La teoria Marxista poggia la sua forza sulla scienza... che ne valida la verità, e la rende disponibile al confronto con qualunque altra teoria che ponga se stessa alla prova del rigoroso riscontro scientifico... il collettivo di formazione Marxista Stefano Garroni propone una serie di incontri teorici partendo da punti di vista alternativi e apparentemente lontani che mostrano, invece, punti fortissimi di convergenza...
venerdì 6 febbraio 2026
Trump schiaffeggiato da Iran e Venezuela - Alessandra Ciattini
giovedì 22 gennaio 2026
ANALISI. Strategia delle calunnie per mostrare un Venezuela debole e arrendevole - Geraldina Colotti
Da: https://pagineesteri.it - Geraldina Colotti è nata a Ventimiglia, ha vissuto a lungo a Parigi, oggi vive e lavora a Roma. Dopo aver trascorso molti anni in carcere per la sua militanza nelle Brigate Rosse, è giornalista, esperta di America Latina. Dirige l'edizione italiana del mensile di politica internazionale Le Monde diplomatique. Geraldina Colotti - Geraldina Colotti -
Leggi anche: Venezuela: lo “stato di shock esterno” tra casematte e sovranità – Geraldina Colotti
Venezuela, dialettica della transizione*- Geraldina Colotti
Non è stata una “passeggiata”, come dichiarato da Trump, l’attacco al Venezuela che, il 3 gennaio, ha ucciso, con armi ultrasofisticate, militari e civili durante un bombardamento notturno che ha colpito la capitale e alcuni porti del paese. Non si è trattato di una “operazione chirurgica e indolore” a cui non è stata opposta alcuna resistenza. Il Segretario di Guerra USA, Pete Hegseth, ha ammesso che 200 membri delle forze speciali Delta, scesi dagli elicotteri in una pioggia di proiettili, hanno affrontato una resistenza feroce.
Trentadue combattenti cubani, presenti legalmente nel paese, sono caduti difendendo la casa del Presidente Maduro e di Cilia Flores, battendosi “come leoni” in un combattimento aperto contro mercenari e reparti scelti. Le perdite tra gli assalitori, sebbene la Casa Bianca non le confermerà, sono una realtà che trapela dalle ammissioni del capo di gabinetto Stephen Miller e dai rapporti dei sanitari: non è stata una “passeggiata”, ma una battaglia furiosa che ha provocato danni ai velivoli americani, feriti gravi e morti tra gli assalitori.
Un’aggressione che, come le piattaforme dell’opposizione estremista avevano annunciato da mesi, è stata pianificata meticolosamente con l’impiego di tecnologie di spionaggio all’avanguardia. La Cia ha monitorato ogni movimento del presidente Maduro attraverso una flotta di droni furtivi RQ-170 Sentinel, progettati dalla divisione Skunk Works della Lockheed Martin per la “sorveglianza persistente in ambienti ostili”. Partiti presumibilmente dalla base riattivata di Roosevelt Roads a Porto Rico, appoggiati dal governo di Trinidad Tobago e supportati da quello di Guyana (e da quello dell’Ecuador e del Salvador), questi droni hanno fornito i dati necessari per un attacco che ha visto l’impiego di 152 velivoli, una tempesta magnetica e il sabotaggio del sistema elettrico nazionale per paralizzare il Paese. È il “modello” applicato all’Iran, ma con un di più di sequestro presidenziale.
domenica 11 gennaio 2026
Venezuela: lo “stato di shock esterno” tra casematte e sovranità – Geraldina Colotti
Da: https://effimera.org - Geraldina Colotti è nata a Ventimiglia, ha vissuto a lungo a Parigi, oggi vive e lavora a Roma. Dopo aver trascorso molti anni in carcere per la sua militanza nelle Brigate Rosse, è giornalista, esperta di America Latina. Dirige l'edizione italiana del mensile di politica internazionale Le Monde diplomatique. Geraldina Colotti -
Vedi anche: LAS VÍCTIMAS DE LOS BOMBARDEOS DEL IMPERIALISMO (https://www.youtube.com/watch?v=8r618f_fwFo)
Leggi anche: Venezuela, dialettica della transizione*- Geraldina Colotti
Hugo Chávez, così è cominciata - Alessandra Ciattini
USA-VENEZUELA: ATTACCO COLONIALISTA, MA AL BUIO - Pino Arlacchi
L’attacco sferrato dagli Stati Uniti contro il Venezuela, il 3 gennaio 2026, culminato nel sequestro di Nicolás Maduro e della deputata Cilia Flores, sua moglie, ha proiettato la rivoluzione bolivariana al centro della scena mondiale. Un’aggressione che, oltre alla capitale Caracas, ha colpito gli stati di Miranda, Aragua e La Guaira, ha provocato un centinaio di vittime fra militari e civili (fra cui 32 cubani e cubane), e ha distrutto varie infrastrutture e case. Il luogo dove si trovavano Maduro e Flores, il Fuerte Tiuna, un complesso civico-militare simile a un piccolo distretto urbano, che copre un’area di circa 15 chilometri quadrati, ospita infatti anche numerosi edifici di case popolari, del programma Gran Misión Vivienda Venezuela.
Si è trattato di un attacco asimmetrico di proporzioni gigantesche, in cui sono state impiegate contemporaneamente 150 aeronavi, che ha scatenato una impressionante potenzia di fuoco e una vera e propria tempesta magnetica, mediante l’impiego di una tecnologia di ultimissima generazione, definita “impressionante” dagli esperti. Una gigantesca operazione di polizia globale che ha infranto tutti i codici del diritto.
Nonostante la situazione eccezionale, il paese non è però in stato d’assedio. Non c’è l’État de siège, non ci sono i carri armati per le strade, non ci sono stati saccheggi e rivolte, la vita produttiva è ripresa a un ritmo quasi normale. Il decreto che ha istituito lo “stato di shock esterno”, dichiarato in base alla Costituzione, è la legalizzazione della resistenza.
Si basa sulla dottrina della Guerra popolare prolungata. Autorizza la mobilitazione delle milizie bolivariane e il coordinamento diretto con le comunas, territori di autogoverno in cui si esercita il potere popolare diretto, e quello dei “corpi combattenti” che agiscono all’interno delle fabbriche con le milizie operaie.
lunedì 5 gennaio 2026
USA-VENEZUELA: ATTACCO COLONIALISTA, MA AL BUIO - Pino Arlacchi
Da: Il Fatto Quotidiano (https://www.ilfattoquotidiano.it), 4 gennaio 2026 - Pino Arlacchi - Pino Arlacchi è un sociologo, politico e Ex vice-segretario dell'Onu. (Pino Arlacchi).
Leggi anche: Il narco-Venezuela: la grande bufala - Pino Arlacchi
Invasione-suicidio: ecco perché Trump fallirà col Venezuela - Pino Arlacchi
USA E IL BOOMERANG CON IL VENEZUELA - Pino Arlacchi
"Aqui no se rinde nadie". Tre giorni in Venezuela - Nicolò Monti
Venezuela, dialettica della transizione*- Geraldina Colotti
Breve storia degli Stati Uniti e delle loro pretese territoriali - Alessandra Ciattini
Vedi anche: Dottrina Monroe. L’egemonia statunitense nell’emisfero occidentale - Giacomo Gabellini
https://www.byoblu.com/2026/01/03/trump-ha-tolto-il-petrolio-ai-brics-manlio-dinucci
giovedì 24 aprile 2025
Addio Francesco, Papa e uomo - Sergio Scorza
Da: Millepiani - https://www.facebook.com/sergio.scorza.980 - Sergio Scorza Ha studiato sociologia presso l’Università di Urbino e diritto pubblico presso la facoltà di giurisprudenza dell’Università la Sapienza di Roma. Blogger, attivista, giornalista freelance, si interessa di conflitti sociali, ecologia e diritti umani. Partigiano, odia gli indifferenti.
Leggi anche: «Laudato si’» - Jorge Mario Bergoglio
Fratelli di tutto il mondo, affratellatevi! Brevi note sul “papa comunista” - Roberto Fineschi
Un commento a margine dell'enciclica "Fratelli tutti" di Papa Francesco - Francesco Fistetti
BUONISMO ASTRATTO E SPIETATEZZA CONCRETA - Alessandra Ciattini
ROMERO BEATO, MARTIRE DELLA GUERRA FREDDA O COSTRUTTORE DI PACE? - Alessandra Ciattini
Francesco Piccioni (https://contropiano.org/editoriale/2025/04/23/pro-o-contro-bergoglio-guarda-la-politica-non-la-religione)
Geraldina Colotti (https://pagineesteri.it/2025/04/23/apertura/lamerica-latina-piange-francisco-il-papa-degli-ultimi-fra-tradizione-e-innovazione/?)
Carla Filosa (https://www.marxismo-oggi.it/saggi-e-contributi/articoli/673-la-guerra-di-bergoglio)
Per me che sono cresciuto in oratorio per poi passare ad una comunità di base che si ispirava ai principi del Concilio Vaticano II ed alla teologia della liberazione, l’elezione del gesuita argentino, Jorge Mario Bergoglio, durante il terrificante papato di Joseh Ratzinger e dopo il lungo e devastante papato di Karol Woitila, era sembrata una specie di miracolo. D’altronde la Chiesa romana, prima della sua (inattesa) nomina, era attraversata da una crisi profonda, in caduta verticale di consenso e travoltra dagli scandali. Mi era apparsa, da subito, come una vera boccata di ossigeno, l’elezione di un papa latinoamericano e, probabilmente fu, soprattutto, una sorta di ultima chance prima del tracollo finale di una istituzione che rischiava di esplodere, sia sul piano religioso che su quello finanziario.
giovedì 10 giugno 2021
Cosa succederà in Cile? È veramente finito il pinochetismo? . Alessandra Ciattini
Alessandra Ciattini (Collettivo di formazione marxista Stefano Garroni) insegna Antropologia culturale alla Sapienza di Roma. Collabora con https://www.lacittafutura.it - https://www.unigramsci.it
Leggi anche: Geraldina Colotti intervista Alessandra Ciattini
Pandemie: cattiva gestione, uso politico della scienza e disinformazione a cura di Alessandra Ciattini e Marco A. Pirrone
sabato 2 gennaio 2021
Pandemia nel capitalismo del XXI secolo - A cura di Alessandra Ciattini, Marco Antonio Pirrone
Qui il video della presentazione di "Pandemia nel capitalismo del XXI secolo" (https://www.facebook.com/rifondazionepalermo/videos/3943359729021773)
Coronavirus, un’opportunità per cambiare
Geraldina Colotti (Fonte: Le monde diplomatique - https://ilmanifesto.it/edizione-pdf/le-monde-diplomatique)
In modo quanto mai opportuno, la casa editrice PM (https://www.pmedizioni.it) manda in libreria il volume Pandemia nel capitalismo del XXI secolo, a cura di Alessandra Ciattini e Marco Antonio Pirrone.
Il profilo dei due autori – Alessandra Ciattini, già docente di Antropologia culturale presso l’Università Sapienza di Roma, è specializzata nello studio della vita religiosa latino-americana e della riflessione sulla religione; Marco Antonio Pirrone, ricercatore di sociologia generale presso il Dipartimento “culture e società” dell’Università degli studi di Palermo, si occupa prevalentemente di migrazioni internazionali, razzismo, capitalismo e globalizzazione, storia del pensiero sociologico e sociologia dello sviluppo – dà al volume un taglio multidisciplinare.
L’intento dichiarato della collana che ospita il lavoro, Strumenti per il servizio sociale, diretta da Michele Mannoia e Pirrone, è infatti quello di pubblicare riflessioni e ricerche che muovano da una visione critica della realtà sociale per favorire il dialogo tra varie discipline circa le trasformazioni della società globale e le conseguenze di tali mutamenti sulla vita e sulle relazioni di uomini e donne.
Pandemia nel capitalismo del XXI secolo è dunque uno strumento per comprendere, ma anche uno stimolo ad agire. Una ricerca in chiave marxista che, avvalendosi del contributo di vari specialisti (biologi, virologi, medici, sociologi, filosofi, economisti, giuristi), mette in relazione la sfera economica con quella ecologica e con gli altri aspetti della vita sociale, nella convinzione che vi sia una stretta relazione tra il modo di produzione capitalistico e la pandemia da coronavirus. Il Covid-19 sta infatti mietendo vittime in tutto il mondo, soprattutto tra gli strati sociali che, «per le loro stesse condizioni di vita, non sanno come difendersi ».
lunedì 16 dicembre 2019
Hugo Chávez, così è cominciata - Alessandra Ciattini
Leggi anche: Il buco nero dell’informazione globale - Geraldina Colotti
domenica 24 novembre 2019
Geraldina Colotti intervista Alessandra Ciattini
DALLA MAGIA ALLA STREGONERIA Cambiamenti sociali e culturali e la caccia alle streghe, Alessandra Ciattini (a cura di), LA CITTA' DEL SOLE, 15 euro.
venerdì 20 settembre 2019
Gli accordi di pace conducono sempre al loro obiettivo? - Alessandra Ciattini
Gli accordi di pace si prefiggono il raggiungimento degli obiettivi che proclamano. Vediamo il caso dell’accordo FARC-EP / Colombia.
venerdì 8 febbraio 2019
Nuovi scenari in America Latina - Da Lula da Silva a Bolsonaro
31/01/2019, Università La Sapienza, Facoltà di Lettere e Filosofia, Aula A, Istituto di Studi Religiosi.
Il primo Gennaio si è insediato a palazzo Planalto il neoeletto presidente del Brasile Jair Bolsonaro. La sua elezione è avvenuta dopo una campagna elettorale a dir poco surreale perché segnata dall'assenza del principale esponente di sinistra, l’ex presidente Lula, arrestato nella scorsa primavera, nonché dalle ripetute dichiarazioni controverse, se non apertamente reazionarie, dell’attuale presidente. Una elezione che pone interrogativi sulle caratteristiche del processo di fascistizzazione in corso nel paese carioca e sulle similitudini con processi analoghi in corso in altri paesi europei e negli stessi Stati Uniti.
Quali sono i fattori che hanno determinato l’elezione di Bolsonaro? Alcuni analisti pongono l’attenzione su diversi elementi quali l’aumentata percezione del problema della sicurezza, un sentimento di risentimento sociale generalizzato quale risultato della crisi economica, il ruolo della chiesa evangelica e soprattutto l’interesse degli Stati Uniti a sostenere l’unica opzione politica, quella di estrema destra, in grado di poter governare la crisi e contemporaneamente destabilizzare la stessa borghesia brasiliana. Inoltre c’è da chiedersi quali siano le possibilità che quello che si presenta come un "fascismo d’istinto" possa invece radicarsi e divenire una dittatura aperta e quali saranno le relazioni politiche tra il Brasile e gli altri paesi dell’America Latina, tra cui il Venezuela, nell'attuale quadro di crisi capitalistica mondiale.
L’iniziativa che qui si propone mira ad analizzare tali questioni nel tentativo di trovare un quadro analitico coerente attraverso il quale leggere i fenomeni in corso in Sud America.
Relazioni di:
- Matteo Bifone dottorando presso l’Università di San Paolo e collaboratore del giornale La Città Futura.
- Geraldina Colotti giornalista del Manifesto.
- Interventi dei collettivi Militant e Tanas
- Dibattito al quale parteciperà il pubblico e il Prof. Marco Ramazzotti.
Modera Alessandra Ciattini docente di Antropologia alla Sapienza e all'Università Popolare A.Gramsci.
mercoledì 23 agosto 2017
Venezuela, dialettica della transizione*- Geraldina Colotti
Leggi anche: https://ilcomunista23.blogspot.it/2017/08/11-tesi-sul-venezuela-e-una-conclusione.html

Condivido, per chi vorrà diffonderla, una riflessione sulle critiche rivolte al socialismo bolivariano in un momento cruciale della sua transizione.
Dall’Italia alla Francia, dalla Spagna all’America latina si moltiplicano le analisi dei “critici-critici” sulla situazione in Venezuela. Si avverte, soprattutto in Italia, l’affannosa ricerca dell’aurea mediocritas da parte di una certa sinistra piccolo-borghese: l’assunzione di quell’aurea via di mezzo che consente, da una posizione intermedia, di cogliere la pagliuzza negli occhi degli altri per non vedere la trave nei propri. Contro il socialismo bolivariano, ognuno agita i propri fantasmi rimettendo in circolo, spesso senza nominarli, dubbi e nodi irrisolti delle grandi rivoluzioni. Ma intanto, anche se “Maduro non è Chavez”, come ripetono come un mantra i cantori dell’”aureo mezzo”, i nemici che deve affrontare sono gli stessi che ha dovuto combattere Chavez. Maduro, se è per questo, non è neanche Allende ma – come ha fatto notare l’analista argentino Carlos Aznarez – le forze che vogliono abbatterlo sono le stesse, mutatis mutandis, che hanno stroncato la “primavera allendista” nel Cile del 1973.
Anche al “socialismo del XXI secolo”, dunque, che si definisce umanista, cristiano, libertario e gramsciano, tocca misurarsi con gli scogli di quello novecentesco, disseminati su una rotta che appare per molti versi simile.
Di tentativo in tentativo, infatti, sembra che il “laboratorio” boliviariano venga ricacciato nei dilemmi del secolo scorso. I chavisti come i bolscevichi al tempo di Lenin e Trotsky? La “profezia” sull’involuzione del socialismo sovietico, espressa da Rosa Luxemburg nel famoso saggio La Rivoluzione Russa, si applicherebbe a Maduro e alla “forzatura” dell’Assemblea Costituente? Con le sue ultime decisioni il socialismo bolivariano avrebbe chiuso la porta alla “democrazia illimitata” e alla migliore eredità delle libertà borghesi? E, se questo è vero, quale cammino ha imboccato un percorso di transizione che, sino ad ora, non aveva mai scansato l’appello diretto e universale al responso delle masse?
Fin dal 1998, in Venezuela, ciò che accade è chiaro. Un progetto di nazionalismo democratico vince le elezioni e progressivamente si muta in un tentativo di trasformazione socialista che tuttavia rispetta il quadro delle libertà borghesi e di quella “democrazia illimitata” di cui parla Rosa Luxemburg nel suo famoso saggio. Per azzardi e sperimentazioni, anche forzando l’impalcatura dello Stato borghese onde depotenziarne i meccanismi dall’interno in nome della “democrazia partecipativa e protagonista”, Chavez ha sempre fatto ricorso alle urne per legittimare le sue scelte, affidandole al voto con suffragio universale diretto e segreto: all’esercizio illimitato della democrazia, appunto. E adesso?




