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lunedì 8 giugno 2026

Migranti e insicurezza: una verità capovolta. Sui quattro giovani braccianti arsi vivi ad Amendolara - Marco Antonio Pirrone

Da: https://www.pressenza.com - Marco A.Pirrone è ricercatore di sociologia generale presso il Dipartimento “culture e società” dell'Università degli studi di Palermo. Marco Antonio Pirrone -

Vedi anche: Migranti: il nuovo mercato degli schiavi? - Alessandra Ciattini, Marco Antonio Pirrone


Da oltre trent’anni la retorica pubblica italiana ed europea reitera ossessivamente la stessa equazione: migranti/insicurezza (Mannoia e Pirrone, 2018). È una delle narrazioni più efficaci della destra contemporanea, nazionale, europea ed internazionale; tanto efficace da essere divenuta senso comune, attraversando sempre più spesso anche settori che formalmente si dichiarano democratici o progressisti. Ed è anche per questo che il concetto di remigrazione — presentato come rimpatrio volontario degli stranieri immigrati, ma di fatto deportazione forzata e selettiva, fino a comprendere i cittadini di origine straniera ritenuti non assimilabili — sta guadagnando legittimità.

Eppure, osservando la realtà empirica anziché le rappresentazioni ideologiche, scopriamo qualcosa di sorprendente: la relazione tra migrazioni e insicurezza esiste davvero, ma nel verso opposto rispetto a quello propagandato.

Il problema non è la sicurezza minacciata dai migranti. Il problema è la sicurezza negata ai migranti, in termini di diritti e anche di sicurezza sul lavoro.

Quello che è avvenuto ad Amendolara (Cosenza) il 1° giugno 2026, dove quattro giovani braccianti agricoli – tre afghani e un pakistano, tra i 19 e i 29 anni – sono stati arsi vivi all’interno di un minivan – tra i più gravi degli ultimi anni in Italia – ne è dimostrazione concreta.

Per comprendere questa inversione di prospettiva, e non dimenticare le linee di continuità tra migrazioni e sfruttamento del lavoro, può essere utile tornare a una vicenda spartiacque nella storia italiana delle migrazioni. Nella notte tra il 24 e il 25 agosto 1989, Jerry Essan Masslo, rifugiato sudafricano fuggito dall’apartheid, venne assassinato durante una rapina nelle campagne di Villa Literno, dove lavorava come bracciante stagionale, e dove era leader della protesta contro lo sfruttamento dei migranti da parte dei caporali legati ai clan camorristici. La sua morte suscitò una vasta mobilitazione, rendendo visibili le condizioni di sfruttamento di migliaia di lavoratori migranti. L’Italia “scoprì” allora, ironicamente e tragicamente, l’immigrazione, ma insieme riscoprì pratiche antiche come il caporalato, già radicate nella propria storia agricola e meridionale, e le applicò ai nuovi soggetti migranti, svelando così la continuità dello sfruttamento capitalistico del lavoro, migrante o autoctono che fosse.

domenica 7 giugno 2026

Incontro a Pechino - Alessandra Ciattini intervista Francesco Maringiò

Da: la Città Futura - Francesco Maringiò, Presidente dell’Associazione italo-cinese per la promozione della Nuova Via della Seta e curatore del libro "La Cina nella Nuova Era, Viaggio nel 19°Congresso del PCC", LA CITTA' SEL SOLE. - Alessandra Ciattini (collettivo di formazione marxista "Stefano Garroni”) ha insegnato Antropologia culturale alla Sapienza, collabora con https://www.unigramsci.it -

Vedi anche: Le iniziative globali della Cina nel mondo multipolare - ALBERTO BRADANINI, FRANCESCO MARINGIÒ 

I retroscena del vertice Trump-Xi che non trovi nei giornali https://www.youtube.com/watch?v=MMdW3p0lNi0

La visita di Donald Trump in Cina - Alessandro Volpi

Leggi anche: [In altre parole] Realpolitik a Pechino: perché l'asse Merz-Xi è l'ancora di salvezza per l'industria europea - Francesco Maringiò


Alessandra Ciattini introduce l'incontro con Francesco Maringiò, Presidente dell'Associazione per la Nuova Via della Seta. La discussione, destinata al periodico online *La città futura*, ha l'obiettivo di analizzare la complessità delle relazioni geopolitiche attuali, con particolare riferimento ai rapporti tra Cina e Stati Uniti, la questione della loro potenza economica mondiale e il ruolo di altri attori globali come l'Iran. Maringiò sottolinea come la recente visita a Pechino di esponenti dell'amministrazione statunitense, inclusi rappresentanti del settore tecnologico come il capo di Nvidia, sia stata interpretata in modi divergenti. Mentre la Casa Bianca ha presentato l'evento come un successo negoziale, la parte cinese si è espressa in maniera più moderata, evidenziando le diverse finalità perseguite da ciascuna parte. 

giovedì 28 maggio 2026

Sulla "MAGNIFICA HUMANITAS" di Prevost - Paolo Desogus

Da: Paolo Desogus - QUI la LETTERA ENCICLICA: https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas. - Paolo Desogus insegna Letteratura italiana contemporanea a Sorbonne Université. Ha scritto su Pasolini, Gramsci, Eco, De Martino e sul rapporto tra cinema e letteratura. Lo scorso maggio è uscita per La nave di Teseo la sua nuova monografia “In difesa dell’umano. Pasolini tra passione e ideologia”

Leggi anche: Disarmare l’I.A. - Carla Filosa (https://www.marxismo-oggi.it/saggi-e-contributi/articoli/800-disarmare-l-i-a)

Un commento a margine dell'enciclica "Fratelli tutti" di Papa Francesco - Francesco Fistetti

Papa, papi e dottrina sociale della chiesa - Roberto Fineschi 

Fratelli di tutto il mondo, affratellatevi! Brevi note sul “papa comunista” - Roberto Fineschi

Vedi anche: Geopolitica del Vaticano: che pontificato e’ stato quello di Jorge Mario Bergoglio? Con Davide Rossi 

Ascolta anche: https://www.mixcloud.com/radiograd/yesterdays-papers-disarmare-lintelligenza-artificiale-di-carla-filosa

Tra i tanti dogmi della vecchia cultura postmoderna vi era anche quello secondo cui il fatto religioso è destinato a estinguersi. Il culto del frammento, dell'individuo e la separazione dell'individuo e delle sue aspirazioni dalla vita collettiva e dalla dimensione storica e materiale si portavano con sé anche un'idea di secolarizzazione fondata sulla fiducia nella ragione strumentale, coestensiva alla ragione capitalistica. 

Quel mondo è venuto giù, non esiste più e si sta portando via il vecchio ordine mondiale insieme alle vecchie istituzioni come Ue e Nato. Anche il recente documento prodotto dal Cancelliere Merz, dedicato alla responsabilità militare della Germania in Europa, rimette al centro la politica degli stati dentro nuove gerarchie e rapporti di forza del tutto lontani dalla rappresentazione di quello spazio liscio deleuziano con il quale si è cercato di rappresentare al mondo globalizzato oramai defunto. 

È in questa fase che si è inserito il papato di Francesco e in cui ora emerge Leone XIV. Non è questione di essere credenti o no. In questo mondo frammentato, reduce dalle fumisterie del postmoderno, la Chiesa cattolica è l'unica istituzione capace di esprimere una forma di universalismo che si fa carico delle grandi inquietudini di questo trapasso d'epoca. È l'unica a fare davvero paura ai sacerdoti del grande potere. E non mi riferisco solo a Trump, ma alla sua corte di imprenditori-teorici del postumano. 

Leggete l'enciclica di Leone. È sbalorditiva. Vi troverete una riflessione sul capitalismo, sulle guerre e sulle tecnologie che latita nel discorso politico. Troverete anche riflessioni sulla necessità di un recupero dell'umanesimo Alcuni passaggi sono disarmanti per semplicità e puntualità:

"Se una tecnologia promette emancipazione ma produce nuove forme di subordinazione globale contraddice il principio fondamentale della dignità della persona."
Oppure:
"Ma non bisogna considerare la ricerca della giustizia sociale un tema separato e successivo alla produzione di ricchezza, come se l’economia dovesse semplicemente creare valore e la politica intervenire solo dopo per distribuirlo". 

Sono piccoli estratti scelti quasi a caso, che non rendono giustizia della riflessione generale. Restano però esemplari perché contraddicono completamente la credenza, al limite della superstizione, della ragione strumentale postmoderna, oggi in via di disfacimento. Sono una traccia del ruolo nuovo della religione, del resto mai estinta, nell'attuale contesto storico. 

Qualsiasi laico dovrebbe tenerne conto. Dovrebbe avere la capacità di pensare alle grandi lotte di liberazione fuori dalle secche dell'economicismo. Non sto dicendo che dobbiamo rinunciare al materialismo, figuriamoci, né all'analisi dettagliata di quello che fanno le banche centrali o i fondi sovrani o le multinazionali. Dico che le lotte si collocano anche al livello del simbolico, sul piano antropologico dove agiscono le agenzie egemoniche produttrici di alienazione. Del resto solo sul terreno delle sovrastrutture gli esseri umani prendono coscienza della loro posizione nei processi materiali. 


domenica 24 maggio 2026

Roma, 10 maggio: il PCUP alla celebrazione del Reggimento Immortale - Alessandra Ciattini

Da: https://movimentorinascitacomunista.com - Alessandra Ciattini (collettivo di formazione marxista "Stefano Garroni”) ha insegnato Antropologia culturale alla Sapienza, collabora con https://www.unigramsci.it

Leggi anche: Riflessioni su una giornata - Scott Ritter

Domenica10 maggio alle 11 di mattina, davanti alla grandiosa Basilica di San Giovanni in Roma, in una giornata tiepida ma nuvolosa, i residenti della Federazione russa in Italia, insieme ai rappresentanti di alcune forze politiche come il Partito comunista di unità popolare, il Partito della Rifondazione comunista, il Partito comunista e di altri gruppi, hanno ricordato un giorno importantissimo nella storia dell’Unione Sovietica e dell’attuale Federazione russa: il giorno della vittoria contro il nazifascismo. Non si è trattato di un semplice rituale commemorativo, ma di un atto politico, perché esso ha avuto lo scopo di ricordare che l’Armata rossa e lo stesso popolo sovietico hanno dato il maggior contributo alla sconfitta del nazifascismo.

Nel corso della celebrazione sono state recitate poesie, sono state cantate canzoni che si riferiscono a quella drammatica esperienza, la quale non può esser assolutamente dimenticata, anzi deve essere trasmessa alle giovani generazioni lì presenti. In particolare, nel mio intervento in quanto rappresentante del Partito comunista di Unione popolare, ho ricordato che nell’immediato dopoguerra tutti i popoli europei riconoscevano pienamente il contributo primario che l’Unione Sovietica aveva dato alla sconfitta del nazifascismo. Negli anni seguenti, in seguito al processo di amerikanizzazione, fondato sulla propaganda capillare statunitense, subito dall’Europa, la quale è stata trasformata in un continente occupato dalla NATO con la costruzione di numerosissime basi militari diffuse anche nel nostro paese, e nello stesso tempo con l’essere inserita nell’area di influenza statunitense. Essa è divenuta così un mercato per le merci in sovrappiù e per i capitali in cerca di investimenti esteri di quel potente paese ormai in declino.

La celebrazione era intitolata al “Reggimento immortale”, Il quale è simbolicamente costituito dalle immagini dei caduti che i partecipanti alla cerimonia portano a ricordo dei loro parenti scomparsi in quei tragici eventi, che hanno segnato la storia dell’umanità. In alcuni casi i partecipanti hanno anche raccontato le storie commoventi di coloro che si trovarono a difendere la città di Leningrado dal terribile attacco sferrato dai nazisti o di coloro che hanno partecipato giovanissimi ad altre gesta gloriose che hanno scandito la Grande Guerra Patria.

Ho voluto sottolineare anche che l’imperialismo statunitense ha sempre avuto di mira l’Unione Sovietica e successivamente la Russia, come mostra la persistente guerra tra quest’ultima e la NATO, per la semplice ragione che desidera impadronirsi delle straordinarie risorse presenti nel nello Stato più esteso del mondo. E questo desiderio è ovviamente del tutto indipendente dal tipo di organizzazione politica che si sono data i popoli di quella vastissima estensione di territorio, che va dalla Europa centrale all’Estremo Oriente. Ho anche ricordato che il generale de Gaulle, non certo filosovietico, si è sempre rifiutato di partecipare alla celebrazione dello sbarco in Normandia avvenuto ad opera dell’esercito alleato e che costò un numero alquanto limitato di soldati deceduti, se comparato all’immenso tributo di sangue pagato non solo dall’Armata rossa ma da tutti i popoli sovietici. Infine, per ricordare la drammaticità di quegli eventi ho menzionato anche un celebre film di Andrey Tarkovsky L’infanzia di Ivan (1962) (https://www.youtube.com/watch?v=Ude0ecapJI4), film nel quale si racconta la storia di un bambino dodicenne, che partecipa alla guerra contro i nazisti fornendo informazioni all’esercito sovietico e per questo viene addirittura impiccato da un ufficiale nazista. Al termine della cerimonia abbiamo tutti inneggiato in coro al ricordo del Reggimento immortale, sottolineando quale dev’essere la lettura corretta della storia contemporanea.

Marx e l’espansione globale del Capitale - Frasi di Marx (11)

Da: https://www.lantidiplomatico.it - A cura di Alessandra Ciattini

I precedenti: "Cosificazione": la deriva del capitalismo che divora l'umanità - Le Frasi di Marx (10)
Marx America First - Frasi di Marx n.9.

Criticando Marx alcuni sostengono che le sue previsioni sono state fallimentari, giacché a suo parere il socialismo non si sarebbe mai affermato in un paese arretrato come la Russia, la quale divenendo Unione Sovietica dette avvio solo alla costruzione di esso, confrontandosi con la devastazione prodotta dalla Seconda guerra mondiale e divenendo successivamente una potenza mondiale. In genere si dimentica che in realtà Marx indicava tendenze e nello stesso tempo controtendenze. Comunque, in questo video, richiamando la sua analisi della teoria della competizione e della libera concorrenza, egli rivendica di aver predetto i fenomeni contemporanei della centralizzazione e della concentrazione del capitale, che stanno alla base della formazione delle cosiddette corporazioni: Amazon, Meta, Google. In effetti, dal momento che i grandi capitalisti hanno nelle mani straordinari vantaggi (minori costi, migliori tecnologie etc.), sono nelle condizioni di far fallire le piccole imprese e riassorbirle, dando vita ai monopoli. 

Si tratta di un fenomeno che sta avvenedo sotto i nostri occhi, nelle città in cui abitiamo, in cui le piccole imprese familiari vengono chiuse e sostituite dagli anonimi centri commerciali e dai supermercati, ossia dai cosiddetti “non luoghi” perché sono uguali in tutto il mondo. Questo processo rende i ricchi più ricchi, proletarizza il ceto medio e sgretola il tessuto sociale, cancellando gradualmente ogni forma di relazione umana.


venerdì 15 maggio 2026

La Repubblica Tecnologica di Palantir ha bisogno del pensiero reazionario per autogiustificarsi - Alessandra Ciattini

Da: https://libcom.org - Alessandra Ciattini (collettivo di formazione marxista "Stefano Garroni”) ha insegnato Antropologia culturale alla Sapienza, collabora con https://www.unigramsci.it

Vari fonti giornalistiche di destra e di sinistra hanno commentato in questi ultimi giorni il Manifesto, pubblicato da Palantir Technologies, e alcuni lo hanno giudicato correttamente un manifesto politico, in cui si prospetta una nuova concezione della società, che si concreterebbe in un certo percorso del capitalismo digitale, che sbocca in ciò che alcuni hanno già chiamato tecnoschiavismo. I progetti della corporazione Palantir mettono in evidenza quando sia inconsistente la pretesa della neutralità della scienza e della tecnologia, le quali sono elaborate e costruite sempre secondo determinate finalità politico-sociali; pretesa ripresentata al tempo dei vaccini impiegati per combattere la recente pandemia e che ha provocato una semplicista opposizione tra pro vax e no vax, su cui oggi varrebbe la pena discutere serenamente.

Per chi non lo sapesse "Palantir" (parola presente nel Signore degli anelli che significa "coloro che sorvegliano da lontano") è un'importante azienda tecnologica, i cui prodotti sono impiegati per i sistemi di repressione e di violazione dei diritti umani. A queste attività si dedicano, insieme a Palantir, le varie Big Tech. Palantir vanta almeno due condanne: una da parte di Amnesty International e l'altra da parte di Human Rights Watch.

Non sorprende che questa impresa, lanciata da miliardari appartenenti all'ultradestra, abbia stretti rapporti con Google, Amazon e Microsoft, tutte implicate nelle stesse attività spionistiche, con le quali ha collaborato rifornendo di dati l'esercito israeliano per far terra bruciata di Gaza e sterminare i palestinesi, l'esercito ICE a rendere più rapida la cattura degli immigrati da espellere e i manifestanti delle grandi proteste a Minneapolis da arrestare.

Il su menzionato manifesto, presentato anche a Roma da Peter Thiel lo scorso 26 marzo, illustra un progetto di alleanza fascista digitale, che si avvale dell'intelligenza artificiale per l'analisi dei dati, forniti gratuitamente da noi stessi, per produrre strumenti manipolatori e per combattere il non allineamento ideologico, per tenere sotto controllo e sorveglianza la popolazione, come del resto ha sempre fatto il potere, una volta automizzatosi dall'organizzazione sociale, sia pure con metodi diversi.

lunedì 27 aprile 2026

Chiude Hormuz, cambia il mondo? Guerra, petrolio e crisi globale - Alessandra Ciattini, Giulio Chinappi

Da: https://giuliochinappi.com - Giulio Chinappi insegnante e analista che vive e lavora in Vietnam, collabora con La Città Futura e altre testate. (https://vn.linkedin.com/in/giulio-chinappi-994a34145 - https://www.facebook.com/giulio.chinappi) -Alessandra Ciattini (collettivo di formazione marxista "Stefano Garroni”) ha insegnato Antropologia culturale alla Sapienza, collabora con https://www.unigramsci.it

Vedi anche: Trump chiude Hormuz: è una minaccia alla Cina? - Alessandra Ciattini 


In questo video Giulio Chinappi e Alessandra Ciattini analizzano uno dei nodi più esplosivi della crisi internazionale: il ruolo strategico dello Stretto di Hormuz, il peso del petrolio e del commercio energetico, e le conseguenze che un allargamento del conflitto avrebbe sull’economia mondiale, sull’Europa e sugli equilibri geopolitici globali. 

Dall’Iran agli Stati Uniti, dai mercati energetici alle grandi potenze asiatiche, una riflessione sulle vere implicazioni internazionali di una crisi che può cambiare gli assetti del mondo.

venerdì 24 aprile 2026

Quando il pesce grande mangia il pesce piccolo. Su “Libercomunismo” di Emiliano Brancaccio - Emanuele Zinato

Da: https://laletteraturaenoi.it - Emanuele Zinato è un critico letterario, italianista e saggista italiano, professore di letteratura italiana contemporanea all'Università di Padova. È il curatore delle opere di Paolo Volponi per Einaudi. - Emiliano Brancaccio è professore di Economia politica presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II e promotore, con Robert Skidelsky, dell’appello “Le condizioni economiche per la pace” pubblicato sul Financial Times , Le Monde e Econopoly de Il Sole 24 Ore . - Emiliano Brancaccio - www.emilianobrancaccio.it


Vedi anche: sullo scritto di Ernesto Che Guevara "L'uomo e il socialismo a Cuba" - Alessandra Ciattini 


I. La tendenza alla centralizzazione del Capitale

Libercomunismo. Scienza dell’utopia (Feltrinelli, 2026) di Emiliano Brancaccio è un piccolo libro di economia politica, esito di un grande lavoro di ricerca collettiva, che condivide con i lettori una sfida, sconvolgente per almeno tre ragioni: 1) svela scientificamente la gravità della nostra catastrofe; 2) impiega uno stile saggistico, figurale ed efficace, capace di dar conto con chiarezza delle sue acquisizioni; 3) indica il compito, concretamente utopico, che ci sta davanti.

Queste tre ragioni forti del libro sono inattuali nel nostro presente, erede del pensiero debole. Per mezzo secolo l’economia “neoclassica” è stata patrimonio teorico del Capitale e l’intero sistema accademico ha propugnato il dogma delle invalicabili virtù del mercato: impossibile e indesiderabile del resto oltrepassarle, secondo il senso comune, dato il fallimento del “socialismo reale”. Se in questi decenni il capitalismo è stato considerato benefico e insuperabile, e se perfino i centri sociali sono stati intesi come un’intuizione del marketing, il termine comunismo ha potuto di contro diventare il significante di un cadavere, un’attardata, nostalgica e ridicola utopia.

Il primo sintomo che Brancaccio sospettosamente analizza sta sotto gli occhi di tutti: si tratta della “odierna ostinazione a dichiarare morto il comunismo per poi continuamente percuoterlo e ammazzarlo di nuovo” (p. 12). Ci si può chiedere: perché sprecare tanto denaro e tante parole per infamare un defunto inoffensivo? Da Berlusconi a Trump, la retorica politica recente è stata un susseguirsi di ingiurie rivolte ai “comunisti”, perciò il “persistente terrore del potere verso l’ipotetica minaccia comunista esige una spiegazione più scientifica” (p. 14).

sabato 18 aprile 2026

Trump chiude Hormuz: è una minaccia alla Cina? - Alessandra Ciattini

Da: Gabriele Germani - Alessandra Ciattini (collettivo di formazione marxista "Stefano Garroni”) ha insegnato Antropologia culturale alla Sapienza. 


La decisione degli USA di adottare un controblocco dello Stretto di Hormuz alza la tensione a livello regionale.
Trump ha annunciato che gli USA fermeranno le navi in uscita dal Golfo Persico con permesso iraniano. 
Si tratta di una minaccia diretta alle navi cinesi e a quelle che effettueranno transizioni in yuan (la valuta di Pechino). 
La Repubblica Popolare come reagirà a questo tipo di azioni? 
Siamo alle soglie di un enorme scontro globale? 


giovedì 16 aprile 2026

Accumulazione per espropriazione. La nuova fase del capitalismo - David Harvey

Da: https://contropiano.org - Questo saggio di David Harvey è un estratto da: “The story of capital: what everyone should know about capital works”. Edizioni Verso books, 2026. - David Harvey è un geografo, antropologo, sociologo e politologo britannico. Si occupa di geografia, economia politica e geopolitica ed è attualmente professore di antropologia al Graduate Center of the City University of New York. - 

Leggi anche: David Harvey e l’accumulazione per espropriazione  

IL MARX DI DAVID HARVEY - Giorgio Cesarale  

Il neoliberismo è un progetto politico*- B. S. Risager intervista David Harvey  

A quale costo il sistema capitalistico può oggi riprodursi? - Alessandra Ciattini  

LA TEORIA MODERNA DELLA COLONIZZAZIONE - Karl Marx  

LA COSIDDETTA ACCUMULAZIONE ORIGINARIA - Karl Marx, IL CAPITALE, LIBRO I, SEZIONE VII, CAPITOLO 24  

Sulla formazione storica del capitale e del lavoro salariato. - Karl Marx 



Vedi anche: Riflessioni sul libro di David Harvey, "Breve storia del neoliberismo" - Alessandra Ciattini  

Le origini dell’imperialismo - Alessandra Ciattini 

Marx e l'accumulazione originaria - Massimiliano Tomba


La storia dell’ascesa del capitalismo dal periodo feudale in poi in Europa, o dalle varie tradizioni imperiali e civilizzazionali pre-capitaliste altrove nel mondo, è una storia in cui violenza, conquista, rapina, pirateria, espropriazione, frode, sfratti, usura, schiavitù e furto si soffermarono ampiamente insieme alla lenta dissoluzione delle strutture di potere feudali, imperiali e religiose.

Se tali processi fossero legali (autorizzati dallo Stato) o illegali era per gran parte del tempo irrilevante, perché gli accordi istituzionali e di proprietà che avrebbero potuto fornire una certa protezione contro tali pratiche o non esistevano o erano inefficaci. Eppure le reti commerciali e le operazioni capitaliste mercantili (incluso il commercio di persone schiavizzate) erano diffuse e diffuse a partire dal XV secolo. Lampi di quello che sembrava un industrialismo proto-capitalistico si potevano vedere fin dall’inizio nelle Fiandre e a Firenze, insieme al crescente ruolo globale della monetizzazione (facilitato dall’ascesa dell’oro e dell’argento come beni monetari universali).

Lo scambio di forza lavoro contro la crescente massa di entrate (guidata da quelle della Chiesa e dello Stato) significava che le precondizioni erano in atto per l’ascesa e l’impiego del denaro come capitale impegnato nella ricerca del profitto.

Per liberare queste condizioni dalle loro restrizioni sociali e difese religiose era necessaria la separazione di massa del lavoro dall’accesso ai mezzi di produzione (in particolare la terra) e la dissoluzione dei poteri terrieri e religiosi.

Da qui il significato di ciò che Marx chiamava accumulazione ‘primitiva’ o ‘originale’. Questo processo è proseguito con una forza lavoro salariata, separando ampie fasce della popolazione dall’accesso ai mezzi di produzione di base. Portò anche all’ascesa di una classe capitalista agraria che si alleò con capitalisti mercantili e banchieri in quella fase del capitalismo generalmente chiamata capitalismo mercantile.

martedì 14 aprile 2026

Il "Metodo Trump": Insider trading e speculazione sulle macerie della guerra all'Iran. - Alessandra Ciattini

Da: https://www.lantidiplomatico.it - Alessandra Ciattini (collettivo di formazione marxista "Stefano Garroni”) ha insegnato Antropologia culturale alla Sapienza, collabora con https://www.unigramsci.it -  


Già dai tempi delle famose e belle tasse lanciate entusiasticamente da Trump molti analisti avevano notato una costante relazione tra le sue dichiarazioni e l’andamento delle borse, alimentando il sospetto, più che ragionevole, che i componenti della sua stessa famiglia e della sua cerchia più stretta, tra cui stanno anche i donatori per le campagne elettorali, avessero accesso a informazioni privilegiate, del tutto illegali, per investire o disinvestire a seconda delle decisioni prese, accaparrandosi così straordinari guadagni. Del resto, un video registrato alla Casa Bianca circa un anno fa mostra il presidente, sulla cui salute mentale ormai si esprimono apertamente molti dubbi, che loda alcuni suoi amici per i loro recenti guadagni in borsa. In particolare, in questo video si riferisce a Charles Schwad e Roger Penske i quali, entrambi organizzatori di gare automobilistiche, si sarebbero messi in tasca il primo 2.500 milioni di dollari, il secondo solo 900 milioni.

Tutto ciò si sta ripetendo con quanto sta avvenendo in seguito all’imperialistica e folle guerra non provocata degli Usa e di Israele contro l’Iran, che si sta difendendo eroicamente e in maniera notevolmente abile, mirando a far sì che il conflitto diventi economicamente insostenibile per gli spietati nemici grazie, per esempio, all’uso dei droni Shahed. Questi costituiscono una delle armi più distruttive ed efficaci, per il fatto che sono droni d'attacco unidirezionali e costano assai poco, mentre i missili necessari per abbatterli costano milioni di dollari (per es. i famosi Patriot) e le grandi produttrici occidentali di armi non riescono a costruirli nella quantità necessaria per sostituire quelli abbattuti.

mercoledì 8 aprile 2026

La crisi energetica in Asia e a Cuba - Giulio Chinappi e Alessandra Ciattini

Da: https://giuliochinappi.com - Giulio Chinappi insegnante e analista che vive e lavora in Vietnam, collabora con La Città Futura e altre testate. (https://vn.linkedin.com/in/giulio-chinappi-994a34145 - https://www.facebook.com/giulio.chinappi) -Alessandra Ciattini (collettivo di formazione marxista "Stefano Garroni”) ha insegnato Antropologia culturale alla Sapienza, collabora con https://www.unigramsci.it


Giulio Chinappi e Alessandra Ciattini discutono gli effetti della chiusura dello Stretto di Hormuz, conseguenza della guerra di aggressione imperialista portata avanti da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, concentrandosi in particolare sulle conseguenze nei Paesi asiatici. Allo stesso tempo, Cuba vive una crisi energetica dovuta al blocco imposto da Donald Trump contro l’isola. 


giovedì 2 aprile 2026

Così è partito (ed è stato pianificato) l’assalto alla democrazia e al pensiero critico - Paolo Ercolani

Da: https://www.ilfattoquotidiano.it - Paolo Ercolani - Paolo Ercolani insegna filosofia all'Università di Urbino Carlo Bo.

Vedi anche: Liberalismo, Socialismo, Democrazia: la fine dei tre arconti dell’Occidente. - Paolo Ercolani 

Social? Soggetti in rete, oggetti nella realtà - Paolo Ercolani 

Leggi anche: (U.S.)America nell'epoca Tecnetronica - Zbigniew Brzezinski (1968)  

Brzezinski e la futurologia. (America in the Technetronic Age) - Alessandra Ciattini


Non soltanto l’opinione pubblica, ma anche i politici, i docenti, gli intellettuali, gli autori tv: si tratta di colpire il pensiero, privilegiare la mediocrità e umiliare il merito 

IL PIANO 

Era il 2008 quando il saggista americano Chris Anderson, in quel momento direttore della più importante rivista di tecnologia al mondo (Wired), scrisse un articolo profetico fin dal titolo: The end of theory (la fine della teoria). 

In anticipo su quello che sarebbe poi accaduto, Anderson vaticinava la fine del metodo scientifico che aveva fin lì innervato l’Occidente. 

Il metodo scientifico era quello che considerava insufficiente la correlazione dei dati (per esempio comparare due avvenimenti contemporanei), in assenza di un metodo razionale sottostante con cui dimostrare anche la causalità fra quei due avvenimenti. Esempio: se la Destra torna preponderante a livello globale e la democrazia cede il passo, con molti cittadini sfiduciati rispetto all’utilità del voto, non significa che per la medesima Destra sarà agevole dare un colpo di grazia alla democrazia, che so, ponendo il potere giudiziario sotto lo scacco della politica. Giorgia Meloni se n’è accorta in maniera traumatica. 

Insomma, mettere insieme dei dati senza avere alla base un metodo ermeneutico con cui analizzarli, significa produrre solamente rumore. Ebbene, secondo Anderson proprio la Rete, grazie alla sua mole incredibile di dati, avrebbe reso obsoleto tale metodo scientifico con cui individuare cause ed effetti. “Ora c’è un modo migliore – scriveva il guru delle tecnologie – perché i petabyte ci permettono di dire che la correlazione è sufficiente. Possiamo smettere di cercare modelli ermeneutici, cioè possiamo analizzare i dati senza ipotesi su ciò che potrebbero mostrare. È sufficiente gettare questa enorme mole di dati nei più grandi cluster informatici che il mondo abbia mai visto e lasciare che gli algoritmi statistici trovino modelli al posto della scienza che impiegherebbe chissà quanto tempo e risorse”. 

Se ci si riflette con attenzione, Anderson stava affermando che ad essere obsoleto, insieme al tradizionale metodo scientifico, era anche il pensiero umano, la cui capacità di ragionare sulle cause e gli effetti nonché costruire modelli ermeneutici per intendere il reale poteva essere sostituito in maniera molto più efficace dall’opulenza informativa del web, che in connessione con il metodo computativo degli algoritmi avrebbe prodotto risultati più veloci e infallibili. 

Spostiamo lo scenario, solo cronologicamente, perché siamo sempre negli Usa ma nel 1975, quando venne pubblicato uno studio – commissionato dalla Commissione trilaterale, think thank statunitense fondato dal plurimiliardario David Rockefeller – che si intitolava “Crisi della democrazia” (in italiano uscito con la prefazione di Gianni Agnelli). Perché crisi della democrazia? Calava già l’affluenza alle urne? I governi non facevano gli interessi dei popoli? Macché, crisi della democrazia perché c’erano troppe persone istruite e fornite di pensiero critico, specie nei confronti di un capitalismo che stava tornando predatorio. Nelle edicole c’erano troppe riviste culturali e giornali con inserti scientifici, nelle librerie troppi testi di livello elevato. Nelle università troppi professori di “sinistra” (Herbert Marcuse su tutti) e in televisione troppi programmi a carattere culturale. Del resto, il Sessantotto aveva messo in evidenza che la popolazione si stava radicalizzando in senso critico. Ma il potere, qualunque potere, ai cittadini critici preferisce sudditi docili. Quindi bisognava intervenire, sostanzialmente per abbassare il livello culturale e cognitivo dell’opinione pubblica, la stessa da cui poi emerge la classe politica. 

Non è un caso che il quoziente intellettivo medio della popolazione, sempre salito dal 1907 quando si iniziò a misurarlo, ha fatto registrare un calo dal 2009 (anno in cui sono comparsi gli smartphone), mentre ormai il 40% della popolazione soffre di analfabetismo funzionale (sa leggere, ma non coglie il messaggio contenuto in ciò che ha letto). 

La tecnologia a supporto delle disabilità umane è sempre stata benvenuta (si pensi agli occhiali per chi vede male), ma oggi assistiamo a un salto inquietante: una tecnologia come Chat Gpt parte dal presupposto che siamo tutti disabili a livello cognitivo, essendo congegnata per pensare al posto nostro comparando miliardi di dati, scrivere, svolgere ricerche, comporre opere d’arte etc. 

L’assenza di studio, pensiero e parola elevati (i greci antichi riassumevano con un solo termine: lógos) conduce alla mediocrità, e questa è il vero male della democrazia. In Italia ne sappiamo più di qualcosa. Non soltanto l’opinione pubblica, ma anche i politici, i docenti, gli intellettuali, gli autori televisivi: si tratta di colpire il pensiero, privilegiare la mediocrità e umiliare il merito. Informati su tutto senza conoscere nulla, così ci vogliono. L’assalto alla democrazia è cominciato almeno trent’anni fa. Ed è stato pianificato.

domenica 15 marzo 2026

Trump, Putin e l’Iran. Per capire leggiamo la Pravda - Alessandra Ciattini

Da: https://www.lantidiplomatico.it -  Alessandra Ciattini (Collettivo di formazione marxista Stefano Garroni - Membro del Coordinamento Nazionale del Movimento per la Rinascita Comunista) ha insegnato Antropologia culturale alla Sapienza di Roma. E' docente presso l'Università Popolare Antonio Gramsci (https://www.unigramsci.it). 


Tra le contraddizioni di Trump, l’impasse strategica statunitense e il nuovo corso della risposta iraniana, l’articolo di Alessandra Ciattini legge il conflitto attraverso una fonte controcorrente come la Pravda, per mostrare come la guerra riveli il logoramento dell’egemonia americana e l’estrema pericolosità dell’escalation in Medio Oriente. 
 
La conferenza stampa tenuta da Trump lunedì 9 marzo nel suo elegante Club di Golf a Miami ha lasciato interdetti e perplessi anche i più pazienti ascoltatori: la solita retorica, le solite contraddizioni, la mancanza di qualsiasi logica nelle sue parole, l’assenza di un filo conduttore che denota semplicemente il fatto che gli Usa sono stati trascinati dalla guerra contro l’Iran dal genocida Netanyahu spinto da un odio irrazionale. E che -come osservano i più noti analisti- non hanno nessuna vera strategia, se non quella di voler continuare ad esser considerati gli spauracchi del mondo non passivamente allineato.

Mentre gli attacchi continuano sempre più violenti da entrambe le parti, il nuovo Dottor Stranamore, privo della comicità di Peter Sellers, ha ripetuto che gli Usa hanno l’esercito più forte del mondo, che la guerra sarebbe pressoché terminata, giustificando il suo intervento militare con il fatto che l’Iran sarebbe stato pronto a conquistare in breve tutto il Medio Oriente. Opinione priva di qualsiasi fondamento. Eppure, nella breve guerra dei 12 giorni di giugno, in seguito all’attacco a sorpresa da parte di Israele ai siti nucleari e missilistici, seguito dall’intervento Usa su tre centrali nucleari dell’Iran, ci aveva comunicato che il paese colpito aveva perso tutto il suo potenziale di difesa e di aggressione.

giovedì 12 marzo 2026

Migranti: il nuovo mercato degli schiavi? - Alessandra Ciattini, Marco Antonio Pirrone

Da: Gabriele Germani - Marco A.Pirrone è ricercatore di sociologia generale presso il Dipartimento “culture e società” dell'Università degli studi di Palermo. - Alessandra Ciattini (collettivo di formazione marxista "Stefano Garroni”) ha insegnato Antropologia culturale alla Sapienza. 

Leggi anche: Pandemia nel capitalismo del XXI secolo - A cura di Alessandra Ciattini, Marco Antonio Pirrone

Vedi anche: Pandemia e Capitalismo del XXI secolo - Marco Antonio Pirrone e Alessandra Ciattini 


Flussi migratori e gestione da parte del potere economico e politico del fenomeno.
La gestione dei processi migratori è orientata dai bisogni del capitale? E che percorsi alternativi si potrebbero adottare? 

martedì 3 marzo 2026

"Cosificazione": la deriva del capitalismo che divora l'umanità - Le Frasi di Marx (10)

Da: https://www.lantidiplomatico.it -

Dal bracciante all'impiegato "di concetto": così il mostro del profitto sta espropriando le nostre vite...

Presentazione e traduzione a cura di Alessandra Ciattini

Dopo un periodo di sospensione dovuto al fatto che Youtube ha bloccato questo canale educativo, per cui è stato spostato su Patreon, riprendiamo la pubblicazione della sua versione italiana, proponendo un nuovo video sul processo di cosificazione delle persone (trasformazione del soggetto in oggetto) nel capitalismo del XXI secolo.

venerdì 27 febbraio 2026

La Nuova Destra colonizzerà il Mondo? - Alessandra Ciattini

Da: Gabriele Germani - Alessandra Ciattini (Collettivo di formazione marxista Stefano Garroni - Membro del Coordinamento Nazionale del Movimento per la Rinascita Comunista) ha insegnato Antropologia culturale alla Sapienza di Roma. E' docente presso l'Università Popolare Antonio Gramsci (https://www.unigramsci.it). 

Nuova Destra e svolte nel capitalismo globale: come sta cambiando il mondo? 
Il discorso di Marco Rubio a Monaco cosa ci rievoca? 
Davvero siamo nel pieno di una nuova guerra contro il Sud Globale? 
Dobbiamo attenderci una svolta neo-autoritaria in tutto il Nord Globale e come può l'umanità sopravvivere a questa nuova sfida? 


giovedì 19 febbraio 2026

Erosione del potere d’acquisto e disuguaglianze - Federico Giusti

Da: https://giuliochinappi.com - Federico Giusti è delegato CUB nel settore pubblico, collabora coi periodici Cumpanis, La Città futura, Lotta Continua ed è attivo sui temi del diritto del lavoro, dell'anticapitalismo, dell'antimilitarismo (Federico Giusti). 

Ascolta anche: Yesterday's Papers: Disoccupazione, un'Europa a due velocità - https://grad-news.blogspot.com

Leggi anche: Difesa: riarmo e industria militare in Europa e Italia - Emiliano Gentili e Federico Giusti  

Come siamo arrivati alla situazione attuale - Emiliano Gentili e Federico Giusti  



L’erosione del potere d’acquisto viene ormai trattata come un destino inevitabile, spingendo lavoratori e sindacati verso compromessi al ribasso e distogliendo l’attenzione dai salari reali. Intanto crescono precarietà e disuguaglianze territoriali e di genere, mentre la comunicazione dominante normalizza l’impoverimento. 

L’idea che ormai la erosione del potere di acquisto sia un dato strutturale e di per sé immodificabile sta producendo due effetti nefasti per il conflitto di classe: da una parte si va deviando l’attenzione generale dai salari e dalle dinamiche contrattuali, dall’altra si fa passare l’idea che la prospettiva verso la quale indirizzarsi sia sempre la riduzione del danno e alla fine anche sottoscrivere un contratto con aumenti del 6%, a fronte di una inflazione cumulata per i redditi bassi sopra il 17%, sia in fondo un compromesso accettabile. In questo piano inclinato che sostituisce il conflitto con il compromesso a perdere, la comunicazione gioca ruoli determinanti decidendo, a vantaggio dei dominanti, gli argomenti più gettonati e quelli invece da emarginare dal dibattito pubblico. 

Meno si sa in giro dell’erosione del potere di acquisto, tanto più sarà facile costruire una comunicazione a senso unico che parli dei posti di lavoro creati dal 2019 ad adesso sia nella Pubblica Amministrazione che nel privato.

Tuttavia, se oggi si parlasse di salari nominali e reali la gran parte delle dichiarazioni del Governo verrebbe letteralmente smentita: come ci è stato detto da alcuni lavoratori durante uno sciopero, «Il netto cresce assai meno del lordo».

lunedì 16 febbraio 2026

Il Board of peace e l’ideologia della Nuova Destra - Alessandra Ciattini

Da: https://www.lantidiplomatico.ithttps://www.sinistrainrete.info - Alessandra Ciattini (Collettivo di formazione marxista Stefano Garroni - Membro del Coordinamento Nazionale del Movimento per la Rinascita Comunista) ha insegnato Antropologia culturale alla Sapienza di Roma. E' docente presso l'Università Popolare Antonio Gramsci (https://www.unigramsci.it). 


Molti analisti hanno commentato in maniera assai negativa la nascita del Board of peace che sarà dominato da Donald Trump, nelle vesti di un nuovo monarca, postosi al di sopra di tutto. Si tratta certamente di un atto di forza della potenza imperialistica in declino e di un personaggio desideroso di protagonismo, ma anche di un progetto ispirato all’ideologia dei neo-reazionari. 

Parlando del nuovo, per me strabiliante Board of peace, lanciato recentemente quasi come una merce dal nuovo Caligola (così lo chiama Scott Ritter), si può dire che si registrano opinioni controverse. Secondo il diplomatico Petru Dumitriu: “L’istituzione del Consiglio per la Pace non è di per sé contraria al diritto internazionale. La legalità del Consiglio per la pace dipende strettamente dalla sua conformità alla risoluzione 2803 (2025) del Consiglio di sicurezza”. Secondo invece il Centro per i diritti umani dell’Università di Padova: “Il “Board of Peace” di Trump è un nuovo atto eversivo diretto a sostituire il diritto internazionale dei diritti umani con la legge del più forte. Un nuovo strumento per distruggere tutte le regole e dettare le proprie. Entrare nel “Board of Peace” di Trump costituirebbe una violazione dell’articolo 11 della Costituzione italiana, che prevede di agire “in condizioni di parità con gli altri Stati” e sarebbe un atto di pura follia politica”. 


Vediamo di esaminare con calma i suoi diversi aspetti, tentando anche di delineare le conseguenze che potrebbero scaturire da questa novità, che Russia e Cina non hanno voluto bloccare nel Consiglio di sicurezza delle NU, forse non prevedendo che si sarebbe arrivati a tanto.

Vediamo anche quale ideologia politica, assai raffazzonata ma pericolosa, traspare da questa istituzione di fatto nata dall’iniziativa privata di un presidente degli Usa, pur supportata da una decisione non meditata di un’istituzione internazionale.

venerdì 6 febbraio 2026

Trump schiaffeggiato da Iran e Venezuela - Alessandra Ciattini

Da: Gabriele Germani -  Alessandra Ciattini (collettivo di formazione marxista "Stefano Garroni”) ha insegnato Antropologia culturale alla Sapienza, collabora con https://www.unigramsci.it
USA-VENEZUELA: ATTACCO COLONIALISTA, MA  AL BUIO - Pino Arlacchi  
Putin gioca a scacchi e Trump gioca a poker - Alessandra Ciattini

Ultimissimi aggiornamenti sulle ultime aggressioni portate avanti dagli USA.
Sgonfiata la bolla groenlandese e parzialmente tranquillizzati gli alleati UE/NATO (al netto della pericolosa defezione canadese), Trump e la sua squadra di governo tornano a minacciare gli attori del Sud Globale: dal Venezuela all'Iran.
Intanto a quasi un mese dal sequestro Maduro la psy-war si sgonfia e sorge un grande dubbio: Caracas non si sta arrendendo all'imperialismo USA?