsi sul “vero obiettivo” dell’operazione militare statunitense contro l’Iran rischia di essere fuorviante se la questione viene posta come una scelta tra opzioni discrete — rovesciamento del regime, distruzione del potenziale militare, demolizione degli impianti nucleari o altro. In realtà, l’azione statunitense va collocata all’interno di un ciclo storico di confronto molto più lungo, che nel periodo post-Guerra fredda ha assunto una configurazione coerente, articolata in fasi successive e funzionali a un medesimo disegno strategico.
venerdì 6 marzo 2026
La Cina spiegata all'Occidente. - Pino Arlacchi
Da: Alessandro Di Battista - Pino Arlacchi - Pino Arlacchi è un sociologo, politico e Ex vice-segretario dell'Onu. (Pino Arlacchi).
Leggi anche: USA-VENEZUELA: ATTACCO COLONIALISTA, MA AL BUIO - Pino Arlacchi
Vedi anche: “I tre segreti della civiltà cinese: meritocrazia, pace e socialismo” - Pino Arlacchi
giovedì 5 marzo 2026
Con l'Iran khomeinista nel momento in cui l'Iran khomeinista è aggredito - Stefano G. Azzarà
Da: Stefano G. Azzarà - Stefano G. Azzarà insegna Storia della filosofia politica all’Università di Urbino. È segretario alla presidenza dell’Internationale Gesellschaft Hegel-Marx. Dirige la rivista “Materialismo Storico”(materialismostorico - http://materialismostorico.blogspot.com). È impegnato in un confronto tra le grandi tradizioni filosofico-politiche della contemporaneità: liberalismo, conservatorismo, marxismo.
Leggi anche: Dal rifiuto dell’universalità hegelomarxista alla frantumazione postmoderna - Stefano G. Azzarà
Fermo restando che stiamo parlando solo dell'analisi, dal momento che nessuna componente ha oggi la minima effettualità, non è sufficiente, pertanto, per i comunisti di orientamento leninista e per gli antimperialisti - altra cosa è la sinistra in generale, alla quale non è ovviamente possibile chiedere questa presa di coscienza, e altra cosa ancora sono anche altri e diversi orientamenti comunisti - deplorare la guerra e dirsi genericamente dalla parte del popolo iraniano; e nemmeno, al limite, difendere la sovranità nazionale iraniana come epifania della sovranità nazionale in quanto tale.
Queste sono cose ovvie, ma non bastano.
Nel momento in cui si sta nel movimento generale contro la guerra per quel minimo che tale movimento esiste, e lo si sostiene e promuove senza ridicoli settarismi e con tutti i suoi limiti, bisogna invece difendere, in questa analisi, proprio gli Ayatollah, per quanto non corrispondano al nostro ideale occidentale di rivoluzione proletaria e persino di rivoluzione anticoloniale; e anche se in condizioni diverse e più avanzate li avremmo avversati e magari un giorno - improbabile, per come siamo messi - potremmo combatterli.
Il leninismo non è una cosa semplice da capire e praticare. E, nonostante sia esaurito in Occidente come prassi e perduri solo come teoria, sconvolge i nostri codici e ci sconcerta; ma chi cerca una rivoluzione pura non vedrà o non riconoscerà mai nessuna rivoluzione.
Che oggi questa mera teoria sconcerti più di ieri, e che appaia eresia indicibile e scandalosa per la morale dominante, anche a sinistra, ciò che ieri in certi ambienti sarebbe apparso persino moderato, dà la misura dei tempi e dei rapporti di forza.
Dopo aver ricevuto una lettera di grande valore da Vostra Maestà tramite il vostro Ambasciatore, lo stimato Muhammad-Wali Khan, mi affretto a ringraziarvi per il vostro saluto e per la vostra iniziativa di instaurare un’amicizia tra i grandi popoli russi e afgani.
Fin dai primi giorni della gloriosa lotta del popolo afghano per la sua indipendenza, il governo russo dei lavoratori e dei contadini non ha tardato a riconoscere il nuovo ordine in Afghanistan, a riconoscere solennemente la sua piena indipendenza e ha inviato la sua ambasciata per creare un collegamento permanente tra Mosca e Kabul. L’Afghanistan è attualmente l’unico stato musulmano indipendente al mondo e il destino invia al popolo afghano un grande compito storico di unire tutti i popoli musulmani schiavi attorno a loro e guidarli sulla strada della libertà e dell’indipendenza.
Il governo russo dei lavoratori e dei contadini incarica la sua ambasciata in Afghanistan di avviare negoziati con il governo del popolo afghano per concludere accordi commerciali e altri accordi amichevoli, il cui scopo non è solo quello di rafforzare le relazioni di buon vicinato con il massimo beneficio per entrambi i popoli, ma anche di combattere insieme all’Afghanistan il governo imperiale più predatore del mondo, la Gran Bretagna, i cui intrighi, come giustamente sottolineato nella vostra lettera, ancora ostacola lo sviluppo pacifico e libero del popolo afghano e distanziarlo dai vicini più vicini.
Dalle conversazioni con il vostro ambasciatore straordinario, l’onorevole Muhammad-Wali Khan, ho scoperto che siete pronti ad avviare negoziati su accordi amichevoli a Kabul, nonché del desiderio del popolo afghano di ricevere assistenza militare dal popolo russo contro l’Inghilterra. Il governo degli operai e dei contadini è propenso a fornire questa assistenza al popolo afghano su larga scala e a ripristinare la giustizia calpestata dagli ex governi degli zar russi. Abbiamo invitato il vostro ambasciatore e ordinato alle nostre autorità del Turkestan di formare una commissione mista per correggere il confine russo-afghano, nel senso di espandere il territorio afghano, sulla base della legge, della giustizia e della libera volontà delle persone che vivono nelle aree di confine. Speriamo che questa commissione, con la vostra approvazione, inizi immediatamente i lavori per completarla contemporaneamente alla conclusione dei negoziati sull’accordo russo-afgano a Kabul.
Il nostro governo, su richiesta del vostro ambasciatore, si è collegato via radio con i governi dei paesi vicini per garantire l’ulteriore passaggio dell’ambasciata afgana in Europa e in America, ma, sfortunatamente, gli intrighi della stessa potenza interessata che menzionate nella vostra lettera di alto valore non solo non hanno dato l’opportunità di attuare il piano di Vostra Altezza ma la vostra ambasciata è stata costretta a scegliere un percorso diverso. Porgendole gli auguri del popolo russo, io, a nome del governo dei lavoratori e dei contadini, aggiungo i miei sinceri saluti a voi e all’intero popolo afgano.
Il Presidente del consiglio dei commissari del popolo V. Ulyanov (Lenin).
PICCOLA RIFLESSIONE SUL "MALE" - Andrea Zhok
Da: Andrea Zhok - Andrea Zhok, nato a Trieste nel 1967, ha studiato presso le Università di Trieste, Milano, Vienna ed Essex. È dottore di ricerca dell’Università di Milano e Master of Philosophy dell’Università di Essex. Andrea Zhok
Leggi anche: SUL COLLASSO MORALE DELL'OCCIDENTE - Andrea Zhok
Vedi anche: Il volto mostruoso dell’Occidente - Andrea Zhok
Di fronte all'ennesima aggressione unilaterale della Epstein Connection (Usa+Israele), tutti giù a formulare complesse analisi geopolitiche per capirne il senso.
Tutti - me incluso - a contorcersi tra giustificazioni artefatte e contraddizioni palesi.
Stanno bombardando gli iraniani per difendere i diritti umani?
Stanno violando il diritto internazionale per difendere l'"ordine basato sulle regole"?
Stanno cercando di promuovere la democrazia esportando con le bombe uno Scià di seconda mano?
Stanno subendo danni e morti per il piacere di infliggere danni e morti al nemico?
C'è da uscirne pazzi.
A meno che...
A meno che la spiegazione non sia tanto semplice quanto complesse sono quelle scuse fittizie.
Basta pensare di aver a che fare con quello stesso tipo di esseri che vediamo dialogare nei file Epstein.
Quella gente non sta rischiando niente di persona; altri moriranno per loro. Non rischia niente Trump, non rischia niente Rubio, non rischia niente Hegseth, non rischia niente Netanyahu (la cui famiglia è a Miami), non rischia niente nessuno di quelli che prendono le decisioni più fatali.
Ogni contraddizione viene spianata, ogni nodo viene sciolto.
Se anche alla fine non hai raggiunto nessuno degli obiettivi ufficialmente sbandierati (e QUANDO MAI sono stati raggiunti?), non c'è assolutamente nessun problema.
Avrai bruciato, insieme a donne, bambini, cittadini e soldati, una bella quantità di materiale bellico da rimpiazzare, una bella quantità di carburante da riacquistare.
Che ti frega del resto? Tu sei quello che governa la spesa prima e dopo la distruzione.
Lascia le formiche imbecilli laggiù in basso, e i giornalisti a molla, alle loro contorsioni dialettiche per fare spazio in qualche modo al "diritto internazionale", alla "liberazione dei popoli", al "conflitto di civiltà", e altre cazzate.
Che si scervellino pure, tanto alla fine del falò a loro resterà la cenere, i conti da pagare, i morti da seppellire; a te e ai tuoi compagni di golf resterà un'isola in più.
Ma e il regno di Baal? E l'Anticristo? E il satanismo?
Ma perché vi immaginate Baal, l'Anticristo o Satana come alfieri di un Regno del Male? Perché alimentate l'idea romantica degli Imperatori delle Tenebre?
Mi spiace amici, ma il Male, il vero autentico inflessibile Male nel mondo non ha nessuna grandiosa "impresa maligna" da portare a compimento.
Questo gli darebbe comunque una dignità, gli imporrebbe una coerenza, lo costringerebbe a tener ferme strategie: in fin dei conti lo renderebbe "costruttivo".
No, il Male sta in quella minuta meschinità di chi è disposto a dar fuoco al mondo per il solo gusto di avervi fottuto; e questo anche se in quel rogo dovesse finire lui stesso. E' questa assurdità a renderlo potente: chiunque ragioni in termini di fini positivi, di una costruzione di vita, non riesce a seguirne i ragionamenti.
Il Male, come è stato detto altrove, è straordinariamente banale: è la dedizione di piccoli uomini dall'enorme frustrazione, capaci di spendere la vita, propria ma soprattutto altrui, per "ottenere profitti", cioè per ottenere ulteriore potenza senza nulla di importante da farci, cioè - in ultima analisi - per sentirsi vincenti, per non percepirsi come "losers", perdenti, sfigati.
Dedicare la propria vita ed energia alle battaglie del profitto è una vocazione reale, diffusa in molti ominicchi allevati nel grande pazzo serraglio della modernità, subumani che in ciò vivono la loro rivincita.
Il trionfo risentito del nulla.
mercoledì 4 marzo 2026
Israele vive di guerre - Orly Noy
Da: https://www.internazionale.it - Orly Noy, Giornalista israeliana; +972 Magazine, Israele. Traduzione di Davide Lerner.
martedì 3 marzo 2026
"Cosificazione": la deriva del capitalismo che divora l'umanità - Le Frasi di Marx
Da: https://www.lantidiplomatico.it -
lunedì 2 marzo 2026
Cuba: dignità contro barbarie - Juanjo Peciña
Da: https://giuliochinappi.com - https://www.marx21.it - Originale di Juanjo Peciña (Cubainformación) – 23 febbraio 2026
Cuba: dignità contro barbarie
Una dura denuncia dell’escalation dell’aggressione statunitense contro Cuba, che contrappone alla barbarie imperialista la dignità della Rivoluzione, la solidarietà internazionalista dell’isola e il diritto del popolo cubano a vivere sovrano.
Cuba rappresenta davvero molto, amiche e amici. Terra germinale e punto di riferimento di principi che hanno segnato il mio pensiero vitale. Risveglio, scoperta, studio, apprendimento, comprensione, momenti indelebili, compagni cari, alcuni già scomparsi.
Con il Che, insieme all’asma, condivido le sue riflessioni incise nel mio DNA: «Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque in qualsiasi parte del mondo. È la qualità più bella del rivoluzionario». Cercando di farla convivere con l’onestà e la dignità.
domenica 1 marzo 2026
Europa Progetto di Guerra? Sachs e Varoufakis si confrontano
Da: frontezero - Jeffrey Sachs, professore universitario presso la Columbia University, è Direttore del Center for Sustainable Development presso la Columbia University e Presidente del Sustainable Development Solutions Network delle Nazioni Unite. Ha servito come consigliere di tre Segretari generali delle Nazioni Unite e attualmente ricopre il ruolo di avvocato SDG sotto il Segretario generale António Guterres. - Yanis Varoufakis è un economista, accademico e politico greco naturalizzato australiano.
sabato 28 febbraio 2026
"Tutti a casa". L'Italia di una volta -
Da: Valerix - Un film di Luigi Comencini del 1960 interpretato da Alberto Sordi.
Monaco 2026, la conferenza che ha messo a nudo la crisi dell’Occidente atlantico.
Da: https://giuliochinappi.com - Articolo pubblicato su Strategic Culture Foundation
La Conferenza di Monaco sulla Sicurezza avrebbe dovuto rappresentare il tradizionale momento di coordinamento strategico tra Stati Uniti ed Europa. In realtà, si è trasformata nello specchio di una relazione transatlantica in affanno. L’appuntamento, tenutosi dal 13 al 15 febbraio con la partecipazione di responsabili politici e di sicurezza provenienti da oltre 110 Paesi e regioni e con più di 50 capi di Stato e di governo, è partito con una domanda non dichiarata ma evidente: quanto è ancora solido il quadro politico che ha retto l’Occidente negli ultimi decenni?
Il segnale più eloquente è arrivato già alla vigilia, con la pubblicazione del Munich Security Report 2026 e la sua copertina “Under Destruction”, richiamo simbolico a un ordine internazionale percepito come eroso dall’interno. Nella lettura proposta da molti analisti, il punto politicamente più sensibile è la crescita della percezione del rischio proveniente dagli Stati Uniti stessi, un dato che in alcuni contesti europei supera perfino quello legato alla Cina o alla Russia, a dimostrazione di una fiducia strategica incrinata, cioè della crisi del pilastro psicologico su cui si era costruita la comunità atlantica.
venerdì 27 febbraio 2026
La Nuova Destra colonizzerà il Mondo? - Alessandra Ciattini
giovedì 26 febbraio 2026
Le 10 notizie più importanti (e verificate) contenute negli Epstein Files - Enrica Perucchietti
Da: https://www.lindipendente.online - Enrica Perucchietti, laureata con lode in Filosofia, vive e lavora a Torino come giornalista, scrittrice ed editor. Collabora con diverse testate e canali di informazione indipendente. È autrice di numerosi saggi di successo. Per L’Indipendente cura la rubrica Anti fakenews.
Leggi anche: Epstein e lo spirito neopatriarcale del capitalismo - Paolo Desogus
Vedi anche: EPSTEIN E IL LATO OSCURO DEL POTERE. ORA PUÒ CROLLARE UN INTERO SISTEMA - Alberto Contri
Cosa c’entra il Mossad con gli Epstein files? Ne parliamo con Rula Jebreal. https://www.facebook.com/dibattista.alessandro/videos/1275442981064026
Il ranch di Epstein nel Nuovo Messico
mercoledì 25 febbraio 2026
Da Trump agli Eurobond: la catastrofe capitalista è inevitabile? - Emiliano Brancaccio
Da: Il Fatto Quotidiano - Emiliano Brancaccio è professore di Economia politica presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II e promotore, con Robert Skidelsky, dell’appello “Le condizioni economiche per la pace” pubblicato sul Financial Times , Le Monde e Econopoly de Il Sole 24 Ore . - Emiliano Brancaccio - www.emilianobrancaccio.it -
Leggi anche: L’arte di non capire la guerra al fine di perpetuarla - EMILIANO BRANCACCIOmartedì 24 febbraio 2026
Psicosi rossobruna: l’accusa che assolve chi la pronuncia - Alex Marquez
Da: https://www.kulturjam.it - alex marquez Corsivista, umorista instabile.
lunedì 23 febbraio 2026
Veicoli elettrici, la cooperazione con la Cina come leva strategica per Europa e Canada. - Giulio Chinappi
Nel pieno della competizione geoeconomica, la filiera dei veicoli elettrici dimostra che la cooperazione conviene più dello scontro. La centralità industriale della Cina, la necessità europea di rilancio e la svolta canadese indicano una via pragmatica fondata su reciprocità e stabilità.
Da capitolo secondario della politica industriale globale, la transizione elettrica è oramai diventata uno dei principali terreni su cui si misurano competitività, sicurezza energetica, capacità tecnologica e qualità della crescita. In quest’ambito, la Cina è passata da inseguitore a motore sistemico; non soltanto perché produce molto, ma perché ha costruito un ecosistema completo, dalla manifattura alle batterie, dal software di controllo alla scala commerciale internazionale. I numeri più recenti, resi noti tanto dalla stampa cinese quanto da quella occidentale, lo confermano, segnalando che, nel dicembre 2025, le vendite dei costruttori cinesi nel mercato auto europeo sono salite del 126% su base annua, superando per la prima volta le 100.000 unità mensili, con una quota del 9,5%.
Questa avanzata è l’esito di una politica industriale coerente e di lungo periodo che ha consentito al settore cinese dei veicoli a nuova energia (NEV) di passare da volumi marginali a una scala mondiale. Nel solo 2025, produzione e vendite cinesi di veicoli a nuova energia hanno superato i 16 milioni di unità, e nel mercato interno la quota NEV ha oltrepassato il 50%. Allo stesso tempo, le vendite globali di NEV hanno superato i 20 milioni, segno che la traiettoria cinese sta incidendo direttamente sulla velocità della transizione mondiale.
domenica 22 febbraio 2026
La “broligarchy” di Epstein. Dominio maschile e sabotaggio femminile. - Ida Dominijanni
Da: https://centroriformastato.it - Ida Dominijanni è una giornalista, filosofa e storica italiana. ida.dominijanni - ida-dominijanni-blog
La parola delle vittime scoperchia il vaso di Pandora di una casta fratriarcale al di sopra di ogni legge, che usa le donne come una criptovaluta e dal sesso alla geopolitica obbedisce solo all’imperativo del godimento.
Epstein e lo spirito neopatriarcale del capitalismo - Paolo Desogus
Da: https://volerelaluna.it - Paolo Desogus insegna Letteratura italiana contemporanea a Sorbonne Université. Ha scritto su Pasolini, Gramsci, Eco, De Martino e sul rapporto tra cinema e letteratura. Lo scorso maggio è uscita per La nave di Teseo la sua nuova monografia “In difesa dell’umano. Pasolini tra passione e ideologia”.
Vedi anche: EPSTEIN E IL LATO OSCURO DEL POTERE. ORA PUÒ CROLLARE UN INTERO SISTEMA - Alberto Contri
EPSTEIN FILES - Nella tela del ragno - Pubble (https://www.youtube.com/watch?v=ORt337Hf3Tk).
Cosa c’entra il Mossad con gli Epstein files? Ne parliamo con Rula Jebreal. https://www.facebook.com/dibattista.alessandro/videos/1275442981064026
Leggi anche: ISRAELE: L’ELEFANTE NELLA STANZA DELLO SCANDALO
EPSTEIN https://www.facebook.com/francesca.fornario/posts
Pasolini, ultima vittima di Salò - Giorgio Gattei
Pasolini, Salvini e il neofascismo come merce - Wu Ming 1, scrittore
sabato 21 febbraio 2026
È ANCORA POSSIBILE OPPORSI AD UN GENOCIDIO. CHI NON LO FA (QUASI TUTTI) È COMPLICE. VOGLIO RINGRAZIARE QUESTE PERSONE A CUI È RIMASTA ADDOSSO DELL’UMANITÀ. - Lavinia Marchetti
Da: https://laviniamarchetti.altervista.org - Lavinia Marchetti - Lavinia Marchetti -
Vedi anche: Disunited Nations Medio Oriente: l'ONU nella bufera
– Stefan Renna: ha trasformato una telecronaca tecnico-sportiva in un atto di denuncia politica, scatenando un dibattito globale sui confini del giornalismo sportivo e sulla coerenza etica delle organizzazioni internazionali come il Comitato Olimpico Internazionale (CIO). Durante la discesa dell’equipaggio israeliano composto dal pilota Adam Edelman e dal frenatore Menachem Chen, Renna ha sospeso il consueto commento su traiettorie e tempi intermedi per focalizzarsi sul profilo ideologico dell’atleta Edelman. Il giornalista ha citato esplicitamente le dichiarazioni pubbliche del bobbista, che si era autodefinito “sionista fino al midollo” e aveva descritto l’operazione militare a Gaza come “la guerra più moralmente giusta della storia”.
L’analisi di Renna non si è limitata alla citazione, ma ha esteso il campo alla condotta extra-sportiva di Edelman. Il bobbista, nato a Boston ma rappresentante di Israele, è stato accusato di aver utilizzato i suoi canali social per minacciare attivisti internazionali, tra cui Greta Thunberg e i membri della “Global Sumud Flotilla”, auspicando per loro un incontro con Hamas a Gaza come “metodo diverso per ottenere lo stesso risultato finale”. Renna ha sottolineato come la partecipazione di atleti con posizioni così radicali e bellicose ponga un interrogativo profondo sulla missione olimpica di pace. Il giornalista ha ricordato come l’istituzione olimpica abbia escluso gli atleti russi e bielorussi a causa del conflitto in Ucraina, invocando la neutralità politica dello sport. Tuttavia, tale rigore sembra svanire di fronte al sostegno esplicito di atleti israeliani a operazioni militari definite da commissioni d’inchiesta delle Nazioni Unite come potenziali atti di genocidio.La risposta della RTS è stata indicativa della fragilità del sistema dell’informazione di fronte a temi polarizzanti. Sebbene il broadcaster abbia ammesso la veridicità fattuale delle informazioni riportate da Renna, ha rimosso il filmato dal proprio sito web, giustificando la scelta con l’inappropriatezza del formato e della lunghezza dell’intervento all’interno di un commento sportivo. La critica interna ed esterna ha però sollevato il dubbio che tale rimozione fosse dettata dal timore di ritorsioni politiche e diplomatiche, specialmente in un momento in cui la Svizzera si trovava a discutere il rinnovo della propria legge sulla radiotelevisione.
MONOLOGO INTERIORE DI MOLLY BLOOM -
Da: "Ulisse" di James Joyce - https://www.marilenabeltramini.it -
Che ora bestiale mi dà l'idea che in Cina si stanno alzando a quest'ora e si pettinano I codini per la giornata tra poco le monache suoneranno l'angelus non c'è nessuno che vada a disturbare i loro sonni se non qualche prete per le funzioni della notte la sveglia di quelli accanto al primo chicchirichì mi fa uscire il cervello a forza di far fracasso guardiamo un po' se riesco ad addormentarmi 1 2 3 4 5 che razza di fiori sono quelli che hanno inventato come le stelle la carta da parati di Lombard street era molto più carina quel grembiule che mi ha dato assomigliava un po' solo che l'ho portato solo due volte meglio abbassare la lampada e provare ancora in modo da alzarsi presto voglio andare da Lambes là vicino a Findlaters e farmi mandare dei fiori da mettere per casa nel caso lo portasse qui domani cioè oggi no no il venerdì porta male prima voglio fare un po' di pulizie la polvere sembra che si ammucchi mentre dormo poi un po' di musica e qualche sigaretta posso accompagnarlo prima devo pulire i tasti del piano col latte cosa mi devo mettere porterò una rosa bianca o quelle brioches di Lipton mi piace l'odore di un bel negozio di lusso a sette penny e mezzo la libbra o quelle altre con le ciliegine e lo zucchero rosa 11 pence un paio di libbre di quelle e poi una bella piantina in mezzo alla tavola si trova a minor prezzo da un momento dove le ho viste non è mica tanto Io amo i fiori vorrei che la casa nuotasse nelle rose Dio del cielo non c'è niente come la natura le montagne selvagge poi iI mare e le onde galoppanti poi la bella campagna con campi d'avena e di grano e ogni specie di cose e tutti quei begli animali in giro ti farebbe bene al cuore veder fiumi laghi e fiori ogni specie di forme e odori e colori che spuntano anche dai fossi primule e violette e questa la natura e quelli che dicono che non c'è un Dio non darei un soldo bucato di tutta la loro sapienza perché non provano loro a creare qualcosa gliel'ho chiesto spesso gli atei o come diavolo si chiamano vadano e si lavino un po' prima e poi strillano per avere il prete quando stanno per morire e perché perché perché hanno paura dell'inferno per via della loro cattiva coscienza ah si li conosco bene chi è stato il primo nell'universo prima che ci fosse qualcun altro che ha fatto tutto chi ah non lo sanno e nemmeno io eccoci tanto vale che cerchino di impedire che domani sorga il sole il sole splende per te disse lui quel giorno che eravamo stesi tra i rododendri sul promontorio di Howth con quel suo vestito di tweed grigio e la paglietta il giorno che feci fare la dichiarazione sim prima gli passai in bocca quel pezzetto di biscotto all'anice e era un anno bisestile come ora si 16 anni fa Dio mio dopo quel bacio così lungo non avevo più fiato si disse che ero un fior di montagna si siamo tutti fiori allora un corpo di donna si è stata una delle poche cose giuste che ha detto in vita sua e il sole splende per te oggi si perciò mi piacque si perché vidi che capiva o almeno sentiva cos'è una donna e io sapevo che me lo sarei rigirato come volevo e gli detti quanto più piacere potevo per portarlo a quel punto finchè non mi chiese di dir di si e io dapprincipio non volevo rispondere guardavo solo in giro il cielo e il mare e pensavo a tante cose che lui non sapeva di Mulvey e mr Stanthope e Hester e papà e il vecchio capitano Groves e i marinai che giocavano al piattello e alla cavallina come dicevano loro sul molo e la sentinella davanti alla casa del governatore con quella cosa attorno all'elmetto bianco povero diavolo mezzo arrostito e le ragazze spagnole che ridevano nei loro scialli e quei pettini alti e le aste la mattina i Greci e gli Ebrei e gli Arabi e il diavolo chi sa altro da tutte le parti d'Europa e Duke Street e il mercato del pollame un gran pigolio davanti a Larby Sharans e i poveri ciuchini che inciampavano mezzi addormentati e gli uomini avvolti nei loro mantelli addormentati all'ombra sugli scalini e le grandi ruote dei carri dei tori e il vecchio castello e vecchio di mille anni si e quei bei mori tutti in bianco e turbanti come re che chiedevano di metterti a sedere in quei buchi di botteghe e Ronda con le vecchie finestre delle posadas fulgidi occhi celava l'inferriata perché il suo amante baciasse le sbarre e le gargotte mezzo aperte la notte che perdemmo il battello ad Algeciras il sereno che faceva il suo giro con la lampada e Oh quel pauroso torrente laggiù in fondo Oh e il mare il mare qualche volta cremisi come il fuoco e gli splendidi tramonti e i fichi nei giardini dell'Alameda sì e tutte quelle stradine curiose e le case rosa e azzurre e gialle e i roseti e i gelsomini e i geranei e i cactus e Gibilterra da ragazza dov'ero un Fior di montagna sì quando mi misi la rosa nei capelli /come facevano le ragazze andaluse o ne porterò una rossa sì e come mi baciò sotto il muro moresco /e io pensavo beh lui ne vale un altro e poi gli chiesi con gli occhi di chiedere ancora sì allora mi chiese se io volevo sì dire di sì mio fior di montagna e per prima cosa gli misi le braccia intorno sì e me lo tirai addosso in modo che mi potesse sentire il petto tutto profumato sì e il suo cuore batteva come impazzito e sì dissi sì voglio sì.
venerdì 20 febbraio 2026
«Noam Chomsky, Jeffrey Epstein e la politica del tradimento» - Chris Hedges
Da: https://krisis.info - Articolo originale: https://chrishedges.substack.com/p/noam-chomsky-jeffrey-epstein-and (traduzione dall’inglese a cura di Krisis). -Chris Hedges è un giornalista vincitore del Premio Pulitzer, è stato corrispondente estero per quindici anni per il New York Times, dove ha lavorato come capo dell'Ufficio per il Medio Oriente e dell'Ufficio balcanico per il giornale.
Il premio Pulitzer esprime tutta la sua indignazione per i rapporti del linguista con il pedofilo.
L’ex giornalista del New York Times ricostruisce i rapporti tra Noam Chomsky e Jeffrey Epstein. Rigettando le tesi difensive sulla presunta buona fede di Chomsky, Chris Hedges evidenzia come il professore abbia beneficiato di lussi e agevolazioni esclusive, ignorando consapevolmente i crimini commessi da Epstein. Tale cedimento alle lusinghe dell’élite predatrice compromette irrimediabilmente la credibilità di una figura che finora pareva un simbolo di rettitudine.
giovedì 19 febbraio 2026
Erosione del potere d’acquisto e disuguaglianze - Federico Giusti
Da: https://giuliochinappi.com - Federico Giusti è delegato CUB nel settore pubblico, collabora coi periodici Cumpanis, La Città futura, Lotta Continua ed è attivo sui temi del diritto del lavoro, dell'anticapitalismo, dell'antimilitarismo (Federico Giusti).
Ascolta anche: Yesterday's Papers: Disoccupazione, un'Europa a due velocità - https://grad-news.blogspot.com
Leggi anche: Difesa: riarmo e industria militare in Europa e Italia - Emiliano Gentili e Federico Giusti
Come siamo arrivati alla situazione attuale - Emiliano Gentili e Federico Giusti
L’idea che ormai la erosione del potere di acquisto sia un dato strutturale e di per sé immodificabile sta producendo due effetti nefasti per il conflitto di classe: da una parte si va deviando l’attenzione generale dai salari e dalle dinamiche contrattuali, dall’altra si fa passare l’idea che la prospettiva verso la quale indirizzarsi sia sempre la riduzione del danno e alla fine anche sottoscrivere un contratto con aumenti del 6%, a fronte di una inflazione cumulata per i redditi bassi sopra il 17%, sia in fondo un compromesso accettabile. In questo piano inclinato che sostituisce il conflitto con il compromesso a perdere, la comunicazione gioca ruoli determinanti decidendo, a vantaggio dei dominanti, gli argomenti più gettonati e quelli invece da emarginare dal dibattito pubblico.
Meno si sa in giro dell’erosione del potere di acquisto, tanto più sarà facile costruire una comunicazione a senso unico che parli dei posti di lavoro creati dal 2019 ad adesso sia nella Pubblica Amministrazione che nel privato.
Tuttavia, se oggi si parlasse di salari nominali e reali la gran parte delle dichiarazioni del Governo verrebbe letteralmente smentita: come ci è stato detto da alcuni lavoratori durante uno sciopero, «Il netto cresce assai meno del lordo».



