Da: https://www.invictapalestina.org - Fonte: (Palestine Chronicle) - Ramzy Baroud è un giornalista, scrittore e direttore di The Palestine Chronicle. È autore di sei libri, tra cui “La Nostra Visione per la Liberazione: Leader Palestinesi Coinvolti e Intellettuali Parlano”, curato insieme a Ilan Pappé. Il suo ultimo libro è Prima del Diluvio. Baroud è ricercatore senior non residente presso il Center for Islam and Global Affairs (CIGA). Il suo sito web è www.ramzybaroud.net
La teoria Marxista poggia la sua forza sulla scienza... che ne valida la verità, e la rende disponibile al confronto con qualunque altra teoria che ponga se stessa alla prova del rigoroso riscontro scientifico... il collettivo di formazione Marxista Stefano Garroni propone una serie di incontri teorici partendo da punti di vista alternativi e apparentemente lontani che mostrano, invece, punti fortissimi di convergenza...
venerdì 27 marzo 2026
L’autodistruzione di Israele: il Sionismo ha oltrepassato il punto di non ritorno? - Ramzy Baroud
giovedì 26 marzo 2026
Le ragioni del mio (un pò tormentato) NO - Fabrizio Marchi
Da: https://www.linterferenza.info - Fabrizio Marchi insegna Filosofia, è direttore della rivista "l'interferenza". Fabrizio Marchi
mercoledì 25 marzo 2026
LO "SMART MONEY" UCCIDERÀ TRUMP - Pino Arlacchi
Da: https://www.ilfattoquotidiano.it | 22 marzo 2026 - Pino Arlacchi - Pino Arlacchi è un sociologo, politico e Ex vice-segretario dell'Onu. (Pino Arlacchi)
Leggi anche: IL CUORE DEL DOLLARO COLPITO NEL GOLFO - Pino Arlacchi
martedì 24 marzo 2026
Trump disperato minaccia l’atomica contro l’Iran - Alex Marquez
Da: https://www.kulturjam.it - Alex Marquez Corsivista, umorista instabile.
Leggi anche: Psicosi rossobruna: l’accusa che assolve chi la pronuncia - Alex Marquez
lunedì 23 marzo 2026
Hegel critico del capitalismo - Lucio Cortella
Da: Lucio CORTELLA - Lucio Cortella è professore emerito di Storia della Filosofia presso il Dipartimento di Filosofia e Beni culturali dell'Università Ca' Foscari di Venezia, (https://www.unive.it/data/persone/5591041/curriculum).
Contro l'immagine di uno Hegel conservatore ecco la critica hegeliana al capitalismo contenuta nella Filosofia del diritto:
domenica 22 marzo 2026
𝗖𝗢𝗠𝗘 𝗜𝗥𝗔𝗡 𝗘 𝗖𝗜𝗡𝗔 𝗛𝗔𝗡𝗡𝗢 𝗣𝗟𝗔𝗦𝗠𝗔𝗧𝗢 𝗟𝗢 𝗦𝗖𝗔𝗖𝗖𝗛𝗜𝗘𝗥𝗘 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗚𝗨𝗘𝗥𝗥𝗔 - 𝗣𝗲𝗽𝗲 𝗘𝘀𝗰𝗼𝗯𝗮𝗿
Da: https://thecradle.co/articles-id/36510 - traduzione: La Zona Grigia - Pepe Escobar è editorialista di The Cradle, redattore senior di Asia Times e analista geopolitico indipendente specializzato in Eurasia. Dalla metà degli anni '80 ha vissuto e lavorato come corrispondente estero a Londra, Parigi, Milano, Los Angeles, Singapore e Bangkok. È autore di numerosi libri; il suo ultimo è Raging Twenties.
Leggi anche: L'intero pianeta è tenuto in ostaggio da un culto della morte - Pepe Escobar
𝗟𝗮 𝗱𝘂𝗽𝗹𝗶𝗰𝗲 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗶𝗻𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗮 𝗶𝘀𝗿𝗮𝗲𝗹𝗼-𝗮𝗺𝗲𝗿𝗶𝗰𝗮𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗹'𝗜𝗿𝗮𝗻 𝗿𝗶𝗳𝗹𝗲𝘁𝘁𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗮𝗺𝗽𝗶𝗮 𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗲𝗴𝗶𝗮 𝗴𝗲𝗼𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗲𝗱 𝗲𝗰𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗰𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶 𝗲𝘀𝘁𝗲𝗻𝗱𝗲 𝗱𝗮𝗹 𝗰𝗮𝗺𝗽𝗼 𝗱𝗶 𝗯𝗮𝘁𝘁𝗮𝗴𝗹𝗶𝗮 𝗮𝗹 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗳𝗶𝗻𝗮𝗻𝘇𝗶𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗴𝗹𝗼𝗯𝗮𝗹𝗲sabato 21 marzo 2026
POSTDEMOCRAZIA ARMATA: ultimo atto dell'Oligarchia? - Intervista a Carlo Galli
Da: DARSI PACE. MARCO GUZZI - Movimento l'Indispensabile. Gabriele Guzzi - Carlo Galli (Università di Bologna) è un politico, accademico e filosofo politico italiano.
venerdì 20 marzo 2026
IL CUORE DEL DOLLARO COLPITO NEL GOLFO - Pino Arlacchi
giovedì 19 marzo 2026
"A chi esita" - Bertolt Brecht
Da: https://internopoesia.com/tag/a-chi-esita - Poesie (Einaudi, 2014), a cura di G. D. Bonino.
mercoledì 18 marzo 2026
Il mondo secondo Gaza - CHRIS HEDGES
Da: La Zona Grigia - Originale: https://chrishedges.substack.com - Chris Hedges è un giornalista vincitore del Premio Pulitzer, è stato corrispondente estero per quindici anni per il New York Times, dove ha lavorato come capo dell'Ufficio per il Medio Oriente e dell'Ufficio balcanico per il giornale.
Leggi il testo completo aggiornato al 28/03/2026: https://chrishedges.substack.com/p/iran-and-gaza-are-only-the-beginning
martedì 17 marzo 2026
Il femminismo non sarà strumentalizzato per la propaganda di guerra: la situazione delle donne in Iran e nei regimi wahabiti e talebani originari degli USA, i fatti. - Diane Gilliard
Da: https://www.initiative-communiste.fr - Diane Gilliard, Commissione sulla condizione femminile del PRCF, JBC per www.initiative-communiste.fr
Leggi anche: IL VELO E LA BOMBA - Lavinia Marchetti
La morte di Mahsa Amini nel settembre 2022, una giovane curda iraniana uccisa durante un fermo di polizia dalla polizia morale per aver indossato il velo "in modo scorretto ", ha scatenato una rivolta popolare di portata senza precedenti dalla Rivoluzione del 1979. La discriminazione subita dalle donne iraniane è reale, documentata e grave. Ma dai primi attacchi aerei israelo-americani del 28 febbraio 2026, soprannominati "Operazione Furia Epica", questa discriminazione è diventata uno strumento di propaganda centrale nei media occidentali, con l'obiettivo di legittimare e generare sostegno per una guerra di aggressione i cui obiettivi sono completamente diversi.
lunedì 16 marzo 2026
Iran: le bombe dei ricchi - Michele Santoro, Alberto Negri
Da: Michele Santoro presenta - Michele Santoro è un giornalista, conduttore televisivo, autore televisivo, produttore televisivo e politico italiano. - Alberto Negri è un giornalista e reporter di guerra. Per «Il Sole 24 Ore» ha seguito dal 1987 al 2017 i principali eventi politici e bellici come inviato in Medio Oriente, Balcani, Asia Centrale e Africa. - https://www.facebook.com/alberto.negri.
domenica 15 marzo 2026
Trump, Putin e l’Iran. Per capire leggiamo la Pravda - Alessandra Ciattini
Da: https://www.lantidiplomatico.it - Alessandra Ciattini (Collettivo di formazione marxista Stefano Garroni - Membro del Coordinamento Nazionale del Movimento per la Rinascita Comunista) ha insegnato Antropologia culturale alla Sapienza di Roma. E' docente presso l'Università Popolare Antonio Gramsci (https://www.unigramsci.it).
«Washington Post»: la Russia sta sostenendo attivamente l’Iran - Giacomo Gabellini, Francesco Dall’Aglio
Da: https://www.ilcontesto.net - Giacomo Gabellini è un giovane ricercatore indipendente. -
Francesco Dall'Aglio, medievista, ricercatore presso l'Istituto di Studi Storici al dipartimento di storia medievale della Accademia delle Scienze di Sofia (Bulgaria). Esperto di est Europa e di questioni strategico-militari è gestore del canale Telegram «War Room»

Basandosi su ben tre fonti interne ai servizi di sicurezza statunitensi, il «Washington Post» scrive che «dall’inizio della guerra, la Russia ha comunicato all’Iran le posizioni delle risorse militari statunitensi, tra cui navi da guerra e aerei».
Gli analisti raggiunti dal «Washington Post» hanno affermato che «la condivisione di informazioni di intelligence si adatterebbe allo schema degli attacchi dell’Iran contro le forze statunitensi, comprese le infrastrutture di comando e controllo, i radar e le strutture temporanee».
L’Iran sta «realizzando rilevamenti molto precisi sui radar di allerta precoce o sui radar over-the-horizon. Lo stanno facendo in modo molto mirato, puntando al comando e controllo», ha affermato Dara Massicot, esperta di esercito russo presso il Carnegie Endowment for International Peace.
L’Iran dispone di una manciata di satelliti di livello militare, cosa che renderebbe le immagini fornite dalle capacità spaziali molto più avanzate della Russia estremamente preziose, soprattutto perché il Cremlino ha perfezionato il proprio targeting dopo anni di guerra in Ucraina, ha affermato Massicot.
Nicole Grajewski, che studia la cooperazione dell’Iran con la Russia presso il Belfer Center della Harvard Kennedy School, ha affermato sempre al «Washington Post» che gli attacchi di rappresaglia iraniani sono stati caratterizzati da un elevato livello di sofisticatezza, sia per quanto riguarda gli obiettivi presi di mira da Teheran, sia per la sua capacità di sopraffare le difese degli Stati Uniti e degli alleati.
Il «Washington Post» scrive anche che gli Usa stanno esaurendo i missili
sabato 14 marzo 2026
PERCHÉ NON ARRIVANO IMMAGINI O VIDEO DALLE CITTÀ ISRAELIANE BOMBARDATE? - Lavinia Marchetti
Da: https://laviniamarchetti.altervista.org - Lavinia Marchetti - Lavinia Marchetti -
Siamo letteralmente invasi da immagini e video palesemente fake o create con AI che giungono da Israele o dall’Iran. Mai come in questa guerra la visibilità è così scarsa. Molti condividono senza capire il danno che fanno all’informazione cadendo così nel tranello della nebbia militare dove se tutto può essere falso, anche ciò che è vero si perde nelle migliaia di immagini false. Un po’ come con i file di Epstein.
Questa oscurità visiva va ben oltre la classica “nebbia militare”, è l’esito di una sofisticata e spietata strategia multi-dominio. Questa strategia integra l’applicazione draconiana della censura militare storica, la repressione legale e fisica del giornalismo indipendente sul campo, il blocco preventivo e coordinato dell’Open Source Intelligence (OSINT) satellitare su scala commerciale, e una raffinata gestione della cosiddetta “guerra cognitiva” (Cognitive Warfare). L’obiettivo di questa strategia è duplice: da un lato, negare al nemico informazioni tattiche vitali per la calibrazione dei propri sistemi d’arma; dall’altro, proteggere il morale e la stabilità psicologica di una nazione già profondamente traumatizzata, proiettando al contempo un’immagine di invulnerabilità tecnologica sul palcoscenico globale.
LA CENSURA MILITARE ISRAELIANA
Il cosiddetto Censore Militare Israeliano, a differenza di molte democrazie occidentali dove la libertà di stampa gode di tutele quasi assolute anche in tempo di crisi, ha ereditato e mantenuto in vigore normative risalenti al mandato coloniale britannico che conferiscono alle autorità militari una giurisdizione eccezionalmente ampia sui mezzi di comunicazione. La Censura Militare Israeliana è un’unità governativa di massima sicurezza presieduta dal Capo Censore, un alto ufficiale militare nominato direttamente dal Ministro della Difesa. Il suo mandato ufficiale è quello di esercitare una censura preventiva su qualsiasi informazione, pubblicazione o trasmissione che possa compromettere la sicurezza dello Stato, rivelare dettagli sulle operazioni militari oltre confine o esporre segreti strategici, come il programma di armi nucleari del Paese (incluso il reattore di Dimona, ripetutamente minacciato dai funzionari iraniani come bersaglio primario).
L’Iran Vince la Lunga Guerra. USA e Israele in Difficoltà! - Scott Ritter
Da: Dialogue Works Italiano - Original Video: Scott Ritter: Iran Wins the Long War — U.S... - Scott Ritter è un ex ufficiale dell’intelligence del Corpo dei Marines degli Stati Uniti che ha prestato servizio nell’ex Unione Sovietica applicando i trattati sul controllo degli armamenti, nel Golfo Persico durante l’operazione Desert Storm e in Iraq supervisionando la disattivazione delle armi di distruzione di massa. Il suo libro più recente è Il disarmo al tempo della perestrojka, pubblicato da Clarity Press. - Scott Ritter
venerdì 13 marzo 2026
La propaganda che uccide la ragione: Iran, Gaza e il doppio standard dell’Occidente. - Elena Basile
Da: https://www.lafionda.org - Elena Basile è un'ex diplomatica e scrittrice italiana. Dal 2013 al 2021 ha prestato servizio come ambasciatrice in Svezia e Belgio e nel 2023 ha lasciato il servizio diplomatico con il grado di plenipotenziario. (https://www.facebook.com/elena.basile11)
Continuo a non rassegnarmi. Rimango stupita quando mi accorgo che persone dotate di media intelligenza e capacità di raziocinio possano abbeverarsi a una propaganda demenziale. Nei media storici, diplomatici, analisti e i cosiddetti esperti e intellettuali, a vario titolo, ci ripetono da settimane che il governo teocratico iraniano avrebbe ucciso in pochi giorni 40.000 civili. Paolo Mieli sente il dovere di premettere che questi dati non sono verificati, esattamente come quelli relativi a 75.000 vittime che circolano in relazione ai palestinesi di Gaza. Sono tentata di correre via urlando.
Mi ricompongo e continuo a sperare in un dialogo razionale. Il genocidio di Gaza e la cifra di 75.000 morti (approssimata per difetto, come conferma la rivista scientifica Lancet) sono confortati da immagini in streaming che hanno documentato bombardamenti a tappeto, utilizzo di carri armati, intere aree abitative spianate, incendi in campi profughi. La leadership iraniana, per uccidere 40.000 persone in due o tre giorni (mentre Israele, per arrivare a 50.000 morti, ha impiegato mesi), avrebbe dovuto bombardare il proprio popolo, radere al suolo le città, far crollare palazzi.
L’indignazione per questo utilizzo atroce, nei media europei, della facoltà raziocinante cresce, e piangiamo il gregge indottrinato.
giovedì 12 marzo 2026
Migranti: il nuovo mercato degli schiavi? - Alessandra Ciattini, Marco Antonio Pirrone
Da: Gabriele Germani - Marco A.Pirrone è ricercatore di sociologia generale presso il Dipartimento “culture e società” dell'Università degli studi di Palermo. - Alessandra Ciattini (collettivo di formazione marxista "Stefano Garroni”) ha insegnato Antropologia culturale alla Sapienza.
Leggi anche: Pandemia nel capitalismo del XXI secolo - A cura di Alessandra Ciattini, Marco Antonio Pirrone
Vedi anche: Pandemia e Capitalismo del XXI secolo - Marco Antonio Pirrone e Alessandra Ciattini
mercoledì 11 marzo 2026
Yesterday's Papers: Il punto di vista della Cina sulla crisi globale - Kikko Schettino
Da: https://grad-news.blogspot.com/2026/03/yesterdays-papers-il-punto-di-vista.html?m=1 - Francesco Schettino: https://www.facebook.com
martedì 10 marzo 2026
"L'ATTACCO ALL'IRAN E' LA NUOVA SCOMMESSA CAPITALISTA DI TRUMP E SOCI" - Umberto De Giovannangeli intervista Emiliano Brancaccio
Da: https://www.unita.it - Umberto-De-Giovannangeli Esperto di Medio Oriente e Islam segue da un quarto di secolo la politica estera italiana e in particolare tutte le vicende riguardanti il Medio Oriente. Umberto De Giovannangeli - Emiliano Brancaccio è professore di Economia politica presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II e promotore, con Robert Skidelsky, dell’appello “Le condizioni economiche per la pace” pubblicato sul Financial Times , Le Monde e Econopoly de Il Sole 24 Ore . - Emiliano Brancaccio - www.emilianobrancaccio.it -
Vedi anche: Da Trump agli Eurobond: la catastrofe capitalista è inevitabile? - Emiliano Brancaccio
Leggi anche: A PROPOSITO DI "LIBERCOMUNISMO" DI EMILIANO BRANCACCIO - Domenico Suppa
«Pensare che Usa e Israele bombardano per liberare è infantile. Il vagheggiato rischio di una atomica di Teheran ricorda la fialetta “fake” di Colin Powell. Ridimensionare l’Iran significa mettere in sicurezza la zona per promuovere gli affari degli americani e dei loro alleati, a dispetto della Cina. Ma potrebbe andar male...»
"..Stati Uniti e Israele sono soci in affari di dittature persino più oppressive della teocrazia Iraniana. Sarebbero disposti a mettere al vertice del paese un altro grande Ayatollah, anche più feroce verso le libertà, purché favorisca gli affari con loro.."
