venerdรฌ 19 dicembre 2025

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Da: Sergio Scorza - https://www.caitlinjohnst.one - https://www.lantidiplomatico.it - (traduzione dall'inglese di Aldo Lotta - grazie a Fawzi Ismail). 

Caitlin-Johnstone รจ una giornalista, saggista, pittrice e poetessa finanziata dai lettori che vive a Melbourne, in Australia. Scrive con il marito americano, Tim Foley. Ha pubblicato i suoi scritti su numerose testate.

Leggi anche: Aggiornamento sulle regole per discutere delle guerre israeliane - Caitlin Johnstone 


Questo commento di un'australiana dal pensiero libero riassume, per me, tantissimi temi cruciali (e in modo davvero struggente) e meriterebbe una ampia diffusione e profonda riflessione. Le vittime del massacro in Australia non dovrebbero preoccuparci piรน delle vittime dei massacri palestinesi. (Fawzi Ismail) 


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Il 16 marzo di quest'anno la Reuters ha pubblicato un articolo intitolato "I medici palestinesi affermano che nell’ultimo giorno gli attacchi israeliani hanno ucciso 15 persone a Gaza".
Qualcuno ricorda i 15 palestinesi morti il ​​16 marzo 2025?
Quel giorno รจ particolarmente significativo nella memoria di qualcuno in termini di omicidi di massa?
No? 

Questo vale anche per me: onestamente non riesco a ricordarlo affatto. Sarebbe avvenuto negli ultimi giorni del primo falso "cessate il fuoco", un paio di giorni prima che Trump autorizzasse Israele a riprendere le sue operazioni di bombardamento su larga scala a Gaza, quindi non รจ stato uno di quei giorni caratterizzati da enormi massacri e un bilancio delle vittime impressionante. Non รจ esattamente un giorno che rimane impresso nella memoria. 

Non ho idea su chi fossero quelle persone. Non conosco i loro nomi. Non ho mai visto le loro foto comparire nel mio feed di notizie. Non ho mai visto funzionari occidentali denunciare la loro morte, nรฉ istituzioni mediatiche dare ampia copertura alla notizia della loro uccisione. Quindi non li ricordo. 

giovedรฌ 18 dicembre 2025

La svolta epocale della politica estera degli Stati Uniti รจ una luce nel buio - Carlo Rovelli

 Da: facebook.com/Prof.Rovelli - https://www.corriere.it - Carlo Rovelli, fisico, saggista e divulgatore scientifico รจ stato docente universitario in Italia, Francia e Usa. 


“Dopo la fine della Guerra Fredda, le รฉlite della politica estera americana si erano convinte che il dominio permanente americano sul mondo intero fosse nel migliore interesse del Paese. […] Le รฉlite americane hanno mal calcolato la disponibilitร  dell'America ad assumersi per sempre oneri globali e […] hanno sopravvalutato la capacitร  dell’America.” Queste parole non vengono da un post su Facebook di un pacifinto putinista anti-occidentale. Sono parole centrali del recente documento ufficiale sulla “National Security Strategy” del governo dello stato piรน potente del mondo. 

Ci sono aspetti di questo documento che piacciono alla destra europea, non a me. Per esempio sul rischio per la civiltร  rappresentato dalle migrazioni in atto. O ancor piรน sulla feroce opposizione agli organismi sovranazionali. Ma questi aspetti mi sembrano secondari rispetto alla epocale svolta politica rappresentata dal cambiamento dell'obiettivo generale della politica estera degli Stati Uniti. Questa svolta รจ un raggio di luce nel buio della situazione attuale della politica internazionale. Biden insisteva che il mondo aveva bisogno di essere guidato dagli USA ("The US led world order” erano le sue parole ricorrenti). La nuova amministrazione riconosce che era un errore. Penso che abbia ragione. Perchรฉ? 

Perchรฉ il mondo รจ a un bivio. Un bivio drammatico. Il progresso economico si รจ diffuso nel pianeta alterandone in profonditร  gli equilibri economici. Il blocco occidentale che fino a pochi decenni fa rappresentava tre quarti del prodotto lordo del mondo, ora si รจ ridotto a meno della metร . Non perchรฉ l’Occidente si sia impoverito, tutt’altro, ma perchรฉ il resto del mondo, fortunatamente, รจ cresciuto in economia, istruzione, scienza, successi, fiducia in se stesso, forza. Questa non รจ una cattiva notizia —il mondo sta meglio— eccetto per coloro che pensano che i privilegi dell’Occidente rispetto al resto del mondo siano diritto divino, da difendere con le armi. 

mercoledรฌ 17 dicembre 2025

Da Mao al XXI secolo: capire la Cina attuale - Guido Samarani

Da: Pandora Rivista - Guido Samarani insegna Storia della Cina e Storia e Istituzioni dell'Asia Orientale presso l'Universitร  Ca' Foscari di Venezia.

Con Guido Samarani ricostruiamo alcune tappe della storia cinese degli ultimi decenni, per ricostruire il percorso che ha condotto alla Cina attuale. (2001)

                                                                              

martedรฌ 16 dicembre 2025

I russi espugnano Sivers’k: crolla un altro caposaldo ucraino - Francesco Dall’Aglio

Francesco Dall'Aglio, Medievista, saggista, ricercatore presso l’Istituto di Studi Storici al Dipartimento di Storia Medievale dell’Accademia delle Scienze di Sofia e gestore del canale Telegram «War Room». รˆ coautore del volume, scritto assieme a Carlo Ziviello, Oppenheimer, Putin e altre storie sulla bomba (Ad Est dell’Equatore, 2023). 


                                                                           

Il deputato Massie: gli Stati Uniti fuori dalla Nato

Pochi giorni dopo la pubblicazione della National Security Strategy da parte dell’amministrazione Trump, il deputato repubblicano del Kentucky Thomas Massie ha presentato un disegno di legge che pone le basi giuridiche per l’uscita degli Stati Uniti dalla Nato.

Il deputato del Kentucky Thomas Massie presenta il disegno di leggeche preve l'uscita degli Stati Uniti dalla Nato.

Massie identifica la Nato come «un relitto della Guerra Fredda» destinato ad assorbire denaro che gli Stati Uniti dovrebbero impiegare «per difendere se stessi, non i Paesi socialisti».

Massie porta a sostegno della sua proposta l’impegno assunto nel 1990 dall’allora segretario di Stato James Baker di fronte al segretario del Pcus Mikheil Gorbaฤรซv a non espandere la Nato verso est. Massie ripercorre inoltre le varie tornate che hanno scandito l’allargamento dell’Alleanza Atlantica, ponendo l’accento sulle legittime preoccupazioni strategiche della Russia.

Non solo Massie: i rilievi di Thomas Graham

Mentre Massie presentava il disegno di legge, il politologo Thomas Graham scriveva in uno stupefacente articolo per «Foreign Affairs» che «il momento รจ maturo per una risoluzione del conflitto nei prossimi mesi. La vera questione รจ se l’amministrazione Trump riuscirร  a raccogliere le competenze, la pazienza e la resistenza per portare a termine un processo diplomatico con successo».

lunedรฌ 15 dicembre 2025

Il piรน grande inganno di Israele: nascondere il vero numero delle vittime a Gaza - Jonathan Cook

Da: La Zona Grigia - Fonte: https://www.jonathan-cook.net - Jonathan Cook รจ uno scrittore britannico e giornalista freelance precedentemente residente a Nazareth, in Israele, che scrive sul conflitto israelo-palestinese. Scrive una rubrica fissa per The National of Abu Dhabi e Middle East Eye


Israele ci ha rinchiusi tutti in un "dibattito", completamente slegato dalla realtร , che riguarda solo coloro che sono stati uccisi direttamente dalle sue bombe e dai suoi colpi d'arma da fuoco, non il genocidio che sta conducendo con altri mezzi.

Il piรน grande imbroglio messo in atto da Israele negli ultimi due anni รจ stato quello di imporre parametri del tutto fasulli al “dibattito” in Occidente sulla credibilitร  del bilancio delle vittime a Gaza, che ora ufficialmente ammonta a poco piรน di 70.000.

Non รจ solo che siamo rimasti impantanati in infinite discussioni sull'affidabilitร  delle autoritร  sanitarie di Gaza o su quanti dei morti siano combattenti di Hamas. (Nonostante le campagne di disinformazione israeliane, l'esercito israeliano stesso ritiene che oltre l'80% dei morti siano civili.)

O addirittura che questi "dibattiti" ignorino sempre il fatto che, fin dall'inizio, Israele ha distrutto la capacitร  di Gaza di contare i propri morti, distruggendo gli uffici governativi e gli ospedali dell'enclave. La cifra di 70.000 morti รจ probabilmente una drastica sottostima.

domenica 14 dicembre 2025

La responsabilitร  globale della Cina del XV Piano Quinquennale in un mondo in subbuglio - Zhou Shucheng

Da: https://contropiano.org - Zhou Shucheng รจ membro del XIII Comitato Nazionale della Conferenza Politica Consultiva del Popolo Cinese (CPPCC) e ricercatore senior presso l’Istituto di Studi sull’Attualitร  della Cina e del Mondo. Questo articolo รจ stato pubblicato sul n. 16 (2025) della rivista “China Economic Report” (Zhongguo Jingji Baogao).
Leggi anche; ARLACCHI SPIEGA LA CINA ALL'OCCIDENTE MA L'OCCIDENTE E' DISPOSTO AD ASCOLTARE? - Carlo Formenti 

Ascolta anche: La Cina e il XV Piano Quinquennale - https://grad-news.blogspot.com/2025/12/yesterdays-papers-la-cina-e-il-xv-piano.html?m=1


l testo, traduzione rimaneggiata di un articolo della rivista Zhongguo Jingji Baogao ‘Rapporto sull’economia cinese’ (2025 n. 16), รจ significativo tanto per quello che dice quanto per quello che tace.

A essere sottaciuta (sotto la dizione anodina: ‘ostacoli lungo il percorso’) รจ evidentemente tutta l’esperienza maoista, gli strappi e le accelerazioni del Grande Balzo in Avanti e della Rivoluzione Culturale (scatenati dal sospetto che in uno sviluppo pianificato dalle alte sfere della tecnocrazia alle masse popolari non rimanesse che un ruolo da formiche operaie), ad essere esaltata รจ un’economia mista pubblica e privata ma interamente sottoposta alla direzione centralizzata statale e con un accesso al benessere ‘graduato’, prima i ceti urbani poi quelli contadini, in un rovesciamento del primo decennio delle riforme; il modello รจ quello dell’imborghesimento graduato di tutto il popolo anzichรฉ la sua proletarizzazione in senso maoista, il mito รจ quello del consumismo, a fondamento dello sconfinato mercato interno, confortato da redditi sufficienti a sorreggerlo.

Ad essere esaltata รจ insomma la concezione olistica della societร  ben diretta dall’alto, preoccupata di assicurare in parallelo con lo sviluppo economico una crescita sociale che lo sostenga e se ne compiaccia. Difficile non sentire riecheggiare in sottofondo l’antica formula di Giovenale: ‘panem et circensens’.

Impressionante l’ammissione di essere un ‘paese ritardatario’, qualifica data dal grande capitalismo internazionale, solo per la certezza di potersene liberare presto, quando la Cina si sentiva all’avanguardia proprio perchรฉ non faceva parte nรฉ si commisurava ai due blocchi del capitalismo statunitense e europeo e del revisionismo sovietico. Ora si ambisce a sconfiggere il nemico sul suo stesso terreno invece che a imporre un terreno diverso.

Ciรฒ detto, รจ pur sempre confortante assistere alla crescita di un paese che concede alla propria popolazione un ruolo essenziale in piani sostenibili per pura razionalitร , piuttosto che con gli sconci richiami suprematisti, razzisti ed eccezionalisti di troppa parte del resto del mondo, e che ripudia (finora) la guerra (per citare l’art. 11 della Costituzione italiana) e l’espansionismo militare.

In sostanza, la chiave del ‘miracolo cinese’ รจ un capitalismo imbrigliato dai piani quinquennali e un’autoritร  politica sufficientemente forte da farli rispettare. Il successo del capitale pubblico nella concorrenza con quello privato, pur assai forte, รจ dato dal geloso monopolio del potere di pianificare, dal comando della forza pubblica, dal primato giudiziario e legislativo. Nella concorrenza intercapitalistica, la componente statale prevale su quella privata anche per questo monopolio: Xi Jinping puรฒ far finire in galera Jackie Ma quando alza troppo la testa, il contrario non puรฒ avvenire.  (G.C.)

sabato 13 dicembre 2025

“L’Europa รจ in marcia verso la morte” - Michael Hudson

Da: frontezero - Video originale: Richard D. Wolff & Michael Hudson: EU–US S... Michael Hudson รจ Professore emerito di Economia presso l'Universitร  del Missouri-Kansas City. รˆ stato analista finanziario e consulente finanziario a Wall Street, ed รจ presidente dell'Istituto per lo Studio delle Tendenze Economiche di Lungo Termine (Institute for the Study of Long-term Economic Trends - ISLET)

Michael Hudson ricostruisce passo dopo passo le ragioni per cui, secondo lui, l’Unione Europea sta entrando in una fase di declino strutturale. Analizza le decisioni che hanno portato alla perdita di competitivitร  industriale, alla crisi energetica e alla crescente dipendenza dalle scelte di politica estera degli Stati Uniti.

                                                                              

venerdรฌ 12 dicembre 2025

Caccia alle streghe: l'eretico e l'Inquisizione: perchรฉ l'Occidente teme Francesca Albanese - Michele Leonardi

Da: https://www.counterpunch.org - Michele Leonardi - Francesca Albanese รจ una giurista e docente italiana, specializzata in diritto internazionale e diritti umani. Dal 2022 รจ relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati.- Francesca Albanese -


Francesca Albanese, Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati dal 1967 , rappresenta una minaccia sistemica ed esistenziale alla narrazione della "civiltร  occidentale" e al mito della supremazia propagandato quotidianamente dall'establishment. 

Nel panorama mediatico italiano, Maurizio Molinari (ex direttore de La Repubblica e La Stampa ) e l'opinionista televisivo Davide Parenzo sono i principali esempi di questo marciume sistemico, rappresentando due dei peggiori esempi di media dominati dal sionismo in Italia. Come ha sottolineato Chris Hedges lo scorso fine settimana in un forum a Roma, queste persone – come i loro omologhi americani del New York Times o del Washington Post – non possono essere considerate giornalisti, ma servitori del potere e, in questo caso, dell'hasbara israeliana (il sistema di propaganda sionista).

La ferocia della caccia alle streghe contro Albanese non รจ casuale; รจ una risposta al panico. รˆ pericolosa per l'establishment non perchรฉ sia ​​una politica che usa slogan, ma perchรฉ brandisce l'arma tecnica e inattaccabile del diritto internazionale contro una macchina propagandistica costruita sulla menzogna. Questa paura si รจ manifestata in attacchi che sono degenerati in isteria medievale, perpetrati non solo da Israele, ma da un'alleanza occidentale – che include gli Stati Uniti e la maggior parte degli Stati membri dell'UE – profondamente complice del genocidio in corso. 

giovedรฌ 11 dicembre 2025

Michel Clouscard. Un marxismo inesplorato - Alessandra Ciattini

Da: https://www.marxismo-oggi.it - Alessandra Ciattini (Collettivo di formazione marxista Stefano Garroni - Membro del Coordinamento Nazionale del Movimento per la Rinascita Comunista) ha insegnato Antropologia culturale alla Sapienza di Roma. E' docente presso l'Universitร  Popolare Antonio Gramsci (https://www.unigramsci.it). 

Leggi anche: Un’introduzione alla lettura di Michel Clouscard: «Neofascismo e ideologia del desiderio» - Aymeric Monville 

https://frontepopolare.net/2013/05/19/michel-clouscard-neofascismo-e-ideologia-del-desiderio 

La filosofia francese contemporanea - Francesco Valentini 


Non so se il marxismo occidentale sia morto, non so neppure se esso sia riassumibile in una formula, date le mai sopite discussioni sui temi centrali impostati e trattati da Marx, ma posso dire che mi capita spesso di incontrare nuovi studiosi marxisti (almeno che si dichiarano tali) a me sconosciuti, ma non ad altri, operanti sia nell’ambito delle scienze sociali sia in quello delle scienze dure.

In particolare, in questo campo, anche a causa dell’attualitร  dei temi ecologisti, molti autori, come Georges Gastaud, hanno ripreso a lavorare sulla Dialettica della natura [1]. A mio parere essi (o meglio alcuni di essi) meritano tutto il nostro interesse soprattutto oggi nell’attuale scenario internazionale lacerato da scontri e da conflitti, il cui esito potrebbe essere la sconfitta di tutte le classi in lotta, come prevedevano nel 1848 Marx ed Engels.

Naturalmente occorre in primis valutare il loro contributo e la loro coerenza con la definizione di socialismo, che mi pare appropriata, ma non schematica, proposta da Guglielmo Carchedi e Michael Roberts, per i quali quest’ultimo deve essere identificato con “una societร  in cui i mezzi di produzione sono di proprietร  comune e i produttori lavorano in associazione per soddisfare i bisogni della societร  definiti dai produttori stessi… Ci saranno solo strutture controllate democraticamente per amministrare la produzione di cose e servizi al fine di soddisfare i bisogni della societร  umana” [2]. A loro parere (ed io concordo), una tale forma di societร  per ora non รจ mai esistita, anche se si sono tentati esperimenti interessanti che hanno dato vita a societร  complesse, ibride, non piรน capitaliste ma in trasformazione, tenendo sempre presente che la transizione puรฒ avere esiti diversi e inaspettati (https://sinistrainrete.info/marxismo/26741-guglielmo-carchedi-e-michael-roberts-la-teoria-del-valore-di-karl-marx-per-comprendere-il-funzionamento-del-capitalismo-oggi), non sempre umanamente controllabili secondo quella che Adam Ferguson nel Settecento definรฌ la legge delle conseguenze involontarie. Gli stessi politici cinesi collocano la loro societร  solo nella fase primaria del socialismo, da cui non si potrร  rapidamente uscire.

mercoledรฌ 10 dicembre 2025

La Nato attaccherร  la Russia? - Alessandro Orsini

Da: Il Fatto Quotidiano - Alessandro Orsini รจ direttore del Centro per lo Studio del Terrorismo dell’Universitร  di Roma Tor Vergata, Research Affiliate al MIT di Boston e docente di Sociologia del terrorismo alla LUISS. (Alessandro Orsini - https://www.facebook.com/orsiniufficiale/?locale=it_IT

                                                                           

martedรฌ 9 dicembre 2025

1° dicembre: Giornata mondiale dell’Aids - Paolo Crocchiolo

Da: https://futurasocieta.com -  Paolo Crocchiolo, professore dell'Universitร  popolare Antonio Gramsci, giร  docente di evoluzionismo e filosofia all'Universitร  americana e funzionario dell'Onu. Primario di malattie infettive e tropicali, giร  responsabile della ricerca clinica sull’AIDS dell’Organizzazione Mondiale della Sanitร  (1988-1993) e giร  presidente del Comitato Scientifico Nazionale del Forum Droghe (2001-2008). Paolo Crocchiolo - 


A 44 anni di distanza dall’inizio della pandemia รจ possibile tracciare un bilancio che mette in luce come il neoliberismo nei suoi vari aspetti abbia pesantemente influito sulla diffusione e sul tasso di letalitร  di un’infezione che, sino a oggi, ha provocato 38 milioni di morti. Una frase per social: in tutte le malattie infettive, ma soprattutto in quelle a trasmissione sessuale, ogni forma di discriminazione si ritorce inevitabilmente contro i discriminatori.


Un esempio paradigmatico di come i microrganismi infieriscano laddove incontrano le condizioni favorevoli alla loro penetrazione e al loro sviluppo nelle societร  umane, è quello dell’Aids: mai come in questo caso il discorso economico-politico s’intreccia con quello medico-biologico. Per il virus dell’Aids, che fa parte del gruppo degli agenti infettivi a trasmissione sessuale, le cellule e i tessuti di qualunque organismo umano rappresenterebbero potenzialmente un terreno di coltura ottimale. Si notรฒ, invece, sin dall’inizio della pandemia che il virus si avvantaggiava per la sua propagazione delle varie forme di discriminazione e di negazione dei diritti umani e civili, colpendone preferenzialmente le vittime, tra cui gli strati sociali piรน poveri dei Paesi del Sud globale, gli omosessuali, i tossicodipendenti, le persone che si prostituiscono, i carcerati e i migranti.

In particolare, le masse dei Paesi del Sud globale – cui il sistema neocoloniale e imperialista, per minimizzare i costi della forza lavoro, provocava miseria e malnutrizione negando al contempo l’accesso ad assistenza medica e, dal 1996, a farmaci salvavita, da allora e per vari anni disponibili per via dei brevetti solo nei Paesi industrializzati – hanno subรฌto le conseguenze piรน pesanti della pandemia.

lunedรฌ 8 dicembre 2025

Com'era vivere nella Germania dell'Est? - Francesco dall'Aglio

Da: Gazzetta filosofica - Francesco Dall'Aglio, Medievista, saggista, ricercatore presso l’Istituto di Studi Storici al Dipartimento di Storia Medievale dell’Accademia delle Scienze di Sofia e gestore del canale Telegram «War Room».

I cittadini della Repubblica Democratica Tedesca, conosciuta anche come Germania dell'Est, come hanno vissuto la rottura col mondo occidentale? C'รจ stata una partecipazione attiva al modello socialista o รจ stato un progetto oppressivo imposto dal regime comunista sovietico? Come sono stati fatti i conti col passato nazista? Ma soprattutto, che significava vivere in concreto in quel mondo? Ne parliamo con lo storico Francesco dall'Aglio!

                                                                             

domenica 7 dicembre 2025

ARLACCHI SPIEGA LA CINA ALL'OCCIDENTE MA L'OCCIDENTE E' DISPOSTO AD ASCOLTARE? - Carlo Formenti

Da: https://socialismodelsecoloxxi.blogspot.com - https://www.marx21.it - Carlo Formenti รจ un giornalista e scrittore italiano. - Pino Arlacchi รจ un sociologo, politico e Ex vice-segretario dell'Onu. (https://www.facebook.com/PinoArlacchi - Pino Arlacchi).

Vedi anche: “I tre segreti della civiltร  cinese: meritocrazia, pace e socialismo” - Pino Arlacchi - 

Leggi anche: Cina, Brics e Occidente: come sta cambiando il mondo - Pino Arlacchi  

Il falso mito della Cina capitalista e gli occhi strabici dell’Occidente - Pino Arlacchi  

IA: le differenze tra la Cina socialista e l'occidente - Pino Arlacchi  

L’economia reale รจ sulla Via della seta - Pino Arlacchi  

"Cina 2013" - Samir Amin


Deputato, senatore e parlamentare europeo, il sociologo Pino Arlacchi รจ noto, oltre che per i suoi libri, per la lunga attivitร  pubblica e istituzionale contro la criminalitร  organizzata (รจ stato vicesegretario generale del programma antidroga e anticrimine dell’ONU). Meno conosciuti sono i suoi rapporti con il mondo politico e accademico cinese. Arlacchi presiede, fra le altre cose, il Forum internazionale di criminologia e diritto penale che ha sede a Pechino, il che gli ha consentito, da un lato, di incontrare e discutere, oltre che con i colleghi cinesi, con esponenti dei vertici del Partito Comunista e dello Stato, dall’altro lato di acquisire un ampio repertorio di conoscenze sulla storia antica e recente del grande Paese asiatico, nonchรฉ sul suo sistema politico e istituzionale e sulla societร  cinese contemporanea. Questo vasto materiale รจ la fonte da cui scaturisce “La Cina spiegata all’Occidente”, cinquecento pagine fitte di analisi e informazioni appena uscite per i tipi di Fazi.

Prima di riassumere quelli che considero i contributi piรน interessanti di quest’opera alla conoscenza della realtร  cinese, premetto i miei dubbi in merito al fatto che essa possa scalfire il muro di pregiudizi, malafede e arroganza eurocentrica dietro il quale si trincera la larga maggioranza dei membri di un mondo politico, accademico e mediatico occidentale sempre piรน ripiegato su sรฉ stesso. Spero almeno che riesca a suscitare la curiositร  e i dubbi del lettore comune, ma soprattutto a far riflettere quegli ambienti di sinistra in cui circolano idiozie sulla Cina come Paese capitalista, imperialista, totalitario e aggressivo (paradossalmente, le destre neoliberali, mentre condividono con le sinistre gli ultimi tre stereotipi, confessano di temere la Cina in quanto esempio della superioritร  del suo sistema socialista rispetto all’economia tardo capitalista, timore evidenziato dalle accuse di statalismo, concorrenza sleale, furto di know how, ecc. rivolte alle imprese cinesi).

Nella Introduzione, Arlacchi spiega che le tre parti in cui si articola il libro trattano dei tre “segreti” del miracolo cinese – vale a dire delle ragioni che hanno reso possibile l’ascesa della Cina, in una manciata di decenni, da uno stato di arretratezza paragonabile a quello dell’Africa Subsahariana di allora (1949) a quello di prima potenza economica mondiale. I segreti in questione sono, nell'ordine: il non espansionismo di una civiltร  sinocentrica ma al tempo stesso universalista e pacifica; un peculiare sistema politico fondato sulla meritocrazia; un sistema economico non capitalista ma con caratteri socialisti inediti (il cosiddetto socialismo di mercato o socialismo con caratteri cinesi). Nelle pagine seguenti mi atterrรฒ a mia volta a questa tripartizione. In un post scriptum che pubblicherรฒ fra qualche giorno, commenterรฒ invece un esempio della incomprensione della sinistra occidentale nei confronti del fenomeno Cina. (C.F.)

sabato 6 dicembre 2025

"Russofobia, russofilia e veritร " - conferenza con Angelo D'Orsi, Vincenzo Lorusso e Alessandro Di Battista

Da: Tag24 - Angelo d'Orsi, Professore ordinario di Storia del pensiero politico all’Universitร  di Torino (Angelo d'Orsi). - Vincenzo Lorusso  รจ nato a Roma nel 1971. Laureato in Lettere Filosofia all'Universitร  di Ferrara, รจ un giornalista dell'agenzia di stampa russa international Reporters. (https://t.me/donbassitalia) - Alessandro Di Battista รจ un opinionista e scrittore italiano. Deputato M5S alla Camera (2013–2018) (Alessandro Di Battista). - 

                                                                             

venerdรฌ 5 dicembre 2025

Le vere origini della russofobia - Alessandra Ciattini

Da: https://futurasocieta.org - https://www.lantidiplomatico.it - Alessandra Ciattini (Collettivo di formazione marxista Stefano Garroni - Membro del Coordinamento Nazionale del Movimento per la Rinascita Comunista) ha insegnato Antropologia culturale alla Sapienza di Roma. E' docente presso l'Universitร  Popolare Antonio Gramsci (https://www.unigramsci.it). 

Vedi anche: Russofobia: origini, miti e propaganda – Alessandra Ciattini 

Leggi anche: La fabbrica della “russofobia” in Occidente - Sergio Cararo

Annie Lacroix-Riz: "C'รจ un contesto storico che spiega perchรฉ la Russia รจ stata messa all'angolo" 


La russofobia, che i penosi leader europei cercano di alimentare tutti i giorni, prefigurando misteriose minacce di invasioni e conquiste da parte del nostro vicino euroasiatico, costituisce un sentimento, a prima vista, irrazionale e quindi razionalmente incomprensibile. Eppure la conoscenza storica ci consente di individuarne le origini nelle ambizioni politiche dell’imperialismo statunitense, cui si sono inchinati i suddetti leader che, incapaci ed imbelli, anche dopo la pubblicazione del cosiddetto piano di Trump, reclamano una schiacciante sconfitta della Russia.

Nei giorni passati รจ stato impedito al Prof. Angelo D’Orsi, eminente studioso di A. Gramsci, di tenere una conferenza sulla russofobia nelle sale del Polo del Novecento a Torino con l’accusa del tutto ingiustificata che l’evento sarebbe stato incentrato sulla propaganda putiniana, tema centrale della attuale demagogia politica, ma che non sembra essere condiviso dalla maggior parte della popolazione italiana. Per note vicende storiche e politiche, quest’ultima รจ legata alla Russia, ex Unione sovietica, di cui ha apprezzato la straordinaria cultura musicale, letteraria, artistica e politica e, in gran parte, il tentativo di costruire il socialismo in un paese arretrato. D’Orsi ha successivamente tenuto la sua conferenza, riuscendo a richiamare un pubblico assai piรน vasto di quello che sarebbe intervenuto se non fosse stato censurato. Solo questo fatto mette in luce la cretineria politica dei suoi censuratori.

giovedรฌ 4 dicembre 2025

PERCHร‰ TANTO ODIO NEI CONFRONTI DI FRANCESCA ALBANESE? - Lavinia Marchetti

Da: https://laviniamarchetti.altervista.org - Lavinia Marchetti - Lavinia Marchetti -

Leggi anche: https://contropiano.org/interventi/2025/12/10/lincredibile-macchina-del-fango-contro-una-sola-persona-francesca-albanese-0189715 

https://laviniamarchetti.altervista.org/la-macchina-della-propaganda-digitale-contro-francesca-albanese 

Ci sono figure che entrano nel dibattito pubblico e diventano un bersaglio immediato, come se concentrassero su di sรฉ tensioni rimaste a lungo senza nome. Francesca Albanese, relatrice speciale ONU sui territori palestinesi occupati, rientra in questa categoria. Prima donna in quel mandato, confermata per un secondo periodo dopo il 2025, si muove in uno spazio giร  infiammato e infettato. Svolge un ruolo in cui si parla di colonialismo, di genocidio e di diritto internazionale. Cosa significa? Significa mettere il becco nelle colpe dell’Europa. Nel suo caso, perรฒ, la quantitร  di odio, dileggio, aggressione simbolica supera di molto il conflitto politico usuale. Viene sanzionata dagli Stati Uniti per i suoi rapporti sul ruolo delle imprese nell’economia dell’occupazione; viene dichiarata indesiderata in Israele; riceve attacchi continui da governi, partiti, gruppi di pressione filoisraeliani, mentre una parte consistente della societร  “civile” globale firma appelli a sua difesa. Analizziamo un po’ piรน in dettaglio i meccanismi dell’odio. 


– UNA DONNA CHE PARLA CON AUTORITร€ IN UN CAMPO MASCHILE 

mercoledรฌ 3 dicembre 2025

Marxismo ed evoluzionismo - Paolo Crocchiolo

 Da: https://futurasocieta.com - Paolo Crocchiolo, professore dell'Universitร  popolare Antonio Gramsci, giร  docente di evoluzionismo e filosofia all'Universitร  americana e funzionario dell'Onu. 

Leggi anche. Occidente? No, grazie - Paolo Crocchiolo 

Marxismo-e-darwinismo-lilian-truchon


A fronte di letture distorte e fuorvianti del darwinismo, quale quella dei darwinisti sociali che giustificano in senso classista e razzista la “prevalenza del piรน forte”, una lettura marxista valorizza la paritร  biologica di tutti i membri della specie umana e vede i tratti comuni dell’evoluzione naturale e di quella sociale. L’esacerbarsi delle diseguaglianze, dovuto al sistema di sfruttamento capitalistico, rende sempre piรน urgente, anche per salvarci dal rischio dell’estinzione, un ristabilimento della paritร  di diritti e di opportunitร  economiche. 

Introduzione

Molto a lungo e ancor oggi, almeno in parte, il pensiero di Darwin non ha goduto e non gode di buona fama tra i marxisti e gli intellettuali di sinistra in generale. Questo perchรฉ, contrariamente alle intenzioni dello stesso Darwin, la sua teoria, principalmente a opera di Herbert Spencer, รจ stata rappresentata in forma semplicistica, anzi del tutto travisata mediante espressioni decontestualizzate quali “la sopravvivenza del piรน adatto” che si prestava alla facile, benchรฉ del tutto impropria traduzione di “sopravvivenza del piรน forte”; il che nel secolo scorso ha contribuito ad aprire la strada a posizioni eticamente inaccettabili quali l’eugenetica e, ancor prima, la “missione civilizzatrice” dell’Occidente.

Le piรน recenti acquisizioni nel campo dell’evoluzionismo hanno, invece, smantellato la falsa rappresentazione del darwinismo e i pregiudizi che ancora persistono sulla sua presunta incompatibilitร  con la Weltanschauung marxista. Anzi, il marxismo per molti aspetti si colloca in perfetta continuitร  con il pensiero di Darwin. Infatti, l’evoluzionismo modernamente inteso, dimostrando la paritร  biologica di tutti gli esseri umani, puรฒ rappresentare una valida piattaforma scientifica per sostenere la lotta contro ogni forma di discriminazione economica e sociale dei piรน vulnerabili, fondata sul presupposto di una loro presunta inferioritร  e quindi addotta a giustificazione del loro sfruttamento. 

martedรฌ 2 dicembre 2025

Al bivio tra violenza e nonviolenza - Alessandra Ciattini

Da: https://www.pressenza.com - https://giuliochinappi.com - Alessandra Ciattini (Collettivo di formazione marxista Stefano Garroni - Membro del Coordinamento Nazionale del Movimento per la Rinascita Comunista) ha insegnato Antropologia culturale alla Sapienza di Roma. E' docente presso l'Universitร  Popolare Antonio Gramsci (https://www.unigramsci.it). - Antonio Minaldi, militante nei movimenti fin dal 68. Esponente del movimento studentesco del 77 e fra i fondatori dei COBAS SCUOLA nell'87. Si occupa di attualitร  politica e di studi di filosofia collaborando con varie riviste. 


Antonio Minaldi, Gandhi ad Aushwitz, elogio della Nonviolenza (e sue problematiche), Multimage 2025

Antonio Minaldi รจ un autore assai prolifico, scrive con fluiditร  e riesce a catturare i suoi lettori. Inoltre, nei suoi scritti troviamo una grande passione etica e politica sicuramente da apprezzare. Nel caso di questo libro “Gandhi ad Auschwitz. Elogio della nonviolenza e le sue problematiche”, Antonio ripercorre la sua vicenda umana e in particolare la sua partecipazione agli eventi politici a partire da 1968 fino ai ai nostri giorni. รˆ abbastanza normale che qualcuno, protagonista di importanti vicende storiche, senta la voglia di raccontarle e di trasmettere la sua esperienza in modo che gli altri, soprattutto i giovani, ne possano ricavare qualcosa di buono. Dicevo il libro costituisce un elogio del pacifismo ed ovviamente non sarรฒ certo io a non condividere tale atteggiamento, perรฒ nello stesso tempo Antonio riconosce che ci sono una serie di problematiche inerenti ad esso. Illustrerรฒ prima brevemente il contenuto del libro e poi farรฒ una serie di considerazioni, che si fondano su quanto รจ anche  stato scritto da Antonio e che riguarda la relazione tra pacifismo e contesto storico.

Il pacifismo di Antonio รจ il frutto di una sorta di ripensamento. Racconta che quando ha cominciato a fare politica era convinto che, per cambiare il sistema sociale nel quale viviamo, fosse opportuno un atto rivoluzionario, il quale in un modo o in un altro inevitabilmente implicasse una qualche forma di violenza. Oggi dichiara di aver abbandonato questo presupposto condiviso da molti, ma bisogna dire non da tutti coloro che si collocano nei cosiddetti movimenti di sinistra. Si potrebbe affermare che il mondo di sinistra รจ estremamente sfumato e presenta tendenze contraddittorie. Per esempio, soddisfatto dalla forza raggiunta dal Partito Socialdemocratico tedesco, Engels giunse ad ipotizzare che sarebbe stato anche possibile arrivare ad un ribaltamento sociale attraverso una vittoria elettorale, proponendo quindi una prospettiva riformista. Inoltre, inizialmente, i socialdemocratici tedeschi si opposero alla Prima guerra mondiale per poi capitolare tristemente, mentre Karl Liebnecht e Rosa Luxembourg pagarono con la vita il loro antimilitarismo. 

lunedรฌ 1 dicembre 2025

Ucraina verso l’accordo con Trump e Putin: il pensiero magico Ue non protegge Kiev - Barbara Spinelli

Da: il fatto quotidiano (26.11.25) - Barbara Spinelli รจ una giornalista, saggista e politica italiana. Europarlamentare (2014–2019). (Barbara Spinelli

Leggi anche: L’UE VUOLE LA TREGUA MA NON LA PACE - Barbara Spinelli

(Nel quinto giorno di conflitto si riuniscono per la prima volta a Gomel, Bielorussia, le delegazioni dei due Paesi in guerra per il primo round dei negoziati di pace.)

Nelle dispute internazionali la razionalitร  dovrebbe essere affidata alla diplomazia, arte inventata in Europa prima che negli Usa. Ma la guerra รจ diventata la ragion d’essere per gran parte dei governi europei

Ancora non รจ dato sapere se gli Stati europei che minacciano di svuotare l’accordo di pace con la Russia riusciranno nel loro intento: bloccare il piano che Trump discute con Mosca perchรฉ le radici del conflitto siano infine sanate, spingere Kiev a ignorare quel che accade sul fronte, restare appesi al pensiero magico di una guerra giusta (quando si dice pace giusta s’intende guerra giusta). 

Fin d’ora tuttavia รจ abbastanza chiaro che gli Stati in questione non riconosceranno facilmente di essersi sbagliati su quasi tutto, di non essere comunque affidabili militarmente, e di aver distrutto quel pochissimo che esisteva delle tradizioni diplomatiche europee, ben piรน antiche di quelle statunitensi e qualificabili come occidentali e atlantiste solo nello spazio temporale della Guerra Fredda. 

domenica 30 novembre 2025

"Catastrofe neoliberista" - Luciano Canfora, Angelo d'Orsi, Vito Petrocelli e Antonio Di Siena

Da: l'AntiDiplomatico - https://www.lantidiplomatico.it - Antonio DiSiena avvocato e blogger. Scrive di politica, economia e geopolitica. - Vito_Rosario_Petrocelli รจ un politico italiano. - Angelo d'Orsi, Professore ordinario di Storia del pensiero politico all’Universitร  di Torino (Angelo D'Orsi). - Luciano Canfora, filologo, storico, saggista, professore emerito dell’Universitร  di Bari, membro del Consiglio scientifico dell’Istituto dell’Enciclopedia italiana e direttore della rivista Quaderni di Storia, Dedalo Edizioni. (Luciano Canfora Podcast



                                                                                                                   

sabato 29 novembre 2025

SI FA PRESTO A DIRE PACE - FABIO MINI

Da: il fatto quotidiano - Fabio Mini รจ un militare e saggista italiano, giร  comandante NATO della missione KFOR in Kosovo dal 2002 al 2003 (Fabio Mini). 

Vedi anche: Sergej Larov, https://www.facebook.com/share/v/1AFXFBGDrU/  
Una SPIA alla CASA BIANCA? FALLISCE il tentato SABOTAGGIO dei NEGOZIATI (per ora) ft F. DALL'AGLIO (https://www.youtube.com/watch?v=27hPVUXI6FE)


I piani sono cose serie, sono l’articolazione delle strategie e della politica. Il presunto piano per l’Ucraina di 28 punti di Trump e quello di 18 degli europei non sono piani.
 
Se il teatrino europeo riesce a far fallire ancora i negoziati, Putin potrร  dimostrare agli alleati dei Brics che non รจ colpa sua E passare cosรฌ all’opzione militare, la sola cosa che conta nelle trattative


Sebbene siano attribuiti alla mente maligna di Putin, a quella rapace di Trump e ai geni europei sono solo i prodotti maldestri, ingenui e raffazzonati che qualche burocrate statunitense o europeo ha tratto da una cosa seria: l’elenco delle quattro o cinque prioritร  e condizioni che Trump e Putin concordarono in Alaska, a voce ma opportunamente registrate, stenografate e verbalizzato. Una lista di ciรฒ che Putin aveva sempre e pubblicamente dichiarato e che Trump sembrava aver capito. I punti che lo stesso Putin aveva illustrato ai leader dei Paesi amici della Russia che nel frattempo, durante la guerra, sono aumentati. La Russia non ha mai fatto mistero dei propri interessi e principi fondamentali riguardanti l’Ucraina: neutralitร , denazificazione demilitarizzazione e cessione dei suoi territori acquisiti con le operazioni militari e con i referendum popolari. Tutto il resto apparso nei 28+18 punti era fuffa, che perรฒ eccitava in particolare gli europei votati a sostenere il martirio ucraino come altrettanti politici americani ed europei. 

venerdรฌ 28 novembre 2025

“Tre fonti e tre parti integranti del marxismo” - Vladimir Lenin (1913)

Da: https://www.marxists.org - https://giuliochinappi.com - Articolo pubblicato nella rivista Prosvestcenie, n. 3, marzo 1913; questo numero era dedicato al trentesimo anniversario della morte di Marx. - Estratto da Opere Scelte - Editori Riuniti 1965 - pag. 475 - 480. - Trascritto per Internet da Ivan, Gennaio 1999. 

Leggi anche: Cos'รจ il potere sovietico - Vladimir Lenin (1919) 


In tutto il mondo civile la dottrina di Marx si attira la piรน grande ostilitร  e l'odio piรน intenso di tutta la scienza borghese (sia ufficiale che liberale), che vede nel marxismo una specie di "setta perniciosa". E non ci si puรฒ aspettare un atteggiamento diverso, poichรฉ una scienza sociale "imparziale" non puรฒ esistere in una societร  fondata sulla lotta di classe. In un modo o nell'altro, tutta la scienza ufficiale e liberale difende la schiavitรน del salariato, mentre il marxismo ha dichiarato una guerra implacabile a questa schiavitรน. Pretendere una scienza imparziale nella societร  della schiavitรน del salariato รจ una stolta ingenuitร , quale sarebbe pretendere l'imparzialitร  da parte degli industriali nel considerare se occorre aumentare il salario degli operai diminuendo il profitto del capitale.

Ma ciรฒ non basta. La storia della filosofia e la storia della scienza sociale dimostrano con tutta chiarezza che nel marxismo non v'รจ nulla che rassomigli al "settarismo" inteso come una specie di dottrina chiusa e irrigidita, sorta fuori dalla strada maestra dello sviluppo della civiltร  mondiale. Al contrario, tutta la genialitร  di Marx sta proprio in ciรฒ, che egli ha risolto dei problemi giร  posti dal pensiero d'avanguardia dell'umanitร . La sua dottrina รจ sorta come continuazione diretta e immediata della dottrina dei piรน grandi rappresentanti della filosofia, dell'economia politica e del socialismo.

La dottrina di Marx รจ onnipotente perchรฉ รจ giusta. Essa รจ completa e armonica, e dร  agli uomini una concezione integrale del mondo, che non puรฒ conciliarsi con nessuna superstizione, con nessuna reazione, con nessuna difesa dell'oppressione borghese. Il marxismo รจ il successore legittimo di tutto ciรฒ che l'umanitร  ha creato di meglio durante il secolo XIX: la filosofia tedesca, l'economia politica inglese e il socialismo francese.

Ci fermeremo brevemente su queste tre fonti del marxismo, che sono nello stesso tempo le sue tre parti integranti.

giovedรฌ 27 novembre 2025

Sicurezza Nucleare, spiegata bene - Massimo Zucchetti

Da: Massimo Zucchetti -  Massimo Zucchetti รจ professore ordinario dal 2000 presso il Politecnico di Torino, Dipartimento di Energia. Attualmente รจ docente di Radiation Protection, Tecnologie Nucleari, Storia dell’energia, Centrali nucleari. - https://zucchett.wordpress.com


Sono un prof. di Impianti Nucleari. 
Dato che non trovo soddisfacenti le spiegazioni e le analisi sulla Sicurezza Nucleare, ho pensato di provare a raccontarla io. 
Non c'รจ bisogno di essere studenti universitari, per seguirmi: basta avere un po' di basi di chimica e fisica, oltre che una grande pazienza.
(Massimo Zucchetti)

                                                                           

mercoledรฌ 26 novembre 2025

Russofobia: origini, miti e propaganda – Alessandra Ciattini

Da: Gabriele Germani - Alessandra Ciattini (Collettivo di formazione marxista Stefano Garroni - Membro del Coordinamento Nazionale del Movimento per la Rinascita Comunista) ha insegnato Antropologia culturale alla Sapienza di Roma. E' docente presso l'Universitร  Popolare Antonio Gramsci (https://www.unigramsci.it). 
Annie Lacroix-Riz: "C'รจ un contesto storico che spiega perchรฉ la Russia รจ stata messa all'angolo"

Intervista ad Alessandra Ciattini dedicata al tema della russofobia: dalle sue radici storiche alla costruzione culturale dell’immagine della Russia nel mondo occidentale. 
Una conversazione che analizza miti, stereotipi, propaganda e le implicazioni geopolitiche del discorso antirusso contemporaneo. 
Un contributo essenziale per comprendere come nasce e come si diffonde la narrativa russofoba nei media e nella politica internazionale.

                                                                            

martedรฌ 25 novembre 2025

Lo scambio di plusvalore nel Capitalismo delle Piattaforme - Massimo De Minicis (2019)

Da: https://www.economiaepolitica.it - Massimo De Minicis รจ Ricercatore presso l’INAPP dove รจ Responsabile del gruppo di ricerca "Innovazione Tecnologica e Relazioni Industriali" e coordina i progetti di ricerca sugli ammortizzatori sociali e sul lavoro mediante piattaforme digitali (Platform Work). รˆ membro del gruppo di ricerca Fairwork e Visiting Scholar presso l’Universitร  Autonoma di Barcellona.

Vedi anche: La grande migrazione online: costi e opportunitร  - Juan Carlos De Martin  

Alienazione e rivoluzione (digitale) - Enrico Donaggio 

RIVOLUZIONE DIGITALE - Roberto Finelli e Pietro Montani in dialogo. 

Social? Soggetti in rete, oggetti nella realtร  - Paolo Ercolani 

L'impatto delle tecnologie sul lavoro - Renato Curcio 

Esprimersi in digitale - Pietro Montani  

Spazi virtuali - Juan Carlos De Martin  

LO STATO DELLE COSE. Produzione, riproduzione e uso dei saperi nell’era del digitale.  

DEMENZA DIGITALE* - Manfred Spitzer

Premessa

Molti studi ormai da tempo hanno affrontato il tema delle piattaforme di lavoro dell’economia collaborativa digitalizzata[1]. Sono stati cosรฌ approfonditi numerosi aspetti sulla natura e sull’organizzazione produttiva di questa ultima evoluzione della tecnologia impiegata nei processi di produzione. Ma alcune questioni, al di lร  delle numerose concettualizzazioni realizzate, rimangono contrastate, provocando tensioni di carattere giuridico e sociale. In particolare, nell’economia collaborativa digitalizzata rimane ancora profondamente irrisolta una comune classificazione della relazione lavorativa tra la piattaforma digitale e il lavoratore. Cosรฌ obiettivo del paper, รจ cercare di comprendere meglio questo rapporto, esaminando il ciclo di produzione delle piattaforme di lavoro alla luce, anche, di alcune considerazioni teoriche dell’analisi marxiana sulla relazione tra automazione e produzione industriale. Nuova rilevanza sembrano, infatti, acquisire oggi, le analisi presenti nel Libro I del capitale e nei Gundrisse sull’utilizzo dei macchinari nella grande industria per la determinazione di maggiori quote di produttivitร  e profitto (pluslavoro e plusvalore). In particolare, quando parla di automazione, Marx introduce una articolata classificazione di concetti teorici, che ancora oggi puรฒ essere utilizzata per comprendere meglio l’effetto della tecnologia sulla produzione e sul lavoro, a dispetto dei sorprendenti avanzamenti tecnologici intercorsi.

Il ciclo produttivo delle Labour Platform