La teoria Marxista poggia la sua forza sulla scienza... che ne valida la verità, e la rende disponibile al confronto con qualunque altra teoria che ponga se stessa alla prova del rigoroso riscontro scientifico... il collettivo di formazione Marxista Stefano Garroni propone una serie di incontri teorici partendo da punti di vista alternativi e apparentemente lontani che mostrano, invece, punti fortissimi di convergenza...
domenica 1 febbraio 2026
Democrazia in tempo di guerra: censurare l'informazione, disciplinare la cultura e la scienza -
sabato 31 gennaio 2026
“Il testamento di Lenin” - Luciano Canfora
Da: https://www.pandorarivista.it - Luciano Canfora, filologo, storico, saggista, professore emerito dell’Università di Bari, membro del Consiglio scientifico dell’Istituto dell’Enciclopedia italiana e direttore della rivista Quaderni di Storia, Dedalo Edizioni. (Luciano Canfora Podcast) - Francesco Maria Galassi, medico, antropologo, fisico e forense, paleopatologo, umanista. Dottore di ricerca e professore associato di antropologia fisica presso l’Università di Łódź (Polonia).
Vedi anche: Il Testamento di Lenin: Stalin, Trockij ed il socialismo in un solo paese. - LUCIANO CANFORA
Con Il testamento di Lenin. Storia segreta di una lettera non spedita (Fuoriscena 2025), Luciano Canfora esplora uno dei documenti più problematici e controversi della storia politica del Novecento: la Lettera al Congresso, scritta da Lenin fra il 22 dicembre 1922 e il 4 gennaio 1923, nei rari momenti di lucidità concessi dalla malattia che lo avrebbe condotto a morte il 21 gennaio 1924. Dettata in condizioni di precarietà fisica e mentale, e in un clima di vigilanza costante – poiché la segreteria che lo assisteva agiva sotto la supervisione diretta di Stalin – la Lettera è, come scrive Canfora, «un sintomo di crisi profondissima al vertice del bolscevismo».
In quelle pagine, redatte con sforzo estremo, Lenin cerca di «far ordine al vertice del partito». L’obiettivo è duplice: da un lato, segnalare i rischi di una scissione tra Trockij e Stalin, dall’altro ammonire contro l’accentramento del potere nelle mani di quest’ultimo, ossia del Segretario generale del Comitato Centrale del Partito Comunista. Il giudizio leniniano su Stalin, nel poscritto del 4 gennaio 1923, è esplicito: egli è, a giudizio del leader della rivoluzione bolscevica, caratterialmente inadatto a tale ruolo, a causa della sua rozzezza (slishkom grub, «troppo rozzo») nei rapporti con i compagni e della scarsa lealtà.
Lenin formulò giudizi severi su tutti i principali dirigenti del partito: di Trockij sottolineò la baldanza e l’eccessiva attrazione per il lato amministrativo delle questioni, mentre di Bucharin e Pjatakov mise in dubbio l’ortodossia marxista.
Canfora, elaborando le proprie conclusioni a partire da fondamentali studi sul tema quali Lenin’s will di Yuri A. Buranov (1994) e dal riesame diretto delle fonti e dei documenti, dimostra come, con ogni probabilità, il documento fu manipolato. Estremamente significativa è, infatti, l’interpolazione successiva della parola «non-bolscevismo» per Trockij, introdotta sotto il controllo di Stalin, che aveva accesso ai manoscritti tramite le segretarie del leader malato e prossimo ormai al trapasso. Tale aggiunta, osserva Canfora, servì a screditare l’avversario principe di Stalin, manipolando, in ultima analisi, il senso dell’intero documento, dal momento che «sembra[va] significare infatti che [ancora allora] tale [fosse] la caratteristica di Trockij».
lunedì 26 gennaio 2026
Perché l’Occidente odia la Russia - Luciano Canfora
Leggi anche: La fabbrica della “russofobia” in Occidente - Sergio Cararo
Liquidare la Russia e isolare la Cina - Lucio Caracciolo (12.04.2021)
La conflittualità valutaria e l’enigma del gas valutato in rubli - Francesco Schettino
Le ragioni dell’antagonismo che negli ultimi anni è sfociato in un’irrazionale fobia: la crisi storica dell’Europa e la sua colonizzazione Usa, oggi sempre più visibile. Così avanza il nichilismo guerrafondaio
Dichiarazione alla stampa del presidente Mattarella, a Mosca, 11 aprile 2017.
“Abbiamo naturalmente affrontato la situazione in Ucraina. L’Italia è molto preoccupata per l’assenza di sviluppi sul terreno. [...]Nell’apprezzare il rilevantissimo e prezioso ruolo dell’Osce sul terreno, rinnoviamo la nostra fiducia nei confronti degli sforzi negoziali del Formato Normandia in base agli accordi di Minsk e auspichiamo che la Russia eserciti tutta la propria influenza per il consolidamento del cessate il fuoco, [...] richiesta che rivolgiamo a tutti gli attori di quel teatro di crisi. Ringrazio molto il presidente Putin perl’accoglienza, per l’amicizia dimostrata”.
Queste parole vennero pronunciate al termine della visita di Stato del presidente Mattarella a Mosca. Erano presenti, al cospetto della stampa, entrambi i presidenti, Mattarella e Putin. Il referendum con cui la Crimea scelse di reintegrarsi nella Federazione Russa era avvenuto già da tre anni (2014) e da allora erano in vigore sanzioni alla Russia (cui partecipava anche l’I t a l i a ) .
domenica 30 novembre 2025
"Catastrofe neoliberista" - Luciano Canfora, Angelo d'Orsi, Vito Petrocelli e Antonio Di Siena
domenica 16 novembre 2025
All’ombra di Mao - con Luciano Canfora, Sandro Teti e Marco Sioli
domenica 9 novembre 2025
Le condizioni per tornare a parlare di socialismo - Piero Bevilacqua
Da: https://volerelaluna.it - Piero Bevilacqua, già professore di storia contemporanea all’Università La Sapienza di Roma, è scrittore, saggista e politico.
Leggi anche: "Riflessioni" 2.0 - Stefano Garroni
"Riflessioni" 4.0 - Stefano Garroni
Riflessioni 16 - Alienazione/Estraneazione - Stefano Garroni
Riflessioni 18 - Smarrimento - Stefano Garroni
PER UNA RIPRESA DI RIFLESSIONE* - Stefano Garroni
Una problematica politica odierna. Il comunismo libertario - Stefano Garroni
SUL PARTITO* - Stefano Garroni
Comunisti, oggi. Il Partito e la sua visione del mondo. - Hans Heinz Holz.
L’onda lunga della crisi del marxismo (tra prassi e teoria) - Roberto Fineschi
Vedi anche: LOSURDO ed il REVISIONISMO STORICO - Alessandra Ciattini e Gianmarco Pisa
Un tempo le forze politiche che ora definiamo Sinistra, e che in passato si nominavano anche Movimento operaio (Partito comunista e socialista, organizzazione sindacale di classe ecc.), agivano sulle proprie scene nazionali animate dalla consapevolezza di essere eredi di un lungo passato di lotte e di conquiste, di essere parte di un movimento internazionale e di avanzare verso il futuro secondo un programma di rivendicazioni immediate e un progetto di società da costruire. L’intero processo, che coinvolgeva milioni di persone, era accompagnato da una costante attività di analisi e di elaborazione intellettuale, dentro e fuori i partiti, che forniva alle rivendicazioni quotidiane analisi, conoscenze, orizzonti.
Da qualche decennio questa dimensione intellettuale, culturale, morale, escatologica che accompagnava l’agire politico è stata abbandonata pressoché da tutti i partiti. Il patrimonio teorico che dava profondità all’agire pratico è stato dismesso come un ferro vecchio. Oggi tutto è inchiodato al presente e l’orizzonte del fronte riformatore si limita, nel migliore dei casi, alla rivendicazione di “più risorse alla sanità pubblica”, “più soldi alla scuola”, “maggiore equità sociale” e alle note bagattelle del chiacchiericcio propagandistico.
Quel che vorrei qui illustrare è perché questo è accaduto e quali sono state le forze storiche che hanno portato alla disfatta presente. E, sulla base di questo chiarimento, provare a indicare le condizioni che possono far rinascere la politica quale agente di trasformazione sociale, progetto di una nuova organizzazione della società. Premettendo che il grande crollo subito dal movimento operaio organizzato è stato provocato, a mio avviso, da due agenti e processi convergenti: il successo dell’iniziativa capitalistica in due grandi Paesi, UK e USA, e il crollo dell’Unione Sovietica.
venerdì 7 novembre 2025
"I pestelli della guerra" - Luciano Canfora
venerdì 24 ottobre 2025
Il fascismo e gli italiani - Ennio Flaiano
Da: ENNIO FLAIANO, Don't Forget, 1976 (Scritti postumi, Milano, Bompiani 1998). - Ennio Flaiano è stato uno sceneggiatore, scrittore, giornalista, umorista, critico cinematografico e drammaturgo italiano. Specializzato in elzeviri, Flaiano scrisse per Oggi, Il Mondo, il Corriere della Sera e altre testate.
Leggi anche: Fascismo. Misurare la parola. - Palmiro Togliatti
Ur-Fascismo, il fascismo perenne* - Umberto Eco
Fascismo o neofascismo - Alessandra Ciattini
Il revisionismo storico*- Luciano Canfora
Vedi anche: Chi ha riabilitato il fascismo? - LUCIANO CANFORA
Luciano Canfora presenta "Il fascismo non è mai morto"
sabato 27 settembre 2025
La guerra del Peloponneso e quelle di oggi. - Luciano Canfora
martedì 9 settembre 2025
Calunnie e guerra non in nostro nome - Franco Cardini
Da: ilfattoquotidiano.it - Franco Cardini, è professore emerito di Storia medievale presso l'Istituto di Scienze Umane e Sociali (Firenze, oggi aggregato alla Scuola Normale Superiore di Pisa), saggista e blogger italiano (https://www.francocardini.it).
Vedi anche: STORIA EUROPEA - Luciano Canfora, Franco Cardini
Le falsità per preparare un conflitto contro l’“orco” Putin e la disparità di trattamento degli eccidi compiuti dagli israeliani nella Striscia di Gaza. Bancarotta morale delle democrazie occidentali.
La storia non sarà Maestra di Vita, ma qualcosa ogni tanto la insegna sul serio. Per esempio attraverso certi illustri aforismi di lontana origine ellenico-romana o biblica, trasformati magari in “verità da Bar dello Sport”.
Come quello, di antichissimo sapore ma difficile da rintracciare alla lettera nonostante Wikipedia – parte forse da Sun-Tzu, forse dal Machiavelli – secondo il quale, quando un qualche potere statale si sente arrivato in fondo alla sua parabola e ormai in trappola e in via di liquidazione fallimentare, ha a disposizione solo due vie d’uscita: o dichiara bancarotta o scatena una guerra.
La dichiarazione di bancarotta è più agevole e diretta: certo però implica il riconoscimento di una sconfitta che si può anche attribuire alla malasorte o al destino cinico e baro, ma che insomma comporta esplicitamente o no l’assunzione della responsabilità dei propri errori. Più decorosa e meno certa negli esiti (in fondo, sul campo di battaglia si può anche vincere…) è la dichiarazione di una guerra. Ma per essa occorrono due elementi: una “buona causa” (sic) e un nemico opportunamente scelto.
domenica 13 luglio 2025
Lezioni di Archeologia - Filippo Coarelli
Da: https://bianchibandinelli.it - Filippo Coarelli è un archeologo italiano, già docente di Storia romana e di Antichità greche e romane all'Università di Perugia. È stato allievo di Ranuccio Bianchi Bandinelli.
Vedi anche: COARELLI AteoPraticante - https://www.youtube.com/watch?v=nxpuMmk3OOo -
Antichità Romane (Lez.1) / Introduzione | RLeS - Filippo Coarelli
"Roma Antica" - Filippo Coarelli
ROMA E ANNIBALE - Una storia in movimento
Augusto: la morale politica di un monarca repubblicano - Luciano Canfora
mercoledì 25 giugno 2025
L’intelligenza filologica - Luciano Canfora e Federico Condello
venerdì 6 giugno 2025
Il Testamento di Lenin: Stalin, Trockij ed il socialismo in un solo paese. - LUCIANO CANFORA
sabato 31 maggio 2025
"Gli EUROPEISTI nel PANICO vogliono la TERZA GUERRA MONDIALE" - LUCIANO CANFORA
martedì 29 aprile 2025
Con “l’Occidente contro il resto del mondo” si rischia la catastrofe - Angelo d’Orsi
Da: https://www.africa-express.info - Angelo d'Orsi* Professore ordinario di Storia del pensiero politico all’Università di Torino.
Vedi anche: L'OCCIDENTE NICHILISTA vuole UCCIDERE la RUSSIA - Angelo D'Orsi
Luciano Canfora: "L'asse franco-inglese vuole fare guerra alla Russia, il rischio è altissimo"
La russofobia sta portando l'Europa al disastro. L'asse franco-anglo-tedesco, preannuncia un destino di morte per il continente. Si assiste a un’accelerazione del passaggio dal welfare al warfare. (Redazione Africa ExPres)
Sono almeno dieci-quindici anni che la russofobia – che è paura del mondo russo, ma anche la sua espunzione dalla “civiltà” – ci sta ammorbando, sta ottenebrando le nostre menti, sta condizionando i nostri pensieri, indirizzandoci anno dopo anno, giorno dopo giorno, verso la possibilità di un conflitto armato contro Mosca.
Dal 2022 quella possibilità è diventata, nelle parole irresponsabili di gran parte della classe politica euro-occidentale, una necessità alla quale, presto o tardi, dovremmo sottostare.
E in un crescendo spaventoso, dopo l’arrivo di Donald Trump alla White House, con le sue promesse di porre termine al conflitto in Ucraina (NATO vs. Federazione russa combattuto sul suolo ucraino ma anche sempre di più in territorio russo), ormai la guerra, una guerra totale tra Europa/Occidente e Russia/Oriente ci viene presentata non soltanto come necessità, ma come necessità inderogabile e urgente.
Tre Stati in difficoltà
venerdì 18 aprile 2025
Luciano Canfora: "L'asse franco-inglese vuole fare guerra alla Russia, il rischio è altissimo"
sabato 29 marzo 2025
Immagina se tutti coloro che tacciono sul terribile male che si sta commettendo a Gaza parlassero… - Owen Jones
Da: https://www.assopacepalestina.org - Art orig.: https://www.theguardian.com/commentisfree/2025/mar/19/imagine-silent-terrible-evil-committed-gaza-inaction-censorship - Owen Jones è un editorialista del Guardian e autore di Chavs: The Demonisation of the Working Class and The Establishment – And How They Get Away With It -
Leggi anche L'INTERVISTA - LUCIANO CANFORA: “La guerra c’è, ma non si dice. E chi dissente va intimidito” https://www.facebook.com/photo/?fbid=1550083289259406&set=a.971259213808486
Palestinesi in fuga dalle loro case nel nord di Gaza dopo che l’esercito israeliano ha emesso ordini di evacuazione. 18 marzo 2025. Fotografia: Mahmoud Issa/Reuters
The Guardian, 19 marzo 2025.
Nessun crimine nella storia è stato così ben documentato dalle sue vittime. Eppure l’inerzia e la censura regnano.
Sulla scia degli attacchi, la CNN ha riferito che l’assalto di Israele ha messo “in dubbio il fragile cessate il fuoco”. L’orwelliano canale non descrive nemmeno lontanamente la situazione. In realtà, non c’è stato alcun “cessate il fuoco”: non se questa definizione vuol dire smettere di sparare. È stato riferito che un solo israeliano è morto a Gaza durante il “cessate il fuoco”: un appaltatore ucciso dall’esercito israeliano, che lo ha scambiato per un palestinese. Invece, secondo quanto riferito, 150 Palestinesi sono stati uccisi a Gaza durante questo “cessate il fuoco”, e decine di altri sono stati massacrati in Cisgiordania.
mercoledì 26 marzo 2025
LUCIANO CANFORA: "Genocidio"
martedì 4 marzo 2025
«Viviamo già in post-democrazie Anche per colpa della sinistra» - Silvia Camisasca intervista Luciano Canfora
Da: https://www.editorialedomani.it - Silvia Camisasca Fisica e Giornalista [...] Insegna italiano a bambini migranti non accompagnati. - Luciano Canfora, filologo, storico, saggista, professore emerito dell’Università di Bari, membro del Consiglio scientifico dell’Istituto dell’Enciclopedia italiana e direttore della rivista Quaderni di Storia, Dedalo Edizioni. (Luciano Canfora Podcast)
Lo storico sta per tornare in libreria per Laterza con un volume sulla genesi della democrazia: «Esiste in quanto ideale» «La sinistra europea rimprovera a Trump ciò che essa fa quando governa. I russi in Donbass? Come la Nato a Belgrado»
«Di che parliamo?». La prima domanda è sua. Luciano Canfora sta per tornare in libreria con L’invenzione della democrazia (Editori Laterza), alle cui avventure e disavventure, alle cui peri pezie avvenute nel corso dei secoli, ha già dedicato in passato più di un titolo, con la sua voce libera, da storico e da osservatore del no stro tempo.
Cosa sta succedendo, professore? La democrazia come se la passa?
Viviamo un momento di grandi cambiamenti, per certi versi, prevedibili, in cui si trova anche un elemento di comicità: mi sembra che gran parte della stampa e dell’informazione si stia dando parecchio da fare per riposizionarsi, trovandosi in una condizione non lontana da quella del servo quando cambia il padrone. C’è un nuovo padrone e il racconto deve adeguarsi.
giovedì 20 febbraio 2025
Luciano Canfora: “Paragonare Monaco 1938 e l’oggi? È solo propaganda” - Daniela Ranieri
Da: https://www.ilfattoquotidiano.it - Daniela Ranieri giornalista, dal 2013 scrive su Il Fatto Quotidiano di politica e di cultura. Dopo gli studi di Antropologia culturale all'Università La Sapienza di Roma, ha conseguito un Dottorato di Ricerca in Teoria e Ricerca Sociale. - Luciano Canfora, filologo, storico, saggista, professore emerito dell’Università di Bari, membro del Consiglio scientifico dell’Istituto dell’Enciclopedia italiana e direttore della rivista Quaderni di Storia, Dedalo Edizioni. (Luciano Canfora Podcast)



