La teoria Marxista poggia la sua forza sulla scienza... che ne valida la verità, e la rende disponibile al confronto con qualunque altra teoria che ponga se stessa alla prova del rigoroso riscontro scientifico... il collettivo di formazione Marxista Stefano Garroni propone una serie di incontri teorici partendo da punti di vista alternativi e apparentemente lontani che mostrano, invece, punti fortissimi di convergenza...
domenica 2 gennaio 2022
Franco De Masi VOCABOLARIO PSICOANALITICO: Frustrazione
giovedì 30 dicembre 2021
Nell'istante in cui si cessa di credere in lei, la filosofia sparisce - Silvano Tagliagambe
La visione e lo sguardo... - Silvano Tagliagambe
La scienza tra dubbio e certezza - Giulio Giorello
Lavoro. Il lavoro come arte della conoscenza - Carlo Sini
"Anthròpina phronein: la saggezza del limite" - Salvatore Natoli
Perché la mente non coincide con il cervello - Felice Cimatti
Essere, pensiero e linguaggio - Felice Cimatti
Siamo il nostro cervello? - Gianvito Martino
Vedendo il linguaggio e chi lo usa - Tullio De Mauro
Alienazione e rivoluzione (digitale) - Enrico Donaggio
"La materia del soggetto" - Carlo Sini
Giorgio Parisi e la fisica della complessità
Leggi anche: Storia del pensiero scientifico e filosofico* – Ludovico Geymonat
LA LOTTA CONTRO L’ORTODOSSIA - GIORGIO PARISI
LIBERTA’ COME ILLUSIONE NELLA CULTURA DECADENTE - Paolo Massucci
La barbarie dello«specialismo»*- José Ortega y Gasset
mercoledì 29 dicembre 2021
Declinazioni del concetto di natura tra ontologia e storia - Luca Illetterati
(1/5) Luca Illetterati - Introduzione: per un’ontologia storica
domenica 26 dicembre 2021
LA LIBERTÀ, LA MORTE, LO STATO. FILOSOFIE E IDEOLOGIE DELLA QUESTIONE PANDEMICA - Emiliano Alessandroni
Da: https://filosofiainmovimento.it - Emiliano Alessandroni, Università degli Studi di Urbino 'Carlo Bo'.
Leggi anche: Dal 2030 il mondo sarà meraviglioso secondo l’Agenda Onu - Alessandra Ciattini
Sul privilegio. Note critiche su Agamben-Cacciari - Roberto Finelli, Tania Toffanin
Che cos'è la libertà? Il Covid-19 e la difesa del diritto alla vita - Emiliano Alessandroni
1. Libertà
4. Cospirazionismo e complottismo
sabato 25 dicembre 2021
Alessandro Barbero s'infiamma contro la "Buona Scuola"
venerdì 24 dicembre 2021
Dire dove la storia andrà Tra Dante e Marx. Noterelle sull’azione storica - Roberto Fineschi
1. In occasione del centenario dantesco vorrei sviluppare qualche noterella sulle sue riflessioni di teoria politica. Che, tra le istituzioni universali, il primato spetti all’imperatore piuttosto che al papa, che la loro conflittualità, lo scarso interesse del primo alle questioni “italiane” ecc. giochino effettivamente un ruolo nella governance mondiale, ai nostri occhi non appare onestamente un tema rilevante, almeno in questi termini. Significa questo che i problemi teorici affrontati da Dante, il contesto in cui la sua riflessione si articola non abbiano niente su cui farci riflettere? Ovviamente no. Tra i temi più interessanti, a mio parere, figura la complessa relazione tra istituzioni, bene universale, e le “parti”, nonché la questione dell’efficacia del “ben fare” rispetto al corso storico.
giovedì 23 dicembre 2021
Oltre Omicron: che cosa potremmo aspettarci da COVID-19
Da: https://www.lescienze.it - di Ewen Callaway (L'originale di questo articolo è stato pubblicato su "Nature il 7 dicembre 2021. Traduzione di Lorenzo Lilli, editing a cura di Le Scienze.)
Ascolta anche: Guerriglia Radio intervista Fabrizio Chiodo https://www.spreaker.com/user/11689128/caffe-e-cornetto-speciale-guerriglia-rad?
Vedi anche: Omicron, pandemic control e vaccini- Cross Words
Leggi anche: Ecco perché la variante Delta si diffonde così rapidamente di Sara Reardon/Nature
All’origine della variante Omicron di Sarah Wild/Scientific American
La variante Omicron non sfugge del tutto alla protezione immunitaria di Lars Fischer/Spektrum der Wissenschaft
Quale impatto sulla pandemia avranno i vaccini anti COVID per bambini di Max Kozlov/Nature
Raffigurazione artistica di successive varianti di SARS-CoV-2 (© Science Photo Library/AGF)

mercoledì 22 dicembre 2021
Il ritorno della sinistra in Cile e le casse vuote dello stato - Alberto Negri
Da: https://edicola.quotidianodelsud.it - https://www.facebook.com/alberto.negri.9469 - Alberto Negri è giornalista professionista dal 1982. Laureato in Scienze Politiche, dal 1981 al 1983 è stato ricercatore all'Ispi di Milano. Storico inviato di guerra per il Sole 24 Ore, ha seguito in prima linea, tra le altre, le guerre nei Balcani, Somalia, Afghanistan e Iraq. Tra le sue principali opere: “Il Turbante e la Corona – Iran, trent’anni dopo” (Marco Tropea, 2009) - “Il musulmano errante. Storia degli alauiti e dei misteri del Medio Oriente” (Rosenberg & Sellier, marzo 2017) - “Bazar Mediterraneo” (GOG edizioni, Dicembre 2021)
martedì 21 dicembre 2021
Critica economica della riforma della scuola - Emiliano Brancaccio
lunedì 20 dicembre 2021
La madre di Cecilia - Alessandro Manzoni
Da: https://www.libriantichionline.com - Alessandro Manzoni, I promessi sposi - capitolo XXXIV (Milano, Ferrario 1825/27).
domenica 19 dicembre 2021
Come nascono le storie - Ascanio Celestini
sabato 18 dicembre 2021
Omicron, pandemic control e vaccini
giovedì 16 dicembre 2021
Ritornare al punto di vista di classe - Alessandra Ciattini
Da: https://www.lacittafutura.it - Alessandra Ciattini (Collettivo di formazione marxista Stefano Garroni) ha insegnato Antropologia culturale alla Sapienza di Roma.
martedì 14 dicembre 2021
Il revival del pensiero magico nel dibattito pubblico: tra No Vax e Censis - Stefano G. Azzarà
domenica 12 dicembre 2021
"CRISI DISUGUAGLIANZE E POVERTÀ" - Sergio Cararo intervista Francesco Schettino
venerdì 10 dicembre 2021
La postfazione di Yolanda Díaz al Manifesto del Partito Comunista
Da: https://www.sinistraineuropa.it - Yolanda Peréz Diaz è un avvocato e politica spagnola.
Lo scorso settembre è stata pubblicata in tutta la Spagna una nuova edizione del Manifesto del partito Comunista di Marx ed Engels, che conteneva una sua postfazione di grande interesse, che qui abbiamo il piacere di riproporvi integralmente.
di Yolanda Díaz – America Ym News
Il pensiero di Karl Marx sembra scritto, con inchiostro indelebile, nel vento della storia. Riaffiora sempre, in un contesto di crisi economica e sociale, con tutta la sua lucidità e la sua capacità di stimolare la riflessione. Il suo sguardo sui meccanismi della produzione capitalistica continua a illuminare e comprendere i principali problemi del nostro mondo e del nostro tempo.
Ci sono molti marxismi in Marx, molte confutazioni e salvataggi. Ottica postcolonialista o ortodossa, visioni che condannano il suo pregiudizio patriarcale o che celebrano il suo rapporto con la natura e l’ambiente. In ogni caso, come teorico sociale, Marx sconvolse gli schemi ideologici della classe borghese, del capitalismo, rompendo le cuciture e le trappole del suo linguaggio e, al tempo stesso, della sua capacità di dominio.
giovedì 9 dicembre 2021
Il cancro della Repubblica - Aldo Giannuli
Ascolta anche: Luciano Canfora - 1956 L'anno spartiacque - https://www.youtube.com/watch?v=7hAntzlHD4s&feature=youtu.be
Leggi anche: Abbozzo di riflessione sul PCI e sulla sua crisi - Roberto Fineschi
La crisi marxista del Novecento: un’ipotesi d’interpretazione*- Stefano Garroni
CENNI STORICI DEL MOVIMENTO COMUNISTA - Stefano Garroni
Cosa diceva Berlinguer: discorso al "Convegno degli intellettuali" (1977)
mercoledì 8 dicembre 2021
Il Truman Show della politica estera italiana - Alberto Negri
https://www.gogedizioni.it/prodotto/bazar-mediterraneo/
La politica estera italiana è un Truman show, dove non c’è nulla di vero e siamo stati tutti adottati da un’emittente televisiva. Bastava ascoltare i discorsi in diretta tv del presidente del Consiglio Draghi e del ministro degli esteri Di Maio al Med, secondo i quali l’Italia si «batte per i diritti umani» del Mediterraneo.
Due giocolieri, neppure troppo abili, che in due ore di sproloqui riescono a non pronunciare mai i nomi di Giulio Regeni, di Patrick Zaki e di Al Sisi. I loro flessibili consiglieri dicono che lo fanno per non irritare ulteriormente il generale egiziano che già di malavoglia tollera la presenza degli avvocati al processo Zaki, di cui sapremo la sorte in queste ore.
Quale delicatezza per il macellaio golpista del Cairo, che tiene in carcere e ammazza gli oppositori.
L’Italia si batte così a bassa voce e in maniera talmente generica per i diritti umani perché in realtà è un Paese dalla coscienza sporca assai. All’Egitto vendiamo miliardi di euro di armamenti, quindi non bisogna disturbare il manovratore anche quando insulta le nostre istituzioni, dalla magistratura al Parlamento.
Come se difendere i diritti umani precludesse dal fare affari: è difendendoli che ci si fa valere come interlocutori, ribadendo i propri ideali, posto che ne siano rimasti.
martedì 7 dicembre 2021
Epidemia di sovrapproduzione - Carla Filosa, Gianfranco Pala, Francesco Schettino
Da: https://www.carmillaonline.com
Gianfranco Pala è un economista italiano. Direttore della rivista LA CONTRADDIZIONE (https://rivistacontraddizione.wordpress.com).
Carla Filosa insegna dialettica hegeliana e marxismo. Redattrice della rivista LA CONTRADDIZIONE. Docente alla Università Popolare Antonio Gramsci (https://www.unigramsci.it - https://www.facebook.com/unigramsci).
Pubblichiamo di seguito un estratto della “Premessa” di Crisi globale. Il capitalismo e la strutturale epidemia di sovrapproduzione (Lad, 2021, pp. 210, € 15,00).
Il volume affronta da un punto di vista teorico le moderne crisi capitalistiche con riferimento alle dinamiche valutarie transnazionali criticando gli approcci sottoconsumisti e neoclassici. In questo contesto gli autori mettono in discussione l’immagine dello shock pandemico come circostanza esterna alla dinamica dell’accumulazione, esplicitando le modalità con le quali tale evento viene utilizzato per comprimere quote di ricchezza sociale destinate alle classi lavoratrici.(https://www.carmillaonline.com)
La “missione” del capitale, o più precisamente la necessità di sviluppare incessantemente le forze produttive che la storia sembra avere affidato a questo modo di produzione, presenta sempre più chiaramente l’insieme delle sue contraddizioni. L’allevamento intensivo di animali – come anche lo sfruttamento progressivo e senza remore delle risorse naturali senza ritegno a sconvolgere gli ecosistemi del pianeta – è dettato sicuramente dall’aumento della popolazione mondiale e dallo sviluppo sempre più veloce della molteplicità dei suoi bisogni, ma l’uso tecnologico e organizzativo di questo processo, dettato dal dominio delle cose, è dovuto al perseguimento del fine “miserabile” e contraddittorio della produzione di plusvalore, quale unico fine di questo sistema. La involontarietà poi, quella che invece viene moralisticamente scambiata per crudeltà od anche brutalità, sta a significare qui la incapacità, non individuale ma proprio del sistema, a far emergere una responsabilità umana cioè razionale delle azioni impiantate, unicamente soggette invece alle leggi di sviluppo precipue della produzione di merce in quanto valore, e indipendentemente dal valore d’uso, che viene così a costituire uno scarto da non considerare. Ѐ chiaro che i comportamenti individuali degli operatori possano essere repellenti od anche riprovevoli, ma il problema non concerne i molti singoli resi subalterni, bensì la centralizzazione sempre crescente del comando sulla forza-lavoro e la classe che ne gestisce il pluslavoro, secondo modalità, ritmi, efficienza, comportamenti indotti, anche valutabili come criminali e disumani.
La crisi di capitale, strutturale, è quindi la necessità – finché durerà questo modo di produzione – cui l’eccedente accumulazione di plusvalore va incontro, proprio per l’ottimizzazione del suo riprodursi ad ogni rotazione dei singoli capitali, anarchicamente concentrati e centralizzati. Se dunque l’accumulazione decresce anche per la saturazione dei mercati esistenti, si deve intensificare lo sfruttamento sia delle risorse inorganiche sia di quelle animali e umane, tutte eguagliate nell’unica accezione di merce, cioè veicolo di valore. Per promuovere inoltre tali condizioni che svelerebbero i fini indicibili del sistema, questo deve ammantarsi di rappresentazioni ideologiche rassicuranti in cui si proclamano ed esaltano benefici per tutti, nascondendo i danni che da questi si producono, finché non appaia la contraddizione reale, imponderabile o magari anche messa in conto, ma che non dovrà mai intaccare – al momento – i profitti attesi che si appelleranno all’“emergenza”. Il boomerang economico sotto forma di virus lo diventerà solo quando il numero di vittime si farà troppo alto per non poterlo più affrontare in termini di eccezione, ma si presenterà all’interno della indicibile norma. I morti cinesi, od anche africani, sudamericani preoccupavano, ma poi non eccessivamente, finché non sono diventati anche europei, statunitensi e poi mondiali.
La rappresentazione del capitale anche qui ha dovuto mostrare allarme per il bene dell’umanità tout court, quando al contrario aveva già predisposto investimenti su un mercato ancora inedito per questo promettente livello, quello dei vaccini su scala mondiale presumibilmente per tutti. La cosiddetta vendetta della natura è stata così trasformata in un investimento produttivo (di plusvalore) insperato – una forma di politica espansiva di contrasto alla crisi di capitale -, mentre l’attesa messianica del vaccino da parte delle masse soggette all’infezione e alla morte sarebbe stata mediaticamente percepita solo come una soluzione alla “calamità naturale”, facilmente credibile. I nuovi vaccini sono subito apparsi però per quello che fondamentalmente sono: merce esclusiva. I diritti proprietari o brevetti si sono mostrati diretti all’innalzamento dei prezzi, o alla incetta delle dosi che prioritariamente sarebbero servite alla vantaggiosa ripartenza competitiva delle proprie industrie, a scapito delle altre costrette a rallentare la produzione. L’interesse generale dei “benefattori del mondo intero” si è ristretto nei luoghi della centralizzazione dei capitali egemoni. L’unificazione del mercato mondiale, quale intrinseca legge di sviluppo di questo modo di produzione, impersonale e separata da ogni controllo da parte sia dei produttori sia della popolazione in genere, diventa così la fonte da cui partono tutte le contraddittorietà reali, tra cui l’ipotesi di “un’era di pandemie” come sembra abbia pronosticato l’attuale Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. La crisi di capitale riaffaccia allora anche qui la sua sotterranea presenza nello scambio ineguale di plusvalore contro plusvalore, di scambio tra capitali e non contro consumo finale privato. L’investimento netto di capitale da uno Stato all’altro o da una determinata industria – nel nostro caso farmaceutica – avviene entro le gerarchie dell’imperialismo transnazionale, il che comporta che il vaccino veicolerà il plusvalore prodotto dai lavoratori dei paesi dominati o più deboli verso le proprietà egemoniche, col potere di dosarne l’erogazione in base al maggior profitto.