La teoria Marxista poggia la sua forza sulla scienza... che ne valida la verità, e la rende disponibile al confronto con qualunque altra teoria che ponga se stessa alla prova del rigoroso riscontro scientifico... il collettivo di formazione Marxista Stefano Garroni propone una serie di incontri teorici partendo da punti di vista alternativi e apparentemente lontani che mostrano, invece, punti fortissimi di convergenza...
venerdì 5 settembre 2025
Orso, elefante e dragone rimodellano l’ordine mondiale | Fabio Mini
giovedì 4 settembre 2025
Il narco-Venezuela: la grande bufala - Pino Arlacchi
Da: Pino Arlacchi - Il Fatto Quotidiano | 30 agosto 2025 - Pino Arlacchi è un sociologo, politico e funzionario italiano (Pino Arlacchi).
Leggi anche: IL GRANDE IMBROGLIO SUL VENEZUELA - Pino Arlacchi
mercoledì 3 settembre 2025
Cisgiordania, l’IDF: “Punizioni collettive per interi villaggi” - Claudia Carpinella
Da: https://it.insideover.com - Claudia Carpinella Nata a Roma, classe 1991, appassionata di storia e di storie. Dal 2016 collabora con diverse testate giornalistiche italiane e appena può prende un aereo per posti lontani, per conoscere meglio il mondo e raccontarlo a parole sue.
L’esercito israeliano ha sradicato oltre tremila ulivi come punizione collettiva contro un intero villaggio palestinese. Già, in Cisgiordania funziona così: l’IDF e i coloni spadroneggiano su quella terra per terrorizzare gli abitanti, in ogni modo possibile. Violenze e soprusi che fanno parte di una politica di lunga data, e che ora — con il genocidio di Gaza in corso — vengono persino rivendicati dagli stessi generali che li ordinano.
Ha fatto notizia l’ennesimo incidente di percorso, che ha visto un colono lievemente ferito da un palestinese mentre guidava un quad su dei terreni rubati. Per ritorsione, il capo del Comando Centrale dell’IDF, Avi Bluth, ha fatto sradicare 3.100 ulivi — poco prima della raccolta delle olive — punendo così non il singolo aggressore che aveva sparato, bensì l’intero villaggio da cui proveniva.
Lo ha rivendicato lo stesso Bluth: “I palestinesi devono sapere che, se commettono un attacco terroristico, pagheranno un prezzo elevato”. Nulla importava, infatti, che, mentre l’esercito era all’opera per devastare gli ulivi di al-Mughayyir, l’aggressore fosse stato già stato identificato e arrestato.
Il generale maggiore Bluth ha rincarato la dose, precisando che tale distruzione “è volta a scoraggiare tutti, non solo questo villaggio [al-Mughayyir, ndr], ma chiunque cerchi di alzare una mano contro i residenti [ovvero i coloni degli insediamenti e degli avamposti illegali, ndr]”. Ha poi chiarito ulteriormente il senso della “giustizia” applicata dall’esercito israeliano nella Cisgiordania occupata: “Se un palestinese compie un attacco, non c’è problema. Accenderemo i riflettori sul suo villaggio con operazioni di ‘ristrutturazione’”.
martedì 2 settembre 2025
Il generale Roatta. Il passato rimosso del fascismo - Renato Caputo intervista Davide Conti
lunedì 1 settembre 2025
La verità sul nucleare iraniano e sui crimini di Israele - Massimo Zucchetti
domenica 31 agosto 2025
LA MORTE DI AMR - Chris Hedges
Da: Lavinia Marchetti - Tratto da: Chris Hedges, fazieditore.it/un-genocidio-annunciato - Chris Hedges è un giornalista vincitore del Premio Pulitzer, è stato corrispondente estero per quindici anni per il New York Times, dove ha lavorato come capo dell'Ufficio per il Medio Oriente e dell'Ufficio balcanico per il giornale. -
Leggi anche: Chris Hedges: "Un genocidio annunciato" - Alessia Arcolaci
Vedi anche: Piergiorgio Odifreddi, Le radici nazi-fasciste di Netanyahu e Israele (https://www.youtube.com/watch?v=1xi9aBzLbRE)
sabato 30 agosto 2025
ADDIO COLONIALISMO - Nicolò Monti
Da: Nicolò Monti - Nicolò Monti già segretario nazionale della Federazione Giovanile Comunista Italiana (FGCI).
Leggi anche: Il Partito Comunista Cinese e lo Stato in economia - Nicolò Monti
Fa
venerdì 29 agosto 2025
La resistenza partigiana - Lorenzo Forlani
Da: Lorenzo Forlani Giornalista e analista freelance. Vive tra Beirut e Roma. - lorenzoforlani86 - lorenzo forlani - lorenzo_forlani - https://contropiano.org -
Trovo irritante non solo la generica retorica ma proprio questo costante cerchiobottismo su Israele e su Hamas. Irritante non solo perché tende a lavare migliaia di coscienze e a sollecitare quelle di chi ha fatto l’ignavo fino a tre minuti fa ma anche perché impedisce di capire di cosa stiamo parlando.
Il commentatore saggio e moderato dice: basta con la guerra, basta bombardamenti, sfamate i palestinesi, abbasso Netanyahu, via Hamas da Gaza.
Ora, capisco bene che con una tale premessa, avventurarmi nel dirvi la mia su cosa ci sia di profondamente sbagliato nell’ultimo segmento di questi slogan rischia di farmi apparire come “pro Hamas”. Pazienza. Non mi fotte più davvero nulla.
Si è superato da un bel po’ il limite, anche nel mondo professionale in cui sguazzo - anzi forse sopratutto in quello, visto come è stato mediamente accolto e riportato l’assassinio Anas Al Sharif -, per cui a me dal 2025, anzi da un pochino prima, non interessa più granché del mio posizionamento professionale, medito di fare o mi attrezzo per fare altre cose rispetto al giornalismo, perché questo è un momento epocale che dovrò giustificare, spiegare a mio figlio, e nel frattempo mi rifiuto di accodarmi alle filastrocche pre confezionate e ancora vendibili, quelle che ci permettono di stare (almeno) o collaborare qui e lì, di poter scrivere per il giornale X o Y, senza essere del tutto osteggiati o ostracizzati.
O magari direttamente messi in pericolo con accuse di “sostegno al terrorismo”, dato che abbiamo scoperto come per alcuni - i palestinesi - anche solo esprimere sostegno sui social per un movimento sia il lasciapassare per la propria morte violenta, per il proprio omicidio.