Da: https://volerelaluna.it - Paolo Desogus insegna Letteratura italiana contemporanea a Sorbonne Université. Ha scritto su Pasolini, Gramsci, Eco, De Martino e sul rapporto tra cinema e letteratura. Lo scorso maggio è uscita per La nave di Teseo la sua nuova monografia “In difesa dell’umano. Pasolini tra passione e ideologia”.
Vedi anche: EPSTEIN E IL LATO OSCURO DEL POTERE. ORA PUÒ CROLLARE UN INTERO SISTEMA - Alberto Contri
EPSTEIN FILES - Nella tela del ragno - Pubble (https://www.youtube.com/watch?v=ORt337Hf3Tk).
Cosa c’entra il Mossad con gli Epstein files? Ne parliamo con Rula Jebreal. https://www.facebook.com/dibattista.alessandro/videos/1275442981064026
Leggi anche: ISRAELE: L’ELEFANTE NELLA STANZA DELLO SCANDALO
EPSTEIN https://www.facebook.com/francesca.fornario/posts
Un’introduzione alla lettura di Michel Clouscard: «Neofascismo e ideologia del desiderio» - Aymeric Monville
Pasolini, ultima vittima di Salò - Giorgio Gattei
Pasolini, Salvini e il neofascismo come merce - Wu Ming 1, scrittore

Le recenti rivelazioni sulle complicità dei servizi segreti, e in particolare del Mossad, aggiungono al caso Epstein un ulteriore elemento di inquietudine, rivelatore di una trama di potere complessa, che alla predazione dei corpi femminili, spesso giovanissimi, unisce la pratica del dossieraggio e del ricatto. Resta tuttavia da capire cosa ha spinto le personalità ai vertici della politica e dell’economia internazionale a esporsi e a partecipare a un’attività evidentemente criminale, che facilmente si sarebbe prestata a minacce ed estorsioni. Una spiegazione sta senz’altro nel sentimento di impunità, il cui significato non può però essere spiegato esclusivamente con le categorie morali. Si tratta infatti di qualcosa che chiama in causa l’appartenenza dei complici di Epstein a un nuovo tipo di classe cosmopolita, forte di ricchezze smisurate e di relazioni potentissime: una classe estranea alla legge e proprio per questo capace di tutto, smaniosa di misurare il proprio potere sul prossimo.
Le notizie sul caso Epstein hanno proprio per questo richiamato alla memoria alcuni film in cui tali pratiche erano state mostrate. Uno di questi è Salò o le 120 giornate di Sodoma, da Pasolini pensato come metafora della ragione neocapitalista e della sua torsione autoritaria. Dall’ottica di questo film emerge in effetti come i corpi e, in relazione al caso di Epstein, i corpi femminili, siano il luogo di verifica della potenza del capitale liberato da ogni vincolo, da ogni freno, capace dunque di sottomettere, mercificare e abusare. Sotto questa ottica, la pratica di estrazione del plusvalore diviene estrazione di godimento senza limiti, senza l’ombra di scrupoli etici, che integra il sessismo nella logica dell’accumulazione primitiva.
Insieme alle immagini di Salò è forse possibile accostare anche alcune sequenze di un altro film, Eyes wide shut di Kubrick, tratto dal romanzo di Schnitzler, Doppio sogno. Se l’opera di Pasolini descrive il grado di violenza del capitale, quello di Kubrick offre gli strumenti per studiare la complicità criminale interna ai membri di questa nuova classe ostile alla legge, del tutto distaccata dal mondo reale e nondimeno capace di condizionarlo. L’enorme crescita di ricchezza in mano a pochi e la neutralizzazione di qualsiasi contropotere realmente in grado di metterla in discussione hanno proiettato questa élite in uno spazio altro, in un universo parallelo dove si celebra il patto originario di un’appartenenza esclusiva, siglato al di sopra di ogni ordinamento legale.
Va proprio per questo osservato come la casa delle orge, a cui con un escamotage accede il protagonista di Eyes wide shut, sia abitata da figure in maschera. Forse ancor più nel romanzo di Schnitzler si nota però che chi la frequenta sa riconoscere i propri simili e sa facilmente individuare i corpi estranei o comunque non utili allo sfruttamento (a morire è una giovane prostituta che ha rotto il patto). La maschera non deve nascondere. E quelle orge non servono soltanto a soddisfare gli appetiti perversi di chi vi partecipa. Sono anche parte di un rito in cui si celebra l’atto fondativo di una nuova legge, di un nuovo ordine che modifica l’identità civile di chi ne fa parte separando l’umanità, stabilendo cioè la divisione fra i dominanti, detentori del godimento, e i dominati costretti a restarne esclusi o al limite a subirlo.
Se è così anche per il caso Epstein, si capisce come l’azione criminale, che secondo alcune recenti rivelazioni supera persino la pratica dello stupro fino ad arrivare all’omicidio, sia interna al consolidamento del clan. Allo stesso modo il ricatto, più che alla logica dell’intimidazione, risponde al compimento del rito. È come una sorta di pegno criminale da pagare per liberarsi dal proprio passato civile e per entrare a far parte del giro dei veri potenti, quello di coloro che stanno sopra la legge terrena. Del resto sin dalle prime indagini su Epstein del 2006 in Florida l’attività degli inquirenti ha incontrato numerosi ostacoli. La stessa condanna, estremamente tenue rispetto ai reati, non ha impedito al magnate americano e alla sua complice Ghislaine Maxwell di estendere il proprio traffico sessuale e pedofilo. E allo stesso modo la larghissima parte delle figure della politica e della finanza segnalate nei file finora raccolti non sono ancora state coinvolte nelle azioni giudiziarie.
Staremo a vedere dove arriverà la legge. Di sicuro però anche la massima pena detentiva non sarà sufficiente. Epstein e i suoi uomini sono la parte emergente di una contraddizione che non si elimina nei tribunali e che va ricercata nel cuore stesso dell’Occidente capitalistico e nella sua falsa coscienza liberale e neopatriarcale, incapace di mettere in discussione la sua razionalità predatoria di capitale e di corpi. Il dominio di questa nuova classe è l’espressione di una vera e propria visione del mondo che nell’azione politica si traduce in un potere senza limiti, senza confini, impegnato a soddisfare in ogni modo una volontà di potenza ostile alle più elementari libertà della persona.
Occorre proprio per questo fare uno sforzo. Vedere cioè lo scandalo Epstein nella grande cornice degli eventi recenti che hanno messo in discussione il diritto statale e internazionale. La stessa vocazione alla guerra, al colonialismo, così come allo stupro, allo sfruttamento massivo del lavoro e alle profonde diseguaglianze sociali è parte integrante di questo potere. Si tratta di qualcosa che andrebbe preso molto sul serio. È, per tornare al Pasolini di Salò, il “nuovo fascismo” del nostro secolo.
Nessun commento:
Posta un commento