Cos'è "Dialoghi di Profughi": http://www.controappuntoblog.org/2013/10/18/quando-si-parla-di-umorismo-io-penso-sempre-al-filosofo-hegel-fluchtlingsgesprache-dialoghi-di-profughi-brecht-bertolt/
La teoria Marxista poggia la sua forza sulla scienza... che ne valida la verità, e la rende disponibile al confronto con qualunque altra teoria che ponga se stessa alla prova del rigoroso riscontro scientifico... il collettivo di formazione Marxista Stefano Garroni propone una serie di incontri teorici partendo da punti di vista alternativi e apparentemente lontani che mostrano, invece, punti fortissimi di convergenza...
martedì 21 giugno 2016
Dialoghi di profughi XVII.* - Bertolt Brecht
Cos'è "Dialoghi di Profughi": http://www.controappuntoblog.org/2013/10/18/quando-si-parla-di-umorismo-io-penso-sempre-al-filosofo-hegel-fluchtlingsgesprache-dialoghi-di-profughi-brecht-bertolt/
venerdì 27 maggio 2016
Dialoghi di profughi XIII.* - Bertolt Brecht

LA LAPPONIA, OVVERO AUTODOMINIO E CORAGGIO. – PARASSITI.
Ziffel e Kalle perlustrarono il paese: Kalle mettendo il naso ora qui, ora lì, come piazzista di articoli da ufficio; Ziffel alla ricerca di impiego come chimico incontrando sempre dei rifiuti. Ogni tanto si ritrovavano nella capitale, al ristorante della stazione: un locale cui ambedue si erano affezionati proprio per il suo squallore. Lì si scambiavano le loro impressioni, davanti a un bicchiere di birra che non era birra e ad una tazza di caffè che non era caffè.
giovedì 2 giugno 2016
Dialoghi di profughi XIV.* - Bertolt Brecht
mercoledì 15 giugno 2016
Dialoghi di profughi XVI.* - Bertolt Brecht
sabato 15 agosto 2026
La lista dei desideri di Orge - Bertold Brecht
Da: Maurizio Bosco - Bertolt Brecht, nato Eugen Berthold Friedrich Brecht è stato un drammaturgo, poeta, regista teatrale, scrittore e saggista tedesco, fondatore del teatro epico. - Bertolt Brecht - Bertolt Brecht
Leggi anche: Bertolt Brecht - Rossana Rossanda
Cinque difficoltà per chi scrive la verità (1935)*- Bertolt Brecht
Fare la propria parte e lasciare che la natura faccia la sua - Bertolt Brecht
Dialoghi di profughi* - Bertolt Brecht
Delle storie quelle incomprensibili.
Dei consigli quelli inutilizzabili.
Delle ragazze quelle recenti.
Delle donne quelle infedeli.
Degli orgasmi quelli asincroni.
Degli odi quelli reciproci.
Dei soggiorni quelli non transitori.
Dei congedi quelli senza ardori.
Delle arti quelle inservibili.
Dei maestri quelli seppellibili.
Dei piaceri quelli affabili.
Degli scopi quelli trascurabili.
Dei nemici quelli sensibili.
Degli amici quelli puerili.
Dei colori il rosso.
Dei messaggi, il messo.
Degli elementi, il fuoco.
Degli dei, il mostruoso.
Fra i soccombenti, gli encomiatori.
Fra le stagioni dell'anno, ottobre.
Delle vite quelle serene.
Delle morti quelle repentine.
martedì 7 giugno 2016
Dialoghi di profughi XV.* - Bertolt Brecht

lunedì 1 febbraio 2016
Dialoghi di profughi* - Bertolt Brecht
Cos'è "Dialoghi di profughi": http://www.controappuntoblog.org/2013/10/18/quando-si-parla-di-umorismo-io-penso-sempre-al-filosofo-hegel-fluchtlingsgesprache-dialoghi-di-profughi-brecht-bertolt/
mercoledì 30 marzo 2016
Dialoghi di profughi VI.* - Bertolt Brecht
Cos'è "Dialoghi di Profughi": http://www.controappuntoblog.org/2013/10/18/quando-si-parla-di-umorismo-io-penso-sempre-al-filosofo-hegel-fluchtlingsgesprache-dialoghi-di-profughi-brecht-bertolt/
mercoledì 4 maggio 2016
Dialoghi di profughi X.* - Bertolt Brech
lunedì 25 aprile 2016
Dialoghi di profughi IX.* - Bertolt Brecht
Cos'è "Dialoghi di Profughi": http://www.controappuntoblog.org/2013/10/18/quando-si-parla-di-umorismo-io-penso-sempre-al-filosofo-hegel-fluchtlingsgesprache-dialoghi-di-profughi-brecht-bertolt/
lunedì 9 maggio 2016
Dialoghi di profughi XI.* - Bertolt Brecht
sabato 9 aprile 2016
Dialoghi di profughi VII.* - Bertolt Brecht
domenica 22 maggio 2016
Dialoghi di profughi XII.* - Bertolt Brecht
giovedì 14 aprile 2016
Dialoghi di profughi VIII.* - Bertolt Brecht

DEL CONCETTO DI BONTA’. – LE ATROCITA’ TEDESCHE. – IL PENSIERO DI CONFUCIO SUI PROLETARI. – SULLA SERIETA’.
martedì 22 marzo 2016
Dialoghi di profughi V* - Bertolt Brecht
lunedì 20 agosto 2018
Bertolt Brecht - Rossana Rossanda
Vedi anche: https://ilcomunista23.blogspot.com/2016/02/dialoghi-di-profughi-bertolt-brecht.html

Ho incontrato Brecht a Milano nel 1956 alla prova generale dell'Opera da tre soldi messa in scena da Giorgio Strehler con scandalo della borghesia milanese e dibattiti roventi al consiglio comunale. La censura era ancora in vigore e tale sarebbe rimasta fino a tutto il 1963. Il Piccolo Teatro, che aveva avuto il via della Presidenza del Consiglio, era in fibrillazione.
Brecht non veniva a sovrintendere, veniva e vedere. Grigio e composto nella giacca alla Mao, gli occhi acuti dietro alle lenti rotonde, frangetta sulla fronte sguarnita, era divertito della interpretazione di Strehler, tanto più colorita di quella sua, tutta percorsa da brividi, che avrei trovato qualche anno dopo a Berlino. Il testo, diceva, ha da essere usato come più conveniva per provocare nello spettatore quella reazione che impediva il consumo gastronomico dell'azione in scena, e ogni identificazione con il personaggio - il teatro era teatro, non doveva essere realistico, doveva estraniare.
E quella sera era straniato lui, contento che funzionasse una certa cagnara all'italiana, gli piacquero il Mackie Messer di Tino Carraro e Milly ripescata da Strehler e Grassi nel cabaret. Non sapeva gran che dell'Italia e ascoltava con qualche distanza l'estroversa loquela di Paolo Grassi. Aveva in mente di andare la mattina dopo ad Arcetri per vedere il luogo di Galileo, credeva fosse a due passi e lo dovetti disilludere. Doveva essere ricevuto dal sindaco a mezzogiorno, ma se ricordo bene non fece nessuna conferenza stampa, incontrò questo o quello, era cortese, sempre in giacca e tenendosi il berretto, voce quieta e pochi gesti - così anche dirigeva gli attori: pareva un insegnante di mezza età. Un poco diffidente e curioso. Non sembrava ammalato ma il cuore lo aveva tormentato fin dalla nascita. Sarebbe morto pochi mesi dopo, il 14 agosto, e nel 1960 sarei inciampata sulla sua tomba, due rocce davanti a un muretto nel cimitero delle Dorotee.
Lo accompagnai per due giorni, ma fra il suo riserbo e il mio tedesco, non si può dire che avessimo un vero dialogo. Ero intimidita. Fra Torino e Milano leggevamo tutto il suo teatro che Gerardo Guerrieri pubblicava per Einaudi traduzioni splendide -; alla Casa della Cultura, con la scusa che era un club privato, lo facemmo dire da Enrico Rame, fratello di Franca. Conoscevamo le poesie grazie a Fertonani ,e Fortini ci intratteneva sul Me-ti e Le storie da calendario. Eravamo alla vigilia del diluvio - rapporto segreto di Krusciov, rivoluzione ungherese, i carri sovietici a Budapest - e quando venne giù mi parve una benevolenza degli dei che Brecht fosse morto un mese prima.
domenica 13 gennaio 2019
Ninna Nanna - Bertolt Brecht (1932)
Da: “Bertolt Brecht. Poesie politiche”, a cura di Enrico Ganni, Einaudi 2006 (2014) -
Versi di Bertolt Brecht. Musica di Hanns Eisler In “Historische Recordings 1931-1933”
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=49123
https://www.facebook.com/notes/244950772197993/
Ninna Nanna
Quando ti portavo in seno
eran tempi duri, lo sai bene,
“questo piccolo, mi dicevo sempre,
verrà al mondo in un mondo di pene”
e ho giurato di fare di tutto
perchè almeno tu sapessi cosa fare,
perchè il mondo che ti accoglie così male,
tu lo possa almeno un po’ migliorare.
E vedevo montagne di carbone,
ben difese dalla polizia,
“quando avrà freddo mio figlio, mi dicevo,
penserà lui a portarle via”.
E vedevo nelle vetrine il pane,
vedevo gli occhi di chi pane non ha,
“quando avrà fame mio figlio, mi dicevo,
a spaccare quei vetri penserà”.
Quando ti portavo in seno,
mi dicevo “tra poco nascerai,
sarai bello giusto e forte
e nessuno fermarti potrà mai”.
Quando tu sei nato, i tuoi fratelli piangevano per la fame
e domandavano pane,
quando tu sei nato, non si avevano soldi per il gas
e sei venuto al mondo al buio,
quando ti aspettavo con tuo padre, ogni sera
parlavamo di te,
ma per il dottore soldi non ce n’erano
ci servivano per comprare il pane.
Quando ti abbiam fatto, proprio più non c’era
la speranza di trovare lavoro
e soltanto Marx e Lenin alla gente come noi
parlavano di un futuro.
O figlio, al mondo c’è gente che prepara,
per quando sarai grande, un bastone per te
perché tu sei di quelli nati per la catena
e per i quali al mondo altro posto non c’è.
Tu forse non sei il più bello e il più forte,
per te non ho soldi e non voglio preghiere,
ma tu sei mio figlio e non dovrai sprecare
il poco tempo che ti è dato sulla terra.
Di notte sento le tu manine strette a pugno accanto a me
e penso allora che qualcuno già
sta preparando l’arma destinata a te.
La tua mamma non ti ha mai detto
che sei il più forte, che sei il più bello,
ma neppure ti ha messo al mondo
perché tu sia fatto carne da macello.
Ricorda, figlio, che solo coi tuoi simili
i prepotenti vincere potrai.
E tu ed io e tutti quelli come noi
devono lottare.
Perché in questo mondo, in cui vivrai anche tu,
sfruttati e sfruttatori non ce ne siano più!
lunedì 29 febbraio 2016
Dialoghi di profughi III* - Bertolt Brecht
Cos'è "Dialoghi di Profughi": http://www.controappuntoblog.org/2013/10/18/quando-si-parla-di-umorismo-io-penso-sempre-al-filosofo-hegel-fluchtlingsgesprache-dialoghi-di-profughi-brecht-bertolt/
venerdì 11 marzo 2016
Dialoghi di profughi IV* - Bertolt Brecht
In una bella giornata Ziffel e Kalle fecero un po’ di strada insieme, conversando. Attraversarono la piazza della stazione e si fermarono dinanzi a un gran monumento di pietra che rappresentava un uomo seduto.
sabato 15 marzo 2025
A chi esita - Bertolt Brecht
Da: Bertolt Brecht, Poesie (Einaudi, 2014), a cura di G. D. Bonino. -
cresce. Le forze scemano.
Dopo che si è lavorato tanti anni
noi siamo ora in una condizione
più difficile di quando
si era appena cominciato.
E il nemico ci sta innanzi
più potente che mai.
Sembra gli siano cresciute le forze. Ha preso
una apparenza invincibile.
E noi abbiamo commesso degli errori,
non si può negarlo.
Siamo sempre di meno. Le nostre
parole d’ordine sono confuse. Una parte
delle nostre parole
le ha stravolte il nemico fino a renderle
irriconoscibili.
Che cosa è errato ora, falso, di quel che abbiamo detto?
Qualcosa o tutto? Su chi
contiamo ancora? Siamo dei sopravvissuti, respinti
via dalla corrente? Resteremo indietro, senza
comprendere più nessuno e da nessuno compresi?
O contare sulla buona sorte?
Questo tu chiedi. Non aspettarti
nessuna risposta
oltre la tua.













