Seconda parte: http://ilcomunista23.blogspot.it/2016/04/le-classi-nel-mondo-moderno-la.html
Terza parte: http://ilcomunista23.blogspot.it/2016/04/le-classi-nel-mondo-moderno-iii-nuove.html
Chi edificò Tebe dalle sette porte?
Nei libri stanno nomi di re.Furono i re a trascinare i blocchi di pietra?
E Babilonia, distrutta più volte,
Chi la rifabbricò, altrettante volte?
Dove abitavano i costruttori in Lima splendente d’oro?
E la sera, in cui fu terminata la muraglia cinese, dove andarono
I muratori? La grande Roma
È piena di archi di trionfo. Chi li eresse? Su chi
Trionfavano i Cesari? E Bisanzio tanto celebrata
Aveva soltanto palazzi per i suoi abitatori? Perfino nella leggendaria Atlantide
Nella notte in cui il mare la inghiottì, urlavano ancora
Annegando, per chiamare i loro schiavi.
Il giovane Alessandro conquistò l’India.
Da solo?
Cesare vinse i Galli.
Non aveva con se almeno un cuoco?
Filippo di Spagna pianse, sentendo che la sua flotta
Era andata a picco. Non pianse pure qualcun altro?
La guerra dei Sette Anni fu vinta da Federico secondo. Chi
Vinse, oltre a lui?
A ogni pagina, una vittoria.
Chi preparò il banchetto?
Ogni dieci anni, un grand’uomo.
Chi ne pagò le spese?
Tante notizie.
Altrettante domande.
Bertolt BRECHT: Domande di un operaio che legge.
Rappresentazione e
concetto
1. In un certo senso la nozione delle classi, in
cui le società umane si dividono, è antichissima. Nella legislazione e nella
poesia mesopotamica, essa è documentata almeno dal 2° millennio a.c.. Nei
bassorilievi e nei papiri dell’antico Egitto, inservienti e schiave sono
raffigurati come assai più piccoli dei potenti cui stanno a fianco. Gli schiavi
compaiono come normale elemento della vita associata nella Bibbia, in Omero, in
Esiodo. Per non parlare della Grecia classica e di Roma antica [1].
In tutti questi testi e documenti storici, come in quelli
del Medioevo e poi dei secoli più vicini a noi, è presente e onnipervasiva
la gerarchia sociale, il rapporto di comando e
di servizio, il carattere strumentale dei
ceti inferiori, l’ossequio tributato a potenti e padroni, l’ “ordine” sociale
che in tutto questo si manifesta e vige, la sporadica rivolta e
la sua repressione [2]. Chi volesse espungere la presenza
dell’”alto” e “basso”, del “padrone” e del “servo” nella storia, poesia, arte
dei millenni che conosciamo (perché appunto tramandarono di sé memoria storica,
documentale, non soltanto archeologica) dovrebbe cancellare tutti i
documenti di 5 o 6 millenni, o mutilarli fino a renderli incomprensibili.