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giovedì 2 dicembre 2021

De fato di Cicerone - Remo Bodei

Da: Festivalfilosofia - Remo Bodei (Cagliari, 3 agosto 1938 – Pisa, 7 novembre 2019) è stato un filosofo e accademico italiano.

                                                                           

venerdì 8 novembre 2019

"Cultura, nazione e Stato" - Remo Bodei

Da: LuissGuidoCarli - Remo Bodei (Cagliari, 3 agosto 1938 – Pisa, 7 novembre 2019) è stato un filosofo e accademico italiano.
Vedi anche: I limiti della democrazia - Remo Bodei

«Nel passato il progresso delle civiltà umane era relativo, sottoposto a cicli naturali di distruzioni e di rinascite, che ne spezzavano periodicamente il consolidamento e la crescita»
 (Remo Bodei, Limite, Il Mulino, 2016, p. 66)

«Ciascuno di noi vive nell'immaginazione altre vite, alimentate dai testi letterari e dai media.              Per loro tramite tenta di porre rimedio alla limitatezza della propria esistenza.»                                   (citato in Corriere della sera, 16 gennaio 2009)
«Malgrado i ripetuti annunci è certo che la filosofia, al pari dell'arte, non è affatto 'morta'. 
Essa rivive anzi a ogni stagione perché corrisponde a bisogni di senso che vengono continuamente - e spesso inconsapevolmente - riformulati. 
A tali domande, mute o esplicite, la filosofia cerca risposte, misurando ed esplorando la deriva, la conformazione e le faglie di quei continenti simbolici su cui poggia il nostro comune pensare e sentire»
 (Remo Bodei, La filosofia nel Novecento, Roma, Donzelli, 1997, p. 188)

                                                                             

venerdì 6 marzo 2020

Hegel: Fenomenologia dello spirito. La questione ontologica della "cosa stessa" - Remo Bodei

Da: Festivalfilosofia - Remo Bodei è stato un filosofo e accademico italiano. 
Vedi anche: Hegel: Fenomenologia dello spirito. Dialettica "servo/padrone" - Remo Bodei 
                    Hegel e la dialettica - Remo Bodei 
                      "La civetta e la talpa, il concetto di filosofia in Hegel" - Remo Bodei 
                      "La notte dalle vacche nere" - Carlo Sini 
                   "Il boccio, il fiore, il frutto" - Carlo Sini
                      Hegel,"Filosofia e Metodo" - Carlo Sini 
                      Hegel: la comprensione dell’intero - Carlo Sini 
                      Hegel: la ragione come mondo - Costantino Esposito 

                                                                               


sabato 3 aprile 2021

Dall’essere all’idea. Le articolazioni decisive della "Logica" di Hegel - Paolo Vinci

Da: AccademiaIISF - Paolo Vinci è docente di Filosofia pratica presso la Facoltà di Filosofia dell’Università “La Sapienza” di Roma. 

                                Prima parte: 
                                                     


                                                                                                                Seconda parte: 
                                                                  

Vedi anche:  
Leggi anche: 


martedì 26 novembre 2024

Remo Bodei: Leopardi filosofo - Gaspare Polizzi

Da: https://www.doppiozero.com - Gaspare Polizzi, storico della filosofia e della scienza, è membro del Comitato scientifico del Centro Nazionale di Studi Leopardiani. Insegna attualmente all’Università di Pisa. 

Leggi anche: STORIA DEL GENERE UMANO - Giacomo Leopardi 

Giacomo Leopardi. Poesia e “Ultrafilosofia”. La dialettica tra ragione, sentimento e immaginazione - Alessandra Ciattini 



«È questo un poeta, che – a differenza dei metafisici tedeschi – non confonde poesia e filosofia e non crea “poemi filosofici”». A Remo Bodei piaceva Giacomo Leopardi per la sua grandezza insieme di poeta e di filosofo e perché – a differenza dei “suoi” tedeschi (Hegel, Schelling e Hölderlin) – sapeva trovare la giusta distanza tra componimento poetico e riflessione filosofica.

Non era, Bodei, uno studioso di Leopardi, ma lo aveva frequentato con attenzione, almeno a partire dal 1992, quando tenne una conferenza alla Fondazione Calzari Trebeschi su Il male e la sofferenza in Leopardi, riprodotta nel secondo dei nove capitoli del postumo Leopardi e la filosofia che ho curato insieme alla vedova prof.ssa Gabriella Giglioni, che ringrazio per la grande disponibilità nella curatela, partecipe e accurata. Gli altri otto capitoli toccano temi cari a Bodei e cruciali nella lettura filosofica di Leopardi, a partire dal primo – La scoperta novecentesca del Leopardi filosofo, relazione inedita che inaugurò il XIV Convegno Internazionale di studi leopardiani Leopardi e la cultura del Novecento. Modi e forme di una presenza tenutosi a Recanati il 27-30 settembre 2017. Alcuni capitoli richiamano testi già pubblicati, spesso modificati per seguire le varie riscritture dell'autore: Pensieri immensi.

Leopardi e l’“ultrafilosofia”Vulcani sublimi; Il percepito e l’immaginato: Leopardi tra romantici e neoclassici. Quattro capitoli sono inediti: oltre al primo, già ricordato, Infinito e sublime in Leopardi, ricavato dall’ultima versione di tre dattiloscritti datati 25 luglio, 29 agosto 2007 e 2012 relativi a lezioni svolte presso la University of California, Los Angeles (UCLA); Oltre la siepe: Leopardi e l’immaginazione, trascrizione della lezione magistrale tenuta a Sassuolo il 20 settembre 2008 in occasione del Festival di Filosofia; Passione del presente, deficit di futuro, scritto per Pier Luigi Celli e datato 21 agosto 2015. 

Gli scritti toccano – lo rivelano già i titoli – alcuni aspetti centrali del pensiero leopardiano, quali il male e la condizione umana, l’«ultrafilosofia», la riflessione sulla natura, con un approfondimento sul vulcanismo, il sublime e le «situazioni romantiche», i motivi etico-politici. Ma il leit-motiv che tutti li attraversa è un tema di fondo costante nelle interpretazioni sull'opera leopardiana, a partire dall'espressione che l'amico Pietro Giordani consegna al Proemio al terzo volume delle opere di Leopardi del 1845: «sommo filologo, sommo filosofo e sommo poeta». E dal riconoscimento di Vincenzo Gioberti, che ebbe modo di discutere a lungo con Leopardi durante il viaggio che li condusse da Firenze a Recanati il 10 e l’11 novembre del 1828.

Gioberti riconosce a Leopardi l’acume del filosofo – «la filosofia, che il Leopardi bevve col latte», «una filosofia sconsolata», «le angosce di una filosofia disperante» – che, come Hume, ha condotto il razionalismo cartesiano alle sue logiche conseguenze scettiche, ma rimarca il suo “errore” nel mancato superamento del pessimismo, legato a un’aderenza forte alla tradizione empirica, per aprirsi alla visione superiore di un mondo intelligibile rischiarato dalla bontà divina (le riflessioni di Gioberti su Leopardi sono ora raccolte in Vincenzo Gioberti legge Leopardi, filosofo dell’infinito, «Rivista Internazionale di Studi Leopardiani», 14, 2021).

sabato 5 dicembre 2015

Hegel e la dialettica - Remo Bodei


 Remo Bodei (Cagliari, 3 agosto 1938 – Pisa, 7 novembre 2019) è stato un filosofo e accademico italiano.

Un lavoro decisamente ben fatto e importante. Da vedere sicuramente... (il collettivo)


Da: GalileiLiceo - Remo Bodei racconta Hegel e la dialettica: 

                

venerdì 4 giugno 2021

Hegel, la storia universale della libertà - Salvatore Natoli

Da: Casa della Cultura Via Borgogna 3 Milano - Salvatore Natoli Ha insegnato logica alla Facoltà di Lettere e filosofia dell'Università Ca' Foscari di Venezia e Filosofia della politica alla Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano. Attualmente è professore ordinario di Filosofia teoretica presso la Facoltà di scienze della formazione dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca

                                                                           


Vedi anche: 
Dall’essere all’idea. Le articolazioni decisive della "Logica" di Hegel - Paolo Vinci 

LA LEGGE LA LIBERTA' LA GRAZIA - Remo Bodei, Antonio Delogu

Hegel: lo Stato perfetto (e la spina di Marx) FILOSOFIA E VITA PUBBLICA - Fulvio Papi 

"La fenomenologia dello spirito nel pensiero si Hegel" - Francesco Valentini (https://www.teche.rai.it/1990/06/la-fenomenologia-dello-spirito-nel-pensiero-hegel/)

Leggi anche: SULLA VORREDE HEGELIANA - Stefano Garroni 

Alexandre Kojéve, Introduzione alla lettura di Hegel (Fenomenologia dello Spirito) - Silvio Vitellaro 

Da Hegel a Marx: fenomenologia dello Stato moderno capitalistico - Carla Maria Fabiani

Il lato inquieto dello spirito. Osservazioni su alcuni momenti della filosofia dello spirito jenese di Hegel [1] - Carla Maria Fabiani

CRITICA” TRA HEGEL E MARX - Roberto Fineschi

NOTE SUI SIGNIFICATI DI “LIBERTÀ” nei Lineamenti di filosofia del diritto di Hegel*- Vladimiro Giacché**

HEGEL - IL SISTEMA - Antonio Gargano

Danaro, lavoro, macchine in Hegel - Remo Bodei

mercoledì 19 marzo 2025

La Prefazione alla "Fenomenologia dello spirito" di Hegel - Stefania Achella

Da: AccademiaIISF - Stefania Achella è ricercatrice di Filosofia morale presso l’Università degli Studi Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara. Studiosa della filosofia tedesca, in particolare del pensiero di Hegel e di Jaspers, dei quali ha tradotto alcune opere, è co-curatrice dell’edizione italiana delle Lezioni di filosofia della religione di Hegel (3 voll., 2003-2011). A Hegel ha dedicato due monografie sul rapporto tra religione e filosofia e diversi articoli (tra i più recenti: Hegel Political Theologian? e L’ontologia vivente di Hegel). Negli ultimi anni si è dedicata alla ricezione italiana del pensiero hegeliano, in particolare nella filosofia di Bertrando Spaventa (Spaventa lettore di Hegel, 2017). Coordinatrice del laboratorio di Migration Studies istituito presso l’Università di Chieti-Pescara, lavora attualmente sui concetti di vita e di corporeità nella filosofia classica tedesca.

La Prefazione alla Fenomenologia dello spirito, scritta nel 1807, è uno dei più ardui e affascinanti testi filosofici. In esso Hegel si sofferma sul concetto di filosofia e sulla possibilità, offerta a tutti dalla maturità dell'epoca, di accedere al sapere assoluto ossia alla scienza. Il laboratorio ne propone una lettura strettamente aderente al suo sviluppo argomentativo.

Prima parte:

                                                                           


sabato 28 novembre 2020

“CRITICA” TRA HEGEL E MARX - Roberto Fineschi

Da: https://marxdialecticalstudies.blogspot.com - Articolo originariamente apparso su "Revista dialectus", n. 18, 2020, pp. 189-201. - Roberto Fineschi ha studiato filosofia e teoria economica a Siena, Berlino e Palermo. Fra le sue pubblicazioni ricordiamo le monografie Ripartire da Marx (Napoli 2001), Marx e Hegel (Roma 2006) e Un nuovo Marx (2008). Vincitore del premio Rjazanov 2002, è curatore di una nuova versione del 1 libro del Capitale dopo la nuova edizione storico-critica MEGA2 (Napoli 2011), nonché membro del comitato scientifico dell'edizione italiana delle opere complete di Marx ed Engels e dell’International Symposium on Marxian Theory. I suoi saggi sono tradotti in varie lingue. r.fineschi@sienaschool.com

Leggi anche: Pensare con Hegel - Vladimiro Giacché

Critica alla religione e realizzazione della filosofia, nella tradizione dialettica - Stefano Garroni

FRANCESCO VALENTINI, SOLUZIONI HEGELIANE* - Carla Maria Fabiani

Studio su Hegel: LA RELIGIONE - Stefano Garroni

Debolezze e potenzialità negli argomenti anti-hegeliani del giovane Marx*- Carlo Scognamiglio

ESSENZA E FORMA NELL'INTRODUZIONE ALLA FENOMENOLOGIA HEGELIANA - Stefano Garroni

Il Capitale come Feticcio Automatico e come Soggetto, e la sua costituzione. - Sulla (dis)continuità Marx-Hegel. - Riccardo Bellofiore -

Hegel e Feuerbach. - Stefano Garoni-

A partire dal sottotitolo del 'Capitale': Critica e metodo della critica dell’economia politica - Tommaso Redolfi Riva

Vedi anche: La logica di Hegel "una grottesca melodia rupestre"- Paolo Vinci

" Hegel "- Vittorio Hosle

La dialettica di Hegel. Origine, struttura, significato... - Roberto Finelli

Hegel: Fenomenologia dello spirito. Dialettica "servo/padrone" - Remo Bodei

"La civetta e la talpa, il concetto di filosofia in Hegel" - Remo Bodei 


Marx fa largo uso del termine “critica”, che è presente nel titolo di varie sue opere. In questo articolo cercherò di ricostruire lo sviluppo e i cambiamenti di significato di questo termine nelle diverse fasi dell’indagine di Marx. Mi concentrerò sulle fonti dirette, come il dibattito “critico” tedesco durante il Vormärz, e su autori come Strauß, Bruno Bauer, Feuerbach. Certamente Hegel è un punto di riferimento privilegiato dell’approccio filosofico di Marx. Mostrerò come Marx si sia spostato lentamente da un significato specifico del termine “critica” che era predominante durante il Vormärz per approssimarsi alla posizione hegeliana.



"CRITIQUE" FROM HEGEL TO MARX

È noto che Marx fa largo uso del termine “critica”. Esso è presente nel titolo di varie sue opere e non è quindi un caso che l’attenzione si sia concentrata su di esso. In questo articolo si cercherà di contribuire alla ricostruzione della sua storia interna e della sua origine nella tradizione filosofica anteriore. Essendo Hegel uno dei filosofi di riferimento privilegiati di Marx, si indagherà anche in questo autore il significato del termine per vedere a quale uso specifico di critica Marx si avvicini di più. Si vedrà del resto come il ruolo e la funzione della critica cambino nel corso della sua maturazione teorica. 

1. Critica è un termine dall’uso diffusissimo nel dibattito intellettuale dall’illuminismo in poi. Qui fa da generale ed emblematico punto di riferimento la ricca, articolata e programmatica voce “Critique” nella Encyclopédie di Diderot e D'Alembert scritta da Marmontel (1754, vol. IV, pp. 490a–497b). Riviste critiche, biografie critiche, approcci critici, per non parlare ovviamente del criticismo kantiano, inondano la produzione letteraria e pubblicistica al punto che non è affatto semplice individuare un significato univoco del termine. Il tema è così complesso che non può certo essere oggetto di questo saggio; ci si limiterà in questa sede a indicarne alcune interpretazioni specifiche che reputo rilevanti per Marx ed il suo rapporto con Hegel. 

venerdì 30 luglio 2021

"La fine dell'uomo eurocentrico e delle sue immagini ideali" - Carlo Sini

Da: Casa della Cultura Via Borgogna 3 Milano - Carlo Sini è un filosofo italiano. Laureatosi in Filosofia, dopo aver conseguito l’abilitazione inizia ad insegnare all'Università degli Studi dell'Aquila per poi ricoprire la cattedra di Filosofia teoretica della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Milano, dove ha anche svolto per un triennio la funzione di Preside di facoltà.

Leggi anche: Il significato dell’uomo in Marx e in Husserl - Enzo Paci 

Danaro, lavoro, macchine in Hegel - Remo Bodei


                                                                             

venerdì 13 febbraio 2015

Sigmund Freud - Antonio Gargano





Il pensiero freudiano può essere interpretato come una «mappa delle interferenze che deformano la coscienza» (come afferma il filosofo Remo Bodei). La psicanalisi, cioè, è un tentativo di prendere in considerazione le stratificazioni, le interferenze, le intermittenze, i piani di frattura del pensiero logico. Il concetto di razionalità deve essere ampliato, fino a comprendere anche ciò che apparentemente è refrattario alla logica e alla coscienza: le credenze, le superstizioni, ma anche i sogni, i contenuti fantastici dell’arte, i quali non presentano verosimiglianza, devono essere sottoposti ad analisi per scoprirvi i nuclei di verità che contengono. La razionalità cui siamo abituati è quella cartesiana, fondata sul principio di evidenza e sulla “chiarezza” e “distinzione” delle idee, che viene articolata mediante il ragionamento e la rigorosa deduzione. Emblema della razionalità occidentale è l’atteggiamento illuministico: la ragione è equiparata alla luce, che si diffonde sulle tenebre dell’ignoranza e della superstizione e le dissipa. Per Freud invece anche all’interno delle tenebre si celano nuclei di verità, anche se di una verità deformata, che si può manifestare nella fantasia o nella patologia, e che va decodificata, trasponendola dal linguaggio dell’inconscio in quello della coscienza. Per Freud la verità non è qualcosa che si presenta con evidenza, bensí qualcosa che «nasce da forze in lotta e da forme di compromesso: non vi è una evidenza puntuale della verità, bensí questa viene sagomata in un processo non lineare, si profila al termine di un tragitto tortuoso», come afferma ancora Remo Bodei.



http://www.iisf.it/scuola/freud/freud.htm