Da: Il Fatto Quotidiano - Emiliano Brancaccio è professore di Economia politica presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II e promotore, con Robert Skidelsky, dell’appello “Le condizioni economiche per la pace” pubblicato sul Financial Times , Le Monde e Econopoly de Il Sole 24 Ore . - Emiliano Brancaccio - www.emilianobrancaccio.it -
Leggi anche: L’arte di non capire la guerra al fine di perpetuarla - EMILIANO BRANCACCIOil comunista
La teoria Marxista poggia la sua forza sulla scienza... che ne valida la verità, e la rende disponibile al confronto con qualunque altra teoria che ponga se stessa alla prova del rigoroso riscontro scientifico... il collettivo di formazione Marxista Stefano Garroni propone una serie di incontri teorici partendo da punti di vista alternativi e apparentemente lontani che mostrano, invece, punti fortissimi di convergenza...
mercoledì 25 febbraio 2026
Da Trump agli Eurobond: la catastrofe capitalista è inevitabile? - Emiliano Brancaccio
martedì 24 febbraio 2026
Psicosi rossobruna: l’accusa che assolve chi la pronuncia - Alex Marquez
Da: https://www.kulturjam.it - alex marquez Corsivista, umorista instabile.
lunedì 23 febbraio 2026
Veicoli elettrici, la cooperazione con la Cina come leva strategica per Europa e Canada. - Giulio Chinappi
Nel pieno della competizione geoeconomica, la filiera dei veicoli elettrici dimostra che la cooperazione conviene più dello scontro. La centralità industriale della Cina, la necessità europea di rilancio e la svolta canadese indicano una via pragmatica fondata su reciprocità e stabilità.
Da capitolo secondario della politica industriale globale, la transizione elettrica è oramai diventata uno dei principali terreni su cui si misurano competitività, sicurezza energetica, capacità tecnologica e qualità della crescita. In quest’ambito, la Cina è passata da inseguitore a motore sistemico; non soltanto perché produce molto, ma perché ha costruito un ecosistema completo, dalla manifattura alle batterie, dal software di controllo alla scala commerciale internazionale. I numeri più recenti, resi noti tanto dalla stampa cinese quanto da quella occidentale, lo confermano, segnalando che, nel dicembre 2025, le vendite dei costruttori cinesi nel mercato auto europeo sono salite del 126% su base annua, superando per la prima volta le 100.000 unità mensili, con una quota del 9,5%.
Questa avanzata è l’esito di una politica industriale coerente e di lungo periodo che ha consentito al settore cinese dei veicoli a nuova energia (NEV) di passare da volumi marginali a una scala mondiale. Nel solo 2025, produzione e vendite cinesi di veicoli a nuova energia hanno superato i 16 milioni di unità, e nel mercato interno la quota NEV ha oltrepassato il 50%. Allo stesso tempo, le vendite globali di NEV hanno superato i 20 milioni, segno che la traiettoria cinese sta incidendo direttamente sulla velocità della transizione mondiale.
domenica 22 febbraio 2026
La “broligarchy” di Epstein. Dominio maschile e sabotaggio femminile. - Ida Dominijanni
Da: https://centroriformastato.it - Ida Dominijanni è una giornalista, filosofa e storica italiana. ida.dominijanni - ida-dominijanni-blog
La parola delle vittime scoperchia il vaso di Pandora di una casta fratriarcale al di sopra di ogni legge, che usa le donne come una criptovaluta e dal sesso alla geopolitica obbedisce solo all’imperativo del godimento.
Epstein e lo spirito neopatriarcale del capitalismo - Paolo Desogus
Da: https://volerelaluna.it - Paolo Desogus insegna Letteratura italiana contemporanea a Sorbonne Université. Ha scritto su Pasolini, Gramsci, Eco, De Martino e sul rapporto tra cinema e letteratura. Lo scorso maggio è uscita per La nave di Teseo la sua nuova monografia “In difesa dell’umano. Pasolini tra passione e ideologia”.
Vedi anche: EPSTEIN E IL LATO OSCURO DEL POTERE. ORA PUÒ CROLLARE UN INTERO SISTEMA - Alberto Contri
EPSTEIN FILES - Nella tela del ragno - Pubble (https://www.youtube.com/watch?v=ORt337Hf3Tk).
Cosa c’entra il Mossad con gli Epstein files? Ne parliamo con Rula Jebreal. https://www.facebook.com/dibattista.alessandro/videos/1275442981064026
Leggi anche: ISRAELE: L’ELEFANTE NELLA STANZA DELLO SCANDALO
EPSTEIN https://www.facebook.com/francesca.fornario/posts
Pasolini, ultima vittima di Salò - Giorgio Gattei
Pasolini, Salvini e il neofascismo come merce - Wu Ming 1, scrittore
sabato 21 febbraio 2026
È ANCORA POSSIBILE OPPORSI AD UN GENOCIDIO. CHI NON LO FA (QUASI TUTTI) È COMPLICE. VOGLIO RINGRAZIARE QUESTE PERSONE A CUI È RIMASTA ADDOSSO DELL’UMANITÀ. - Lavinia Marchetti
Da: https://laviniamarchetti.altervista.org - Lavinia Marchetti - Lavinia Marchetti -
Vedi anche: Disunited Nations Medio Oriente: l'ONU nella bufera
– Stefan Renna: ha trasformato una telecronaca tecnico-sportiva in un atto di denuncia politica, scatenando un dibattito globale sui confini del giornalismo sportivo e sulla coerenza etica delle organizzazioni internazionali come il Comitato Olimpico Internazionale (CIO). Durante la discesa dell’equipaggio israeliano composto dal pilota Adam Edelman e dal frenatore Menachem Chen, Renna ha sospeso il consueto commento su traiettorie e tempi intermedi per focalizzarsi sul profilo ideologico dell’atleta Edelman. Il giornalista ha citato esplicitamente le dichiarazioni pubbliche del bobbista, che si era autodefinito “sionista fino al midollo” e aveva descritto l’operazione militare a Gaza come “la guerra più moralmente giusta della storia”.
L’analisi di Renna non si è limitata alla citazione, ma ha esteso il campo alla condotta extra-sportiva di Edelman. Il bobbista, nato a Boston ma rappresentante di Israele, è stato accusato di aver utilizzato i suoi canali social per minacciare attivisti internazionali, tra cui Greta Thunberg e i membri della “Global Sumud Flotilla”, auspicando per loro un incontro con Hamas a Gaza come “metodo diverso per ottenere lo stesso risultato finale”. Renna ha sottolineato come la partecipazione di atleti con posizioni così radicali e bellicose ponga un interrogativo profondo sulla missione olimpica di pace. Il giornalista ha ricordato come l’istituzione olimpica abbia escluso gli atleti russi e bielorussi a causa del conflitto in Ucraina, invocando la neutralità politica dello sport. Tuttavia, tale rigore sembra svanire di fronte al sostegno esplicito di atleti israeliani a operazioni militari definite da commissioni d’inchiesta delle Nazioni Unite come potenziali atti di genocidio.La risposta della RTS è stata indicativa della fragilità del sistema dell’informazione di fronte a temi polarizzanti. Sebbene il broadcaster abbia ammesso la veridicità fattuale delle informazioni riportate da Renna, ha rimosso il filmato dal proprio sito web, giustificando la scelta con l’inappropriatezza del formato e della lunghezza dell’intervento all’interno di un commento sportivo. La critica interna ed esterna ha però sollevato il dubbio che tale rimozione fosse dettata dal timore di ritorsioni politiche e diplomatiche, specialmente in un momento in cui la Svizzera si trovava a discutere il rinnovo della propria legge sulla radiotelevisione.
MONOLOGO INTERIORE DI MOLLY BLOOM -
Da: "Ulisse" di James Joyce - https://www.marilenabeltramini.it -
Che ora bestiale mi dà l'idea che in Cina si stanno alzando a quest'ora e si pettinano I codini per la giornata tra poco le monache suoneranno l'angelus non c'è nessuno che vada a disturbare i loro sonni se non qualche prete per le funzioni della notte la sveglia di quelli accanto al primo chicchirichì mi fa uscire il cervello a forza di far fracasso guardiamo un po' se riesco ad addormentarmi 1 2 3 4 5 che razza di fiori sono quelli che hanno inventato come le stelle la carta da parati di Lombard street era molto più carina quel grembiule che mi ha dato assomigliava un po' solo che l'ho portato solo due volte meglio abbassare la lampada e provare ancora in modo da alzarsi presto voglio andare da Lambes là vicino a Findlaters e farmi mandare dei fiori da mettere per casa nel caso lo portasse qui domani cioè oggi no no il venerdì porta male prima voglio fare un po' di pulizie la polvere sembra che si ammucchi mentre dormo poi un po' di musica e qualche sigaretta posso accompagnarlo prima devo pulire i tasti del piano col latte cosa mi devo mettere porterò una rosa bianca o quelle brioches di Lipton mi piace l'odore di un bel negozio di lusso a sette penny e mezzo la libbra o quelle altre con le ciliegine e lo zucchero rosa 11 pence un paio di libbre di quelle e poi una bella piantina in mezzo alla tavola si trova a minor prezzo da un momento dove le ho viste non è mica tanto Io amo i fiori vorrei che la casa nuotasse nelle rose Dio del cielo non c'è niente come la natura le montagne selvagge poi iI mare e le onde galoppanti poi la bella campagna con campi d'avena e di grano e ogni specie di cose e tutti quei begli animali in giro ti farebbe bene al cuore veder fiumi laghi e fiori ogni specie di forme e odori e colori che spuntano anche dai fossi primule e violette e questa la natura e quelli che dicono che non c'è un Dio non darei un soldo bucato di tutta la loro sapienza perché non provano loro a creare qualcosa gliel'ho chiesto spesso gli atei o come diavolo si chiamano vadano e si lavino un po' prima e poi strillano per avere il prete quando stanno per morire e perché perché perché hanno paura dell'inferno per via della loro cattiva coscienza ah si li conosco bene chi è stato il primo nell'universo prima che ci fosse qualcun altro che ha fatto tutto chi ah non lo sanno e nemmeno io eccoci tanto vale che cerchino di impedire che domani sorga il sole il sole splende per te disse lui quel giorno che eravamo stesi tra i rododendri sul promontorio di Howth con quel suo vestito di tweed grigio e la paglietta il giorno che feci fare la dichiarazione sim prima gli passai in bocca quel pezzetto di biscotto all'anice e era un anno bisestile come ora si 16 anni fa Dio mio dopo quel bacio così lungo non avevo più fiato si disse che ero un fior di montagna si siamo tutti fiori allora un corpo di donna si è stata una delle poche cose giuste che ha detto in vita sua e il sole splende per te oggi si perciò mi piacque si perché vidi che capiva o almeno sentiva cos'è una donna e io sapevo che me lo sarei rigirato come volevo e gli detti quanto più piacere potevo per portarlo a quel punto finchè non mi chiese di dir di si e io dapprincipio non volevo rispondere guardavo solo in giro il cielo e il mare e pensavo a tante cose che lui non sapeva di Mulvey e mr Stanthope e Hester e papà e il vecchio capitano Groves e i marinai che giocavano al piattello e alla cavallina come dicevano loro sul molo e la sentinella davanti alla casa del governatore con quella cosa attorno all'elmetto bianco povero diavolo mezzo arrostito e le ragazze spagnole che ridevano nei loro scialli e quei pettini alti e le aste la mattina i Greci e gli Ebrei e gli Arabi e il diavolo chi sa altro da tutte le parti d'Europa e Duke Street e il mercato del pollame un gran pigolio davanti a Larby Sharans e i poveri ciuchini che inciampavano mezzi addormentati e gli uomini avvolti nei loro mantelli addormentati all'ombra sugli scalini e le grandi ruote dei carri dei tori e il vecchio castello e vecchio di mille anni si e quei bei mori tutti in bianco e turbanti come re che chiedevano di metterti a sedere in quei buchi di botteghe e Ronda con le vecchie finestre delle posadas fulgidi occhi celava l'inferriata perché il suo amante baciasse le sbarre e le gargotte mezzo aperte la notte che perdemmo il battello ad Algeciras il sereno che faceva il suo giro con la lampada e Oh quel pauroso torrente laggiù in fondo Oh e il mare il mare qualche volta cremisi come il fuoco e gli splendidi tramonti e i fichi nei giardini dell'Alameda sì e tutte quelle stradine curiose e le case rosa e azzurre e gialle e i roseti e i gelsomini e i geranei e i cactus e Gibilterra da ragazza dov'ero un Fior di montagna sì quando mi misi la rosa nei capelli /come facevano le ragazze andaluse o ne porterò una rossa sì e come mi baciò sotto il muro moresco /e io pensavo beh lui ne vale un altro e poi gli chiesi con gli occhi di chiedere ancora sì allora mi chiese se io volevo sì dire di sì mio fior di montagna e per prima cosa gli misi le braccia intorno sì e me lo tirai addosso in modo che mi potesse sentire il petto tutto profumato sì e il suo cuore batteva come impazzito e sì dissi sì voglio sì.
venerdì 20 febbraio 2026
«Noam Chomsky, Jeffrey Epstein e la politica del tradimento» - Chris Hedges
Da: https://krisis.info - Articolo originale: https://chrishedges.substack.com/p/noam-chomsky-jeffrey-epstein-and (traduzione dall’inglese a cura di Krisis). -Chris Hedges è un giornalista vincitore del Premio Pulitzer, è stato corrispondente estero per quindici anni per il New York Times, dove ha lavorato come capo dell'Ufficio per il Medio Oriente e dell'Ufficio balcanico per il giornale.
Il premio Pulitzer esprime tutta la sua indignazione per i rapporti del linguista con il pedofilo.
L’ex giornalista del New York Times ricostruisce i rapporti tra Noam Chomsky e Jeffrey Epstein. Rigettando le tesi difensive sulla presunta buona fede di Chomsky, Chris Hedges evidenzia come il professore abbia beneficiato di lussi e agevolazioni esclusive, ignorando consapevolmente i crimini commessi da Epstein. Tale cedimento alle lusinghe dell’élite predatrice compromette irrimediabilmente la credibilità di una figura che finora pareva un simbolo di rettitudine.
giovedì 19 febbraio 2026
Erosione del potere d’acquisto e disuguaglianze - Federico Giusti
Da: https://giuliochinappi.com - Federico Giusti è delegato CUB nel settore pubblico, collabora coi periodici Cumpanis, La Città futura, Lotta Continua ed è attivo sui temi del diritto del lavoro, dell'anticapitalismo, dell'antimilitarismo (Federico Giusti).
Ascolta anche: Yesterday's Papers: Disoccupazione, un'Europa a due velocità - https://grad-news.blogspot.com
Leggi anche: Difesa: riarmo e industria militare in Europa e Italia - Emiliano Gentili e Federico Giusti
Come siamo arrivati alla situazione attuale - Emiliano Gentili e Federico Giusti
L’idea che ormai la erosione del potere di acquisto sia un dato strutturale e di per sé immodificabile sta producendo due effetti nefasti per il conflitto di classe: da una parte si va deviando l’attenzione generale dai salari e dalle dinamiche contrattuali, dall’altra si fa passare l’idea che la prospettiva verso la quale indirizzarsi sia sempre la riduzione del danno e alla fine anche sottoscrivere un contratto con aumenti del 6%, a fronte di una inflazione cumulata per i redditi bassi sopra il 17%, sia in fondo un compromesso accettabile. In questo piano inclinato che sostituisce il conflitto con il compromesso a perdere, la comunicazione gioca ruoli determinanti decidendo, a vantaggio dei dominanti, gli argomenti più gettonati e quelli invece da emarginare dal dibattito pubblico.
Meno si sa in giro dell’erosione del potere di acquisto, tanto più sarà facile costruire una comunicazione a senso unico che parli dei posti di lavoro creati dal 2019 ad adesso sia nella Pubblica Amministrazione che nel privato.
Tuttavia, se oggi si parlasse di salari nominali e reali la gran parte delle dichiarazioni del Governo verrebbe letteralmente smentita: come ci è stato detto da alcuni lavoratori durante uno sciopero, «Il netto cresce assai meno del lordo».
mercoledì 18 febbraio 2026
Come rispondere alle guerre che ci vendono? - Sara Reginella
Da: Casa del Sole TV - Sara Reginella è regista, filmmaker, scrittrice.(https://www.facebook.com/SaraReginella - https://t.me/sarareginella)
Leggi anche: "Nell'inferno dei quartieri di Donetsk" - Sara Reginella
PROPAGANDA e PSICOLOGIA di GUERRA: dal Fronte Russo-Ucraino del DONBASS al MEDIO ORIENTE
Pino Cabras: 𝗘𝗣𝗦𝗧𝗘𝗜𝗡 𝗘 𝗜𝗟 𝗟𝗘𝗦𝗦𝗜𝗖𝗢 𝗠𝗘𝗗𝗜𝗔𝗧𝗜𝗖𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟’𝗜𝗠𝗣𝗨𝗡𝗜𝗧𝗔'
martedì 17 febbraio 2026
Approdo per noi naufraghi: come costruire la pace. Dialogo tra Elena Basile e Piergiorgio Odifreddi
Da: Elena Basile - Piergiorgio Odifreddi è un matematico, logico e saggista italiano (http://www.piergiorgioodifreddi.it). - Elena Basile è un'ex diplomatica e scrittrice italiana. Dal 2013 al 2021 ha prestato servizio come ambasciatrice in Svezia e Belgio e nel 2023 ha lasciato il servizio diplomatico con il grado di plenipotenziario. (https://www.facebook.com/elena.basile11)
Vedi anche: Odifreddi e Russell celebrano la Giornata della Memoria Palestinese
Nuova lettera a Liliana Segre - Elena Basile
lunedì 16 febbraio 2026
Il Board of peace e l’ideologia della Nuova Destra - Alessandra Ciattini
Molti analisti hanno commentato in maniera assai negativa la nascita del Board of peace che sarà dominato da Donald Trump, nelle vesti di un nuovo monarca, postosi al di sopra di tutto. Si tratta certamente di un atto di forza della potenza imperialistica in declino e di un personaggio desideroso di protagonismo, ma anche di un progetto ispirato all’ideologia dei neo-reazionari.
Parlando del nuovo, per me strabiliante Board of peace, lanciato recentemente quasi come una merce dal nuovo Caligola (così lo chiama Scott Ritter), si può dire che si registrano opinioni controverse. Secondo il diplomatico Petru Dumitriu: “L’istituzione del Consiglio per la Pace non è di per sé contraria al diritto internazionale. La legalità del Consiglio per la pace dipende strettamente dalla sua conformità alla risoluzione 2803 (2025) del Consiglio di sicurezza”. Secondo invece il Centro per i diritti umani dell’Università di Padova: “Il “Board of Peace” di Trump è un nuovo atto eversivo diretto a sostituire il diritto internazionale dei diritti umani con la legge del più forte. Un nuovo strumento per distruggere tutte le regole e dettare le proprie. Entrare nel “Board of Peace” di Trump costituirebbe una violazione dell’articolo 11 della Costituzione italiana, che prevede di agire “in condizioni di parità con gli altri Stati” e sarebbe un atto di pura follia politica”.
Vediamo di esaminare con calma i suoi diversi aspetti, tentando anche di delineare le conseguenze che potrebbero scaturire da questa novità, che Russia e Cina non hanno voluto bloccare nel Consiglio di sicurezza delle NU, forse non prevedendo che si sarebbe arrivati a tanto.
Vediamo anche quale ideologia politica, assai raffazzonata ma pericolosa, traspare da questa istituzione di fatto nata dall’iniziativa privata di un presidente degli Usa, pur supportata da una decisione non meditata di un’istituzione internazionale.
domenica 15 febbraio 2026
Disunited Nations Medio Oriente: l'ONU nella bufera
Da: https://www.arte.tv -
Leggi anche: Albanese alla Camera, ma per FdI è “un’offesa” - Tommaso Rodano
Scene di caccia alle streghe degli anti-antisemiti - Ada Waltz , Massimo Zucchetti
Vedi anche: Odifreddi e Russell celebrano la Giornata della Memoria Palestinese
Anno: 2025
EPSTEIN E IL LATO OSCURO DEL POTERE. ORA PUÒ CROLLARE UN INTERO SISTEMA - Alberto Contri
Da: ilSussidiario TV - Alberto Contri è un manager di estrazione creativa, ha ideato progetti di comunicazione di successo e gestito agenzie di pubblicità multinazionali, è docente universitario, ed è stato anche consigliere d’amministrazione della televisione pubblica italiana
Leggi anche: ISRAELE: L’ELEFANTE NELLA STANZA DELLO SCANDALO EPSTEIN
https://www.facebook.com/francesca.fornario/posts
Vedi anche: EPSTEIN FILES - Nella tela del ragno - Pubble (https://www.youtube.com/watch?v=ORt337Hf3Tk).
Cosa c’entra il Mossad con gli Epstein files? Ne parliamo con Rula Jebreal. https://www.facebook.com/dibattista.alessandro/videos/1275442981064026
Nel corso di una trasmissione su IlSussidiario.tv, l'esperto di comunicazione Alberto Contri ha analizzato il caso Epstein, sostenendo che non si tratti di semplice scandalo personale o gossip, bensì di una vicenda dalle profonde implicazioni sistemiche. Contri ha affermato che la storia dell'ex finanziere rivelerebbe intrecci tra potere politico, finanza internazionale, servizi segreti e grandi gruppi mediatici. Richiamando documenti recentemente diffusi negli Stati Uniti, ha evidenziato come le rivelazioni, pur in parte censurate, stiano provocando dimissioni e tensioni istituzionali.
sabato 14 febbraio 2026
ISRAELE: L’ELEFANTE NELLA STANZA DELLO SCANDALO EPSTEIN -
Da: Palestina Libera - Da: Fabio Chierighini -
Vedi anche: EPSTEIN FILES - Nella tela del ragno - Pubble (https://www.youtube.com/watch?v=ORt337Hf3Tk).
EPSTEIN E IL LATO OSCURO DEL POTERE. ORA PUÒ CROLLARE UN INTERO SISTEMA - Alberto Contri
[...] Gli uomini e i popoli subiscono trasformazioni, rapidissime e orribili. La sola scelta che a noi è possibile è di essere dalla parte di quelli che muoiono o patiscono ingiustamente. Si dirà che è una scelta facile, ma forse è l’unica scelta che oggi ci sia offerta".
Natalia Ginzburg, Gli ebrei, La Stampa del 14 settembre 1972. (Da: Palestina Libera)
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C’è qualcosa che non torna nella narrazione mediatica dello scandalo Epstein. Da una prima analisi dei documenti rilasciati, risulta evidente che questa storia va ben al di là di una storia di depravazione con tanto di traffico di ragazze e sfruttamento di minori. C’è anche questo, certo, e già sarebbe orribile, un viaggio negli abissi della barbarie predatoria delle élite globali. Ma dietro c’è molto di più, e molto di peggio.
Il vero cuore della vicenda, che i media mainstream cercano affannosamente di nascondere (perfino deviando il discorso verso "piste russe" dell'ultima ora), è la natura di operazione eversiva di intelligence internazionale, volta al ricatto e al controllo dei vertici decisionali dell'Occidente. E al centro di questa rete, i fili portano quasi ossessivamente in una sola direzione: Israele.
E questo spiegherebbe, tra le altre cose, come è stato possibile per Israele portare avanti un genocidio in diretta senza mai perdere il sostegno occidentale.
Ecco i punti di cui i media non parlano:
* L'eredità dei Maxwell: Ghislaine Maxwell (ex compagna di Epstein, già condannata a 20 anni di carcere per adescamento di minori ed altri reati) non era solo una "madame". È la figlia di Robert Maxwell, magnate dell'editoria e, come confermato da documenti e funerali di Stato a Gerusalemme, asset di altissimo livello del Mossad. È stato lui a introdurre la figlia e lo stesso Epstein in certi circuiti. Parlare di Ghislaine ignorando il Mossad è come parlare di un film ignorando il regista.
* La "Influence Matrix": Tra i milioni di pagine pubblicati nel 2026, emerge un documento inquietante che mappa i VIP definiti "ostili" o "anti-sionisti". Non video pedopornografici, ma dossier finanziari e reputazionali su figure come Roger Waters, Emma Thompson e altri, studiati per esercitare pressioni economiche e silenziarne il dissenso politico. Perché un "predatore sessuale" dovrebbe preoccuparsi delle posizioni politiche di un artista su Gaza? La risposta è ovvia: non era lui a preoccuparsene, ma i suoi mandanti.
* L'immunità di Ehud Barak: Mentre i media si concentrano su Clinton o Trump per solleticare il tifo elettorale, passano sotto silenzio le innumerevoli visite dell'ex Primo Ministro israeliano Ehud Barak nelle residenze di Epstein. Barak è stato il volto politico di questo legame, un ponte diretto tra la sicurezza israeliana e l'isola di Jeffrey.
* Il software PROMIS e la Cyber-Sorveglianza: I file rivelano che Epstein si è avvalso dei più efficaci metodi di cyber-sorveglianza, presumibilmente di origine militare. La capacità di ricattare i potenti oggi passa per i software (molti dei quali di produzione israeliana) che hanno affiancato le centinaia di microcamere nascoste nelle ville. Affidare la nostra sicurezza informatica (come stava per fare il governo Meloni) a chi detiene questi dossier, significa consegnare le chiavi della nostra democrazia.
Perché i media tacciono? Semplice. Se ammettessero il coinvolgimento del Mossad, dovrebbero ammettere che la politica estera occidentale degli ultimi vent'anni è stata, almeno in parte, ostaggio di un sistema di ricatto e coercizione coordinato da un “alleato”. È molto più comodo parlare di Putin o di "depravazione isolata" piuttosto che riconoscere una sovranità sequestrata.
L'isola di Epstein non era un parco giochi per orchi; era un laboratorio di ingegneria politica. E finché non avremo il coraggio di nominare l'elefante nella stanza, continueremo a essere spettatori di una recita scritta da altri. (Da: Fabio Chierighini)
venerdì 13 febbraio 2026
Negoziati incagliati, l’Ucraina al freddo e al buio. - Marco Santopadre
Da: https://pagineesteri.it - Marco Santopadre, giornalista, già direttore di Radio Città Aperta di Roma, è un analista dell’area del Mediterraneo, del Medio oriente e del Nord Africa. Collabora con il Manifesto, Catarsi e Berria. Scrive, tra le altre cose, di Spagna e movimenti di liberazione nazionale.
A ormai quattro anni dall’invasione russa dell’Ucraina e a 12 anni dall’inizio del conflitto civile in Donbass, la possibilità di una fine imminente dei combattimenti – adombrata più volte nell’ultimo anno da Donald Trump – sembra definitivamente sfumata.
Anche la seconda tornata di colloqui trilaterali tra Russia, Ucraina e Stati Uniti che si è svolta alla fine della settimana scorsa, al di là delle dichiarazioni finali improntate all’ottimismo, non ha prodotto alcun risultato, se non l’ennesimo scambio di prigionieri e il Cremlino ha fatto sapere oggi che non è ancora stato stabilito neanche quando si terrà il prossimo incontro.
Il negoziato di Abu Dhabi si è incagliato ancora una volta su aspetti di non facile soluzione, come le richieste territoriali di Mosca, che pretende la cessione dei territori del Donbass non ancora conquistati, mentre Kiev vuole “solide garanzie di sicurezza” che implichino un intervento militare europeo e statunitense contro la Russia in caso di nuova aggressione.
giovedì 12 febbraio 2026
GAZA E CISGIORDANIA. IL GENOCIDIO E L'ANNESSIONE. COSA STA SUCCENDENDO IN PALESTINA - Lavinia Marchetti
Da: https://laviniamarchetti.altervista.org - Lavinia Marchetti - Lavinia Marchetti -
Leggi anche: DIssolti - Paola Caridi
mercoledì 11 febbraio 2026
IL PORCOSPINO D'ACCIAIO - Luciano Canfora
Da: MarxVentuno Edizioni - Luciano Canfora, filologo, storico, saggista, professore emerito dell’Università di Bari, membro del Consiglio scientifico dell’Istituto dell’Enciclopedia italiana e direttore della rivista Quaderni di Storia, Dedalo Edizioni.
Luciano Canfora, IL PORCOSPINO D'ACCIAIO: OCCIDENTE ULTIMO ATTO, LATERZA, BARI, 2025
martedì 10 febbraio 2026
A PROPOSITO DI "LIBERCOMUNISMO" DI EMILIANO BRANCACCIO - Domenico Suppa
Da: l'Unità (https://www.unita.it) - Emiliano Brancaccio è professore di Politica economica presso l'Università del Sannio - www.emilianobrancaccio.it - Emiliano Brancaccio -Domenico Suppa Professore di Economia Politica presso l'Università Giustino Fortunato di Benevento.
lunedì 9 febbraio 2026
La pianificazione e l’osteria dell’avvenire - Francesco Schettino
Da: https://jacobinitalia.it - Francesco Schettino è professore ordinario di economia politica all’ Università della Campania “Luigi Vanvitelli”. -
Uno studio programmatico per un modello economico alternativo non può prescindere dall'uso flessibile della pianificazione
Dedicare adeguato spazio in questa rivista alla critica dell’economia e alla definizione di un paradigma alternativo è un’idea che assume ancor più rilievo alla luce degli ultimi accadimenti internazionali che sembrano precipitare velocemente verso un esito pericoloso e tutt’altro che auspicabile.
Lotta teorica e critica dell’economia politica
L’analisi economica è senza dubbio cruciale in un periodo in cui si sente parlare sin troppo spesso di geopolitica senza tener conto adeguatamente della fase del capitalismo in cui viviamo. Troppe volte, infatti, si ascoltano ragionamenti che sembrerebbero basati su un ipotetico risiko privo di storicità e dunque del fondamentale riferimento alla struttura economica contemporanea che si trova sempre in rapporto dialettico con il piano sovrastrutturale. Per non incorrere in aporie di questo tipo è necessario innanzitutto dotarsi di strumenti adeguati indipendenti – il socialismo scientifico – e non generati all’interno di un’accademia mondiale che, in maniera sempre più veemente, ha messo fuori dalla porta delle università l’unica teoria che negli anni, alla prova dei fatti, è stata in grado di fornire le leggi generali di sviluppo del capitalismo e dunque una formidabile critica dell’economia politica.
domenica 8 febbraio 2026
Come le zanzare d’estate in bassa Padania - Alberto Bradanini
Da: https://www.lantidiplomatico.it - https://www.marx21.it - Alberto Bradanini, ex-diplomatico. Già Ambasciatore d’Italia in Cina (2013-15), Coordinatore del Comitato Governativo Italia-Cina (2007-09), Console Generale d’Italia a Hong Kong (1996-98), Consigliere Commerciale all’Ambasciata d’Italia a Pechino (1991-96), Ambasciatore d’Italia a Teheran (2008-12), attualmente Presidente del Centro Studi sulla Cina Contemporanea (Reggio Emilia, Italia). Alberto Bradanini è autore di diversi saggi e libri, tra cui “Oltre la Grande Muraglia” (2018); “Cina, l’irresistibile ascesa” (2022) e “Lo sguardo di Nenni e le sfide della Cina”.
Vedi anche: Cina, India e il Sud globale. - Alberto Bradanini
sabato 7 febbraio 2026
"L'invenzione rinascimentale del Medioevo" - Alessandro Barbero
Da: Sinistra per Urbino - Alessandro Barbero è uno storico, scrittore e accademico italiano, specializzato in storia del Medioevo e in storia militare.
Vedi anche: La responsabilità dello storico - Alessandro Barbero
venerdì 6 febbraio 2026
Trump schiaffeggiato da Iran e Venezuela - Alessandra Ciattini
giovedì 5 febbraio 2026
Albanese alla Camera, ma per FdI è “un’offesa” - Tommaso Rodano
Da: https://www.ilfattoquotidiano.it - Tommaso Rodano Giornalista, scrive sul Fatto Quotidiano dalla sua prima estate, quella del 2010. In genere si occupa di politica, raramente di cose serie.
Vedi anche: "Genocidio di Gaza: un crimine collettivo": presentazione del nuovo report della relatrice ONU, Francesca Albanese - Conferenza stampa di Stefania Ascari https://webtv.camera.it/evento
Francesca Albanese, relatrice speciale dell'Onu, a margine della conferenza alla Camera dei Deputati: https://www.facebook.com/reel/1032709016581993
Francesca Albanese torna alla Camera per parlare del genocidio a Gaza in un clima non proprio accogliente. Sono giorni di riflusso securitario e ipotesi repressive, dopo le violenze della manifestazione di Torino per Askatasuna. Solo venerdì, inoltre, quella stessa sala stampa era stata prenotata dal leghista Furgiuele per ospitare alcuni esponenti di Casapound, rimasti fuori dal palazzo per la protesta dei parlamentari di opposizione. Per Fratelli d’Italia invece l’intervento di Albanese è inaccettabile. L’editto è del questo re di Montecitorio Paolo Trancassini: la Camera “non può trasformarsi in una tribuna” per figure divisive. L’accusa ancora prima che Albanese parlasse –è di manipolare i fatti, alimentare una narrazione ostile a Israele e usare il Parlamento come “cassa di risonanza per tesi ideologiche”. Per la senatrice Ester Mieli, Albanese alla Camera è semplicemente “un’offesa per gli italiani”. RESTA DA CAPIRE cosa ci sia di offensivo, nel discorso della relatrice dell’Onu (accompagna ta dai deputati del M5S Ascari, Carotenuto e Auriemma, dal senatore di Avs De Cristofaro e dal deputato del Pd Scotto).
Albanese ha presentato il suo ul timo rapporto, già discusso all’Assemblea generale delle Nazioni Unite: Genocidio di Gaza: un crimine collettivo. Il documento insiste su un punto preciso: il genocidio non è il prodotto di un singolo Stato, ma l’esito di un sistema di complicità internazionale che coinvolge governi, alleanze militari, aziende, banche e istituzioni finanziarie. In questo quadro l’Italia occupa una posizione non marginale: tra il 2020 e il 2024 è stata il terzo fornitore mondiale di armi a Israele, dopo Stati Uniti e Germania. Continua a consentire il transito di carichi militari, partecipa a programmi di addestramento e intelligence ed è partner del progetto F-35, centrale nei bombardamenti su Gaza, con Leonardo tra i principali attori industriali.
A Gaza, intanto, la situazione resta drammatica, anche se i riflettori mediatici si sono spostati altrove: oltre 70 mila morti confermati, migliaia di dispersi, popolazione senza accesso stabile a cibo, acqua ed elettricità, bambini morti di ipotermia, mentre in Cisgiordania continuano espropri, sfollamenti e violenze dei coloni.
Per Albanese parlare di “ricostruzione” senza giustizia è una finzione: “Non si ricostruisce nulla su fosse comuni”.
ALBANESE ha commentato le ipotesi di legge sull’antisemitismo: “Strumentalizzare la lotta necessaria contro l’antisemitismo per proteggere uno Stato –Israele – accusato di crimini gravissimi contro l’umanità, rischia di minare le fondamenta dell’ordine democratico e della libertà di espressione”.
A margine della conferenza, interpellata sugli scontri di Torino, ha rilasciato una di chiarazione che non mancherà di fomentare le polemiche a destra: “Le forze dell’ordine sono state difese nel contesto italiano –ha risposto a chi le chiedeva dei carabinieri minacciati e fatti inginocchiare da un riservista dell’Idf nei pressi di Ramallah – mi chiedo perché non siano state difese anche quando sono state aggredite da chi semina il terrore in Cisgiordania”.



