Da: https://diogenenotizie.com - Federico Giusti è delegato CUB nel settore pubblico, collabora coi periodici Cumpanis, La Città futura, Lotta Continua ed è attivo sui temi del diritto del lavoro, dell'anticapitalismo, dell'antimilitarismo (Federico Giusti). - Emiliano Gentili, docente alla scuola secondaria, è un attivista e uno studioso di problematiche economiche e sociali (Emiliano Gentili).
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L’obiettivo della nostra ricerca è quello di fornire una lettura agile e sintetica sullo stato della Difesa europea e italiana. Lo studio è orientato a comprendere la posizione dell’UE e dell’Italia nell’ambito del settore – con i vari punti di forza e le debolezze – e quali siano le strategie politiche di sviluppo militare prefigurate dai governi per il futuro. Perché il settore militare sarà sempre più al centro degli investimenti e dei processi di ricerca e sviluppo e anche perché dietro al Riarmo non c’è solo l’aumento delle spese militari, bensì un vero e proprio processo riorganizzativo dell’industria e delle Istituzioni – a partire dalle scuole e dall’Università, sempre più militarizzate e irregimentate.
In questo articolo proveremo a sviluppare dei ragionamenti partendo, una volta tanto, non dalle conseguenze dei processi in atto ma dalle cause. Prima però proviamo a precisare un paio di nozioni:
– la filiera della difesa è un complesso di attività imprenditoriali orientate all’ideazione, la produzione, la movimentazione e la commercializzazione di oggetti a uso militare o duale (sia bellico che civile), nonché delle loro componenti industriali; pertanto, ingloba segmenti di settori produttivi differenti, come ad esempio l’aerospazio, l’elettronica, la cantieristica navale e l’automotive;
– il settore della difesa invece è una categoria più ampia, che oltre all’infrastruttura produttiva, logistica e commerciale di tipo militare comprende l’assetto istituzionale (Ministero della Difesa, Esercito e forze di polizia, normativa di riferimento).
- La filiera europea della Difesa



