Da: Daniele Lanza - Daniele Lanza, originario di Asti, consegue la laurea magistrale in Scienze Politiche ad indirizzo storico, presso l’università degli studi di Torino. Successivamente nello stesso completa un Master post universitario in relazioni internazionali. A partire dal 2010 è residente in Russia, dove completa un corso di dottorato in storia e lavora presso l’università Politecnico di San Pietroburgo come insegnante presso la cattedra di filologia romano-germanica. È vice-direttore del progetto editoriale “Il Pensiero Storico”. Aree di interessa e ricerca: storia politica e sociale dell’Europa orientale nell’età contemporanea.
La teoria Marxista poggia la sua forza sulla scienza... che ne valida la verità, e la rende disponibile al confronto con qualunque altra teoria che ponga se stessa alla prova del rigoroso riscontro scientifico... il collettivo di formazione Marxista Stefano Garroni propone una serie di incontri teorici partendo da punti di vista alternativi e apparentemente lontani che mostrano, invece, punti fortissimi di convergenza...
martedì 22 settembre 2026
IL GIGANTE ALLE URNE: IL MATTINO DOPO - Daniele Lanza
* Analisi delle elezioni nazionali nella Federazione Russa – 21.09.2026
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Il dato essenziale: affluenza al 56%, comparativamente al 51% circa delle precedenti legislative del 2021.
In tutto 5 partiti emergono dalla soglia di sbarramento del 5%, elencati in ordine decrescente in base ai voti presi: 1 - “RUSSIA UNITA” (il mega-partito “centrista” presidenziale); 2 - Il KPRF (ossia il partito comunista veteroconservatore); 3 – LDPR (ovvero gli ultranazionalisti); 4 – “Novie liudi” (lett. “Gente nuova”, vale a dire la formazione di matrice liberale); 5 – “Russia giusta” (socialdemocratici).
Vediamoli uno per uno:
- Il partito presidenziale di governo - Russia Unita - raccoglie il 58% dei suffragi, contro il 49.8% di 5 anni orsono, senza particolari oscillazioni regionali nell’insieme del paese (si può aggiungere che nel voto elettronico – quello che si sospetta più soggetto al broglio elettorale – ha raggiunto il 49%: una cifra che si riferisce in particolare alle metropoli, Mosca in testa, dove la società è più avvezza alla modernità tecnologica).
- I comunisti del KPRF eredi della tradizione sovietica sfiorano invece il 14% che significa quasi 5 punti in meno rispetto alle precedenti.
- Gli utranazionalisti (eredi di Zhirinovskij) risalgono leggermente fino a raggiungere l’8%
- I liberali centristi di “Gente nuova” giusto alle spalle prendono quasi l’8% arrotondando di qualche punto
- I social-democratici di “Russia giusta” arretrano leggermente collocandosi sul 5% rispetto al 2021.
Chiaro come in tempo di crisi si veda un trend della società a fare quadrato verso un epicentro il che tradotto in termini pratici ha significato un rafforzamento del partito centrale a scapito degli altri (in particolare quello comunista la cui base sociale è altamente patriottica).
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Fatto salvo il dato “grezzo” della consultazione elencato sopra, la riflessione va a scontrarsi ipso facto con un ostacolo insuperabile (affrontiamolo subito): il consenso generale dei media in occidente taglia cortissimo, contestando alla radice la validità del suffragio stesso in quanto avvenuto in seno ad uno stato non democratico (secondo i propri standard) e in una società non libera (secondo il prisma del proprio modello di riferimento). In altre parole non ha nemmeno senso commentarle e si vede dal poco spazio concesso alle elezioni in Russia su gran parte dei media mainstream.
Davanti a tutto questo, una domanda diretta, di coscienza: pregiudizi a parte, è veramente possibile credere che si possa falsificare palesemente il voto in una società moderna/industrializzata di quasi 150 MILIONI di abitanti ? Barare è possibile certo, ma è immaginabile barare fino a capovolgere l’ordine delle cose e produrre cifre come quelle elencate ?? La realtà – anche ammettendo un grado plausibile di brogli - è che oggettivamente oltre il 50% degli aventi diritto ha partecipato al voto e di tutti questi poco meno del 60% ha espresso preferenza per il partito del presidente; in merito agli altri partiti si dice (narrativa occidentale) che siano tutti – in misura maggiore o minore – estensioni del potere centrale il che è inesatto: il fatto, più semplicemente, è che malgrado le differenze, condividono tutti la medesima fedeltà patriottica di fondo, al suo sistema e alle sue scelte esistenziali (incluso il conflitto presente contro l'occidente) il che li fa apparire appiattiti al potere centrale da una prospettiva esterna, ma che in realtà altro non è che un effetto degli imperativi di un contesto più grande. Giusto a tale proposito sottolineiamo che (1) comunisti, (2) ultranazionalisti e (3) socialdemocratici, hanno espresso - pur nelle loro differenze - un netto sostegno all’impegno militare in corso in convergenza col partito presidenziale, il che matematicamente porta l’appoggio alla guerra (facciamo la grande somma), verso l’85% e passa della società che si è espressa alle urne ieri: grossomodo una proporzione corrispondente al voto presidenziale del 2024 fa che ha confermato V. Putin con l’87% (...).
Percentuali “bulgare” che appaiono irreali alla sensibilità europea, rinforzandone l’impressione di irregolarità (come già i media strillano) , ma qui dobbiamo chiarire una cosa una volta per tutte: NON siamo in Europa gente, bensì in un ambito strutturalmente più centralistico e meno pluralista per evoluzione storica, il che significa che è perfettamente normale l’emergere di risultati del genere da queste parti, senza che necessariamente vi sia un broglio (se non ci si capacita di questo è inutile proseguire il discorso, smettete di commentare un paese che non comprendete. Abbia pazienza chi mi legge). Numeri analoghi – sono il primo ad ammetterlo - in un contesto europeo sarebbero probabilmente risultato di una mega-broglio è vero, ma in un contesto non occidentale come quello russo invece no: qui la società ha per davvero votato in massima parte come si legge. L’eterno problema di fondo occidentale è che si applica il proprio standard di valutazione a civiltà differenti dalla propria, giudicandole quindi in base a quello (e allora tali culture aliene diventano per forza “dittatoriali” i loro costumi “barbarici” e le loro consultazioni “viziate da brogli”, etc.).
Partendo da tale prospettiva non ha nemmeno senso dedicare troppo spazio nei mass media a questo evento a rigore di logica (che senso ha interessarsi al risultato di un’elezione considerata “truccata” a priori ? Anzi, diffondendo troppo i risultati del voto si rischia di lasciar trasparire la verità ovvero che la società russa non è sotto un giogo – come la retorica liberatrice vuole - bensì sostiene fortemente il proprio stato e le sue posizioni). Più opportuna una discreta indifferenza tra i media, senza indugiare troppo in analisi astruse e tagliando corto e “invalidandole” moralmente a priori (ed altro non si può fare disgraziatamente, dato che l’occidente non ha la facoltà invalidare le elezioni da queste parti come accaduto in ROMANIA l’anno scorso o non accettare de facto il responso come in GEORGIA).
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Per quanto concerne invece una più onesta riflessione si può dire questo: occorre obbligatoriamente concentrarsi non tanto sul dettaglio interno alla consultazione (variazioni +/- di ogni virgola), quanto sul CONTESTO globale in cui è avvenuta (come a dire “quando il contesto in cui si svolge una partita parla più forte che non la partita medesima”).
L’aspetto circostanziale - di macroscopica ovvietà - è il seguente: la Federazione Russa e la sua società si trovano coinvolti da oltre 4 anni in un conflitto militare ad alta intensità - tuttora in corso – la prima guerra di massa del XXI secolo cui questo paese debba far fronte, che al momento presente ha mietuto quasi 1 milione di vite (tra feriti, caduti e tutto il resto) e che vede un’immensa tenaglia economico/finanziaria globale messa in atto da tutto il mondo industrializzato per strangolarne l’economia in ogni settore possibile ed immaginabile. Un paese che ormai risente dei bombardamenti occidentali (pilotati dall’intelligence occidentale) mirati al proprio sistema di raffinerie. Malgrado tutto questo........i risultati elettorali sono quelli che si vedono: un’affluenza ancor più alta di un quinquennio orsono ed un partito presidenziale che praticamente è più forte che mai (non solo delle elezioni di 5 anni prima ma anche di quelle di 10 anni prima o di 15). La vera essenza delle consultazioni per la Duma russa nel 2026 è quella descritta in queste poche righe sopra – muta testimonianza - e non ce ne possono essere altre.
Concludiamo: il responso conferma - ripetiamo - che il sostegno della società russa alla causa nazionale emerso dalle urne è forte tanto quanto il consenso personale concesso a Putin alle presidenziali del 2024 (sopra l’85%). Significa, piaccia o meno, che il paese profondo è coeso e galvanizzato come non mai A PRESCINDERE dal presidente stesso: se pure quest'ultimo fosse esautorato, questo non modificherebbe la politica estera del paese, anzi (questa considerazione non la si lascerà mai trasparire da alcun media occidentale, anzi impegnato a diffondere un’immagine di paese lacerato e pronto alla rivolta contro un potere dittatoriale: la verità invece è che tale rivolta se avvenisse, determinerebbe l'ascesa al potere di un altro, forse assai più radicale ed aggressivo del precedente).
Il risultato di queste elezioni potrebbe eventualmente aprire le porte ad una mobilitazione parziale (tanto temuta ad occidente): le prossime – senza Putin, ma con un altro più radicale – potrebbero aprire la porte al livello nucleare di confronto. Attenzione a cosa si desidera quindi, signori miei (di fede atlantista che sognano la caduta dell'attuale leader russo).
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In breve =
1 - Le elezioni sono avvenute senza partiti di VERA opposizione al sistema.....il che suggerisce, naturalmente, che non sono valide e da non rispettare (secondo lo standard occidentale almeno).
2 - Le elezioni sono avvenute sotto una pioggia di droni avversari.....il che suggerisce che la Russia sta perdendo la guerra ed è alla mercè del proprio avversario (?!).
Insomma, nei 2 punti in alto si rilevano livello accademico di analisi (!!) e piena onestà intellettuale, priva di vizi propagandistici: da lasciare senza parole.
In appendice, qualche riferimento alla repressione istituzionale operata da Mosca, alle manifestazioni di protesta presso la comunità russa all'estero capitanata dai dissidenti ed infine un cenno all'offensiva informatica a complicare il voto (questa in effetti ha avuto luogo, orchestrata pare dal Regno Unito, solo che i media in occidente presentano il fatto non tanto per denunciare l'interferenza indebita nelle elezioni russe come andrebbe fatto a rigore di logica, quanto per rimarcare come la Russia - DEBOLE e vulnerabile - è sotto assedio anche sotto tale punto di vista: insomma il cenno è finalizzato a favorire la narrazione di una Russia che "sta perdendo").
Questa è l'attenzione che i mezzi di informazione riservano alle elezioni nella prima potenza nucleare al mondo: complimenti per la profondità di analisi.
Vergogna e schifo assoluti.
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