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lunedì 7 luglio 2025

Chris Hedges: "Un genocidio annunciato" - Alessia Arcolaci

Da: https://www.vanityfair.it -  Giornalista, autrice, podcaster. - Chris Hedges è un giornalista vincitore del Premio Pulitzer, è stato corrispondente estero per quindici anni per il New York Times, dove ha lavorato come capo dell'Ufficio per il Medio Oriente e dell'Ufficio balcanico per il giornale. -

Leggi anche: “Quando il mondo dorme”, di Francesca Albanese - Lidia Ravera  

Aggiornamento sulle regole per discutere delle guerre israeliane - Caitlin Johnstone

Vedi anche. Fame e speculazione a Gaza - Chris Hedges intervista Francesca Albanese 

Palestina, il premio Pulitzer Chris Hedges: «Il genocidio non finirà senza intervento esterno. Dobbiamo dare voce alla verità che l'élite vuole silenziare». 

Il premio Pulitzer Chris Hedges in libreria per Fazi Editore con «Un genocidio annunciato», uno straordinario reportage dalla Palestina, con testimonianze dirette e racconti sul campo. L'intervista di Alessia Arcolaci 

«Non sono mai stato uno stenografo dei potenti». Chris Hedges, premio Pulitzer, usa le parole con precisione chirurgica, come solo i grandi sanno fare davvero. E lui è uno di questi. Mentre la situazione in Palestina raggiunge nuovi picchi di atrocità, con le distribuzioni alimentari bloccate e con i soldati israeliani che sparano sui civili in fila mentre aspettano un sacco di farina, i bambini gravemente malnutriti, Hedges torna ad accendere una luce sulle responsabilità, anche internazionali, di un genocidio, quello palestinese, che ha radici profonde ma visibili. Lo fa pubblicando un reportage straordinario, Un genocidio annunciato, in libreria per Fazi Editore, dopo essere tornato in Cisgiordania vent'anni dopo l'ultima volta. «Il tempo sembra non essere passato. Gli odori, le sensazioni, le emozioni e le immagini, la cadenza melodiosa dell'arabo e il miasma della morte violenta e improvvisa che aleggia nell'aria evocano il male antico. È come se non fossi mai partito». 

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Lei è tornato in Palestina nel luglio 2024 dopo vent’anni. C'è stato un momento che ha cambiato la sua comprensione di quello che stava accadendo?

«Due cose mi hanno colpito quando mi sono recato in Cisgiordania dopo vent’anni. La prima è che nulla è cambiato nel sistema di occupazione: i checkpoint, i mezzi militari israeliani, strade riservate ai coloni e all’esercito, e la consapevolezza costante che, in qualsiasi momento, può scatenarsi violenza letale. Circa mille palestinesi sono stati uccisi in Cisgiordania dall’inizio del genocidio a Gaza. La seconda: l’espansione dell’occupazione è drammaticamente aumentata, con circa 700mila coloni oggi nelle colonie, e sempre più terre palestinesi confiscate. Dopo il 7 ottobre, si sono formate milizie di coloni armati con fucili d’assalto israeliani, che attaccano regolarmente villaggi palestinesi. Il livello di paura, pur non paragonabile a Gaza, è comunque intenso». 

Il suo reportage è ricco di voci dal territorio, di civili palestinesi. 

sabato 28 giugno 2025

Fame e speculazione a Gaza - Chris Hedges intervista Francesca Albanese

Da: https://chrishedges.substack.com - https://www.lantidiplomatico.it - (Traduzione de l’AntiDiplomatico) - 

Chris Hedges è un giornalista vincitore del Premio Pulitzer, è stato corrispondente estero per quindici anni per il New York Times, dove ha lavorato come capo dell'Ufficio per il Medio Oriente e dell'Ufficio balcanico per il giornale. - 

Francesca Albanese è una giurista e docente italiana, specializzata in diritto internazionale e diritti umani. Dal 2022 è relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati.

Leggi anche: “In Italia si fa disinformazione su Gaza. Rai e La7 non mi vogliono perché accuso Israele di genocidio” - Francesca Albanese a Enrico Mingori (TPI) 

La follia di una guerra con l'Iran - Chris Hedges 

Vi presentiamo la trascrizione del colloquio – intervista tra il giornalista Premio Pulitzer, Chris Hegdes e la relatrice ONU per la Palestina, Francesca Albanese, sul genocidio di Israele nella Striscia di Gaza. 

Quando verrà scritta la storia del genocidio a Gaza, una delle figure più coraggiose e schiette nella difesa della giustizia e del rispetto del diritto internazionale sarà Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani nei territori palestinesi. Albanese, giurista italiana, ricopre la carica di relatrice speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani nei territori palestinesi dal 2022. Il suo ufficio ha il compito di monitorare e segnalare le “violazioni dei diritti umani” commesse da Israele contro i palestinesi in Cisgiordania e a Gaza.

Albanese, che riceve minacce di morte e subisce campagne diffamatorie ben orchestrate da Israele e dai suoi alleati, cerca coraggiosamente di assicurare alla giustizia coloro che sostengono e alimentano il genocidio. Lei denuncia aspramente quella che definisce “la corruzione morale e politica del mondo” per il genocidio. Il suo ufficio ha pubblicato rapporti dettagliati che documentano i crimini di guerra commessi da Israele a Gaza e in Cisgiordania, uno dei quali, Genocide as Colonial Erasure, ho ristampato come appendice nel mio ultimo libro A Genocide Foretold.

Sta lavorando a un nuovo rapporto che smaschera le banche, i fondi pensione, le aziende tecnologiche e le università che aiutano e favoriscono le violazioni del diritto internazionale, dei diritti umani e i crimini di guerra da parte di Israele. Ha informato le organizzazioni private che sono “penalmente responsabili” per aver aiutato Israele a compiere il “genocidio” a Gaza. Ha annunciato che se, come è stato riportato, l'ex ministro degli Esteri britannico David Cameron ha minacciato di tagliare i fondi e ritirarsi dalla Corte penale internazionale (ICC) qualora questa emettesse mandati di arresto per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Yoav Gallant, Cameron e l'ex primo ministro britannico Rishi Sunak potrebbero essere accusati di reato penale ai sensi dello Statuto di Roma. 

domenica 31 agosto 2025

LA MORTE DI AMR - Chris Hedges

Da: Lavinia Marchetti - Tratto da: Chris Hedges, fazieditore.it/un-genocidio-annunciato -  Chris Hedges è un giornalista vincitore del Premio Pulitzer, è stato corrispondente estero per quindici anni per il New York Times, dove ha lavorato come capo dell'Ufficio per il Medio Oriente e dell'Ufficio balcanico per il giornale. -

Leggi anche: Chris Hedges: "Un genocidio annunciato" - Alessia Arcolaci 

Vedi anche: Piergiorgio Odifreddi, Le radici nazi-fasciste di Netanyahu e Israele (https://www.youtube.com/watch?v=1xi9aBzLbRE)


Per chi non avesse letto questo testo fondamentale, copio qui un capitolo, il capitolo 3, non è tecnico, è "solo" un fatto, un morto tra le decine di migliaia di morti, eppure fa capire più di mille saggi geopolitici cosa significhi vivere un genocidio sulla propria pelle. (Lavinia Marchetti)


"3. La morte di Amr  

La mattina in cui è stato ucciso, Amr Abdallah si era svegliato prima dell’alba per recitare le preghiere del Ramadan insieme al padre, la madre, due fratelli più piccoli e una zia, in un campo nella zona meridionale di Gaza. «Te noi adoriamo e a Te chiediamo aiuto», pregavano. «Guidaci sulla retta via – la via di coloro che hai colmato di grazia, non di coloro che sono incorsi nella Tua ira, né di quanti hanno abbandonato la retta via»

Era buio. Sono tornati nelle loro tende. La loro vecchia vita non c’era più: il paese, Al-Qarara, la casa costruita con il denaro messo da parte dal padre di Amr nei trent’anni di lavoro nel Golfo Persico, i frutteti, la scuola, la locale moschea e il museo culturale della cittadina con manufatti risalenti al 4000 avanti Cristo. Tutto ridotto in macerie. 

Amr, che aveva diciassette anni, avrebbe preso il diploma di maturità nel 2024, ma le scuole sono state chiuse nel novembre 2023. Sarebbe andato all’università, forse sarebbe diventato un ingegnere come il padre, una figura di spicco nella sua comunità. Amr era uno studente dotato. Adesso viveva in una tenda in un’area indicata come “sicura” che Israele bombardava sporadicamente. Faceva freddo e pioveva. La famiglia si stringeva assieme per scaldarsi. La fame li avvolgeva come una serpentina. «Quando si fa il nome di Amr è come se stessi parlando della luna», mi dice lo zio Abdulbaset Abdallah, che vive nel New Jersey. «Era il tipo speciale: bello, brillante, gentile»

domenica 15 giugno 2025

La follia di una guerra con l'Iran - Chris Hedges

Da: https://chrishedges.substack.com - La Zona Grigia https://www.facebook.comChris Hedges è un giornalista vincitore del Premio Pulitzer, è stato corrispondente estero per quindici anni per il New York Times, dove ha lavorato come capo dell'Ufficio per il Medio Oriente e dell'Ufficio balcanico per il giornale. In precedenza ha lavorato all'estero per The Dallas Morning News, The Christian Science Monitor e NPR. È il conduttore dello spettacolo RT America nominato agli Emmy Award On Contact. 

Leggi anche: IL GENOCIDIO IN STILE OCCIDENTALE - Chris Hedges 
L'ULTIMO CAPITOLO DEL GENOCIDIO - CHRIS HEDGES 

I neoconservatori che hanno orchestrato le guerre disastrose in Afghanistan, Iraq, Siria e Libia, e che non sono mai stati ritenuti responsabili dello sperpero di 8 trilioni di dollari dei contribuenti, nonché dei 69 miliardi di dollari sperperati in Ucraina, sembrano destinati a trascinarci in un altro fiasco militare con l'Iran.

L'Iran non è l'Iraq. L'Iran non è l'Afghanistan. L'Iran non è il Libano. L'Iran non è la Libia. L'Iran non è la Siria. L'Iran non è lo Yemen. L'Iran è il diciassettesimo paese più grande del mondo, con una superficie equivalente a quella dell'Europa occidentale. Ha una popolazione di quasi 90 milioni di abitanti – 10 volte più di Israele – e le sue risorse militari, così come le alleanze con Cina e Russia, lo rendono un avversario formidabile.

L'Iran ha lanciato oggi attacchi di rappresaglia contro Israele a seguito di ondate di attacchi israeliani che hanno colpito impianti nucleari e ucciso diversi alti comandanti militari iraniani e sei scienziati nucleari. Ci sono state decine di esplosioni sopra lo skyline di Tel Aviv e Gerusalemme. Esistono riprese video di almeno una grande esplosione al suolo a Tel Aviv, causata da un apparente attacco missilistico, e segnalazioni di altre esplosioni in una mezza dozzina di siti a Tel Aviv e dintorni.

"La nostra vendetta è appena iniziata, pagheranno a caro prezzo l'uccisione dei nostri comandanti, scienziati e personale", ha dichiarato a Reuters un alto funzionario iraniano. Il funzionario ha aggiunto che "nessun luogo in Israele sarà sicuro" e che "la nostra vendetta sarà dolorosa".

venerdì 12 dicembre 2025

Caccia alle streghe: l'eretico e l'Inquisizione: perché l'Occidente teme Francesca Albanese - Michele Leonardi

Da: https://www.counterpunch.org - Michele Leonardi - Francesca Albanese è una giurista e docente italiana, specializzata in diritto internazionale e diritti umani. Dal 2022 è relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati.- Francesca Albanese -


Francesca Albanese, Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati dal 1967 , rappresenta una minaccia sistemica ed esistenziale alla narrazione della "civiltà occidentale" e al mito della supremazia propagandato quotidianamente dall'establishment. 

Nel panorama mediatico italiano, Maurizio Molinari (ex direttore de La Repubblica e La Stampa ) e l'opinionista televisivo Davide Parenzo sono i principali esempi di questo marciume sistemico, rappresentando due dei peggiori esempi di media dominati dal sionismo in Italia. Come ha sottolineato Chris Hedges lo scorso fine settimana in un forum a Roma, queste persone – come i loro omologhi americani del New York Times o del Washington Post – non possono essere considerate giornalisti, ma servitori del potere e, in questo caso, dell'hasbara israeliana (il sistema di propaganda sionista).

La ferocia della caccia alle streghe contro Albanese non è casuale; è una risposta al panico. È pericolosa per l'establishment non perché sia ​​una politica che usa slogan, ma perché brandisce l'arma tecnica e inattaccabile del diritto internazionale contro una macchina propagandistica costruita sulla menzogna. Questa paura si è manifestata in attacchi che sono degenerati in isteria medievale, perpetrati non solo da Israele, ma da un'alleanza occidentale – che include gli Stati Uniti e la maggior parte degli Stati membri dell'UE – profondamente complice del genocidio in corso. 

martedì 25 marzo 2025

L'ULTIMO CAPITOLO DEL GENOCIDIO - CHRIS HEDGES

Da:  Cristina Siqueira - Art. originale: https://chrishedges.substack.com - Chris Hedges è un giornalista vincitore del Premio Pulitzer, è stato corrispondente estero per quindici anni per il New York Times, dove ha lavorato come capo dell'Ufficio per il Medio Oriente e dell'Ufficio balcanico per il giornale. In precedenza ha lavorato all'estero per The Dallas Morning News, The Christian Science Monitor e NPR. È il conduttore dello spettacolo RT America nominato agli Emmy Award On Contact.

Leggi anche: IL GENOCIDIO IN STILE OCCIDENTALE - Chris Hedges 


Israele ha iniziato la fase finale del suo Genocidio. I palestinesi saranno costretti a scegliere tra la morte o la deportazione. Non ci sono altre opzioni.

Questo è l'ultimo capitolo del genocidio. È l'ultima, sanguinosa spinta per cacciare i palestinesi da Gaza. Niente cibo. Niente medicine. Niente riparo. Niente acqua pulita. Niente elettricità. Israele sta rapidamente trasformando Gaza in un calderone dantesco di miseria umana dove i palestinesi vengono uccisi a centinaia e presto, di nuovo, a migliaia e decine di migliaia, o saranno costretti ad andarsene per non tornare mai più. 


Il capitolo finale segna la fine delle bugie israeliane. La bugia della soluzione a due stati. La bugia che Israele rispetta le leggi di guerra che proteggono i civili. La bugia che Israele bombarda ospedali scuole solo perché sono usati come aree di sosta da Hamas. La bugia che Hamas usa i civili come scudi umani, mentre Israele costringe sistematicamente i palestinesi prigionieri a entrare in tunnel e edifici potenzialmente esplosivi prima delle truppe israeliane. La bugia che Hamas o la Jihad islamica palestinese (PIJ) sono responsabili (l'accusa è spesso quella di razzi palestinesi erranti) della distruzione di ospedali edifici delle Nazioni Unite vittime palestinesi di massa . La bugia che gli aiuti umanitari a Gaza sono bloccati perché Hamas sta dirottando i camion o contrabbandando armi e materiale bellico. La bugia che i bambini israeliani vengono decapitati o che i palestinesi hanno compiuto stupri di massa di donne israeliane. La bugia che il 75 percento delle decine di migliaia di persone uccise a Gaza erano "terroristi" di Hamas. La bugia secondo cui Hamas, poiché avrebbe riarmato e reclutato nuovi combattenti, sarebbe responsabile della rottura dell'accordo di cessate il fuoco. 

lunedì 3 febbraio 2025

IL GENOCIDIO IN STILE OCCIDENTALE - Chris Hedges

Da: https://chrishedges.substack.com - La Zona Grigia https://www.facebook.com - Chris Hedges è un giornalista vincitore del Premio Pulitzer, è stato corrispondente estero per quindici anni per il New York Times, dove ha lavorato come capo dell'Ufficio per il Medio Oriente e dell'Ufficio balcanico per il giornale. In precedenza ha lavorato all'estero per The Dallas Morning News, The Christian Science Monitor e NPR. È il conduttore dello spettacolo RT America nominato agli Emmy Award On Contact. 


Chris Hedges - 1 febbraio 2025 - Traduzione: La Zona Grigia 


Il Genocidio a Gaza preannuncia l'emergere di un mondo distopico in cui la violenza industrializzata del Nord Globale viene utilizzata per sostenere il suo accumulo di risorse e ricchezze in diminuzione.

Gaza è una landa desolata di 50 milioni di tonnellate di macerie e detriti. Topi e cani rovistano tra le rovine e le pozze fetide di liquami grezzi. Il fetore putrido e la contaminazione dei cadaveri in decomposizione si alzano da sotto le montagne di cemento frantumato. Non c'è acqua pulita. Poco cibo. Una grave carenza di servizi medici e quasi nessun riparo abitabile. I palestinesi rischiano la morte per ordigni inesplosi, abbandonati dopo oltre 15 mesi di attacchi aerei, sbarramenti di artiglieria, attacchi missilistici ed esplosioni di proiettili di carri armati, e una varietà di sostanze tossiche, tra cui pozze di liquami grezzi e amianto. 

L'epatite A, causata dall'assunzione di acqua contaminata, è dilagante, così come le malattie respiratorie, la scabbia, la malnutrizione, la fame e la nausea e il vomito diffusi causati dal consumo di cibo avariato. I vulnerabili, tra cui neonati e anziani, insieme ai malati, rischiano la condanna a morte. Circa 1,9 milioni di persone sono state sfollate, pari al 90% della popolazione. Vivono in tende di fortuna, accampati tra lastre di cemento o all'aria aperta. Molti sono stati costretti a traslocare più di una dozzina di volte. Nove case su 10 sono state distrutte o danneggiate. Condomini, scuole, ospedali, panetterie, moschee, università: Israele ha fatto saltare in aria l'Università Israa di Gaza con una demolizione controllata; cimiteri, negozi e uffici sono stati cancellati. Il tasso di disoccupazione è all'80% e il Prodotto Interno Lordo è stato ridotto di quasi l'85%, secondo un rapporto dell'ottobre 2024 pubblicato dall'Organizzazione Internazionale del Lavoro. 

Il bando imposto da Israele all'Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l'Impiego dei rifugiati palestinesi nel Vicino Oriente, che stima che la bonifica di Gaza dalle macerie presenti richiederà 15 anni, garantisce che i palestinesi di Gaza non avranno mai accesso a forniture umanitarie di base, cibo e servizi adeguati. 

venerdì 26 dicembre 2025

Rebranding del genocidio - Chris Hedges

Da: https://www.lantidiplomatico.it - Originale: https://scheerpost.com -  Chris Hedges è un giornalista vincitore del Premio Pulitzer, è stato corrispondente estero per quindici anni per il New York Times, dove ha lavorato come capo dell'Ufficio per il Medio Oriente e dell'Ufficio balcanico per il giornale. - 


Non vedo il male, non sento il male, non parlo del male — di Mr. Fish 

In primo luogo, Israele aveva il diritto di difendersi. Poi è diventata una guerra, anche se, secondo  i dati dell'intelligence militare israeliana , l'83% delle vittime erano civili. I 2,3 milioni di palestinesi di Gaza,  che vivono sotto un blocco  aereo, terrestre e marittimo israeliano  , non hanno esercito, aviazione, unità meccanizzate, carri armati, marina, missili, artiglieria pesante, flotte di droni killer, sistemi di tracciamento sofisticati per mappare tutti i movimenti, né un alleato come gli Stati Uniti, che hanno  fornito  a Israele almeno 21,7 miliardi di dollari in aiuti militari dal 7 ottobre 2023.

Ora è un "cessate il fuoco". Solo che, come al solito, Israele ha rispettato solo la prima delle 20 clausole. Ha  liberato  circa 2.000 prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane – 1.700 dei quali detenuti dopo il 7 ottobre –  e  circa 300 corpi di palestinesi, in cambio della restituzione dei 20 prigionieri israeliani rimasti.

Israele ha  violato  ogni altra condizione. Ha gettato l'accordo – mediato dall'amministrazione Trump senza la partecipazione palestinese – nel fuoco insieme a tutti gli altri  accordi  e patti di pace riguardanti i palestinesi. La violazione estesa e palese da parte di Israele degli accordi internazionali e del diritto internazionale – Israele e i suoi alleati si rifiutano di rispettare  tre serie  di  ordinanze giuridicamente  vincolanti   della Corte Internazionale di Giustizia (CIG) e due  pareri consultivi della CIG , nonché la  Convenzione sul Genocidio  e  il diritto internazionale umanitario  – presagisce un mondo in cui la legge è ciò che i paesi militarmente più avanzati affermano che sia. 

Il  finto piano di pace  – il "Piano globale del presidente Donald J. Trump per porre fine al conflitto di Gaza" – in un clamoroso tradimento del popolo palestinese, è stato  approvato  dalla maggior parte del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a novembre, con  l'astensione di Cina  e  Russia  . Gli stati membri si sono lavati le mani di Gaza e hanno voltato le spalle al genocidio.

giovedì 3 aprile 2025

LABORATORIO PALESTINA



Abbiamo descritto la situazione Palestinese in molti modi e da vari punti di vista, ma mai ci saremmo aspettati che avremmo addirittura potuta definirla un " laboratorio". Una definizione inquietante che sottintende sperimentazione, sperimentazione sulle vite, sperimentazione politica, bellica, ma soprattutto ideologica. In questo percorso che affronteremo insieme al giornalista Antony Loewenstein autore del libro dal titolo appunto "Laboratorio Palestina" affronteremo la questione dei test effettuati sulla popolazione civile, dalle armi alla cybersicurezza, al monitoraggi, spionaggio, riconoscimento facciale e ogni sistema di controllo possibile e immaginabile al fine del ricatto, ma soprattutto la grande sperimentazione che è la questione Palestinese, quella di creare un modello, un modello in cui un popolo "indesiderato" qualunque esso sia, possa essere controllato ed eliminato tra gli applausi e il consenso delle potenze mondiali. 
Intervista ad Antony Loewenstein. 
                                                                               

venerdì 18 luglio 2025

GLI ECONOMISTI ELOGIANO IL RAPPORTO DELLA RELATRICE SPECIALE FRANCESCA ALBANESE ALLE NAZIONI UNITE: 'DALL'ECONOMIA DI OCCUPAZIONE ALL'ECONOMIA DI GENOCIDIO'

Da: https://zeteo.com - https://www.facebook.com/UN4Palestine - https://www.facebook.com/franci.albanese - https://www.yanisvaroufakis.eu -

Legggi anche: «Un genocidio redditizio»: Francesca Albanese denuncia il sistema economico dietro la distruzione israeliana di Gaza 

Vedi anche: Fame e speculazione a Gaza - Chris Hedges intervista Francesca Albanese 

Ascolta anche: Neutralità impossibile, Francesca Albanese contro il silenzio globale (https://grad-news.blogspot.com/2025/07/caffe-neutralita-impossibile-francesca.html)


L'ex ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis, l'economista francese Thomas Piketty e altri si uniscono alla lettera aperta a sostegno di Albanese, in risposta alle richieste degli Stati Uniti di rimuoverla dal ruolo di relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla Palestina. 

La scorsa settimana, la Relatrice Speciale delle Nazioni Unite Francesca Albanese ha fatto notizia in tutto il mondo per aver denunciato le decine di aziende che, a suo dire, hanno tratto profitto dal genocidio israeliano a Gaza. Il rapporto ONU di Albanese, " Dall'economia dell'occupazione all'economia del genocidio ", va oltre i soliti colpevoli produttori di armi e chiama in causa istituzioni finanziarie, istituti scolastici e grandi aziende tecnologiche, tra cui Alphabet Inc. (Google), Amazon, IBM, Palantir e molte, molte altre.

In risposta, la Missione statunitense presso le Nazioni Unite ha rinnovato la sua richiesta al Segretario generale delle Nazioni Unite di condannare Albanese e di rimuoverla dall'incarico di relatrice speciale per i diritti umani nei Territori palestinesi occupati.

Ora, economisti di fama mondiale, tra cui l'ex ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis, l'economista francese Thomas Piketty e lo statistico e saggista libanese-americano Nassim Nicholas Taleb, stanno elogiando Albanese per il suo rapporto.

Zeteo ha ottenuto una copia esclusiva in inglese della lettera aperta degli economisti sul rapporto di Albanese, in cui accusano le multinazionali di "mantenere il regime di apartheid e di consentire il successivo genocidio". Leggi la lettera completa qui sotto. 

mercoledì 2 luglio 2025

«Un genocidio redditizio»: Francesca Albanese denuncia il sistema economico dietro la distruzione israeliana di Gaza

Da: https://pagineesteri.it - Francesca Albanese è una giurista e docente italiana, specializzata in diritto internazionale e diritti umani. Dal 2022 è relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati. 

Vedi anche: Fame e speculazione a Gaza - Chris Hedges intervista Francesca Albanese 

“In Italia si fa disinformazione su Gaza. Rai e La7 non mi vogliono perché accuso Israele di genocidio” - Francesca Albanese a Enrico Mingori (TPI) 

Nel nuovo rapporto presentato oggi all’Onu, Francesca Albanese – relatrice speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani nei Territori palestinesi occupati – accusa apertamente: «Il genocidio a Gaza non si fermerà, perché è redditizio». La giurista italiana, attaccata più volte per la sua fermezza nell’attribuire a Israele responsabilità e crimini gravissimi, alza ulteriormente il livello: il massacro in corso non è solo l’effetto della violenza coloniale, ma anche di interessi economici radicati e strutturati.

Il documento, che segue il precedente rapporto del marzo 2024 (“Anatomia di un genocidio”), propone una lettura più ampia e incisiva del conflitto, legando la distruzione sistematica della Striscia di Gaza al ruolo di aziende, banche, fondi di investimento, università e industrie belliche che traggono beneficio diretto o indiretto dalla repressione israeliana.

«Dietro il genocidio – ha dichiarato Albanese – esiste una rete di complicità che alimenta la violenza: chi fornisce armi, tecnologia, cemento, fondi, chi firma contratti, chi investe in start-up legate alla sicurezza, chi offre legittimità accademica o diplomatica. È una catena di profitto globale che attraversa Stati Uniti, Europa e Israele».

Il rapporto parla di “capitalismo coloniale”: un sistema nel quale la distruzione e lo spossessamento del popolo palestinese diventano occasioni per sperimentare tecnologie militari e di sorveglianza, testare armi su popolazioni civili, consolidare l’industria bellica israeliana – la stessa che poi esporta nel mondo intero, pubblicizzando i propri prodotti come “combat-tested”, testati in battaglia.

Albanese denuncia anche l’omertà dei grandi media e il silenzio colpevole dei governi occidentali, che non solo rifiutano di riconoscere il genocidio in atto, ma continuano a fornire appoggio militare, economico e politico allo Stato israeliano. Secondo la relatrice, «i Paesi che finanziano e armano Israele mentre questo commette crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio, violano il diritto internazionale e hanno l’obbligo giuridico di fermarsi e intervenire».

Nel rapporto si ricorda che anche la Corte Internazionale di Giustizia, in più occasioni, ha riconosciuto “verosimile” che a Gaza sia in corso un genocidio, disponendo misure cautelari mai rispettate da Israele. Nonostante ciò, sottolinea Albanese, nulla è stato fatto per bloccare le forniture d’armi, né per sospendere gli accordi commerciali con Tel Aviv.

Tra le aziende citate nel rapporto (l’elenco completo sarà pubblicato la prossima settimana), figurano multinazionali del settore bellico, colossi della tecnologia legati alla sorveglianza, società di costruzione che operano nei Territori occupati, e persino istituti accademici coinvolti in programmi congiunti di ricerca militare. Il documento chiede un’indagine internazionale e sanzioni mirate.

Francesca Albanese ha inoltre denunciato le crescenti intimidazioni e minacce che riceve da mesi. «Per la prima volta ho paura», ha dichiarato in un’intervista. «Ma continuerò a parlare. Il mio compito è dire la verità e difendere la dignità umana, anche quando fa comodo ignorarla».

La relatrice speciale conclude il rapporto con un appello: «I genocidi del passato sono stati riconosciuti troppo tardi. Questa volta possiamo e dobbiamo intervenire prima. La giustizia non può aspettare la fine del massacro».