Viaggio nelle comunità beduine dell’area C, a rischio espulsione per il progetto E1 approvato da Israele per impedire la creazione di uno Stato palestinese
La teoria Marxista poggia la sua forza sulla scienza... che ne valida la verità, e la rende disponibile al confronto con qualunque altra teoria che ponga se stessa alla prova del rigoroso riscontro scientifico... il collettivo di formazione Marxista Stefano Garroni propone una serie di incontri teorici partendo da punti di vista alternativi e apparentemente lontani che mostrano, invece, punti fortissimi di convergenza...
giovedì 8 ottobre 2026
CISGIORDANIA. Le nostre vite sono un fardello - Mais Abu Ghoush e Ahmed Al-Arouri
Viaggio nelle comunità beduine dell’area C, a rischio espulsione per il progetto E1 approvato da Israele per impedire la creazione di uno Stato palestinese
sabato 3 gennaio 2026
Caso Hannoun, la lunga mano di Israele sull’ordinanza del Tribunale di Genova - Lorenzo Poli
Da: https://www.pressenza.com - Lorenzo Poli
Leggi anche: Gaza: come l’ingresso umanitario è diventato un affare miliardario - Eliana Riva

Il Caso Hannoun e le accuse a suo carico, e ad altri attivisti, stanno mettendo in scena uno spettacolo dell’assurdo. Persone che fino all’altro giorno sono state punto di riferimento democratico in Italia delle associazioni palestinesi, legalmente riconosciute, di punto in bianco sono state definite dalla magistratura e dai media come “terroriste”, con tanto di teorema giudiziario sui presunti finanziamenti ad Hamas (senza prove). Il tutto espresso con una certezza disarmante, ma senza prove.
Ma di questo non dobbiamo troppo preoccuparci: Nelson Mandela fu sempre considerato un pericoloso comunista dagli USA – che sostennero per decenni il regime dell’apartheid bianca in Sudafrica insieme ad altri Paesi occidentali – e fu arrestato nel 1960 grazie a una soffiata della CIA e soltanto il 1 luglio 2008 il presidente degli Stati Uniti George Bush firmò il provvedimento che lo cancellava dalla lista nera dei “terroristi”. Avete letto bene: fino al 2008 – 18 anni dopo la liberazione dal carcere, anni dopo la fine della sua presidenza sudafricana – fino all’età di 90 anni, gli Stati Uniti d’America hanno mantenuto il Premio Nobel per la Pace Mandela nell’elenco dei “terroristi”.
Questo episodio è emblematico di come le definizioni politiche di “terrorismo” possano essere soggettive e influenzate dagli interessi geopolitici del momento, trasformando un liberatore in un “terrorista” secondo la prospettiva di alcune nazioni.
venerdì 2 gennaio 2026
Gaza: come l’ingresso umanitario è diventato un affare miliardario - Eliana Riva
sabato 20 settembre 2025
EDWARD SAID “LA QUESTIONE PALESTINESE” - Lavinia Marchetti
Da: https://laviniamarchetti.altervista.org - Lavinia Marchetti - Edward Said (Gerusalemme, 1935 – New York, 2003) è stato scrittore, critico e professore di Inglese e di Letteratura comparata alla Columbia University di New York e ha insegnato in più di 150 università e scuole negli Stati Uniti, in Canada e in Europa. I suoi scritti sono apparsi regolarmente su The Guardian, Le Monde diplomatique e Al-Hayat.
Leggi anche: Edward Said ha letto nella Storia il futuro della Palestina - Eliana RivaRI-LETTURE FONDAMENTALI, ESTRATTO DA EDWARD SAID “LA QUESTIONE PALESTINESE” (1979 edito in Italia da Il saggiatore, 2011)
lunedì 15 settembre 2025
Gaza in fiamme: bombardamenti e pulizia etnica mentre Israele pianifica profitti sulle macerie - Eliana Riva
Da: https://pagineesteri.it - Eliana Riva Storica, giornalista, editrice, caporedattrice Pagine Esteri. (Eliana Riva)
Giorno e notte, il rumore dei bombardamenti e dei colpi di mortaio non si ferma mai. Nel buio di Gaza City si può solo sentire. L’avanzata violenta dei militari israeliani e il pianto spaventato dei bambini. Non si dorme e non si mangia. Ci si scambiano notizie sulla posizione dei carri armati, per capire quando non si potrà più fare a meno di fuggire. Ma negli ultimi due giorni anche ottenere notizie è stato quasi impossibile, perché Tel Aviv ha bombardato e distrutto la principale rete di fibra ottica e le infrastrutture di telecomunicazione. Un blackout quasi totale si è abbattuto sulla Striscia, soprattutto sulle aree del nord.
Qualche video, però, si è riusciti a trasmetterlo. Sono immagini di stragi di civili. Famiglie, donne, uomini e bambini. Ovunque nella Striscia. Nelle tende dei profughi, davanti agli ospedali, per la strada, sui marciapiedi, negli edifici crollati, sotto le macerie. Le aree in cui gli sfollati delle torri si erano rifugiati, sono state attaccate, con l’obiettivo di incutere paura e terrore. Gli aerei volano a bassa quota, i robot esplosivi vengono guidati vicino alle zone ancora affollate. Anche il campo profughi sulla spiaggia è stato attaccato, mentre dal cielo continuano a piovere volantini di minaccia e intimidazione. Il portavoce in lingua araba dell’esercito israeliano ha fatto sapere che i militari permetteranno alla popolazione di utilizzare un percorso “temporaneo” per lasciare Gaza City. Ma che via Salah al-Din rimarrà percorribile solo per 48 ore, fino a venerdì. L’annuncio di possibilità temporanee e limitate aiuta lo sfollamento, fa pensare di dover cogliere “un’occasione” che potrebbe fare la differenza tra la vita e la morte. Anche attaccare i luoghi più sensibili serve a dimostrare alla popolazione che non ha scelta, che l’unica opzione a disposizione è quella di andar via. È lo sfollamento forzato, mascherato da premura. Ieri il COGAT, il meccanismo israeliano che gestisce le attività nei Territori palestinesi occupati, si è offerto di “aiutare” i palestinesi a trasferirsi all’estero. Neanche una parola, chiaramente, sul fatto che l’esercito di Tel Aviv ha reso la Striscia invivibile, sull’assedio, sul blocco di beni essenziali alla sopravvivenza, sui massacri, sulla distruzione del sistema scolastico, sanitario, socio-economico, sul livellamento di qualsiasi struttura civile. No. Israele fa passare l’emigrazione come una scelta. E a provarlo sarebbero sei messaggi che, secondo lo stesso COGAT, alcuni palestinesi di Gaza avrebbero scritto alla pagina Facebook dell’agenzia governativa, supplicandola di essere deportati.
Intanto, gli aerei hanno bombardato nei pressi dell’ospedale al-Shifa, uccidendo almeno 14 persone in una delle stragi più orribili degli ultimi giorni. Tanti bambini e bambine, ragazzi, donne, i cui corpi sono stati adagiati nel cortile della struttura sanitaria. I quadricotteri pattugliano le strade e senza preavviso colpiscono chi esce alla ricerca di cibo e di acqua. L’ospedale pediatrico di Gaza City, al-Rantisi, è stato colpito con tre missili, esplosi uno dopo l’altro sui piani più alti della struttura. Chi poteva evacuare lo ha fatto: 40 pazienti sono andati via ma altrettanti sono rimasti, tra cui 12 in terapia intensiva. Le Nazioni Unite, l’Organizzazione mondiale della sanità, le associazioni umanitarie, hanno dichiarato che Israele dal 12 settembre ha chiuso l’unico valico del nord attraverso il quale riuscivano a far entrare un po’ di farina e di carburante. Soprattutto per gli ospedali, che ora rimangono senza combustibile per la stazione dell’ossigeno, per i macchinari medici, per le incubatrici. Tutto potrebbe spegnersi nel giro di pochi giorni. È un altro dei modi per costringere la popolazione ad evacuare. E gli ospedali a chiudere. A Gaza City era già stata dichiarata la carestia. Ora non rimane niente. I carri armati si chiuderanno in un assedio intorno alle strutture sanitarie e agli ultimi edifici che ospitano gli sfollati. Già le esplosioni sono sempre più vicine.
Intanto, entusiasta dei morti e degli sfollati della Striscia, il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich già pregusta i guadagni che Israele potrà ricavare dalle macerie. “La Striscia di Gaza sta diventando una miniera d’oro immobiliare”, ha affermato, rivelando che il progetto è già oggetto di colloqui con gli Stati Uniti. “Abbiamo speso enormi somme per questa guerra. Ora dobbiamo stabilire come spartire i lotti di terreno a Gaza. La demolizione è sempre la prima fase del rinnovamento urbano. Quella l’abbiamo completata: è tempo di cominciare a costruire”.
Anche per questo nel sud della Striscia i militari consegnano più armi e promettono più potere e terra alle milizie locali di Abu Shabab, che secondo le informazioni dei media di Tel Aviv, ora “combattono” al fianco dei soldati dello stato ebraico. Il quale però, ammettono funzionari dell’esercito, non può davvero controllarli. Secondo il quotidiano Haaretz, molti ufficiali sul campo esprimono preoccupazione per le possibili conseguenze: “Mi ricorda Sabra e Shatila”, ha detto un comandante. Il riferimento è al massacro che proprio in questi giorni, 43 anni fa, fu compiuto nei campi profughi palestinesi di Beirut, dove le milizie falangiste, sotto la supervisione israeliana, uccisero centinaia di civili con estrema e indimenticabile violenza.
giovedì 28 agosto 2025
Con la camera di Hussam si spegne il giornalismo - Alberto Negri
Da: https://ilmanifesto.it - Alberto Negri - Alberto Negri è giornalista professionista dal 1982. Laureato in Scienze Politiche, dal 1981 al 1983 è stato ricercatore all'Ispi di Milano. Storico inviato di guerra per il Sole 24 Ore, ha seguito in prima linea, tra le altre, le guerre nei Balcani, Somalia, Afghanistan e Iraq.
Leggi anche: Eliana Riva, la-strage-per-spegnere-una-telecamera?
Vedi anche: 𝐈𝐋 𝐃𝐄𝐋𝐈𝐑𝐈𝐎 𝐃𝐄𝐈 𝐍𝐄𝐆𝐀𝐒𝐈𝐎𝐍𝐈𝐒𝐓𝐈 - https://www.facebook.com/share/v/1ADZ2qy7Tn/
RICORDIAMOLI
lunedì 18 agosto 2025
COS’È LA NAKBA? - Lavinia Marchetti
Vedi anche: La Nakba - Joseph Halevi
Guerra in Medio Oriente, la 'catastrofe' palestinese. Una nuova Nakba?
Leggi anche: Verità sulla Nakba - Ilan Pappè
“Dal ‘48 Israele vuole disfarsi del popolo palestinese” - RACHIDA EL AZZOUZI intervista ILAN PAPPÉ
Chi sono i veri responsabili del caos nel Medio Oriente? - Alessandra Ciattini
I COLONI ISRAELIANI: DALLE RADICI DEL SIONISMO ALLA REALTÀ CONTEMPORANEA - Lavinia Marchetti
La nascita dello Stato d'ISRAELE
Edward Said ha letto nella Storia il futuro della Palestina - Eliana Riva
Cade la maschera di Israele e anche la nostra - Alberto Negri
LA GUERRA CHE DURA SEI GIORNI E CINQUANT'ANNI - Joseph Halevi
PALESTINA. Economia e occupazione: dal Protocollo di Parigi ad oggi. - Francesca Merz
«La Nakba ha colpito anche gli ebrei» - Ariella Aïsha Azoulay, Linda Xheza
lunedì 16 giugno 2025
Gaza al buio: Israele taglia internet. Ancora fuoco sugli affamati - Eliana Riva
Da: https://ilmanifesto.it - Eliana Riva Storica, giornalista, editrice, caporedattrice Pagine Esteri. (https://www.facebook.com/eliana.riva1)
La famiglia di Ahmed al-Sharbasi, ucciso mentre cercava cibo in un centro della Ghf – Ali Jadallah/ Getty
sabato 7 giugno 2025
Gaza muore di fame: la Ghf chiude i cancelli dopo le stragi - Eliana Riva
Leggi anche: Edward Said ha letto nella Storia il futuro della Palestina - Eliana Riva
Si ferma anche la distribuzione dei miseri aiuti umanitari gestiti dalla fondazione israelo-statunitense chiamata Gaza Humanitarian Foundation (Ghf). Ventidue camion appena sono stati scaricati martedì. Prima della guerra ne entravano 600 al giorno. E non c’era la necessità, come oggi, di recuperare tre mesi di blocco totale di cibo, medicine, carburante, macchinari.
La creatura nata dalle menti e dagli interessi (economici, politici e militari) di Washington e Tel Aviv, ha manifestato tutta la sua incompetenza e una inadeguatezza che era stato facile prevedere. Lo avevano detto le Nazioni Unite. Non si può improvvisare il lavoro umanitario costruendo in pochi mesi una società nata per volere del governo il cui presidente è ricercato internazionalmente per crimini di guerra. Non lo si può fare neanche se posizioni ai vertici membri dell’esercito statunitense e imprenditori dai guadagni milionari. A quanto pare, una delle maggiori certezze del presidente Usa Donald Trump è stata smentita dai fatti: non bastano i soldi per sostituire esperienze e professionalità.
venerdì 21 marzo 2025
Gaza. Israele scatena l’inferno promesso - Eliana Riva
Da: https://pagineesteri.it - L’articolo è stato pubblicato in origine sul quotidiano Il Manifesto. - Eliana Riva Storica, giornalista, editrice, caporedattrice Pagine Esteri. (https://www.facebook.com/eliana.riva1)
https://www.facebook.com/reel/1579114242786131
Gli aerei da guerra israeliani hanno bombardato Gaza da nord a sud. Jabalia, Beit Hanoun, Gaza City, Nuseirat, Deir el-Balah, Khan Younis e Rafah. Anche l’area di al-Mawasi, designata zona umanitaria dalla stessa Tel Aviv. Sono state colpite scuole-rifugio, tende per sfollati, le case danneggiate dentro cui si riparavano intere famiglie. Momen Qoreiqeh, un sopravvissuto, ha raccontato ai giornalisti di Al Jazeera di essere riuscito a recuperare 26 cadaveri, tutti membri della sua famiglia, ammazzati insieme mentre dormivano. «Massacri di civili» li ha definiti Medici senza frontiere (Msf), che ha contato decine di morti e feriti nelle cliniche che gestisce. Nell’ospedale Nasser di Khan Younis l’unità di terapia intensiva pediatrica si era già riempita ieri mattina. Il direttore dell’Al-Shifa ha dichiarato che ogni minuto un ferito muore a causa della mancanza di risorse mediche. Medicine, attrezzature, personale: le strutture sanitarie dove vengono portati i feriti sono le stesse ridotte al collasso da quindici mesi di bombardamenti, dall’assedio dei militari israeliani, dal nuovo blocco di carburante e di aiuti. Due mesi di cessate il fuoco non sono certo bastati a recuperare la piena funzionalità.
domenica 30 giugno 2024
La politica israeliana tra occupazione e massacro - Gideon Levy
sabato 25 novembre 2023
Chi sono i veri responsabili del caos nel Medio Oriente? - Alessandra Ciattini
Da: https://www.marx21.it - Alessandra Ciattini (Collettivo di formazione marxista Stefano Garroni) ha insegnato Antropologia culturale alla Sapienza di Roma. Collabora con https://www.lacittafutura.it - https://www.unigramsci.it
Leggi anche: Tutte le ragioni per cui stiamo con la Palestina - Alessandra Ciattini
Antisemitismo e antisionismo sono collegati tra loro? - Alessandra Ciattini
Israele/Palestina. Alle radici del conflitto - Joseph Halevi
PALESTINA. Economia e occupazione: dal Protocollo di Parigi ad oggi. - Francesca MerzEdward Said ha letto nella Storia il futuro della Palestina - Eliana Riva
Vedi anche: La nascita dello Stato d'ISRAELE
Le reazioni dei governi del cosiddetto occidente collettivo e i loro super-controllati portavoce mediatici hanno il potere – come hanno già fatto per la guerra NATO-Ucraina – di stabilire dove comincia la storia, stabilendo ovviamente che il momento iniziale dello scontro è avvenuto il giorno che a loro fa può comodo; scelta che permette ad essi di nascondere le loro numerose e precedenti violazioni dei tanto celebrati diritti umani e del diritto internazionale spesso con la complicità dell’ONU. Nello stesso tempo un’altra loro collaudata tecnica, impiegata da secoli da tutti coloro che debbono aver ragione a tutti i costi, consiste nella demonizzazione dell’avversario, ossia Hamas, coinvolgendo in questo tutta la popolazione della Palestina, e diffondendo notizie sempre più macabre e terribili, ma non verificate, come la decapitazione di inermi lattanti. Già in passato erano state diffuse simili informazioni quando furono a suo tempo additati a pubblico ludibrio i soldati iracheni, che in Kuwait avrebbero strappato dalle incubatrici alcuni neonati per farli morire sul pavimento durante la prima guerra del Golfo. La fonte della notizia non era una povera profuga ma addirittura la figlia dell’ambasciatore del Kuwait a Washington.
La demonizzazione di Hamas può esser fatta senza problemi perché non si ricorda – come ha fatto in questi giorni Seymour Hersch – che è stato proprio Israele a finanziare questa organizzazione terroristica (non meno terroristica dello stesso Israele) con lo scopo di creare divisioni all’interno della comunità palestinese, favorendo la contrapposizione con Al Fatah, altra fazione sconfitta alle elezioni del 2006, con l’obiettivo di ostacolare in tutti modi la formazione di uno Stato degli abitanti originari della regione, nonostante i numerosi accordi in questo senso.
mercoledì 17 agosto 2022
Edward Said ha letto nella Storia il futuro della Palestina - Eliana Riva
Da: https://pagineesteri.it - Eliana Riva Editrice, storica, giornalista, libraia
Edward Said (1º novembre 1935 – New York, 25 settembre 2003) è stato uno scrittore e docente statunitense, di padre americano di origini palestinesi e di madre palestinese, entrambi cristiani protestanti; ed egli stesso palestinese di nascita, vissuto tra la Palestina mandataria e l'Egitto fino ai 15 anni di età. Fu anglista, docente di inglese e letteratura comparata alla Columbia University, teorico letterario, critico e polemista, particolarmente noto per la sua critica del concetto di Orientalismo. Fu, tra gli altri, influenzato dalle letture di Antonio Gramsci, Frantz Fanon, Aimé Césaire, Michel Foucault e Theodor W. Adorno.
Leggi anche: PALESTINA. Economia e occupazione: dal Protocollo di Parigi ad oggi. - Francesca MerzChiarezza - Shlomo Sand
Israele/Palestina. Alle radici del conflitto - Joseph Halevi
Antisemitismo e antisionismo sono collegati tra loro? - Alessandra Ciattini
https://invictapalestina.wordpress.com/2016/07/12/stato-attuale-ed-origine-del-conflitto-tra-israele-e-la-palestina-breve-riassunto-per-le-scuole-medie/
Quattro ore a Chatila - Jean Genet
Bauman: "Gaza è diventata un ghetto, Israele con l'apartheid non costruirà mai la pace" - Antonello Guerrera
Vedi anche: La Nakba - Joseph Halevi



.jpg)