domenica 20 settembre 2015

RELIGIONE E POLITICA* - Stefano Garroni

*Da DIALETTICA E SOCIALITA', Stefano Garroni, BULZONI Ed. 

   "la religione è il rapporto con l'assoluto nella forma del sentimento, della rappresentazione, della credenza; e nel suo centro che tutto contiene, tutto è presente come accidente e transeunte. Se ci si attiene a questa forma anche in relazione allo Stato - cosicché anche per esso la religione sia ciò che essenzialmente è determinante e valido - lo Stato - in quanto organismo che si è sviluppato nelle esistenti differenze, leggi e ordinamenti - è abbandonato all'oscillazione, all'incertezza, alla distruzione. L'obiettivo e l'universale - le leggi -, invece che essere determinati come esistenti e validi, ricevono la determinazione di un negativo nei confronti di quella forma, che assorbe in sé tutto il determinato e, perciò, si volge in soggettivo."  (Hegel, Grundlinien)
Eccone la conseguenza per il comportamento umano:
   "al giusto non è data alcuna legge, siate devoti e potrete fare tutto ciò che volete - potete abbandonarvi all'arbitrio, alla passione e potete lasciar gli altri, che per ciò patiscono torti, alla fiducia e alla speranza della religione o, ancor peggio, scacciarli e condannarli in quanto irreligiosi." (ibid.)

   due miti centrali dell'attuale ideologia (quella che si vuole 'post-ideologica') sono, da un lato, la riduzione della moralità e della libertà a semplice immediata espressione della soggettività particolare; dall'altro, la riduzione della scienza a mera tecnologia efficace.

   per la prospettiva dialettica, non ha senso parlare di un'umanità estranea al proprio mondo, - dacché essa è sempre nel proprio mondo -; piuttosto avrà senso parlare di un mondo dell'uomo, fatto in modo tale, per cui l'estraneazione umana risulti proprio, e paradossalmente, dall'appartenere a quel mondo, dall'essere inserito in esso.

   Insomma, se si dà una situazione di scissione tra l'uomo e il suo mondo (naturale e sociale), ciò deriva non da un'autentica separazione tra uomo e mondo, ma sì dal fatto che quel mondo è autenticamente scisso.

   Cosa significa per Marx realizzazione della filosofia? Due processi, intimamente congiunti.
Da un lato 'realizzare' la filosofia significa riuscire a coglierne le connessioni profonde con i movimenti sociali e politici, che storicamente si svolgono; in questo senso, potremmo dire, materialistica è la filosofia 'realizzata', in quanto si sa prodotto della complessiva esperienza  umana - non solo teoretica e scientifica, ma anche politica e sociale.
Dall'altro lato, 'realizzare' la filosofia significa far assumere ai movimenti sociali e politici il livello e l'ampiezza di coscienza conquistati dalla filosofia. In questo senso la filosofia realizzata comporta, anche, una trasformazione della politica, che da mera risultante dello scontro tra forze sociali diverse, si eleva ad espressione di  un  processo di rinnovamento umano complessivo. 




























Nessun commento:

Posta un commento