domenica 31 gennaio 2016

Sistemi di pianificazione a confronto (un'agile dispensa) - Nadia Garbellini*



"Senza un piano generale, senza un sistema direttivo generale e senza calcolo attento e contabilità, 
non ci può essere nessuna organizzazione. 
 Ma nell'ordine sociale comunista, c'è un tale piano."  
(Bukharin e Preobrazhensky) 



 La programmazione economica riveste una rilevanza fondamentale per le economie del blocco socialista. Tuttavia, la maniera in cui questa veniva concepita, disegnata e implementata nei diversi paesi variava in modo anche rilevante. Lo scopo di questo incontro `e quello di fornire una panoramica del modo in cui la pianificazione aveva effettivamente luogo, ponendo l’accento su similitudini e differenze in termini sia teorici che concreti.

 Dal punto di vista teorico, la contrapposizione tra pianificazione ed economie di mercato riflette quella tra paradigma Classico e Neoclassico. Più precisamente, per paradigma Classico intendiamo la teoria economica sviluppata a partire dalla fase fondativa della disciplina, che raggiunge il suo culmine con Marx e che viene poi elaborata successivamente da una serie di economisti della scuola russo-tedesca prima (teorie del flusso circolare) e da Sraffa e Leontief (tra i pi`u importanti) poi. Dal punto di vista pratico, il socialismo si diffonde nel contesto dell’imperialismo occidentale, prendendo piede in paesi allora arretrati e la cui principale preoccupazione era quella di recuperare il ritardo accumulato nel confronto dei paesi imperialisti. In sostanza, parliamo di paesi in cui ancora vigeva un sistema di produzione pre-capitalistico, e dove quindi ancora non si sperimentavano le contraddizioni interne al capitalismo stesso descritte e analizzate da Marx. Le istituzioni economiche dei paesi socialisti, quindi, avevano lo scopo principale di eliminare questo ritardo, puntando ad uno sviluppo economico il pi`u rapido possibile che permettesse loro di resistere alla colonizzazione occidentale. Questa preoccupazione era particolarmente sentita in Unione Sovietica, ed emergeva spesso dai discorsi pubblici dello stesso Stalin. Nell’analizzare le modalità con cui la pianificazione veniva concepita ed implementata nei diversi paesi socialisti, quindi, dobbiamo tenere a mente il fatto che parliamo di economie dove il capitalismo non si era ancora instaurato. Inoltre, tali pratiche mostrano una grande eterogeneità non solo tra paese e paese, ma anche nel corso del tempo all’interno dello stesso paese. 


*Nadia Garbellini è economista, ricercatrice presso l'Università di Bergamo. Tra i suoi interessi di ricerca: Situazione europea attuale e prospettive del commercio internazionale. Teoria delle reti e applicazioni Input-Output. Analisi e contabilità nazionale. Produttività e cambiamento tecnico.

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