Da: https://www.maurizioacerbo.it - Victor Serge Giornalista, saggista e romanziere. Dapprima anarchico, poi bolscevico, in seguito schierato con Trockij e deportato a Orenburg, fu tra i primi a denunciare nei suoi scritti i crimini compiuti da Stalin. Tra i suoi libri più noti ricordiamo: Il caso Tulaev, Memorie di un rivoluzionario, L’Anno primo della rivoluzione russa e La città conquistata.
Se non conoscete Victor Serge vi consiglio di leggere la recensione dello scrittore Massimo Carlotto delle sue ‘Memorie di un rivoluzionario’. L’esule antistalinista e antifascista Serge collaborò con la Partisan Review nei primi anni Quaranta. Questa è una lettera che inviò intervenendo in un dibattito del 1941 intitolato “Che cos’è il fascismo?” sul numero n. 5, settembre-ottobre 1941. Ringrazio la storica californiana Suzi Weissman, autrice di una fondamentale biografia di Serge non pubblicata in Italia, per avermi inviato il testo che avevo trovato citato in un suo articolo. Ricordo che da anni curo una pagina facebook dedicata a Victor Serge e su questo blog potete leggere molti articoli di e su questo rivoluzionario, storico e scrittore imprescindibile per comprendere il Novecento. (Maurizio Acerbo)
“Che cos’è il fascismo?” La discussione continua.
- Una lettera di Victor Serge
Signori,
Ho letto con vivo interesse gli articoli di James Burnham e Dwight Macdonald nel numero di maggio-giugno di PARTISAN REVIEW. Le seguenti note su di essi potrebbero interessare i vostri lettori.
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Tutte le critiche al marxismo nell’articolo di Burnham mi sembrano fuori luogo: nella misura in cui sono accurate, si applicano a quel “marxismo volgare” degli ignoranti e dei sempliciotti, che sono inevitabilmente numerosi in ogni grande movimento. Si trascura completamente l’enorme contributo dato dal marxismo alla storia dei nostri tempi. Dove sono finite le previsioni e i progetti degli autori del Trattato di Versailles o del Piano Dawes? Ma il Congresso Socialista Internazionale di Basilea predisse chiaramente la prima guerra mondiale; i russi dimostrarono cento volte che l’Europa non era vitale; Lenin predisse “il secondo round di guerre mondiali e rivoluzioni” ancora prima delle illusioni di prosperità e razionalizzazione degli anni Venti; infine, scrivendo sugli eventi in Russia, Cina, Germania, i marxisti ci hanno dato opere lungimiranti come “The road to power” di Lenin, gli scritti di Trotsky sulla rivoluzione cinese del 1927, sulla situazione tedesca del 1933, sullo sviluppo della rivoluzione russa.








