Da: https://laviniamarchetti.altervista.org - Lavinia Marchetti - Lavinia Marchetti -
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La teoria Marxista poggia la sua forza sulla scienza... che ne valida la verità, e la rende disponibile al confronto con qualunque altra teoria che ponga se stessa alla prova del rigoroso riscontro scientifico... il collettivo di formazione Marxista Stefano Garroni propone una serie di incontri teorici partendo da punti di vista alternativi e apparentemente lontani che mostrano, invece, punti fortissimi di convergenza...
Da: https://laviniamarchetti.altervista.org - Lavinia Marchetti - Lavinia Marchetti -
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Da: MarxVentuno Edizioni - Luciano Canfora, filologo, storico, saggista, professore emerito dell’Università di Bari, membro del Consiglio scientifico dell’Istituto dell’Enciclopedia italiana e direttore della rivista Quaderni di Storia, Dedalo Edizioni.
Da: l'Unità (https://www.unita.it) - Emiliano Brancaccio è professore di Politica economica presso l'Università del Sannio - www.emilianobrancaccio.it - Emiliano Brancaccio -Domenico Suppa Professore di Economia Politica presso l'Università Giustino Fortunato di Benevento.
Da: https://jacobinitalia.it - Francesco Schettino è professore ordinario di economia politica all’ Università della Campania “Luigi Vanvitelli”. -
Dedicare adeguato spazio in questa rivista alla critica dell’economia e alla definizione di un paradigma alternativo è un’idea che assume ancor più rilievo alla luce degli ultimi accadimenti internazionali che sembrano precipitare velocemente verso un esito pericoloso e tutt’altro che auspicabile.
L’analisi economica è senza dubbio cruciale in un periodo in cui si sente parlare sin troppo spesso di geopolitica senza tener conto adeguatamente della fase del capitalismo in cui viviamo. Troppe volte, infatti, si ascoltano ragionamenti che sembrerebbero basati su un ipotetico risiko privo di storicità e dunque del fondamentale riferimento alla struttura economica contemporanea che si trova sempre in rapporto dialettico con il piano sovrastrutturale. Per non incorrere in aporie di questo tipo è necessario innanzitutto dotarsi di strumenti adeguati indipendenti – il socialismo scientifico – e non generati all’interno di un’accademia mondiale che, in maniera sempre più veemente, ha messo fuori dalla porta delle università l’unica teoria che negli anni, alla prova dei fatti, è stata in grado di fornire le leggi generali di sviluppo del capitalismo e dunque una formidabile critica dell’economia politica.
Da: https://www.lantidiplomatico.it - https://www.marx21.it - Alberto Bradanini, ex-diplomatico. Già Ambasciatore d’Italia in Cina (2013-15), Coordinatore del Comitato Governativo Italia-Cina (2007-09), Console Generale d’Italia a Hong Kong (1996-98), Consigliere Commerciale all’Ambasciata d’Italia a Pechino (1991-96), Ambasciatore d’Italia a Teheran (2008-12), attualmente Presidente del Centro Studi sulla Cina Contemporanea (Reggio Emilia, Italia). Alberto Bradanini è autore di diversi saggi e libri, tra cui “Oltre la Grande Muraglia” (2018); “Cina, l’irresistibile ascesa” (2022) e “Lo sguardo di Nenni e le sfide della Cina”.
Vedi anche: Cina, India e il Sud globale. - Alberto Bradanini
Da: Sinistra per Urbino - Alessandro Barbero è uno storico, scrittore e accademico italiano, specializzato in storia del Medioevo e in storia militare.
Vedi anche: La responsabilità dello storico - Alessandro Barbero
Da: https://www.ilfattoquotidiano.it - Tommaso Rodano Giornalista, scrive sul Fatto Quotidiano dalla sua prima estate, quella del 2010. In genere si occupa di politica, raramente di cose serie.
Vedi anche: "Genocidio di Gaza: un crimine collettivo": presentazione del nuovo report della relatrice ONU, Francesca Albanese - Conferenza stampa di Stefania Ascari https://webtv.camera.it/evento
Francesca Albanese, relatrice speciale dell'Onu, a margine della conferenza alla Camera dei Deputati: https://www.facebook.com/reel/1032709016581993
Francesca Albanese torna alla Camera per parlare del genocidio a Gaza in un clima non proprio accogliente. Sono giorni di riflusso securitario e ipotesi repressive, dopo le violenze della manifestazione di Torino per Askatasuna. Solo venerdì, inoltre, quella stessa sala stampa era stata prenotata dal leghista Furgiuele per ospitare alcuni esponenti di Casapound, rimasti fuori dal palazzo per la protesta dei parlamentari di opposizione. Per Fratelli d’Italia invece l’intervento di Albanese è inaccettabile. L’editto è del questo re di Montecitorio Paolo Trancassini: la Camera “non può trasformarsi in una tribuna” per figure divisive. L’accusa ancora prima che Albanese parlasse –è di manipolare i fatti, alimentare una narrazione ostile a Israele e usare il Parlamento come “cassa di risonanza per tesi ideologiche”. Per la senatrice Ester Mieli, Albanese alla Camera è semplicemente “un’offesa per gli italiani”. RESTA DA CAPIRE cosa ci sia di offensivo, nel discorso della relatrice dell’Onu (accompagna ta dai deputati del M5S Ascari, Carotenuto e Auriemma, dal senatore di Avs De Cristofaro e dal deputato del Pd Scotto).
Albanese ha presentato il suo ul timo rapporto, già discusso all’Assemblea generale delle Nazioni Unite: Genocidio di Gaza: un crimine collettivo. Il documento insiste su un punto preciso: il genocidio non è il prodotto di un singolo Stato, ma l’esito di un sistema di complicità internazionale che coinvolge governi, alleanze militari, aziende, banche e istituzioni finanziarie. In questo quadro l’Italia occupa una posizione non marginale: tra il 2020 e il 2024 è stata il terzo fornitore mondiale di armi a Israele, dopo Stati Uniti e Germania. Continua a consentire il transito di carichi militari, partecipa a programmi di addestramento e intelligence ed è partner del progetto F-35, centrale nei bombardamenti su Gaza, con Leonardo tra i principali attori industriali.
A Gaza, intanto, la situazione resta drammatica, anche se i riflettori mediatici si sono spostati altrove: oltre 70 mila morti confermati, migliaia di dispersi, popolazione senza accesso stabile a cibo, acqua ed elettricità, bambini morti di ipotermia, mentre in Cisgiordania continuano espropri, sfollamenti e violenze dei coloni.
Per Albanese parlare di “ricostruzione” senza giustizia è una finzione: “Non si ricostruisce nulla su fosse comuni”.
ALBANESE ha commentato le ipotesi di legge sull’antisemitismo: “Strumentalizzare la lotta necessaria contro l’antisemitismo per proteggere uno Stato –Israele – accusato di crimini gravissimi contro l’umanità, rischia di minare le fondamenta dell’ordine democratico e della libertà di espressione”.
A margine della conferenza, interpellata sugli scontri di Torino, ha rilasciato una di chiarazione che non mancherà di fomentare le polemiche a destra: “Le forze dell’ordine sono state difese nel contesto italiano –ha risposto a chi le chiedeva dei carabinieri minacciati e fatti inginocchiare da un riservista dell’Idf nei pressi di Ramallah – mi chiedo perché non siano state difese anche quando sono state aggredite da chi semina il terrore in Cisgiordania”.
Da: https://www.marxismo-oggi.it - Paolo Crocchiolo, professore dell'Università popolare Antonio Gramsci, già docente di evoluzionismo e filosofia all'Università americana e funzionario dell'Onu. Primario di malattie infettive e tropicali, già responsabile della ricerca clinica sull’AIDS dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (1988-1993) e già presidente del Comitato Scientifico Nazionale del Forum Droghe (2001-2008). Paolo Crocchiolo -
Leggi anche: Marxismo ed evoluzionismo - Paolo Crocchiolo
Marxismo-e-darwinismo-lilian-truchon
Primum vivere, dein reproducere
Tutti gli esseri viventi, a cominciare dai batteri, manifestano comportamenti istintivi (principalmente l’acquisizione del nutrimento) atti a permettere loro di sopravvivere e crescere fino a raggiungere lo stadio della riproduzione. Quelli a riproduzione sessuata, in aggiunta e in associazione a questi istinti primari, necessitano anche di istinti che realizzino l’unione dei gameti maschili e femminili. Nell’uomo, infine, gli istinti di base e quelli sessuali s’intrecciano con l’insieme dei fattori culturali, anch’essi peraltro frutto dell’evoluzione.
I meccanismi di base della vita
Tutta la vita sin dal suo nascere (quattro miliardi di anni fa) è un risultato di selezione, che inizialmente premia fra tutte le molecole quelle in grado di replicarsi, poi quelle assemblate in geni capaci di costruire attorno a sé macchine riproduttrici, sempre più complesse, in grado di traghettarli alle generazioni successive. L’affermarsi della modalità sessuata della riproduzione determina la comparsa del meccanismo della selezione sessuale, un sottoinsieme di quella naturale, condizionata, nelle specie animali, dall’istinto all’accoppiamento propedeutico alla riproduzione stessa. Nelle specie ominidi che fanno attualmente capo alla nostra, gli istinti geneticamente trasmissibili sono andati compendiandosi con la cultura, che evolve come risultato di una serie di fattori tutti dialetticamente intrecciati fra loro (la stazione eretta, la fine manualità, l’aumento del volume cerebrale e la neotenia). La cultura, esclusiva della nostra specie, rappresenta un ulteriore elemento di complessità in grado di svincolarsi parzialmente dagli istinti primari e quindi di retroagire positivamente o negativamente su di essi.
Da: https://diogenenotizie.com - Federico Giusti è delegato CUB nel settore pubblico, collabora coi periodici Cumpanis, La Città futura, Lotta Continua ed è attivo sui temi del diritto del lavoro, dell'anticapitalismo, dell'antimilitarismo (Federico Giusti). - Emiliano Gentili, docente alla scuola secondaria, è un attivista e uno studioso di problematiche economiche e sociali (Emiliano Gentili).
Leggi anche: Come siamo arrivati alla situazione attuale - Emiliano Gentili e Federico Giusti
L’obiettivo della nostra ricerca è quello di fornire una lettura agile e sintetica sullo stato della Difesa europea e italiana. Lo studio è orientato a comprendere la posizione dell’UE e dell’Italia nell’ambito del settore – con i vari punti di forza e le debolezze – e quali siano le strategie politiche di sviluppo militare prefigurate dai governi per il futuro. Perché il settore militare sarà sempre più al centro degli investimenti e dei processi di ricerca e sviluppo e anche perché dietro al Riarmo non c’è solo l’aumento delle spese militari, bensì un vero e proprio processo riorganizzativo dell’industria e delle Istituzioni – a partire dalle scuole e dall’Università, sempre più militarizzate e irregimentate.
In questo articolo proveremo a sviluppare dei ragionamenti partendo, una volta tanto, non dalle conseguenze dei processi in atto ma dalle cause. Prima però proviamo a precisare un paio di nozioni:
– la filiera della difesa è un complesso di attività imprenditoriali orientate all’ideazione, la produzione, la movimentazione e la commercializzazione di oggetti a uso militare o duale (sia bellico che civile), nonché delle loro componenti industriali; pertanto, ingloba segmenti di settori produttivi differenti, come ad esempio l’aerospazio, l’elettronica, la cantieristica navale e l’automotive;
– il settore della difesa invece è una categoria più ampia, che oltre all’infrastruttura produttiva, logistica e commerciale di tipo militare comprende l’assetto istituzionale (Ministero della Difesa, Esercito e forze di polizia, normativa di riferimento).
Da: https://www.pandorarivista.it - Luciano Canfora, filologo, storico, saggista, professore emerito dell’Università di Bari, membro del Consiglio scientifico dell’Istituto dell’Enciclopedia italiana e direttore della rivista Quaderni di Storia, Dedalo Edizioni. (Luciano Canfora Podcast) - Francesco Maria Galassi, medico, antropologo, fisico e forense, paleopatologo, umanista. Dottore di ricerca e professore associato di antropologia fisica presso l’Università di Łódź (Polonia).
Vedi anche: Il Testamento di Lenin: Stalin, Trockij ed il socialismo in un solo paese. - LUCIANO CANFORA
Con Il testamento di Lenin. Storia segreta di una lettera non spedita (Fuoriscena 2025), Luciano Canfora esplora uno dei documenti più problematici e controversi della storia politica del Novecento: la Lettera al Congresso, scritta da Lenin fra il 22 dicembre 1922 e il 4 gennaio 1923, nei rari momenti di lucidità concessi dalla malattia che lo avrebbe condotto a morte il 21 gennaio 1924. Dettata in condizioni di precarietà fisica e mentale, e in un clima di vigilanza costante – poiché la segreteria che lo assisteva agiva sotto la supervisione diretta di Stalin – la Lettera è, come scrive Canfora, «un sintomo di crisi profondissima al vertice del bolscevismo».
In quelle pagine, redatte con sforzo estremo, Lenin cerca di «far ordine al vertice del partito». L’obiettivo è duplice: da un lato, segnalare i rischi di una scissione tra Trockij e Stalin, dall’altro ammonire contro l’accentramento del potere nelle mani di quest’ultimo, ossia del Segretario generale del Comitato Centrale del Partito Comunista. Il giudizio leniniano su Stalin, nel poscritto del 4 gennaio 1923, è esplicito: egli è, a giudizio del leader della rivoluzione bolscevica, caratterialmente inadatto a tale ruolo, a causa della sua rozzezza (slishkom grub, «troppo rozzo») nei rapporti con i compagni e della scarsa lealtà.
Lenin formulò giudizi severi su tutti i principali dirigenti del partito: di Trockij sottolineò la baldanza e l’eccessiva attrazione per il lato amministrativo delle questioni, mentre di Bucharin e Pjatakov mise in dubbio l’ortodossia marxista.
Canfora, elaborando le proprie conclusioni a partire da fondamentali studi sul tema quali Lenin’s will di Yuri A. Buranov (1994) e dal riesame diretto delle fonti e dei documenti, dimostra come, con ogni probabilità, il documento fu manipolato. Estremamente significativa è, infatti, l’interpolazione successiva della parola «non-bolscevismo» per Trockij, introdotta sotto il controllo di Stalin, che aveva accesso ai manoscritti tramite le segretarie del leader malato e prossimo ormai al trapasso. Tale aggiunta, osserva Canfora, servì a screditare l’avversario principe di Stalin, manipolando, in ultima analisi, il senso dell’intero documento, dal momento che «sembra[va] significare infatti che [ancora allora] tale [fosse] la caratteristica di Trockij».
Da: https://chrishedges.substack.com - https://www.lantidiplomatico.it - Chris Hedges è un giornalista vincitore del Premio Pulitzer, è stato corrispondente estero per quindici anni per il New York Times, dove ha lavorato come capo dell'Ufficio per il Medio Oriente e dell'Ufficio balcanico per il giornale. -
Leggi anche: La follia di una guerra con l'Iran - Chris Hedges
I manifestanti si scontrano con le forze dell'ordine dopo che un agente federale ha sparato e ucciso un uomo il 24 gennaio a Minneapolis (Foto di Arthur Maiorella/Anadolu tramite Getty Images)Gli omicidi di civili disarmati per le strade di Minneapolis, incluso l'omicidio odierno dell'infermiere di terapia intensiva Alex Jeffrey Pretti, non sarebbero uno shock per gli iracheni di Falluja o per gli afghani nella provincia di Helmand.
Sono stati terrorizzati per decenni da squadre di esecuzione americane pesantemente armate. Non sarebbero uno shock per nessuno degli studenti a cui insegno in prigione. La polizia militarizzata nei quartieri poveri delle città sfonda le porte senza mandato e uccide con la stessa impunità e mancanza di responsabilità. Ciò che noi tutti stiamo affrontando ora è quello che Aimé Césaire chiamava boomerang imperiale.
Gli imperi, quando decadono, impiegano forme selvagge di controllo su coloro che soggiogano all'estero, o su coloro che la società in generale demonizza in nome della legge e dell'ordine, in patria.
La tirannia che Atene impose agli altri, notò Tucidide, alla fine, con il crollo della democrazia ateniese, si impose a se stessa. Ma prima di diventare vittime del terrore di Stato, eravamo complici. Prima di esprimere indignazione morale per l'uccisione indiscriminata di vite innocenti, tolleravamo, e spesso celebravamo, le stesse tattiche della Gestapo, purché fossero dirette contro coloro che vivevano nelle nazioni da noi occupate o contro i poveri di colore.
Abbiamo seminato vento, ora raccoglieremo tempesta. La macchina del terrore, perfezionata contro coloro che abbiamo abbandonato e tradito, compresi i palestinesi di Gaza, è pronta per noi.
Da: https://contropiano.org - Massimo Zucchetti è professore ordinario dal 2000 presso il Politecnico di Torino, Dipartimento di Energia. Attualmente è docente di Radiation Protection, Tecnologie Nucleari, Storia dell’energia, Centrali nucleari. - Massimo Zucchetti - https://zucchett.wordpress.com -
Leggi anche: La definizione di antisemitismo dell’IHRA - Ugo Giannangeli
Antisemitismo e antisionismo sono collegati tra loro? - Alessandra Ciattini
I COLONI ISRAELIANI: DALLE RADICI DEL SIONISMO ALLA REALTÀ CONTEMPORANEA - Lavinia Marchetti
PALESTINA. Economia e occupazione: dal Protocollo di Parigi ad oggi. - Francesca Merz
Criminalizzazione delle vittime e della Solidarietà: la deriva italiana made in Israel - Angela Lano
Costantino Ciervo si occupa del conflitto mediorientale da decenni. Nato a Napoli nel 1961, Ciervo, noto come artista soprattutto per le sue installazioni multimediali, vive da molti anni a Berlino e sa bene quanto il tema sia delicato in Germania. Sui discendenti dei carnefici nazisti grava il peso storico della colpa della Shoah.
A causa dei crimini contro l’umanità commessi dai loro nonni, l’esistenza dello Stato di Israele e la sua difesa sono e devono rimanere per sempre ragion di Stato tedesca: questo è stato inculcato ai tedeschi non solo da Angela Merkel, ma da ogni parte, per oltre mezzo secolo. Così, in Germania, qualsiasi critica a Israele è da tempo sotto il sospetto di antisemitismo. E nessuna accusa è tanto dannosa per la reputazione di qualcuno quanto quella di antisemitismo.
Ciononostante, già nel 2002 Ciervo aveva affrontato il tema del conflitto israelo-palestinese con la produzione di un video a due canali sincronizzati di circa dieci minuti, dal quale nel 2011 ha sviluppato la video-scultura cinetica “Pale-Judea”. L’opera è composta da due monitor montati su una bilancia, nei quali appare l’attore Horst Günter Marx. In uno dei monitor, egli interpreta un israeliano che motiva la propria rivendicazione sulla terra tra il Giordano e il Mediterraneo; nell’altro, espone invece le contro-argomentazioni di un palestinese.
Nonostante la discussione accesa e aspra dei due contendenti, il titolo dell’opera, Pale-Judea, rimanda all’utopia di Ciervo: che entrambi i popoli smettano di combattersi e lavorino insieme a uno Stato democratico comune, nel quale tutti godano degli stessi diritti.
Da questa idea prende le mosse la concezione complessiva della mostra di Ciervo “Comune. Il paradosso della somiglianza nel conflitto mediorientale”, attualmente visitabile al Museum Fluxus+ di Potsdam.
Da: https://www.marxists.org/italiano -
Leggi anche: Pacifismo come servo dell'imperialismo - L. Trotsky
Le prospettive di una evoluzione mondiale - Trotsky (1924)
L’imperialismo americano e la socialdemocrazia europea*- L. Trotsky (1924)
Rosa Luxemburg e la Quarta Internazionale - Lev Trotsky
Nei periodi in cui la reazione trionfa, si vedono i signori democratici, socialdemocratici, anarchici e gli altri rappresentanti della sinistra, secernere moralità in dose doppia, così come gli individui traspirano più copiosamente quando hanno paura. Ripetendo a modo loro i dieci comandamenti o il discorsodella montagna, tali moralisti si rivolgono meno alla reazione trionfante che ai rivoluzionari perseguitati, i cui «eccessi» e i principi «immorali» «fomentano» la reazione e le forniscono una giustificazione morale. Vi sarebbe tuttavia un mezzo elementare, ma sicuro, per evitare la reazione: lo sforzo interiore, la rinascita morale. Campioni di perfezione etica vengono distribuiti gratuitamente in ciascuna delle redazioni interessate. Codesta predicazione, tanto ampollosa quanto falsa, ha la sua base sociale di classe nella piccola borghesia intellettuale. La sua base politica sta nell’impotenza e nello smarrimento di fronte alla reazione. Base psicologica: il desiderio di ovviare alla propria inconsistenza mettendosi una barba posticcia da profeta. Il procedimento prediletto dal filisteo moralizzatore consiste nell’identificare i modi d’agire della rivoluzione e della reazione. Talune analogie formali ne garantiscono il successo. Lo zarismo e il bolscevismo divengono gemelli. E’ del pari possibile scoprire nel fascismo e nel comunismo due gemelli. Si può fare una lista dei caratteri comuni al cattolicesimo o al gesuitismo e al comunismo. Per parte loro, Hitler e Mussolini, avvalendosi di un metodo affatto simile, dimostrano che il liberalismo, la democrazia e ilbolscevismo non sono che le diverse manifestazioni di uno stesso male. L’opinione che lo stalinismo e il trotskismo siano «in fondo identici» trova ormai la più vasta udienza. Essa fa concordi i liberali, i democratici, i pii cattolici, gli idealisti, i pragmatici, gli anarchici e i fascisti. Se gli staliniani non sono in grado di unirsi a quest’altro «Fronte popolare», ciò è dovuto a uno scherzo del caso: essi sono per l’appunto troppo occupati a sterminare i trotskisti.
Le ragioni dell’antagonismo che negli ultimi anni è sfociato in un’irrazionale fobia: la crisi storica dell’Europa e la sua colonizzazione Usa, oggi sempre più visibile. Così avanza il nichilismo guerrafondaio
Dichiarazione alla stampa del presidente Mattarella, a Mosca, 11 aprile 2017.
“Abbiamo naturalmente affrontato la situazione in Ucraina. L’Italia è molto preoccupata per l’assenza di sviluppi sul terreno. [...]Nell’apprezzare il rilevantissimo e prezioso ruolo dell’Osce sul terreno, rinnoviamo la nostra fiducia nei confronti degli sforzi negoziali del Formato Normandia in base agli accordi di Minsk e auspichiamo che la Russia eserciti tutta la propria influenza per il consolidamento del cessate il fuoco, [...] richiesta che rivolgiamo a tutti gli attori di quel teatro di crisi. Ringrazio molto il presidente Putin perl’accoglienza, per l’amicizia dimostrata”.
Queste parole vennero pronunciate al termine della visita di Stato del presidente Mattarella a Mosca. Erano presenti, al cospetto della stampa, entrambi i presidenti, Mattarella e Putin. Il referendum con cui la Crimea scelse di reintegrarsi nella Federazione Russa era avvenuto già da tre anni (2014) e da allora erano in vigore sanzioni alla Russia (cui partecipava anche l’I t a l i a ) .
Da: https://www.ilfattoquotidiano.it - Giorgio Cremaschi È stato presidente del Comitato Centrale della FIOM, l'organizzazione dei metalmeccanici della CGIL. È stato Portavoce nazionale di Potere al Popolo! -Giorgio Cremaschi - Giorgio Cremaschi
Ascolta anche: https://grad-news.blogspot.com/2026/01/yesterdays-papers-rapporto-oxfam.
Questa mostruosa concentrazione di ricchezza diventa accentramento di potere. Le istituzioni, l’informazione, l’opinione pubblica, le basi stesse della democrazia stanno crollando sotto il dominio dei super ricchi
Il capitalismo predone e colonialista di Donald Trump è solo il punto di arrivo del fallimento sociale e morale del capitalismo e della democrazia liberali. Il nuovo rapporto dell’organizzazione internazionale Oxfam ci presenta un livello di diseguaglianza e sproporzione nella distribuzione di ciò che definiamo ricchezza, che non ha precedenti nella storia dell’umanità, nemmeno con l’epoca dei faraoni. Poche migliaia di super ricchi hanno accumulato 18600 miliardi di dollari, quasi raddoppiando il proprio patrimonio negli ultimi cinque anni.
Nello stesso tempo la povertà globale non si è ridotta di nulla, metà della popolazione globale, cioè 4 miliardi di persone, vive in condizioni di povertà e tra questi quasi 2 miliardi non hanno neppure un’alimentazione sufficiente. Lo stesso sta avvenendo in Italia. I 79 miliardari del nostro paese hanno accumulato in un anno 54 miliardi in più sui loro patrimoni, che ora assommano a 307 miliardi. Ognuno dei nostri super ricchi vale come 250mila poveri, in Italia il 10% della popolazione possiede il 60% della ricchezza del paese, al restante 90% tocca ciò che rimane.
Dal momento che i ritmi di crescita dell’economia italiana e globale sono molto inferiori a quelli della concentrazione e della accumulazione della ricchezza in poche famiglie, queste ultime accrescono il proprio patrimonio a spese dirette della maggioranza della popolazione.
È la redistribuzione della ricchezza a rovescio, dai poveri verso i ricchi; un esproprio continuo ai danni della maggioranza dell’umanità che rischia di consolidarsi con il privilegio ereditario. Secondo Oxfam infatti nei prossimi anni 2500 miliardi di dollari, quasi il Pil annuale dell’Italia, passeranno dai ricconi del mondo a figli e nipoti. Alla faccia della ideologia del merito.