Da: https://giuliochinappi.com - Articolo pubblicato su Strategic Culture Foundation
La Conferenza di Monaco sulla Sicurezza avrebbe dovuto rappresentare il tradizionale momento di coordinamento strategico tra Stati Uniti ed Europa. In realtà, si è trasformata nello specchio di una relazione transatlantica in affanno. L’appuntamento, tenutosi dal 13 al 15 febbraio con la partecipazione di responsabili politici e di sicurezza provenienti da oltre 110 Paesi e regioni e con più di 50 capi di Stato e di governo, è partito con una domanda non dichiarata ma evidente: quanto è ancora solido il quadro politico che ha retto l’Occidente negli ultimi decenni?
Il segnale più eloquente è arrivato già alla vigilia, con la pubblicazione del Munich Security Report 2026 e la sua copertina “Under Destruction”, richiamo simbolico a un ordine internazionale percepito come eroso dall’interno. Nella lettura proposta da molti analisti, il punto politicamente più sensibile è la crescita della percezione del rischio proveniente dagli Stati Uniti stessi, un dato che in alcuni contesti europei supera perfino quello legato alla Cina o alla Russia, a dimostrazione di una fiducia strategica incrinata, cioè della crisi del pilastro psicologico su cui si era costruita la comunità atlantica.


