Sul tema della scrittura.
Sulla centralità dell'alfabeto greco come forma logica del pensiero occidentale e sui suoi pericoli.
La teoria Marxista poggia la sua forza sulla scienza... che ne valida la verità, e la rende disponibile al confronto con qualunque altra teoria che ponga se stessa alla prova del rigoroso riscontro scientifico... il collettivo di formazione Marxista Stefano Garroni propone una serie di incontri teorici partendo da punti di vista alternativi e apparentemente lontani che mostrano, invece, punti fortissimi di convergenza...
La nuova Costituzione del 1976 definiva la Repubblica di
Cuba uno stato socialista di operai, contadini e lavoratori, alleati tra loro e
guidati dalla classe operaia diretta dal Partito comunista cubano. Essa
stabiliva l’uguaglianza di tutti i cittadini senza distinzione di razza, sesso,
origine nazionale. Sanciva la libertà di espressione, la libertà religiosa,
connessa a quella di praticare il culto prescelto, e la libertà di non credere
(AA.VV., 1994:294-295).
I rapporti borghesi di produzione e di scambio, i rapporti
borghesi di proprietà, la società borghese moderna che ha creato per incanto
mezzi di produzione e di scambio così potenti, rassomiglia al mago che non
riesce più a dominare de potenze degli inferi da lui evocate. Sono decenni
ormai che la storia dell'industria e del commercio è soltanto storia della
rivolta delle forze produttive moderne contro i rapporti moderni della
produzione, cioè contro i rapporti di proprietà che costituiscono le condizioni
di esistenza della borghesia e del suo dominio. Basti ricordare le crisi
commerciali che col loro periodico ritorno mettono in forse sempre più
minacciosamente l'esistenza di tutta la società borghese. Nelle crisi
commerciali viene regolarmente distrutta non solo una gran parte dei prodotti
delle forze produttive già create. Nelle crisi scoppia una epidemia sociale che
in tutte le epoche anteriori sarebbe apparsa un assurdo l'epidemia della
sovraproduzione. La società si trova all'improvviso ricondotta a uno stato di
momentanea barbarie; sembra che una carestia, una guerra generale di sterminio
le abbiano tagliato tutti i mezzi di sussistenza; l'industria, il commercio
sembrano distrutti. E perché? Perché la società possiede troppa civiltà, troppi
mezzi di sussistenza, troppa industria, troppo commercio. Le forze produttive
che sono a sua disposizione non servono più a promuovere la civiltà borghese e
i rapporti borghesi di proprietà; anzi, sono divenute troppo potenti per quei
rapporti e ne vengono ostacolate, e appena superano questo ostacolo mettono in
disordine tutta la società borghese, mettono in pericolo l'esistenza della
proprietà borghese. I rapporti borghesi sono divenuti troppo angusti per poter
contenere la ricchezza da essi stessi prodotta. Con quale mezzo la borghesia
supera la crisi? Da un lato, con la distruzione coatta di una massa di forze
produttive; dall'altro, con la conquista di nuovi mercati e con lo sfruttamento
più intenso dei vecchi. Dunque, con quali mezzi? Mediante la preparazione di
crisi più generali e più violente e la diminuzione dei mezzi per prevenire le
crisi stesse.
"Il senso di questo volume sta nella tesi, secondo cui in tanto è possibile restituire al testo di Marx tutta la sua forza teorica, in quanto (anche) se ne riconsideri il rapporto con la lezione hegeliana. Di fatto, l'impoverimento scolastico e dogmatico del marxismo si lega strettamente ad una tradizione interpretativa di Hegel, largamente posta in crisi dalla più recente e rigorosa letteratura critica. Su questa base, tento confronti fra recise pagine di Marx e di Hegel, ritrovando fra esse consonanze, che fanno giustizia - a quanto mi sembra - di accreditati luoghi comuni. L'Appendice che chiude il volume, serve a mostrare come lo stravolgimento dogmatico e scolastico del marxismo ne abbia diminuita grandemente la capacità critica innovatrice.
Quelle orgogliose nazioni che hanno problemi di debito devono essere condannate a una prigione del
debito entro la quale è impossibile produrre la ricchezza necessaria per
ripagare i propri debiti e uscire di prigione. Ed è così che l’Europa si sta
trasformando dalla nostra casa comune alla nostra comune gabbia di ferro.