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mercoledì 15 luglio 2026

A CHI CONVIENE CHE NON SI PARLI DI “LOTTA DI CLASSE”? Fra eguali diritti decide la forza. - Lavinia Marchetti

Da: https://laviniamarchetti.substack.com - Lavinia Marchetti - Lavinia MarchettiLavinia Marchetti -  Lavinia Marchetti 

Leggi anche: (Lavinia Marchetti che-cosa-vuole-davvero-il-comunismo

Orientarsi nel labirinto della lotta di classe* - Elena Maria Fabrizio 

La lotta di classe nell’antichità greca e romana*- Geoffrey de Ste. Croix 

Per il comunismo. Il concetto di classe - Roberto Fineschi 

Sulla coscienza di classe nell'attuale fase del capitalismo* - VITTORIO RIESER 

Le lotte di classe in Francia dal 1848 al 1850 - Friedrich Engels, Introduzione (1895) 

MARX E LA RIVOLUZIONE DEL 1848 - Irene Viparelli 

La Comune di Parigi e i giudizi dei contemporanei - In appendice l'"indirizzo" di K. Marx sull'epica impresa dei "comunardi" 

CLASSE (lotta di) - Emiliano Brancaccio 

Classe, lotta di classe e prostituzione - Gianfranco Pala

Le classi nel mondo moderno* - Alessandro Mazzone 

Classi e lotta di classe dopo la “crisi del marxismo”?* - Alessandro Mazzone

ESSERE MARXISTA, ESSERE COMUNISTA, ESSERE INTERNAZIONALISTA OGGI - Samir Amin 

IL CAPITALE E’ UN RAPPORTO SOCIALE (MA QUALE?) - Gianfranco La Grassa 

Salario minimo - Gianfranco Pala 

Vitalità della riflessione marxiana e marxista sull’ideologia - Alessandra Ciattini 

LA LOTTA DI CLASSE DOPO LA LOTTA DI CLASSE - Luciano Gallino 

il comunista: Ripensare Marx - Stefano Garroni -


Vi sono parole che non si possono più pronunciare senza provare il tipico senso di disagio dei nostri tempi, quasi avessimo paura di essere considerati anacronistici, o sentirci dare degli “idealisti”, peraltro senza che nessuno abbia la minima “idea” di che cosa significhi idealismo. La volta scorsa abbiamo parlato della parola “comunismo”, stavolta ce n’è un’altra, se possibile ancora più controversa, talmente controversa che non la sento nominare da anni: “lotta di classe”. Non la sento nominare e mai come oggi abbiamo “classi”. L’abbiamo seppellita con solennità alla caduta del Muro, e di nuovo quando ci hanno spiegato che eravamo diventati tutti “ceto medio”, piccoli azionisti di noi stessi, imprenditori della propria biografia. Eppure la parola ritorna, ostinata, come ritornano i morti a cui non è stata data giusta sepoltura. Ritorna nei magazzini della logistica dove il tempo si conta in secondi, si affaccia dagli appartamenti tenuti sfitti in attesa del rendimento, riappare nella cifra oscena per cui dodici uomini valgono, in denaro contante, quanto la metà povera dell’umanità, torna nella costante perdita di diritti, sul lavoro, nelle piazza e inesorabilmente torna quando per salvarci la vita dobbiamo pagare 800 euro per una tac e non li abbiamo. Questa è la “differenza di classe”. Non è niente di complicato.

Il Manifesto del 1848 esordiva appunto con uno spettro, e con una tesi che il tempo non ha smentito, «la storia di ogni società esistita fino a questo momento è storia di lotte di classi». Al di là dello slogan e oltre la sua caricatura, voglio prenderla sul serio questa frase, interrogandomi e interrogandovi, con lentezza, su che cosa significhi davvero lotta di classe, quali siano le classi che si fronteggiano dietro la scenografia dell’uguaglianza formale, e a chi giovi, con esattezza, che di tutto ciò si smetta di parlare. Un lettore, commentando il mio scritto sul comunismo, mi ha obiettato che la lotta di classe andrebbe archiviata perché seminerebbe odio. Anche molti studenti, dopo il mio intervento, mi hanno parlato dei dubbi che li assillavano davanti a questi termini che associano alle rivolte degli anni ‘60/’70 del secolo scorso, o addirittura, qualcuno, allo stalinismo.

CHE COS’È UNA CLASSE?

domenica 12 luglio 2026

Sulla crisi economica del capitalismo - Prabhat Patnaik

Da: https://monthlyreview.org - Prabhat_Patnaik è professore emerito presso il Centro di Studi Economici e Pianificazione dell'Università Jawaharlal Nehru di Nuova Delhi. - Prabhat Patnaik - 

Vedi anche: Presentazione del libro “Il declino dell’impero americano”, con la curatrice prof.ssa Alessandra Ciattini 

La guerra per le risorse energetiche: Petrolio - Domenico Moro

Caso Palantir: l’azienda che potrebbe aiutare i governi ad attuare la sorveglianza di massa - Maria Bosco, Silvia Benevenuta 

La classe transatlantica di Epstein - Prof. Kees v.d. Pijl 

"Siamo già nella Terza Guerra Mondiale" - Jiang Xueqin 

"L'Iran e Gaza sono solo l'inizio" - Chris Hedges

Leggi anche: Marxiana - Stefano Garroni 

Accumulazione per espropriazione. La nuova fase del capitalismo - David Harvey 

"L'ATTACCO ALL'IRAN E' LA NUOVA SCOMMESSA CAPITALISTA DI TRUMP E SOCI" - Umberto De Giovannangeli intervista Emiliano Brancaccio

La pericolosità degli Stati Uniti - Alessandro Volpi 

Il debito federale (pubblico) degli Stati Uniti - Alessandro Volpi

La maschera razionale della nuova barbarie - Paolo Massucci 

COME MAI LE GUERRE OCCIDENTALI SONO AUTOLESIONISTE E INVECE DI FARCI RICCHISSIMI CI STANNO BUTTANDO NELLA MISERIA? - David Colantoni


La crisi strutturale del capitalismo attuale presenta almeno due importanti aspetti economici. Il primo è la stagnazione generale e l'aumento della disoccupazione con cui il capitalismo mondiale, nella sua fase neoliberista, si è confrontato. In molti casi, come negli Stati Uniti, l'aumento della disoccupazione è mascherato da una riduzione del tasso di partecipazione al mercato del lavoro, ma la sua realtà è innegabile. La stagnazione era già evidente prima della pandemia: il tasso di crescita decennale dell'economia mondiale nel decennio 2010-2019 è stato inferiore a quello di qualsiasi altro decennio precedente, a partire dalla Seconda Guerra Mondiale. 

Quota crescente di eccedenze e sovrapproduzione ex ante

La ragione di questa stagnazione risiede nella natura stessa del capitalismo neoliberista, che ha visto un massiccio aumento della disuguaglianza di reddito e ricchezza all'interno di ciascun paese. Poiché il capitale, compresa la finanza, gode di una mobilità globale più o meno libera sotto il regime neoliberista, mentre i lavoratori rimangono confinati nei rispettivi paesi (tranne quando specificamente autorizzati a migrare), i lavoratori dei paesi avanzati competono di fatto con i lavoratori a basso salario del Sud del mondo, verso i quali il capitale può sempre essere delocalizzato. Di conseguenza, i lavoratori dei paesi avanzati non registrano quasi alcun aumento dei loro salari reali, nemmeno in termini assoluti: infatti, Joseph Stiglitz ha stimato che il salario reale medio di un lavoratore americano di sesso maschile nel 2011 fosse leggermente inferiore a quello del 1968. 1

Allo stesso tempo, nonostante qualsiasi delocalizzazione delle attività dal Nord al Sud, le ingenti riserve di lavoro del Sud – eredità del suo passato coloniale – non si esauriscono. Al contrario, aumentano in rapporto alla forza lavoro, grazie al sostanziale incremento della produttività del lavoro che si verifica ovunque a seguito dell'adozione di un cambiamento tecnologico più rapido, quest'ultimo conseguenza dell'intensificarsi della concorrenza nel mercato mondiale sotto l'assetto neoliberista. La persistenza delle riserve di lavoro in termini relativi implica che i salari reali nel Sud del mondo rimangono più o meno legati al livello di sussistenza.

Pertanto, sia al Nord che al Sud il vettore dei salari reali aumenta a malapena, anche se la produttività del lavoro cresce rapidamente, determinando un aumento della quota di surplus economico nella produzione mondiale e anche all'interno dei singoli paesi. 2 Poiché in media una quota maggiore del reddito viene consumata dai lavoratori rispetto a coloro che vivono del surplus economico, un aumento della quota di surplus economico ha l'effetto di contenere la domanda di consumo e quindi la domanda aggregata rispetto alla produzione realizzabile. Ciò a sua volta genera una tendenza ex ante alla sovrapproduzione, di cui la stagnazione e l'aumento della disoccupazione effettivamente osservati sono manifestazioni. 3

sabato 11 luglio 2026

Gli obiettivi del Piano Marshall. Il mito dell’“aiuto” americano. - Alessandra Ciattini

Da.: https://www.centrostudilosurdo.com - Alessandra Ciattini (collettivo di formazione marxista "Stefano Garroni”) ha insegnato Antropologia culturale alla Sapienza. Direttrice e docente dell’Università popolare Antonio Gramsci https://www.unigramsci.it

Leggi anche: Annie Lacroix-Riz: "C'è un contesto storico che spiega perché la Russia è stata messa all'angolo"  

Holodomor: nuovo avatar dell’anticomunismo “europeo” - Annie Lacroix-Riz


 ABSTRACT 

L’articolo prende spunto dalle accurate ricerche storiche e archivistiche di Annie Lacroix Rix, i cui libri non sono mai stati pubblicati in Italia, per riflettere sul Piano Marshall (1948-1952), sulle sue origini e sui suoi obiettivi. Tale riflessione, supportata anche da una rapida revisione storica del periodo di sviluppo dell’imperialismo statunitense, ribalta completamente la visione mistificante dell’aiuto americano, secondo cui esso mirava a sostenere in maniera disinteressata la ricostruzione dell’Europa devastata dalla guerra. Il suo vero obiettivo era costruire un saldo baluardo antisovietico, controllato da numerose basi militari, aprire un nuovo sbocco alla sua produzione industriale e culturale, avviando quel processo di colonizzazione anche ideologico, che ha catturato anche la cosiddetta sinistra. 

 KEYWORDS 

Piano Marshall, Annie Lacroix Rix, colonizzazione ideologica USA, controllo militare USA, CIA, guerra fredda. 


Les origines du Plan Marshall. Le mythe de l’aide américaine (“Le origini del Piano Marschall. Il mito dell’aiuto americano”) è il titolo di un libro della già citata storica francese Annie Lacroix-Riz1, la cui pubblicazione risale al 2023 e che credo come le sue precedenti opere non sarà pubblicato in italiano. La signora Lacroix-Riz appartiene al Polo della Rinascita comunista e molte sue opere, fondate sempre su meticolose ricerche di archivio, hanno suscitato polemiche, tanto da farle meritare – come si è detto – il titolo offensivo di complottista nel clima contemporaneo di forte limitazione della libertà di espressione. Giustamente, l’emerita studiosa ha osservato che uno strumento della censura è rappresentato dalla non pubblicazione di libri che smentiscono la narrazione ufficiale, e che introducono una nuova lettura della nostra storia, distruttiva dei miti tradizionali. Del resto, ciò è confermato dalla scoperta che addirittura la CIA ha sostenuto importanti intellettuali chiaramente antimarxisti, oltre al fatto che il maccartismo è stato una costante del clima culturale e politico degli Usa, oggi addirittura inasprito. 

venerdì 3 luglio 2026

Dentro il partito da 100 milioni di iscritti: come si governa la Cina. - Francesco Maringiò

Da: Francesco Maringiò - Francesco Maringiò, Presidente dell’Associazione italo-cinese per la promozione della Nuova Via della Seta e curatore del libro "La Cina nella Nuova Era, Viaggio nel 19°Congresso del PCC", LA CITTA' SEL SOLE

Leggi anche: Lo shock di Hormuz e la lezione cinese: come trasformare una crisi energetica in vantaggio competitivo. - Francesco Maringiò 

Vedi anche: Le iniziative globali della Cina nel mondo multipolare - ALBERTO BRADANINI, FRANCESCO MARINGIÒ 

Incontro a Pechino - Alessandra Ciattini intervista Francesco Maringiò


Shanghai, estate 1921. Tredici uomini si riuniscono segretamente in una casa privata, ma la polizia fa irruzione. Sono costretti a scappare, a nascondersi su un piccolo battello turistico in mezzo a un lago e ad approvare lì, lontano da occhi discreti, il primo statuto del loro movimento. 

Oggi, quel "battello rosso" è un luogo di pellegrinaggio politico per un'organizzazione colossale che conta oltre 100 milioni di iscritti e governa la seconda economia del pianeta.  

Ma come ha fatto un gruppo di ribelli in fuga a trasformarsi nella forza trainante di una superpotenza globale. 
In questo video entriamo dentro i meccanismi più segreti del Partito Comunista Cinese (PCC), smontando i cliché e i pregiudizi a cui siamo abituati in Occidente. Scopriremo che non si tratta affatto di un partito di massa dove chiunque può entrare: ogni anno milioni di persone fanno domanda, ma meno del 20% supera una selezione durissima basata sul merito e su standard accademici incredibili. 

Analizzeremo il concetto chiave di "auto-rivoluzione" (zi wo ge ming), la spietata lotta interna alla corruzione e, soprattutto, la "politica dei risultati": un modello che non chiede di essere giudicato dal modo in cui arriva al potere, ma dai numeri che produce. Dai mille dollari di PIL pro capite del 2000 fino alla più grande e veloce campagna di eradicazione della povertà della storia umana. 

Un viaggio necessario per smettere di guardare la Cina con le nostre categorie occidentali e iniziare finalmente a capirla per quello che è veramente. 


mercoledì 1 luglio 2026

Presentazione del libro “Il declino dell’impero americano”, con la curatrice prof.ssa Alessandra Ciattini

Da: la Città Futura - https://giuliochinappi.com - Alessandra Ciattini (collettivo di formazione marxista "Stefano Garroni”) ha insegnato Antropologia culturale alla Sapienza. Direttrice e docente dell’Università popolare Antonio Gramsci  https://www.unigramsci.it

Con la direttrice e docente dell’Università popolare Antonio Gramsci, già docente di antropologia culturale all’Università La sapienza di Roma, discutiamo della raccolta di saggi pubblicata nel primo numero de “I quaderni dell’Antidiplomatico”. Videointervista a cura di Renato Caputo per “La Città Futura”. 

sabato 27 giugno 2026

Caso Palantir: l’azienda che potrebbe aiutare i governi ad attuare la sorveglianza di massa - Maria Bosco, Silvia Benevenuta

Da: Geopop - Maria Bosco Laureata in matematica e ingegneria matematica, dal 2024 è redattrice e volto del portale di divulgazione scientifica Geopop. - Silvia Benevenuta Laureata in Matematica con un dottorato in Bioinformatica. Ha fatto ricerca nel campo dell'intelligenza artificiale e delle sue applicazioni all'ambito biomedico.

Leggi anche: La Repubblica Tecnologica di Palantir ha bisogno del pensiero reazionario per autogiustificarsi - Alessandra Ciattini 

Il feticismo dell'Intelligenza Artificiale - John Bellamy Foster

La Palantir Technologies, azienda statunitense che si occupa di analisi di big data e sviluppo di software AI, sta suscitando polemiche perché "potrebbe aiutare i governi ad operare un controllo di massa". 
Si tratta di una delle imprese tecnologiche più potenti al mondo, ma che il grande pubblico non conosce. Bersaglio di crescenti critiche per la collaborazione con l’ICE americana, Palantir vende ad aziende e governi di molti paesi - Usa e Regno Unito - software in grado di collegare tra loro miliardi di dati diversi - militari, finanziari, personali - con l’intento di individuare in anticipo possibili minacce, come quelle terroristiche. 
In questo video vedremo cos’è Palantir, cosa fa davvero, qual è l’ideologia dei suoi fondatori e che impatto ha su di noi. (Geopop


mercoledì 24 giugno 2026

Nato Russia Ucraina nello scenario dell'Eurasia - Marco Pondrelli

Da: la Città Futura - Marco Pondrelli è direttore dell'associazione Marx21 e autore di libri riguardanti l'Eurasia e il conflitto tra Ucraina, Russia e NATO. 

Leggi anche: (U.S.)America nell'epoca Tecnetronica*- Zbigniew Brzezinski (1968) 

Brzezinski e la futurologia. (America in the Technetronic Age)* - Alessandra Ciattini 

L’importanza dell’Eurasia - Alessandra Ciattini

Nel video Alessandra Ciattini intervista Marco Pondrelli, direttore dell'associazione Marx21 e autore di libri riguardanti l'Eurasia e il conflitto tra Ucraina, Russia e NATO. Secondo Pondrelli l'opera "La grande scacchiera" di Zbigniew Brzezinski spiega bene le origini del conflitto, giacché in esso l’autore teorizzava la necessità di staccare l'Ucraina dalla Russia per impedire la proiezione russa in Europa. Scopo di questa strategia è quello di bloccare un'eventuale alleanza tra la Russia e l'Europa, in particolare la relazione economica commerciale con la Germania, temuta dalle potenze anglosassoni, Queste ultime vorrebbero impadronirsi delle straordinarie risorse russe in vista di un futuro scontro con la Cina. 

lunedì 8 giugno 2026

Migranti e insicurezza: una verità capovolta. Sui quattro giovani braccianti arsi vivi ad Amendolara - Marco Antonio Pirrone

Da: https://www.pressenza.com - Marco A.Pirrone è ricercatore di sociologia generale presso il Dipartimento “culture e società” dell'Università degli studi di Palermo. Marco Antonio Pirrone -

Vedi anche: Migranti: il nuovo mercato degli schiavi? - Alessandra Ciattini, Marco Antonio Pirrone


Da oltre trent’anni la retorica pubblica italiana ed europea reitera ossessivamente la stessa equazione: migranti/insicurezza (Mannoia e Pirrone, 2018). È una delle narrazioni più efficaci della destra contemporanea, nazionale, europea ed internazionale; tanto efficace da essere divenuta senso comune, attraversando sempre più spesso anche settori che formalmente si dichiarano democratici o progressisti. Ed è anche per questo che il concetto di remigrazione — presentato come rimpatrio volontario degli stranieri immigrati, ma di fatto deportazione forzata e selettiva, fino a comprendere i cittadini di origine straniera ritenuti non assimilabili — sta guadagnando legittimità.

Eppure, osservando la realtà empirica anziché le rappresentazioni ideologiche, scopriamo qualcosa di sorprendente: la relazione tra migrazioni e insicurezza esiste davvero, ma nel verso opposto rispetto a quello propagandato.

Il problema non è la sicurezza minacciata dai migranti. Il problema è la sicurezza negata ai migranti, in termini di diritti e anche di sicurezza sul lavoro.

Quello che è avvenuto ad Amendolara (Cosenza) il 1° giugno 2026, dove quattro giovani braccianti agricoli – tre afghani e un pakistano, tra i 19 e i 29 anni – sono stati arsi vivi all’interno di un minivan – tra i più gravi degli ultimi anni in Italia – ne è dimostrazione concreta.

Per comprendere questa inversione di prospettiva, e non dimenticare le linee di continuità tra migrazioni e sfruttamento del lavoro, può essere utile tornare a una vicenda spartiacque nella storia italiana delle migrazioni. Nella notte tra il 24 e il 25 agosto 1989, Jerry Essan Masslo, rifugiato sudafricano fuggito dall’apartheid, venne assassinato durante una rapina nelle campagne di Villa Literno, dove lavorava come bracciante stagionale, e dove era leader della protesta contro lo sfruttamento dei migranti da parte dei caporali legati ai clan camorristici. La sua morte suscitò una vasta mobilitazione, rendendo visibili le condizioni di sfruttamento di migliaia di lavoratori migranti. L’Italia “scoprì” allora, ironicamente e tragicamente, l’immigrazione, ma insieme riscoprì pratiche antiche come il caporalato, già radicate nella propria storia agricola e meridionale, e le applicò ai nuovi soggetti migranti, svelando così la continuità dello sfruttamento capitalistico del lavoro, migrante o autoctono che fosse.

domenica 7 giugno 2026

Incontro a Pechino - Alessandra Ciattini intervista Francesco Maringiò

Da: la Città Futura - Francesco Maringiò, Presidente dell’Associazione italo-cinese per la promozione della Nuova Via della Seta e curatore del libro "La Cina nella Nuova Era, Viaggio nel 19°Congresso del PCC", LA CITTA' SEL SOLE. - Alessandra Ciattini (collettivo di formazione marxista "Stefano Garroni”) ha insegnato Antropologia culturale alla Sapienza, collabora con https://www.unigramsci.it -

Vedi anche: Le iniziative globali della Cina nel mondo multipolare - ALBERTO BRADANINI, FRANCESCO MARINGIÒ 

I retroscena del vertice Trump-Xi che non trovi nei giornali https://www.youtube.com/watch?v=MMdW3p0lNi0

La visita di Donald Trump in Cina - Alessandro Volpi

Leggi anche: [In altre parole] Realpolitik a Pechino: perché l'asse Merz-Xi è l'ancora di salvezza per l'industria europea - Francesco Maringiò


Alessandra Ciattini introduce l'incontro con Francesco Maringiò, Presidente dell'Associazione per la Nuova Via della Seta. La discussione, destinata al periodico online *La città futura*, ha l'obiettivo di analizzare la complessità delle relazioni geopolitiche attuali, con particolare riferimento ai rapporti tra Cina e Stati Uniti, la questione della loro potenza economica mondiale e il ruolo di altri attori globali come l'Iran. Maringiò sottolinea come la recente visita a Pechino di esponenti dell'amministrazione statunitense, inclusi rappresentanti del settore tecnologico come il capo di Nvidia, sia stata interpretata in modi divergenti. Mentre la Casa Bianca ha presentato l'evento come un successo negoziale, la parte cinese si è espressa in maniera più moderata, evidenziando le diverse finalità perseguite da ciascuna parte. 

giovedì 28 maggio 2026

Sulla "MAGNIFICA HUMANITAS" di Prevost - Paolo Desogus

Da: Paolo Desogus - QUI la LETTERA ENCICLICA: https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas. - Paolo Desogus insegna Letteratura italiana contemporanea a Sorbonne Université. Ha scritto su Pasolini, Gramsci, Eco, De Martino e sul rapporto tra cinema e letteratura. Lo scorso maggio è uscita per La nave di Teseo la sua nuova monografia “In difesa dell’umano. Pasolini tra passione e ideologia”

Leggi anche: Disarmare l’I.A. - Carla Filosa (https://www.marxismo-oggi.it/saggi-e-contributi/articoli/800-disarmare-l-i-a)

Un commento a margine dell'enciclica "Fratelli tutti" di Papa Francesco - Francesco Fistetti

Papa, papi e dottrina sociale della chiesa - Roberto Fineschi 

Fratelli di tutto il mondo, affratellatevi! Brevi note sul “papa comunista” - Roberto Fineschi

Vedi anche: Geopolitica del Vaticano: che pontificato e’ stato quello di Jorge Mario Bergoglio? Con Davide Rossi 

Ascolta anche: https://www.mixcloud.com/radiograd/yesterdays-papers-disarmare-lintelligenza-artificiale-di-carla-filosa

Tra i tanti dogmi della vecchia cultura postmoderna vi era anche quello secondo cui il fatto religioso è destinato a estinguersi. Il culto del frammento, dell'individuo e la separazione dell'individuo e delle sue aspirazioni dalla vita collettiva e dalla dimensione storica e materiale si portavano con sé anche un'idea di secolarizzazione fondata sulla fiducia nella ragione strumentale, coestensiva alla ragione capitalistica. 

Quel mondo è venuto giù, non esiste più e si sta portando via il vecchio ordine mondiale insieme alle vecchie istituzioni come Ue e Nato. Anche il recente documento prodotto dal Cancelliere Merz, dedicato alla responsabilità militare della Germania in Europa, rimette al centro la politica degli stati dentro nuove gerarchie e rapporti di forza del tutto lontani dalla rappresentazione di quello spazio liscio deleuziano con il quale si è cercato di rappresentare al mondo globalizzato oramai defunto. 

È in questa fase che si è inserito il papato di Francesco e in cui ora emerge Leone XIV. Non è questione di essere credenti o no. In questo mondo frammentato, reduce dalle fumisterie del postmoderno, la Chiesa cattolica è l'unica istituzione capace di esprimere una forma di universalismo che si fa carico delle grandi inquietudini di questo trapasso d'epoca. È l'unica a fare davvero paura ai sacerdoti del grande potere. E non mi riferisco solo a Trump, ma alla sua corte di imprenditori-teorici del postumano. 

Leggete l'enciclica di Leone. È sbalorditiva. Vi troverete una riflessione sul capitalismo, sulle guerre e sulle tecnologie che latita nel discorso politico. Troverete anche riflessioni sulla necessità di un recupero dell'umanesimo Alcuni passaggi sono disarmanti per semplicità e puntualità:

"Se una tecnologia promette emancipazione ma produce nuove forme di subordinazione globale contraddice il principio fondamentale della dignità della persona."
Oppure:
"Ma non bisogna considerare la ricerca della giustizia sociale un tema separato e successivo alla produzione di ricchezza, come se l’economia dovesse semplicemente creare valore e la politica intervenire solo dopo per distribuirlo". 

Sono piccoli estratti scelti quasi a caso, che non rendono giustizia della riflessione generale. Restano però esemplari perché contraddicono completamente la credenza, al limite della superstizione, della ragione strumentale postmoderna, oggi in via di disfacimento. Sono una traccia del ruolo nuovo della religione, del resto mai estinta, nell'attuale contesto storico. 

Qualsiasi laico dovrebbe tenerne conto. Dovrebbe avere la capacità di pensare alle grandi lotte di liberazione fuori dalle secche dell'economicismo. Non sto dicendo che dobbiamo rinunciare al materialismo, figuriamoci, né all'analisi dettagliata di quello che fanno le banche centrali o i fondi sovrani o le multinazionali. Dico che le lotte si collocano anche al livello del simbolico, sul piano antropologico dove agiscono le agenzie egemoniche produttrici di alienazione. Del resto solo sul terreno delle sovrastrutture gli esseri umani prendono coscienza della loro posizione nei processi materiali. 


domenica 24 maggio 2026

Roma, 10 maggio: il PCUP alla celebrazione del Reggimento Immortale - Alessandra Ciattini

Da: https://movimentorinascitacomunista.com - Alessandra Ciattini (collettivo di formazione marxista "Stefano Garroni”) ha insegnato Antropologia culturale alla Sapienza, collabora con https://www.unigramsci.it

Leggi anche: Riflessioni su una giornata - Scott Ritter

Domenica10 maggio alle 11 di mattina, davanti alla grandiosa Basilica di San Giovanni in Roma, in una giornata tiepida ma nuvolosa, i residenti della Federazione russa in Italia, insieme ai rappresentanti di alcune forze politiche come il Partito comunista di unità popolare, il Partito della Rifondazione comunista, il Partito comunista e di altri gruppi, hanno ricordato un giorno importantissimo nella storia dell’Unione Sovietica e dell’attuale Federazione russa: il giorno della vittoria contro il nazifascismo. Non si è trattato di un semplice rituale commemorativo, ma di un atto politico, perché esso ha avuto lo scopo di ricordare che l’Armata rossa e lo stesso popolo sovietico hanno dato il maggior contributo alla sconfitta del nazifascismo.

Nel corso della celebrazione sono state recitate poesie, sono state cantate canzoni che si riferiscono a quella drammatica esperienza, la quale non può esser assolutamente dimenticata, anzi deve essere trasmessa alle giovani generazioni lì presenti. In particolare, nel mio intervento in quanto rappresentante del Partito comunista di Unione popolare, ho ricordato che nell’immediato dopoguerra tutti i popoli europei riconoscevano pienamente il contributo primario che l’Unione Sovietica aveva dato alla sconfitta del nazifascismo. Negli anni seguenti, in seguito al processo di amerikanizzazione, fondato sulla propaganda capillare statunitense, subito dall’Europa, la quale è stata trasformata in un continente occupato dalla NATO con la costruzione di numerosissime basi militari diffuse anche nel nostro paese, e nello stesso tempo con l’essere inserita nell’area di influenza statunitense. Essa è divenuta così un mercato per le merci in sovrappiù e per i capitali in cerca di investimenti esteri di quel potente paese ormai in declino.

La celebrazione era intitolata al “Reggimento immortale”, Il quale è simbolicamente costituito dalle immagini dei caduti che i partecipanti alla cerimonia portano a ricordo dei loro parenti scomparsi in quei tragici eventi, che hanno segnato la storia dell’umanità. In alcuni casi i partecipanti hanno anche raccontato le storie commoventi di coloro che si trovarono a difendere la città di Leningrado dal terribile attacco sferrato dai nazisti o di coloro che hanno partecipato giovanissimi ad altre gesta gloriose che hanno scandito la Grande Guerra Patria.

Ho voluto sottolineare anche che l’imperialismo statunitense ha sempre avuto di mira l’Unione Sovietica e successivamente la Russia, come mostra la persistente guerra tra quest’ultima e la NATO, per la semplice ragione che desidera impadronirsi delle straordinarie risorse presenti nel nello Stato più esteso del mondo. E questo desiderio è ovviamente del tutto indipendente dal tipo di organizzazione politica che si sono data i popoli di quella vastissima estensione di territorio, che va dalla Europa centrale all’Estremo Oriente. Ho anche ricordato che il generale de Gaulle, non certo filosovietico, si è sempre rifiutato di partecipare alla celebrazione dello sbarco in Normandia avvenuto ad opera dell’esercito alleato e che costò un numero alquanto limitato di soldati deceduti, se comparato all’immenso tributo di sangue pagato non solo dall’Armata rossa ma da tutti i popoli sovietici. Infine, per ricordare la drammaticità di quegli eventi ho menzionato anche un celebre film di Andrey Tarkovsky L’infanzia di Ivan (1962) (https://www.youtube.com/watch?v=Ude0ecapJI4), film nel quale si racconta la storia di un bambino dodicenne, che partecipa alla guerra contro i nazisti fornendo informazioni all’esercito sovietico e per questo viene addirittura impiccato da un ufficiale nazista. Al termine della cerimonia abbiamo tutti inneggiato in coro al ricordo del Reggimento immortale, sottolineando quale dev’essere la lettura corretta della storia contemporanea.

Marx e l’espansione globale del Capitale - Frasi di Marx (11)

Da: https://www.lantidiplomatico.it - A cura di Alessandra Ciattini

I precedenti: "Cosificazione": la deriva del capitalismo che divora l'umanità - Le Frasi di Marx (10)
Marx America First - Frasi di Marx n.9.

Criticando Marx alcuni sostengono che le sue previsioni sono state fallimentari, giacché a suo parere il socialismo non si sarebbe mai affermato in un paese arretrato come la Russia, la quale divenendo Unione Sovietica dette avvio solo alla costruzione di esso, confrontandosi con la devastazione prodotta dalla Seconda guerra mondiale e divenendo successivamente una potenza mondiale. In genere si dimentica che in realtà Marx indicava tendenze e nello stesso tempo controtendenze. Comunque, in questo video, richiamando la sua analisi della teoria della competizione e della libera concorrenza, egli rivendica di aver predetto i fenomeni contemporanei della centralizzazione e della concentrazione del capitale, che stanno alla base della formazione delle cosiddette corporazioni: Amazon, Meta, Google. In effetti, dal momento che i grandi capitalisti hanno nelle mani straordinari vantaggi (minori costi, migliori tecnologie etc.), sono nelle condizioni di far fallire le piccole imprese e riassorbirle, dando vita ai monopoli. 

Si tratta di un fenomeno che sta avvenedo sotto i nostri occhi, nelle città in cui abitiamo, in cui le piccole imprese familiari vengono chiuse e sostituite dagli anonimi centri commerciali e dai supermercati, ossia dai cosiddetti “non luoghi” perché sono uguali in tutto il mondo. Questo processo rende i ricchi più ricchi, proletarizza il ceto medio e sgretola il tessuto sociale, cancellando gradualmente ogni forma di relazione umana.


venerdì 15 maggio 2026

La Repubblica Tecnologica di Palantir ha bisogno del pensiero reazionario per autogiustificarsi - Alessandra Ciattini

Da: https://libcom.org - Alessandra Ciattini (collettivo di formazione marxista "Stefano Garroni”) ha insegnato Antropologia culturale alla Sapienza, collabora con https://www.unigramsci.it

Vari fonti giornalistiche di destra e di sinistra hanno commentato in questi ultimi giorni il Manifesto, pubblicato da Palantir Technologies, e alcuni lo hanno giudicato correttamente un manifesto politico, in cui si prospetta una nuova concezione della società, che si concreterebbe in un certo percorso del capitalismo digitale, che sbocca in ciò che alcuni hanno già chiamato tecnoschiavismo. I progetti della corporazione Palantir mettono in evidenza quando sia inconsistente la pretesa della neutralità della scienza e della tecnologia, le quali sono elaborate e costruite sempre secondo determinate finalità politico-sociali; pretesa ripresentata al tempo dei vaccini impiegati per combattere la recente pandemia e che ha provocato una semplicista opposizione tra pro vax e no vax, su cui oggi varrebbe la pena discutere serenamente.

Per chi non lo sapesse "Palantir" (parola presente nel Signore degli anelli che significa "coloro che sorvegliano da lontano") è un'importante azienda tecnologica, i cui prodotti sono impiegati per i sistemi di repressione e di violazione dei diritti umani. A queste attività si dedicano, insieme a Palantir, le varie Big Tech. Palantir vanta almeno due condanne: una da parte di Amnesty International e l'altra da parte di Human Rights Watch.

Non sorprende che questa impresa, lanciata da miliardari appartenenti all'ultradestra, abbia stretti rapporti con Google, Amazon e Microsoft, tutte implicate nelle stesse attività spionistiche, con le quali ha collaborato rifornendo di dati l'esercito israeliano per far terra bruciata di Gaza e sterminare i palestinesi, l'esercito ICE a rendere più rapida la cattura degli immigrati da espellere e i manifestanti delle grandi proteste a Minneapolis da arrestare.

Il su menzionato manifesto, presentato anche a Roma da Peter Thiel lo scorso 26 marzo, illustra un progetto di alleanza fascista digitale, che si avvale dell'intelligenza artificiale per l'analisi dei dati, forniti gratuitamente da noi stessi, per produrre strumenti manipolatori e per combattere il non allineamento ideologico, per tenere sotto controllo e sorveglianza la popolazione, come del resto ha sempre fatto il potere, una volta automizzatosi dall'organizzazione sociale, sia pure con metodi diversi.

lunedì 27 aprile 2026

Chiude Hormuz, cambia il mondo? Guerra, petrolio e crisi globale - Alessandra Ciattini, Giulio Chinappi

Da: https://giuliochinappi.com - Giulio Chinappi insegnante e analista che vive e lavora in Vietnam, collabora con La Città Futura e altre testate. (https://vn.linkedin.com/in/giulio-chinappi-994a34145 - https://www.facebook.com/giulio.chinappi) -Alessandra Ciattini (collettivo di formazione marxista "Stefano Garroni”) ha insegnato Antropologia culturale alla Sapienza, collabora con https://www.unigramsci.it

Vedi anche: Trump chiude Hormuz: è una minaccia alla Cina? - Alessandra Ciattini 


In questo video Giulio Chinappi e Alessandra Ciattini analizzano uno dei nodi più esplosivi della crisi internazionale: il ruolo strategico dello Stretto di Hormuz, il peso del petrolio e del commercio energetico, e le conseguenze che un allargamento del conflitto avrebbe sull’economia mondiale, sull’Europa e sugli equilibri geopolitici globali. 

Dall’Iran agli Stati Uniti, dai mercati energetici alle grandi potenze asiatiche, una riflessione sulle vere implicazioni internazionali di una crisi che può cambiare gli assetti del mondo.

venerdì 24 aprile 2026

Quando il pesce grande mangia il pesce piccolo. Su “Libercomunismo” di Emiliano Brancaccio - Emanuele Zinato

Da: https://laletteraturaenoi.it - Emanuele Zinato è un critico letterario, italianista e saggista italiano, professore di letteratura italiana contemporanea all'Università di Padova. È il curatore delle opere di Paolo Volponi per Einaudi. - Emiliano Brancaccio è professore di Economia politica presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II e promotore, con Robert Skidelsky, dell’appello “Le condizioni economiche per la pace” pubblicato sul Financial Times , Le Monde e Econopoly de Il Sole 24 Ore . - Emiliano Brancaccio - www.emilianobrancaccio.it


Vedi anche: sullo scritto di Ernesto Che Guevara "L'uomo e il socialismo a Cuba" - Alessandra Ciattini 


I. La tendenza alla centralizzazione del Capitale

Libercomunismo. Scienza dell’utopia (Feltrinelli, 2026) di Emiliano Brancaccio è un piccolo libro di economia politica, esito di un grande lavoro di ricerca collettiva, che condivide con i lettori una sfida, sconvolgente per almeno tre ragioni: 1) svela scientificamente la gravità della nostra catastrofe; 2) impiega uno stile saggistico, figurale ed efficace, capace di dar conto con chiarezza delle sue acquisizioni; 3) indica il compito, concretamente utopico, che ci sta davanti.

Queste tre ragioni forti del libro sono inattuali nel nostro presente, erede del pensiero debole. Per mezzo secolo l’economia “neoclassica” è stata patrimonio teorico del Capitale e l’intero sistema accademico ha propugnato il dogma delle invalicabili virtù del mercato: impossibile e indesiderabile del resto oltrepassarle, secondo il senso comune, dato il fallimento del “socialismo reale”. Se in questi decenni il capitalismo è stato considerato benefico e insuperabile, e se perfino i centri sociali sono stati intesi come un’intuizione del marketing, il termine comunismo ha potuto di contro diventare il significante di un cadavere, un’attardata, nostalgica e ridicola utopia.

Il primo sintomo che Brancaccio sospettosamente analizza sta sotto gli occhi di tutti: si tratta della “odierna ostinazione a dichiarare morto il comunismo per poi continuamente percuoterlo e ammazzarlo di nuovo” (p. 12). Ci si può chiedere: perché sprecare tanto denaro e tante parole per infamare un defunto inoffensivo? Da Berlusconi a Trump, la retorica politica recente è stata un susseguirsi di ingiurie rivolte ai “comunisti”, perciò il “persistente terrore del potere verso l’ipotetica minaccia comunista esige una spiegazione più scientifica” (p. 14).

sabato 18 aprile 2026

Trump chiude Hormuz: è una minaccia alla Cina? - Alessandra Ciattini

Da: Gabriele Germani - Alessandra Ciattini (collettivo di formazione marxista "Stefano Garroni”) ha insegnato Antropologia culturale alla Sapienza. 


La decisione degli USA di adottare un controblocco dello Stretto di Hormuz alza la tensione a livello regionale.
Trump ha annunciato che gli USA fermeranno le navi in uscita dal Golfo Persico con permesso iraniano. 
Si tratta di una minaccia diretta alle navi cinesi e a quelle che effettueranno transizioni in yuan (la valuta di Pechino). 
La Repubblica Popolare come reagirà a questo tipo di azioni? 
Siamo alle soglie di un enorme scontro globale? 


giovedì 16 aprile 2026

Accumulazione per espropriazione. La nuova fase del capitalismo - David Harvey

Da: https://contropiano.org - Questo saggio di David Harvey è un estratto da: “The story of capital: what everyone should know about capital works”. Edizioni Verso books, 2026. - David Harvey è un geografo, antropologo, sociologo e politologo britannico. Si occupa di geografia, economia politica e geopolitica ed è attualmente professore di antropologia al Graduate Center of the City University of New York. - 

Leggi anche: David Harvey e l’accumulazione per espropriazione  

IL MARX DI DAVID HARVEY - Giorgio Cesarale  

Il neoliberismo è un progetto politico*- B. S. Risager intervista David Harvey  

A quale costo il sistema capitalistico può oggi riprodursi? - Alessandra Ciattini  

LA TEORIA MODERNA DELLA COLONIZZAZIONE - Karl Marx  

LA COSIDDETTA ACCUMULAZIONE ORIGINARIA - Karl Marx, IL CAPITALE, LIBRO I, SEZIONE VII, CAPITOLO 24  

Sulla formazione storica del capitale e del lavoro salariato. - Karl Marx 



Vedi anche: Riflessioni sul libro di David Harvey, "Breve storia del neoliberismo" - Alessandra Ciattini  

Le origini dell’imperialismo - Alessandra Ciattini 

Marx e l'accumulazione originaria - Massimiliano Tomba


La storia dell’ascesa del capitalismo dal periodo feudale in poi in Europa, o dalle varie tradizioni imperiali e civilizzazionali pre-capitaliste altrove nel mondo, è una storia in cui violenza, conquista, rapina, pirateria, espropriazione, frode, sfratti, usura, schiavitù e furto si soffermarono ampiamente insieme alla lenta dissoluzione delle strutture di potere feudali, imperiali e religiose.

Se tali processi fossero legali (autorizzati dallo Stato) o illegali era per gran parte del tempo irrilevante, perché gli accordi istituzionali e di proprietà che avrebbero potuto fornire una certa protezione contro tali pratiche o non esistevano o erano inefficaci. Eppure le reti commerciali e le operazioni capitaliste mercantili (incluso il commercio di persone schiavizzate) erano diffuse e diffuse a partire dal XV secolo. Lampi di quello che sembrava un industrialismo proto-capitalistico si potevano vedere fin dall’inizio nelle Fiandre e a Firenze, insieme al crescente ruolo globale della monetizzazione (facilitato dall’ascesa dell’oro e dell’argento come beni monetari universali).

Lo scambio di forza lavoro contro la crescente massa di entrate (guidata da quelle della Chiesa e dello Stato) significava che le precondizioni erano in atto per l’ascesa e l’impiego del denaro come capitale impegnato nella ricerca del profitto.

Per liberare queste condizioni dalle loro restrizioni sociali e difese religiose era necessaria la separazione di massa del lavoro dall’accesso ai mezzi di produzione (in particolare la terra) e la dissoluzione dei poteri terrieri e religiosi.

Da qui il significato di ciò che Marx chiamava accumulazione ‘primitiva’ o ‘originale’. Questo processo è proseguito con una forza lavoro salariata, separando ampie fasce della popolazione dall’accesso ai mezzi di produzione di base. Portò anche all’ascesa di una classe capitalista agraria che si alleò con capitalisti mercantili e banchieri in quella fase del capitalismo generalmente chiamata capitalismo mercantile.

martedì 14 aprile 2026

Il "Metodo Trump": Insider trading e speculazione sulle macerie della guerra all'Iran. - Alessandra Ciattini

Da: https://www.lantidiplomatico.it - Alessandra Ciattini (collettivo di formazione marxista "Stefano Garroni”) ha insegnato Antropologia culturale alla Sapienza, collabora con https://www.unigramsci.it -  


Già dai tempi delle famose e belle tasse lanciate entusiasticamente da Trump molti analisti avevano notato una costante relazione tra le sue dichiarazioni e l’andamento delle borse, alimentando il sospetto, più che ragionevole, che i componenti della sua stessa famiglia e della sua cerchia più stretta, tra cui stanno anche i donatori per le campagne elettorali, avessero accesso a informazioni privilegiate, del tutto illegali, per investire o disinvestire a seconda delle decisioni prese, accaparrandosi così straordinari guadagni. Del resto, un video registrato alla Casa Bianca circa un anno fa mostra il presidente, sulla cui salute mentale ormai si esprimono apertamente molti dubbi, che loda alcuni suoi amici per i loro recenti guadagni in borsa. In particolare, in questo video si riferisce a Charles Schwad e Roger Penske i quali, entrambi organizzatori di gare automobilistiche, si sarebbero messi in tasca il primo 2.500 milioni di dollari, il secondo solo 900 milioni.

Tutto ciò si sta ripetendo con quanto sta avvenendo in seguito all’imperialistica e folle guerra non provocata degli Usa e di Israele contro l’Iran, che si sta difendendo eroicamente e in maniera notevolmente abile, mirando a far sì che il conflitto diventi economicamente insostenibile per gli spietati nemici grazie, per esempio, all’uso dei droni Shahed. Questi costituiscono una delle armi più distruttive ed efficaci, per il fatto che sono droni d'attacco unidirezionali e costano assai poco, mentre i missili necessari per abbatterli costano milioni di dollari (per es. i famosi Patriot) e le grandi produttrici occidentali di armi non riescono a costruirli nella quantità necessaria per sostituire quelli abbattuti.

mercoledì 8 aprile 2026

La crisi energetica in Asia e a Cuba - Giulio Chinappi e Alessandra Ciattini

Da: https://giuliochinappi.com - Giulio Chinappi insegnante e analista che vive e lavora in Vietnam, collabora con La Città Futura e altre testate. (https://vn.linkedin.com/in/giulio-chinappi-994a34145 - https://www.facebook.com/giulio.chinappi) -Alessandra Ciattini (collettivo di formazione marxista "Stefano Garroni”) ha insegnato Antropologia culturale alla Sapienza, collabora con https://www.unigramsci.it


Giulio Chinappi e Alessandra Ciattini discutono gli effetti della chiusura dello Stretto di Hormuz, conseguenza della guerra di aggressione imperialista portata avanti da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, concentrandosi in particolare sulle conseguenze nei Paesi asiatici. Allo stesso tempo, Cuba vive una crisi energetica dovuta al blocco imposto da Donald Trump contro l’isola.