sabato 19 settembre 2015

LA JUNGHIANA SINCRONICITA'*- Stefano Garroni

*Da  QUADERNO FREUDIANO, Stefano Garroni, Ed. BIBLIOPOLIS 



   Se il 'perturbante' freudiano è inscindibilmente legato ad una incertezza (emozionale, più ancora che intellettuale) sulla consistenza dell'io; se rimanda di necessità al sospetto (ancora una volta sentito più che argomentato) che la 'persona' non altro sia che un automatismo inspiegabile, la junghiana 'sincronicità', invece, indica una relazione conoscitiva, che si stabilisce secondo tracciati scientificamente inconcepibili. Ciò che a Jung interessa è quel certo convergere di casualità, che sembra testimoniare una relazione tra soggetto e mondo, tra psiche e natura, che nega - o almeno, oltrepassa le forme di sapere, ammesse e autorizzate dall' immagine conoscitiva del mondo.

   L'ambiguità della tesi junghiana è trasparente: il principio della sincronicità significativa - per quanto Jung lo presenti non alternativo ma integrativo di quello scientifico o causalistico -, in realtà, è il tentativo di restaurare un punto di vista antiscientifico nella sua essenza. 







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