**Isabelle Garo è una filosofa marxista, ha pubblicato L’idéologie ou la pensée embarquée(La fabrique, 2009), Foucault, Deleuze, Althusser. La politique dans la philosophie (Demopolis, 2011) e L’or des
images. Art – Monnaie – Capital (La ville brûle, 2013).
Quest’ultimo postula, proprio in ragione
dell’internazionalizzazione del capitale, che sarebbero state risolte le
questioni strategiche dell’articolazione degli spazi – locali, nazionali e
internazionali – nella definizione di un progetto di rottura anticapitalista, e
dell’appartenenza nazionale del proletariato. È a quest’ultimo problema, in
particolare, che tenta di rispondere Isabelle Garo nel
testo seguente, discutendo il concetto di popolo in Marx e le sue prese di
posizione riguardo ai movimenti di liberazione nazionale.
La questione del popolo in Marx è complessa, a
dispetto delle tesi troppo nette che spesso gli vengono attribuite in
proposito. A una prima lettura, in effetti, si è portati a pensare che Marx
costruisca la categoria politica di proletariato proprio in contrapposizione a
quella classica di popolo, eccessivamente inglobante e soprattutto omogeneizzante,
la quale, inoltre, occulterebbe i conflitti di classe. In tal senso, la nozione
di popolo sarebbe chimerica, foriera di pericolose illusioni laddove
politicamente strumentalizzata.
Tuttavia, se Marx diffida di qualsiasi concezione organica
di popolo, riprende comunque il termine in svariate occasioni e, in
particolare, quando si occupa delle lotte nazionali del suo tempo, in specie se
mirano a conquistare l’indipendenza dalle potenze colonizzatrici. E vi ricorre
ugualmente se si tratta di definire le specificità nazionali, caratterizzanti i
rapporti di forza sociali e politici costantemente singolari, i quali, a suo
modo di vedere, vanno sempre analizzati in un tale quadro nazionale.
Infine, la
parola popolo designa un certo tipo di alleanza di classe in un contesto di
conflitti sociali e politici di grande ampiezza.















