Da: Casa della Cultura Via Borgogna 3 Milano - Roberto Fineschi (Roberto_Fineschi) è docente alla Siena School for Liberal Arts. Ha studiato filosofia e teoria economica a Siena, Berlino e Palermo. Fra le sue pubblicazioni: Marx e Hegel (Roma 2006), Un nuovo Marx (Roma 2008) e il profilo introduttivo Marx (Brescia 2021). È membro del comitato scientifico dell’edizione italiana delle Opere complete di Marx ed Engels, dell’International Symposium on Marxian Theory e della Internationale Gesellschaft Marx-Hegel für dialektisches Denken. (Roberto Fineschi - Marx. Dialectical Studies - Laboratorio Critico - https://marxdialecticalstudies.blogspot.com).
La teoria Marxista poggia la sua forza sulla scienza... che ne valida la verità, e la rende disponibile al confronto con qualunque altra teoria che ponga se stessa alla prova del rigoroso riscontro scientifico... il collettivo di formazione Marxista Stefano Garroni propone una serie di incontri teorici partendo da punti di vista alternativi e apparentemente lontani che mostrano, invece, punti fortissimi di convergenza...
sabato 31 ottobre 2026
domenica 20 settembre 2026
Autocritica di Engels, l’amico geniale - Stefano Petrucciani
Da: https://ilmanifesto.it - Stefano Petrucciani è Professore ordinario di Filosofia Politica nell’Università di Roma “La Sapienza”. È stato dal 2013 al 2019 Presidente della Società italiana di filosofia politica. È autore di numerosi volumi tra cui: Introduzione a Habermas (2000), Modelli di filosofia politica (2003), Introduzione a Adorno (2007), Marx (2009; trad. inglese 2020), Democrazia (2014), Politica. Una introduzione filosofica (2020). Ha curato una Storia del marxismo (3 voll., 2015).
Vedi anche: Marx oggi. Letture contemporanee - Stefano Petrucciani
L'eredità vivente della filosofia di Marx - Stefano Petrucciani
sabato 19 settembre 2026
"La CULTURA WOKE? È neoliberismo mascherato." - Carlo Galli
Da: Ibex Edizioni - Carlo Galli (Università di Bologna) è un politico, accademico e filosofo politico italiano.
Leggi: Oltre il woke - Carlo Galli -
Zygmunt Bauman - La società individualizzata - Il Mulino, Bologna, 2002 -
Il nuovo irrazionalismo. Un saggio della Monthly Review - John Bellamy Foster
Il neoliberismo è un progetto politico*- B. S. Risager intervista David Harvey
Come il neoliberismo arrivò in Italia - Intervista a Luciano Gallino (2015)
Populismo, punti di partenza - Roberto Fineschi
Appunti su “la Distruzione della Ragione”, di György Lukács -
Riflessioni 15... - Stefano Garroni
NEOLIBERISMO E POSTMODERNISMO: ALLEATI TRA LORO, MA NOSTRI NEMICI* - Alessandra Ciattini
L’età delle catastrofi – Roberto Finelli
Trasformazione sociale ed emancipazione della donna - Alessandra Ciattini
Oppressione ed emancipazione della donna - Alessandra Ciattini
Ventotene, l’Europa e il postmoderno*- Giovanna Cracco
Ritornare al punto di vista di classe - Alessandra Ciattini
Marx e la critica del liberalismo - Stefano Petrucciani
Classi e lotta di classe dopo la “crisi del marxismo”?* - Alessandro Mazzone
Catastrofe Neoliberista: un “libro necessario”. - Luca Busca
Marxismo e movimenti sociali - Alessandra Ciattini
Domenico Losurdo: La sinistra assente. Crisi, società dello spettacolo, guerra*- Maurizio Brignoli
Vedi: Ideologia. La lotta per l’oggettività - Carlo Galli -
Lo Stato minimo: l’ipocrisia del neoliberismo - Frasi di Marx (4)
POSTDEMOCRAZIA ARMATA: ultimo atto dell'Oligarchia? - Intervista a Carlo Galli
Riflessioni sul libro di David Harvey, "Breve storia del neoliberismo" - Alessandra Ciattini
La Società dell'ANSIA: Come il NEOLIBERISMO manipola e CONTROLLA le Nostre EMOZIONI - Vincenzo Costa
La fine del mondo liquido e il superamento della modernità - Carlo Bordoni
...e tanto altro ancora...
lunedì 31 agosto 2026
La Marx-Engels-Gesamtausgabe in Italia - Roberto Fineschi
Da: https://www.historicalmaterialism.org - https://marxdialecticalstudies.blogspot.com - Roberto Fineschi (Roberto_Fineschi) è docente alla Siena School for Liberal Arts. Ha studiato filosofia e teoria economica a Siena, Berlino e Palermo. Fra le sue pubblicazioni: Marx e Hegel (Roma 2006), Un nuovo Marx (Roma 2008) e il profilo introduttivo Marx (Brescia 2021). È membro del comitato scientifico dell’edizione italiana delle Opere complete di Marx ed Engels, dell’International Symposium on Marxian Theory e della Internationale Gesellschaft Marx-Hegel für dialektisches Denken. (Roberto Fineschi - Marx. Dialectical Studies - Laboratorio Critico).
Vedi anche: "A TU PER TU CON IL 'CAPITALE'" - Presentazione con l'autore Roberto Fineschi
Roberto Fineschi: Marx, la MEGA 2, il marxismo.* - Rete dei comunisti, Coll. Noi Restiamo Torino
Per un nuovo Marx - Giovanni Sgrò, Roberto Fineschi
Un nuovo Marx, conferenza inaugurale del ciclo “Officina Marx 2018” - Roberto Fineschi
Leggi anche: “La logica del capitale. Ripartire da Marx” - Roberto Fineschi
Alessandro Mazzone: Questioni di teoria dell’ideologia I - Roberto Fineschi
Il capitale di Marx oggi - Roberto Fineschi
La Marx-Engels-Gesamtausgabe (MEGA2), Intervista a Roberto Fineschi* - Ascanio Bernardeschi
“CRITICA” TRA HEGEL E MARX - Roberto Fineschi
La seconda edizione della raccolta di saggi di Marx e Engels ha goduto di una certa popolarità in Italia dalla fine degli anni Settanta.
Quando iniziarono le pubblicazioni nel 1975, gli Editori Riuniti, una casa editrice direttamente collegata al Partito Comunista Italiano, pubblicavano un'edizione italiana delle Opere complete di Marx ed Engels in 50 volumi (MEOC), modellata sulla struttura delle Opere complete inglesi ma tradotta dal tedesco. Alcuni volumi incorporavano nuovi contenuti MEGA; [1] tuttavia, il piano editoriale non fu aggiornato, in particolare per quanto riguarda l'eredità 'economica', che avrebbe comportato i cambiamenti più sostanziali. Solo 32 dei 50 volumi previsti apparvero tra il 1972 e il 1991, quando l'edizione fu abbandonata a causa della crisi politica e ideologica all'interno del Partito Comunista Italiano. [2]
Tuttavia, le informazioni sulla nuova edizione critica furono condivise prima dell'inizio delle pubblicazioni MEGA. Uno dei primi a occuparsene fu Gian Mario Bravo, che recensì il Probeband del 1972 di MEGA su Critica marxista . Ebbe anche l'opportunità di presentare l'importante progetto editoriale al pubblico italiano. [3] Successivamente, Erich Kundel su Rinascita e Mario Cingoli su Rivista critica di storia della filosofia fornirono ulteriori dettagli sul progetto complessivo. [4] Nel 1983, a Roma, in occasione del centenario della morte di Marx, la Fondazione Basso-Issoco organizzò un convegno intitolato La nuova edizione della MEGA . Un resoconto dell'evento fu pubblicato su Critica marxista da Nicola De Domenico. [5]
giovedì 13 agosto 2026
“Je ne suis pas marxiste”? Ovvero Marx citato a sproposito - Roberto Fineschi
Da: https://www.lacittafutura.it - Roberto Fineschi = Roberto Fineschi = (Roberto_Fineschi) è docente alla Siena School for Liberal Arts. Ha studiato filosofia e teoria economica a Siena, Berlino e Palermo. Fra le sue pubblicazioni: Marx e Hegel (Roma 2006), Un nuovo Marx (Roma 2008) e il profilo introduttivo Marx (Brescia 2021). È membro del comitato scientifico dell’edizione italiana delle Opere complete di Marx ed Engels, dell’International Symposium on Marxian Theory e della Internationale Gesellschaft Marx-Hegel für dialektisches Denken. (Roberto Fineschi - Marx. Dialectical Studies - Laboratorio Critico).
La frase sovracitata di Marx si riferiva a Lafargue e ai “collettivisti”, a quel tempo tacciati col termine dispregiativo di “marxisti”, non certo al sistema teorico a cui Marx, insieme a Engels, diede il massimo contributo.
mercoledì 22 luglio 2026
"A TU PER TU CON IL 'CAPITALE'" - Presentazione con l'autore Roberto Fineschi
Da: la Città Futura - Roberto Fineschi (Roberto_Fineschi) è docente alla Siena School for Liberal Arts. Ha studiato filosofia e teoria economica a Siena, Berlino e Palermo. Fra le sue pubblicazioni: Marx e Hegel (Roma 2006), Un nuovo Marx (Roma 2008) e il profilo introduttivo Marx (Brescia 2021). È membro del comitato scientifico dell’edizione italiana delle Opere complete di Marx ed Engels, dell’International Symposium on Marxian Theory e della Internationale Gesellschaft Marx-Hegel für dialektisches Denken. (Roberto Fineschi - Marx. Dialectical Studies - Laboratorio Critico).
Roberto Fineschi, A tu per tu con «Il capitale», Laterza, 2026.Il Capitale, lo sappiamo, è uno di quei classici che prima o poi bisogna leggere. Ma quanti si sono lasciati intimorire dalla sua mole o dalla sua complessità? Grazie alla guida di Roberto Fineschi, il capolavoro di Karl Marx è finalmente alla portata di chiunque. E nelle sue pagine ritroviamo un’analisi del presente tanto lucida quanto premonitrice. Sì, perché Marx non ha mai smesso di parlare di noi. E oggi, per la prima volta, parla veramente a tutti.
Un classico che rimane, a più di un secolo e mezzo dalla pubblicazione, insuperato e insuperabile.
mercoledì 15 luglio 2026
A CHI CONVIENE CHE NON SI PARLI DI “LOTTA DI CLASSE”? Fra eguali diritti decide la forza. - Lavinia Marchetti
Da: https://laviniamarchetti.substack.com - Lavinia Marchetti - Lavinia Marchetti - Lavinia Marchetti - Lavinia Marchetti
Leggi anche: (Lavinia Marchetti che-cosa-vuole-davvero-il-comunismo)
Orientarsi nel labirinto della lotta di classe* - Elena Maria Fabrizio
La lotta di classe nell’antichità greca e romana*- Geoffrey de Ste. Croix
Per il comunismo. Il concetto di classe - Roberto Fineschi
Sulla coscienza di classe nell'attuale fase del capitalismo* - VITTORIO RIESER
Le lotte di classe in Francia dal 1848 al 1850 - Friedrich Engels, Introduzione (1895)
MARX E LA RIVOLUZIONE DEL 1848 - Irene Viparelli
CLASSE (lotta di) - Emiliano Brancaccio
Classe, lotta di classe e prostituzione - Gianfranco Pala
Le classi nel mondo moderno* - Alessandro Mazzone
Classi e lotta di classe dopo la “crisi del marxismo”?* - Alessandro Mazzone
ESSERE MARXISTA, ESSERE COMUNISTA, ESSERE INTERNAZIONALISTA OGGI - Samir Amin
IL CAPITALE E’ UN RAPPORTO SOCIALE (MA QUALE?) - Gianfranco La Grassa
Salario minimo - Gianfranco Pala
Vitalità della riflessione marxiana e marxista sull’ideologia - Alessandra Ciattini
LA LOTTA DI CLASSE DOPO LA LOTTA DI CLASSE - Luciano Gallino
il comunista: Ripensare Marx - Stefano Garroni -
martedì 23 giugno 2026
Qualche riflessone sull'enciclica di Leone XIV Magnifica humanitas - Roberto Fineschi
Fratelli di tutto il mondo, affratellatevi! Brevi note sul “papa comunista” - Roberto Fineschi
lunedì 22 giugno 2026
Il feticismo dell'Intelligenza Artificiale - John Bellamy Foster
Da: https://www.antropocene.org - Fonte: Monthly Review Vol. 78, n. 01 (01.05.026) - John Bellamy Foster è direttore della Monthly Review. e docente di sociologia presso l’Università dell’Oregon.John Bellamy Foster -
Gli Stati Uniti stanno vivendo una nuova era di concentrazione e centralizzazione del capitale finanziario monopolistico, caratterizzata dal boom dell’intelligenza artificiale (IA). Gli economisti di S&P Global stimano che negli Stati Uniti, nella prima metà del 2025, «l’80% dell’aumento della domanda interna privata finale» sia attribuibile alla spesa per «data center e relative spese in conto capitale nel settore high-tech».[1] Questo massiccio investimento nei data center è sostenuto da gigantesche società high-tech, il cui numero si può facilmente contare sulle dita di una mano. Queste società sono comunemente indicate nel settore come “hyperscaler”, termine che indica le mega-società che dominano il cloud computing. In base agli investimenti nei data center all'inizio del 2026, vi figurano Microsoft, Amazon Web Services, Google (Alphabet) e Meta, che costituiscono le «Grandi Case dell'IA».[2] Queste gigantesche entità monopolistiche figurano tutte anche tra le prime sei società statunitensi per capitalizzazione di mercato. (Nvidia, la più grande azienda per capitalizzazione di mercato all’inizio del 2026, non è di per sé leader nel cloud computing, ma detiene invece il monopolio dell’80-90% dei chip GPU per supercomputer.) Secondo Bloomberg, Microsoft, Amazon Web Services, Alphabet/Google e Meta hanno investito complessivamente 150 miliardi di dollari nel 2022 e 360 miliardi di dollari nel 2025, mentre prevedono di spendere 650 miliardi nel 2026. In confronto, «si prevede che le più grandi case automobilistiche con sede negli Stati Uniti, i produttori di macchinari per l'edilizia, delle ferrovie, l'industria della difesa, gli operatori telefonici, e le aziende di servizi di consegna, insieme a ExxonMobil Corp., Intel Corp., Walmart Inc. e le società spin-off di General Electric - 21 aziende in totale - spenderanno complessivamente 180 miliardi di dollari nel 2026».[3]
giovedì 28 maggio 2026
Sulla "MAGNIFICA HUMANITAS" di Prevost - Paolo Desogus
Da: Paolo Desogus - QUI la LETTERA ENCICLICA: https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas. - Paolo Desogus insegna Letteratura italiana contemporanea a Sorbonne Université. Ha scritto su Pasolini, Gramsci, Eco, De Martino e sul rapporto tra cinema e letteratura. Lo scorso maggio è uscita per La nave di Teseo la sua nuova monografia “In difesa dell’umano. Pasolini tra passione e ideologia”.
Leggi anche: Disarmare l’I.A. - Carla Filosa (https://www.marxismo-oggi.it/saggi-e-contributi/articoli/800-disarmare-l-i-a)
Un commento a margine dell'enciclica "Fratelli tutti" di Papa Francesco - Francesco Fistetti
Papa, papi e dottrina sociale della chiesa - Roberto Fineschi
Fratelli di tutto il mondo, affratellatevi! Brevi note sul “papa comunista” - Roberto Fineschi
Vedi anche: Geopolitica del Vaticano: che pontificato e’ stato quello di Jorge Mario Bergoglio? Con Davide Rossimercoledì 27 maggio 2026
Il debito federale (pubblico) degli Stati Uniti - Alessandro Volpi
Da: Alessandro Volpi - Alessandro Volpi docente di Storia contemporanea, di Storia del movimento operaio e sindacale e di Storia sociale presso il Dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Pisa. - Alessandro Volpi
Vedi anche: Quali sono i segreti della finanza? - La lezione di Alessandro Volpi
Leggi anche: Sulla situazione attuale - Alessandro Volpi
L'uomo e il denaro*- Carlo Sini* -
L'annullamento del debito nell'antichità*- Eric Toussaint* -
Semiotica e Moneta*- Carlo Sini* -
Del denaro. I mezzi e i fini - Remo Bodei
Moneta e memoria - Giorgio Agamben
Il denaro nel Capitale - Roberto Fineschi
"Dacci oggi il nostro debito quotidiano" - Marco Bersani
C'è un dato colossale che le tante narrazioni televisive e mediatiche italiane sembrano trascurare del tutto, coltivando "un'ignoranza" ben condivisa con le forze politiche. Provo a metterlo in chiaro, sperando che possa essere valutato nella sua enormità.
Il debito federale (pubblico) degli Stati Uniti sta ormai avvicinandosi a 40 mila miliardi di dollari, una cifra monstre che presenta alcune caratteristiche. In primo luogo è un debito che corre perché per trovare compratori paga interessi sempre più alti: i titoli a 10 anni hanno superato ormai il 4,5% di interesse e i trentennali sono ben oltre il 5%.
Si tratta poi di un debito che, nonostante questi tassi, trova sempre meno compratori esteri: ormai la quota di debito federale in mano a investitori, pubblici e privati, esteri è inferiore al 21%, minimo storico per gli Stati Uniti. In altre parole, nessun compratore estero si fida più del debito federale Usa tanto è vero che i cosiddetti Credit Default Swap, le assicurazioni contro la mancata restituzione del debito americano, sono oggi fra le più alte del mondo, persino più alte di quelle per il debito italiano, e soprattutto dal 2021 sono quadruplicate.
giovedì 16 aprile 2026
Accumulazione per espropriazione. La nuova fase del capitalismo - David Harvey
Da: https://contropiano.org - Questo saggio di David Harvey è un estratto da: “The story of capital: what everyone should know about capital works”. Edizioni Verso books, 2026. - David Harvey è un geografo, antropologo, sociologo e politologo britannico. Si occupa di geografia, economia politica e geopolitica ed è attualmente professore di antropologia al Graduate Center of the City University of New York. -
Leggi anche: David Harvey e l’accumulazione per espropriazione
IL MARX DI DAVID HARVEY - Giorgio Cesarale
Il neoliberismo è un progetto politico*- B. S. Risager intervista David Harvey
A quale costo il sistema capitalistico può oggi riprodursi? - Alessandra Ciattini
LA TEORIA MODERNA DELLA COLONIZZAZIONE - Karl Marx
LA COSIDDETTA ACCUMULAZIONE ORIGINARIA - Karl Marx, IL CAPITALE, LIBRO I, SEZIONE VII, CAPITOLO 24
Sulla formazione storica del capitale e del lavoro salariato. - Karl Marx
Vedi anche: Riflessioni sul libro di David Harvey, "Breve storia del neoliberismo" - Alessandra Ciattini
Le origini dell’imperialismo - Alessandra Ciattini
Marx e l'accumulazione originaria - Massimiliano Tombadomenica 5 aprile 2026
Quali sono i segreti della finanza? - La lezione di Alessandro Volpi
Da: Lucy sulla cultura - Alessandro Volpi docente di Storia contemporanea, di Storia del movimento operaio e sindacale e di Storia sociale presso il Dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Pisa. - Alessandro Volpi
Vedi anche: Del denaro. I mezzi e i fini - Remo Bodei
"Dacci oggi il nostro debito quotidiano" - Marco Bersani
Leggi anche: Semiotica e Moneta*- Carlo Sini
L'uomo e il denaro*- Carlo Sini
L'annullamento del debito nell'antichità*- Eric Toussaint
Il denaro nel Capitale - Roberto Fineschimartedì 13 gennaio 2026
Schiavi. E mercanti di schiavi - Paola Caridi
Da: https://www.invisiblearabs.com - Paola Caridi, scrittrice e giornalista. Da oltre 20 anni si occupa di Medio Oriente e Nord Africa. - https://www.invisiblearabs.com (Paola Caridi) -
Leggi anche: Razzismo e capitalismo crepuscolare - Roberto Fineschi
Persona, Razzismo, Neo-schiavismo: tendenze del capitalismo crepuscolare. - Roberto Fineschi
“RAZZISMO E CULTURA” - Frantz Fanon
IL PAESE DELLE LIBERTÀ: stermini, repressione e lager nella storia degli Usa. - Maurizio Brignoli
La schiavitù, radici antiche di un male moderno - Francesco Gamba
È il petrolio, bellezza, e non ci puoi far niente. È davvero così? Oppure il petrolio è solo la parte per il tutto, la metonìmia per la rappresentazione del nuovo tipo di potere che si espande a livello globale? In sintesi, è proprio il petrolio venezuelano l’obiettivo dell’operazione da gangster di Trump, oppure è l’idea di un mondo che potremmo definire suddiviso tra schiavi e proprietari di schiavi?
Il petrolio è importante, eccome se lo è. Basti guardare a due tra gli ultimi paesi bombardati dall’attuale amministrazione statunitense, la Nigeria e il Venezuela, appunto. La Nigeria è il più grande produttore di petrolio in Africa, e il paese che più ha subìto la presenza delle società petrolifere, da quelle statunitensi alle europee, Eni compresa. È sempre importante ricordare il prezzo altissimo che la Nigeria ha pagato in termini umani, sociali, ambientali, simboleggiato dall’uccisione di Ken Saro Wiwa e degli altri otto attivisti, e dalle sofferenze del popolo Ogoni nel delta del Niger. E il Venezuela? È il paese al mondo con la maggiore quantità di riserve petrolifere. Guida una classifica, quella delle riserve a livello globale nel 2024, che, a oggi, sembra un trattato di relazioni internazionali. Non di geopolitica, per favore. Di relazioni internazionali, e in particolare di politica estera statunitense. Ecco la classifica. Venezuela al primo posto, seguito da Arabia Saudita, Iran, Iraq, Emirati Arabi, Kuwait, Russia, Libia. Al nono posto, appunto, gli Stati Uniti, che con i paesi che la precedono hanno, a seconda dei regimi e delle intese, rapporti tesi, tesissimi, buoni. Rapporti comunque di forza, in cui gli strumenti possono anche essere i ricatti e l’occupazione militare.
E allora, perché andare oltre il petrolio, se già l’oro nero fornisce una chiave di lettura semplice ed efficace? Perché bisogna andare al cuore delle questioni. Il petrolio è l’espressione di un capitalismo arrivato alla sua massima espansione, e dunque alla soglia di frattura. Gira virale sui social una frase attribuita a Josh Zepess (ho provato a cercare il testo originale, senza successo): “il capitalismo ha bisogno dell’imperialismo all’estero, del fascismo a casa, e della democrazia di fronte alle telecamere”. Non ci sarebbe neanche bisogno di spiegarla, perché contiene molto, di quello che sta succedendo, in questo tempo che non inizia il 7 ottobre 2023 (Gaza), e neanche il 24 febbraio 2022 (Ucraina), ma che trova in queste due date quelle faglie che ci fanno riconoscere punti importanti, e forse punti di non ritorno in questo inizio di storia del terzo millennio.
domenica 9 novembre 2025
Le condizioni per tornare a parlare di socialismo - Piero Bevilacqua
Da: https://volerelaluna.it - Piero Bevilacqua, già professore di storia contemporanea all’Università La Sapienza di Roma, è scrittore, saggista e politico.
Leggi anche: "Riflessioni" 2.0 - Stefano Garroni
"Riflessioni" 4.0 - Stefano Garroni
Riflessioni 16 - Alienazione/Estraneazione - Stefano Garroni
Riflessioni 18 - Smarrimento - Stefano Garroni
PER UNA RIPRESA DI RIFLESSIONE* - Stefano Garroni
Una problematica politica odierna. Il comunismo libertario - Stefano Garroni
SUL PARTITO* - Stefano Garroni
Comunisti, oggi. Il Partito e la sua visione del mondo. - Hans Heinz Holz.
L’onda lunga della crisi del marxismo (tra prassi e teoria) - Roberto Fineschi
Vedi anche: LOSURDO ed il REVISIONISMO STORICO - Alessandra Ciattini e Gianmarco Pisa
Un tempo le forze politiche che ora definiamo Sinistra, e che in passato si nominavano anche Movimento operaio (Partito comunista e socialista, organizzazione sindacale di classe ecc.), agivano sulle proprie scene nazionali animate dalla consapevolezza di essere eredi di un lungo passato di lotte e di conquiste, di essere parte di un movimento internazionale e di avanzare verso il futuro secondo un programma di rivendicazioni immediate e un progetto di società da costruire. L’intero processo, che coinvolgeva milioni di persone, era accompagnato da una costante attività di analisi e di elaborazione intellettuale, dentro e fuori i partiti, che forniva alle rivendicazioni quotidiane analisi, conoscenze, orizzonti.
Da qualche decennio questa dimensione intellettuale, culturale, morale, escatologica che accompagnava l’agire politico è stata abbandonata pressoché da tutti i partiti. Il patrimonio teorico che dava profondità all’agire pratico è stato dismesso come un ferro vecchio. Oggi tutto è inchiodato al presente e l’orizzonte del fronte riformatore si limita, nel migliore dei casi, alla rivendicazione di “più risorse alla sanità pubblica”, “più soldi alla scuola”, “maggiore equità sociale” e alle note bagattelle del chiacchiericcio propagandistico.
Quel che vorrei qui illustrare è perché questo è accaduto e quali sono state le forze storiche che hanno portato alla disfatta presente. E, sulla base di questo chiarimento, provare a indicare le condizioni che possono far rinascere la politica quale agente di trasformazione sociale, progetto di una nuova organizzazione della società. Premettendo che il grande crollo subito dal movimento operaio organizzato è stato provocato, a mio avviso, da due agenti e processi convergenti: il successo dell’iniziativa capitalistica in due grandi Paesi, UK e USA, e il crollo dell’Unione Sovietica.
lunedì 6 ottobre 2025
Il capitale di Marx oggi - Roberto Fineschi
Da: Materialismo Storico, n° 1/2025 (vol. XVIII) – E-ISSN 2531-9582 - https://marxdialecticalstudies.blogspot.com -
Roberto Fineschi (https://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Fineschi) è docente alla Siena School for Liberal Arts. Ha studiato filosofia e teoria economica a Siena, Berlino e Palermo. Fra le sue pubblicazioni: Marx e Hegel (Roma 2006), Un nuovo Marx (Roma 2008) e il profilo introduttivo Marx (Brescia 2021). È membro del comitato scientifico dell’edizione italiana delle Opere complete di Marx ed Engels, dell’International Symposium on Marxian Theory e della Internationale Gesellschaft Marx-Hegel für dialektisches Denken. (http://marxdialecticalstudies.blogspot.com - https://www.facebook.com/roberto.fineschi - Marx. Dialectical Studies - laboratoriocritico.org!). -
Vedi anche: "MARX e HEGEL Fondamenti per una rilettura" - Roberto Fineschi
Leggi anche: Il «nuovo» Capitale: una teoria in costruzione - Sebastiano Taccola
