venerdì 27 maggio 2016

Dialoghi di profughi XIII.* - Bertolt Brecht

*Da:    https://www.facebook.com/notes/maurizio-bosco/dialoghi-di-profughi-xiii-bertolt-brecht/10151315869518348?pnref=story 


LA LAPPONIA, OVVERO AUTODOMINIO E CORAGGIO. – PARASSITI.


Ziffel e Kalle perlustrarono il paese: Kalle mettendo il naso ora qui, ora lì, come piazzista di articoli da ufficio; Ziffel alla ricerca di impiego come chimico incontrando sempre dei rifiuti. Ogni tanto si ritrovavano nella capitale, al ristorante della stazione: un locale cui ambedue si erano affezionati proprio per il suo squallore. Lì si scambiavano le loro impressioni, davanti a un bicchiere di birra che non era birra e ad una tazza di caffè che non era caffè.

ZIFFEL     Cesare descrisse la Gallia, paese che conosceva perché vi aveva sconfitto i Galli. Ziffel, descrivi G., il paese che conosci perché vi sei stato sconfitto! Non riesco a trovare lavoro, qui.

KALLE     Questo è un bellissimo preambolo, come me l’aspetto da lei. E non occorre che aggiunga altro, si tranquillizzi pure, so già che non ha visto niente.

ZIFFEL     Ho visto abbastanza per sapere che in questo paese fioriscono notevoli virtù. Per esempio il dominio di se stessi. E’ un vero paradiso per gli Stoici, lei certo avrà sentito parlare di questi antichi filosofi e della stoica indifferenza con cui pare sopportassero ogni sorta di avversità. Si dice: chi vuole dominare gli altri deve imparare a dominare se stesso. Ma in realtà si dovrebbe dire: chi vuol dominare gli altri, deve insegnar loro a dominare se stessi. Insomma la gente qui è dominata da proprietari terrieri e da industriali, ma anche da se stessa, ciò che vien chiamato democrazia. Il primo comandamento del dominio di se stessi dice: tieni la bocca chiusa. In un regime democratico ci si aggiunge la libertà di parola, controbilanciata dal divieto di abusarne, cioè di parlare. E’ chiaro?

KALLE     No.

ZIFFEL     Non fa niente. E’ difficile solo in teoria, ma nella pratica è semplicissimo. E’ permesso parlare di tutto, purché non si tratti di faccende militari. Quali che siano le faccende militari lo stabiliscono appunto i militari, poiché sono loro ad avere la competenza necessaria. I militari hanno le maggiori responsabilità, e quindi hanno anche il maggior senso di responsabilità e si interessano di tutto. Così tutto diventa faccenda militare, e non se ne può parlare.

KALLE     Qui hanno il parlamento. In via X abita una donna con cinque figli, una vedova che tira a campare lavando biancheria. Avendo sentito dire che c’erano le elezioni, andò al distretto dove erano esposte le liste elettorali, ma il suo nome non ce lo trovò. Voleva fare un gran chiasso, credendo di essere vittima di un sopruso, ma le fu spiegato che il parlamento aveva fatto una legge che nega il diritto di votare a chi riceve un sussidio dallo Stato. Lei voleva votare proprio perché il sussidio era così misero e perché non voleva affatto sussidi, bensì una paga decente, visto che lavorava tutto il giorno; pare che se ne sia uscita con la frase: Al diavolo il vostro parlamento! I poliziotti hanno chiuso un occhio e non le è successo niente, dicono.

ZIFFEL     Mi meraviglio che non sia riuscita a dominarsi.

KALLE     Non riuscirci è pure pericoloso, specialmente quando tutti ci riescono e uno soltanto no. Se non ci riesce nessuno, allora è tutta un’altra cosa, non è manco più necessario. E’ lo stesso che per gli usi e i costumi in genere: se da qualche parte è costume portare un cappello di paglia rossa in pieno inverno, lo puoi portare tranquillamente anche tu. Se in un paese nessuno si lascia dominare, dominarsi diventa superfluo.

ZIFFEL     C’è una storia che mi è tornata in mente questi ultimi giorni: un uomo arriva a u fiume, dove sta giusto partendo un traghetto carico di gente: costui ha fretta, e con un salto è sul traghetto. Gli fanno posto, benché sian già tutti pigiati stretti, e nessuno parla, finché il traghetto tocca l’altra sponda. Lì c’è in attesa un gruppetto di soldati che prendono i passeggeri e li spingono tutti contro un muro. Poi i soldati caricano i fucili, si mettono in posizione di tiro, e al comando fuoco! Vien fucilato il primo. Quindi, uno dopo l’altro, tocca a tutti gli altri, finché rimane soltanto l’uomo ch’era saltato sul traghetto all’ultimo momento. L’ufficiale sta per dare l’ordine fuoco!, quand’ecco che si fa avanti un impiegato a confrontare la sua lista col numero di quelli che son già fucilati. Scopre così che ne hanno uno di troppo, e allora si mettono a interrogare quel tizio, chiedendogli perché è venuto con gli altri, e perché non ha detto nulla quando stavano per fucilarlo. Cos’è che saltò fuori? Quel tale aveva tre fratelli e una sorella. Il primo era stato fucilato perché aveva detto che non voleva andare a fare il soldato; il secondo era stato impiccato perché aveva detto di aver visto un funzionario che rubava, e il terzo perché aveva detto di aver visto fucilare il fratello. E la sorella, quella era stata fucilata per aver detto qualcosa che non si poté venire a sapere perché troppo pericoloso. Questo, racconta il tizio all’ufficiale, l’aveva convinto che parlare è pericoloso; e racconto tutto con estrema calma, ma alla fine gli viene un travaso di bile a pensare a tutti ‘sti misfatti, e aggiunge ancora qualcosa:e così sono costretti a fucilarlo. Potrebbe essere accaduto in G.

KALLE     Dappertutto sento dire che è un popolo molto taciturno. Pare che sia una specialità nazionale. Dato che si tratta di popolazione mista, bilingue, si potrebbe dunque dire: il popolo tace in due lingue.

ZIFFEL     Si potrebbe anche dire. Ma non forte.


Prima che togliessero la seduta, Kalle fece una proposta di affari. Durante i suoi giri aveva scoperto che la città aveva molto da soffrire per via delle cimici. Stranamente, non esisteva nessuna impresa per la disinfestazione dalle cimici. Con un piccolo capitale se ne sarebbe potuta fondare una. Ziffel promise di pensarci su. Egli dubitava alquanto che la popolazione locale si lasciasse facilmente persuadere a fare qualcosa contro i parassiti: aveva troppo dominio di sé. Così i due se ne andarono indecisi e si allontanarono, ciascuno per la propria strada. 

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