martedì 21 giugno 2016

Dialoghi di profughi XVII.* - Bertolt Brecht

*Da:   https://www.facebook.com/notes/maurizio-bosco/dialoghi-di-profughi-xvii-bertolt-brecht/10151316552073348?pnref=story
Cos'è "Dialoghi di Profughi":    http://www.controappuntoblog.org/2013/10/18/quando-si-parla-di-umorismo-io-penso-sempre-al-filosofo-hegel-fluchtlingsgesprache-dialoghi-di-profughi-brecht-bertolt/ 



ZIFFEL DICHIARA LA SUA AVVERSIONE A TUTTE LE VIRTU’. - LA CONCLUSIONE DI KALLE. – UN VAGO ACCENNO DI BRINDISI.

 Verso l’autunno, con pioggia e freddo. La dolce Francia era prostrata. I popoli si nascondevano sotto terra. Ziffel sedeva al ristorante della stazione di H., staccando un tagliando dalla sua tessera del pane.

ZIFFEL     Kalle, Kalle, che dobbiamo fare noi, poveri uomini? Dappertutto si pretende superumanità: dove possiamo più andare? Non solo un popolo o due stanno vivendo una Grande Epoca, ma questa avanza irresistibile per tutti i popoli, e nessuno le può sfuggire. Ad alcuni farebbe comodo di non dover passare attraverso la Grande Epoca, e che ci passassero solo gli altri: e invece niente, se lo devono togliere dalla testa. In tutto il continente aumentano le azioni eroiche; le imprese dell’uomo comune diventano sempre più gigantesche; ogni giorno s’inventa una nuova virtù. Per procurarsi un sacco di farina ci vuole ora l’energia con cui prima si sarebbe potuto dissodare il suolo d’un intera provincia. Per appurare se bisogna fuggire già oggi o se si potrà fuggire solo domani, è necessaria l’intelligenza con cui ancora un paio di decenni fa si sarebbe potuta creare un’opera immortale. Per scendere in strada ci vuole la forza di un eroe omerico, e l’ascetismo d’un Budda per essere semplicemente tollerati. Solo possedendo lo spirito d’umanità di San Francesco ci si può trattenere dal compiere un delitto. Il mondo diventa una dimora d’eroi, e noi allora dove andiamo? Per un po’ di tempo sembrò che il mondo potesse diventare abitabile: l’umanità respirava di sollievo. La vita era diventata più facile. Erano arrivati il telaio meccanico, la macchina a vapore, l’automobile, l’aeroplano, la chirurgia, l’elettricità, la radio, il piramidone, e l’uomo poteva essere più pigro, più vile, più sensibile al dolore, più amante dei piaceri, in breve: più felice. Tutte quelle macchine servivano a far si che ognuno potesse far tutto. Si contava infatti su gente comune, di media grandezza. Che ne è stato di questa promettente evoluzione? Il mondo è nuovamente pieno delle più vane e folli pretese ed esigenze. Noi abbiamo bisogno di un mondo in cui si possa vivere con un minimo di intelligenza, di coraggio, amor patrio, senso dell’onore, senso della giustizia, ecc., e invece cosa abbiamo? Glielo dico chiaro e tondo: sono stufo di dover essere virtuoso perché niente funziona a dovere; di essere disposto a tutte le rinunce perché regna una penuria non necessaria; diligente come un’ape perché manca l’organizzazione; coraggioso perché il mio regime mi coinvolge in guerre. Kalle, uomo, amico, io sono stufo di tutte le virtù e mi rifiuto di diventare un eroe.

 La cameriera prese in consegna il tagliando del pane; il Coso assalì la Grecia; Roosevelt incominciò la campagna elettorale; Churchill e i pesci attendevano l’invasione; il Comediavolosichiama mandò soldati in Romania, e l’Unione Sovietica continuava a tacere.

KALLE    Ci ho ripensato, al suo recente, toccante appello, e al suo disgusto per tutto ciò che è eroismo. Credo che le darò un impiego. Ho trovato un finanziatore per fondare la mia ditta di disinfestazione dalle cimici a responsabilità limitata.

ZIFFEL    Accetto, non senza titubanza, la sua offerta d’impiego.

KALLE    Quanto poi ai suoi sentimenti e opinioni: lei mi ha fatto capire di essere alla ricerca di un paese dove regnino condizioni tali che virtù così faticose come l’amor di patria, la sete di libertà, la bontà, il disinteresse, siano altrettanto inutili quanto il cacare sulla patria, il servilismo, la brutalità e l’egoismo. Tali condizioni sono realizzate nel socialismo.

ZIFFEL    Mi scusi, non mi aspettavo questa conclusione.

Kalle si alzò in piedi e sollevò la sua tazza di caffè.

KALLE    La invito ad alzarsi e a brindare con me al socialismo – ma in modo tale da non dare troppo nell’occhio in questo locale. Nello stesso tempo le faccio presente che per raggiungere questa meta saranno necessarie diverse cose. E precisamente il più grande coraggio, la più profonda sete di libertà, il massimo disinteresse e il più grande egoismo.

ZIFFEL    Lo sospettavo.

 Ed egli si alzò in piedi e sollevando la tazza fece un gesto vago e indistinto che ben difficilmente qualcuno avrebbe potuto smascherare come un tentativo di brindisi.

  


Titolo originale Flüchtlingsgespräche, 1961 Suhrkamp Verlag, Berlin und Frankfurt am Main 
Traduzione in Italiano di Margherita Cosentino. Prima Edizione 1962, Einaudi, Torino 

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