Da: https://laviniamarchetti.altervista.org - - Lavinia Marchetti - Lavinia Marchetti -
Leggi anche: «EBRAICO E DEMOCRATICO»: UN OSSIMORO? - Shlomo SandLa teoria Marxista poggia la sua forza sulla scienza... che ne valida la verità, e la rende disponibile al confronto con qualunque altra teoria che ponga se stessa alla prova del rigoroso riscontro scientifico... il collettivo di formazione Marxista Stefano Garroni propone una serie di incontri teorici partendo da punti di vista alternativi e apparentemente lontani che mostrano, invece, punti fortissimi di convergenza...
domenica 14 giugno 2026
ISRAELE È UN ESPERIMENTO COLONIALE FALLITO. UN ESPERIMENTO DA CHIUDERE. - Lavinia Marchetti
venerdì 22 maggio 2026
Sul genocidio di Gaza e l’obbligo che l’Occidente non vuole vedere - Riccardo Taddei
Da: https://comune-info.net - Riccardo-Taddei ha oltre trent’anni di esperienza professionale nel campo dei diritti. È autore di L’ordine del Caos. Anatomia del conflitto tra Israele e Palestina (Ombre corte) Riccardo Taddei
Leggi anche: "Time changes, Crimes don't" - Francesca Fornario
Il cielo sopra Israele sta diventando cupo - Gideon Levy
"insieme a tutti gli altri" - Aristide Bellacicco
martedì 12 maggio 2026
“Solo la pressione della società civile può fermare il genocidio” - Andrea Umbrello intervista Michael Lynk
Da: https://kritica.it/politica - Michael Lynk è un accademico canadese specializzato in diritto. È stato professore associato presso l'Università di Western Ontario dal 1999 fino al suo pensionamento nel 2022. Dal 2016 al 2022 è stato Relatore Speciale sulla situazione dei diritti umani in Palestina. - Andrea Umbrello Giornalista multimediale, documenta storie di prima linea attraverso pubblicazioni internazionali, podcast, libri e fotogiornalismo. Da anni si dedica alla copertura della questione palestinese, delle violazioni dei diritti umani e delle ingiustizie sociali nel mondo.
Leggi anche: Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina - ILAN PAPPÉ
È chiaro: Israele ha ora un piano per la pulizia etnica dei palestinesi di Gaza - Gideon Levy
«EBRAICO E DEMOCRATICO»: UN OSSIMORO? - Shlomo Sand
I COLONI ISRAELIANI: DALLE RADICI DEL SIONISMO ALLA REALTÀ CONTEMPORANEA - Lavinia Marchetti
Vedi anche: La politica israeliana tra occupazione e massacro - Gideon Levy
Con l’inizio del genocidio israeliano nella Striscia di Gaza, la figura di Francesca Albanese è emersa come una guida nell’impegno contro la cancellazione del popolo palestinese. Relatrice speciale ONU per la situazione dei diritti umani nei Territori occupati, oggi sottoposta a una pressione costante per il contenuto delle sue posizioni e a reiterate violenze istituzionali da parte in primo luogo del governo degli Stati Uniti, Albanese non è la prima persona nel suo ruolo, come ha sottolineato lei stessa più volte, a doversi districare tra attacchi frontali e delegittimazioni.
Abbiamo raggiunto Michael Lynk, che ha preceduto Francesca Albanese come Relatore speciale delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati. Durante il suo mandato tra il 2016 e il 2022, Lynk ha osservato e documentato una delle occupazioni più lunghe del mondo contemporaneo, contribuendo a definire giuridicamente alcuni degli aspetti più delicati del dibattito internazionale.
Professor Lynk, oggi, qual è la sua valutazione della situazione nei Territori palestinesi occupati e quali fattori ritiene più preoccupanti nel prossimo futuro?
Questo è il periodo più buio dell’occupazione israeliana, se misurato rispetto a quasi 60 anni di un’occupazione già buia, spietata e oppressiva. Il programma del governo israeliano per annettere illegalmente la Cisgiordania, dopo aver già annesso illegalmente Gerusalemme Est in due fasi nel 1967 e nel 1980, equivale a una versione più spinta dell’occupazione, portata avanti sotto gli occhi della comunità internazionale, ma con una reazione effettiva sorprendentemente debole.
L’annessione di territori occupati è illegale secondo il diritto internazionale dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, e l’annessione da parte di Israele di territorio palestinese è stata dichiarata illegale dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, dall’Assemblea Generale e dalla Corte Internazionale di Giustizia. Israele continua però a godere di impunità rispetto alle conseguenze delle proprie azioni a causa della passività dell’Europa e del Nord America.
La crescita esponenziale degli insediamenti israeliani, l’asse portante dell’apartheid israeliano nel territorio palestinese occupato, negli ultimi anni indica sia la volontà israeliana di annettere formalmente la Cisgiordania sia l’inefficacia delle tiepide critiche provenienti dall’Occidente. Oggi, con i continui annunci israeliani di nuovi insediamenti, l’aumento drastico della violenza dei coloni e dell’esercito contro i palestinesi in Cisgiordania, e la crescente confisca di terre palestinesi per l’espansione degli insediamenti e per strade riservate ai coloni, la maschera è caduta. Se il Nord globale non adotterà misure decisive contro Israele mediante sanzioni e disinvestimenti, di fronte alla crescita incessante degli insediamenti e al genocidio a Gaza, allora non è mai stato realmente interessato a sostenere una soluzione a due Stati.
sabato 2 maggio 2026
Tortura e genocidio. Relazione della relatrice speciale sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati dal 1967, Francesca Albanese
Da: We Stand With Francesca Albanese - https://www.un.org/unispal/document/torture-and-genocide-report-francesca-albanese-a-hrc-61-71/?
Vedi anche: Disunited Nations. Medio Oriente: l'ONU nella bufera
Leggi anche: L'impunità non durerà per sempre - Francesca Albanese
sabato 25 aprile 2026
Disunited Nations. Medio Oriente: l'ONU nella bufera
Da: https://www.arte.tv -
Leggi anche: L'impunità non durerà per sempre - Francesca Albanese
giovedì 23 aprile 2026
L'impunità non durerà per sempre - Francesca Albanese
Da: We Stand With Francesca Albanese - Francesca Albanese è una giurista e docente italiana, specializzata in diritto internazionale e diritti umani. Dal 2022 è relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati.- Francesca Albanese -
Leggi anche: PERCHÉ TANTO ODIO NEI CONFRONTI DI FRANCESCA ALBANESE? - Lavinia Marchetti
Vedi anche: "Genocidio di Gaza: un crimine collettivo": presentazione del nuovo report della relatrice ONU, Francesca Albanese - Conferenza stampa di Stefania Ascari https://webtv.camera.it/eventoFrancesca Albanese, relatrice speciale dell'Onu, a margine della conferenza alla Camera dei Deputati: https://www.facebook.com/reel/1032709016581993
+972 Rivista. (2026, 21 gennaio). 'L'impunità non durerà per sempre': cosa fa sperare Francesca Albanese.
Al Jazeera. (2025, luglio). L'esperto dell'ONU Albanese respinge le sanzioni "oscene" degli USA per aver criticato Israele.
Euronews. (2025, 11 luglio). Albanese, investigatore dell'ONU Palestina, le sbatte le sanzioni degli Stati Uniti come "un segno di colpa".
Amnesty International. (2025). USA: le sanzioni contro la relatrice speciale ONU Francesca Albanese sono un affronto vergognoso alla giustizia internazionale.
martedì 31 marzo 2026
"Tortura e Genocidio" - Francesca Albanese
Da: https://www.assopacepalestina.org - Originale: https://kritica.it - Francesca Albanese è una giurista e docente italiana, specializzata in diritto internazionale e diritti umani. Dal 2022 è relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati. - Francesca Albanese
Leggi anche: "Genocidio di Gaza: un crimine collettivo" - Francesca Albanese
Vedi anche: Fame e speculazione a Gaza - Chris Hedges intervista Francesca Albanese
sabato 21 febbraio 2026
È ANCORA POSSIBILE OPPORSI AD UN GENOCIDIO. CHI NON LO FA (QUASI TUTTI) È COMPLICE. VOGLIO RINGRAZIARE QUESTE PERSONE A CUI È RIMASTA ADDOSSO DELL’UMANITÀ. - Lavinia Marchetti
Da: https://laviniamarchetti.altervista.org - Lavinia Marchetti - Lavinia Marchetti -
Vedi anche: Disunited Nations Medio Oriente: l'ONU nella bufera
– Stefan Renna: ha trasformato una telecronaca tecnico-sportiva in un atto di denuncia politica, scatenando un dibattito globale sui confini del giornalismo sportivo e sulla coerenza etica delle organizzazioni internazionali come il Comitato Olimpico Internazionale (CIO). Durante la discesa dell’equipaggio israeliano composto dal pilota Adam Edelman e dal frenatore Menachem Chen, Renna ha sospeso il consueto commento su traiettorie e tempi intermedi per focalizzarsi sul profilo ideologico dell’atleta Edelman. Il giornalista ha citato esplicitamente le dichiarazioni pubbliche del bobbista, che si era autodefinito “sionista fino al midollo” e aveva descritto l’operazione militare a Gaza come “la guerra più moralmente giusta della storia”.
L’analisi di Renna non si è limitata alla citazione, ma ha esteso il campo alla condotta extra-sportiva di Edelman. Il bobbista, nato a Boston ma rappresentante di Israele, è stato accusato di aver utilizzato i suoi canali social per minacciare attivisti internazionali, tra cui Greta Thunberg e i membri della “Global Sumud Flotilla”, auspicando per loro un incontro con Hamas a Gaza come “metodo diverso per ottenere lo stesso risultato finale”. Renna ha sottolineato come la partecipazione di atleti con posizioni così radicali e bellicose ponga un interrogativo profondo sulla missione olimpica di pace. Il giornalista ha ricordato come l’istituzione olimpica abbia escluso gli atleti russi e bielorussi a causa del conflitto in Ucraina, invocando la neutralità politica dello sport. Tuttavia, tale rigore sembra svanire di fronte al sostegno esplicito di atleti israeliani a operazioni militari definite da commissioni d’inchiesta delle Nazioni Unite come potenziali atti di genocidio.La risposta della RTS è stata indicativa della fragilità del sistema dell’informazione di fronte a temi polarizzanti. Sebbene il broadcaster abbia ammesso la veridicità fattuale delle informazioni riportate da Renna, ha rimosso il filmato dal proprio sito web, giustificando la scelta con l’inappropriatezza del formato e della lunghezza dell’intervento all’interno di un commento sportivo. La critica interna ed esterna ha però sollevato il dubbio che tale rimozione fosse dettata dal timore di ritorsioni politiche e diplomatiche, specialmente in un momento in cui la Svizzera si trovava a discutere il rinnovo della propria legge sulla radiotelevisione.
domenica 15 febbraio 2026
Disunited Nations Medio Oriente: l'ONU nella bufera
Da: https://www.arte.tv -
Leggi anche: Albanese alla Camera, ma per FdI è “un’offesa” - Tommaso Rodano
Scene di caccia alle streghe degli anti-antisemiti - Ada Waltz , Massimo Zucchetti
Vedi anche: Odifreddi e Russell celebrano la Giornata della Memoria Palestinese
Anno: 2025
giovedì 5 febbraio 2026
Albanese alla Camera, ma per FdI è “un’offesa” - Tommaso Rodano
Da: https://www.ilfattoquotidiano.it - Tommaso Rodano Giornalista, scrive sul Fatto Quotidiano dalla sua prima estate, quella del 2010. In genere si occupa di politica, raramente di cose serie.
Vedi anche: "Genocidio di Gaza: un crimine collettivo": presentazione del nuovo report della relatrice ONU, Francesca Albanese - Conferenza stampa di Stefania Ascari https://webtv.camera.it/evento
Francesca Albanese, relatrice speciale dell'Onu, a margine della conferenza alla Camera dei Deputati: https://www.facebook.com/reel/1032709016581993
Francesca Albanese torna alla Camera per parlare del genocidio a Gaza in un clima non proprio accogliente. Sono giorni di riflusso securitario e ipotesi repressive, dopo le violenze della manifestazione di Torino per Askatasuna. Solo venerdì, inoltre, quella stessa sala stampa era stata prenotata dal leghista Furgiuele per ospitare alcuni esponenti di Casapound, rimasti fuori dal palazzo per la protesta dei parlamentari di opposizione. Per Fratelli d’Italia invece l’intervento di Albanese è inaccettabile. L’editto è del questo re di Montecitorio Paolo Trancassini: la Camera “non può trasformarsi in una tribuna” per figure divisive. L’accusa ancora prima che Albanese parlasse –è di manipolare i fatti, alimentare una narrazione ostile a Israele e usare il Parlamento come “cassa di risonanza per tesi ideologiche”. Per la senatrice Ester Mieli, Albanese alla Camera è semplicemente “un’offesa per gli italiani”. RESTA DA CAPIRE cosa ci sia di offensivo, nel discorso della relatrice dell’Onu (accompagna ta dai deputati del M5S Ascari, Carotenuto e Auriemma, dal senatore di Avs De Cristofaro e dal deputato del Pd Scotto).
Albanese ha presentato il suo ul timo rapporto, già discusso all’Assemblea generale delle Nazioni Unite: Genocidio di Gaza: un crimine collettivo. Il documento insiste su un punto preciso: il genocidio non è il prodotto di un singolo Stato, ma l’esito di un sistema di complicità internazionale che coinvolge governi, alleanze militari, aziende, banche e istituzioni finanziarie. In questo quadro l’Italia occupa una posizione non marginale: tra il 2020 e il 2024 è stata il terzo fornitore mondiale di armi a Israele, dopo Stati Uniti e Germania. Continua a consentire il transito di carichi militari, partecipa a programmi di addestramento e intelligence ed è partner del progetto F-35, centrale nei bombardamenti su Gaza, con Leonardo tra i principali attori industriali.
A Gaza, intanto, la situazione resta drammatica, anche se i riflettori mediatici si sono spostati altrove: oltre 70 mila morti confermati, migliaia di dispersi, popolazione senza accesso stabile a cibo, acqua ed elettricità, bambini morti di ipotermia, mentre in Cisgiordania continuano espropri, sfollamenti e violenze dei coloni.
Per Albanese parlare di “ricostruzione” senza giustizia è una finzione: “Non si ricostruisce nulla su fosse comuni”.
ALBANESE ha commentato le ipotesi di legge sull’antisemitismo: “Strumentalizzare la lotta necessaria contro l’antisemitismo per proteggere uno Stato –Israele – accusato di crimini gravissimi contro l’umanità, rischia di minare le fondamenta dell’ordine democratico e della libertà di espressione”.
A margine della conferenza, interpellata sugli scontri di Torino, ha rilasciato una di chiarazione che non mancherà di fomentare le polemiche a destra: “Le forze dell’ordine sono state difese nel contesto italiano –ha risposto a chi le chiedeva dei carabinieri minacciati e fatti inginocchiare da un riservista dell’Idf nei pressi di Ramallah – mi chiedo perché non siano state difese anche quando sono state aggredite da chi semina il terrore in Cisgiordania”.
domenica 1 febbraio 2026
Democrazia in tempo di guerra: censurare l'informazione, disciplinare la cultura e la scienza -
mercoledì 28 gennaio 2026
Scene di caccia alle streghe degli anti-antisemiti - Ada Waltz , Massimo Zucchetti
Da: https://contropiano.org - Massimo Zucchetti è professore ordinario dal 2000 presso il Politecnico di Torino, Dipartimento di Energia. Attualmente è docente di Radiation Protection, Tecnologie Nucleari, Storia dell’energia, Centrali nucleari. - Massimo Zucchetti - https://zucchett.wordpress.com -
Leggi anche: La definizione di antisemitismo dell’IHRA - Ugo Giannangeli
Antisemitismo e antisionismo sono collegati tra loro? - Alessandra Ciattini
I COLONI ISRAELIANI: DALLE RADICI DEL SIONISMO ALLA REALTÀ CONTEMPORANEA - Lavinia Marchetti
PALESTINA. Economia e occupazione: dal Protocollo di Parigi ad oggi. - Francesca Merz
Criminalizzazione delle vittime e della Solidarietà: la deriva italiana made in Israel - Angela Lano
Come la lotta all’antisemitismo viene strumentalizzata dai partigiani di Israele.
Costantino Ciervo si occupa del conflitto mediorientale da decenni. Nato a Napoli nel 1961, Ciervo, noto come artista soprattutto per le sue installazioni multimediali, vive da molti anni a Berlino e sa bene quanto il tema sia delicato in Germania. Sui discendenti dei carnefici nazisti grava il peso storico della colpa della Shoah.
A causa dei crimini contro l’umanità commessi dai loro nonni, l’esistenza dello Stato di Israele e la sua difesa sono e devono rimanere per sempre ragion di Stato tedesca: questo è stato inculcato ai tedeschi non solo da Angela Merkel, ma da ogni parte, per oltre mezzo secolo. Così, in Germania, qualsiasi critica a Israele è da tempo sotto il sospetto di antisemitismo. E nessuna accusa è tanto dannosa per la reputazione di qualcuno quanto quella di antisemitismo.
Ciononostante, già nel 2002 Ciervo aveva affrontato il tema del conflitto israelo-palestinese con la produzione di un video a due canali sincronizzati di circa dieci minuti, dal quale nel 2011 ha sviluppato la video-scultura cinetica “Pale-Judea”. L’opera è composta da due monitor montati su una bilancia, nei quali appare l’attore Horst Günter Marx. In uno dei monitor, egli interpreta un israeliano che motiva la propria rivendicazione sulla terra tra il Giordano e il Mediterraneo; nell’altro, espone invece le contro-argomentazioni di un palestinese.
Nonostante la discussione accesa e aspra dei due contendenti, il titolo dell’opera, Pale-Judea, rimanda all’utopia di Ciervo: che entrambi i popoli smettano di combattersi e lavorino insieme a uno Stato democratico comune, nel quale tutti godano degli stessi diritti.
Da questa idea prende le mosse la concezione complessiva della mostra di Ciervo “Comune. Il paradosso della somiglianza nel conflitto mediorientale”, attualmente visitabile al Museum Fluxus+ di Potsdam.
venerdì 12 dicembre 2025
Caccia alle streghe: l'eretico e l'Inquisizione: perché l'Occidente teme Francesca Albanese - Michele Leonardi

giovedì 4 dicembre 2025
PERCHÉ TANTO ODIO NEI CONFRONTI DI FRANCESCA ALBANESE? - Lavinia Marchetti
Da: https://laviniamarchetti.altervista.org - Lavinia Marchetti - Lavinia Marchetti -
mercoledì 29 ottobre 2025
"Genocidio di Gaza: un crimine collettivo" - Francesca Albanese
Da: https://kritica.it - Francesca Albanese è una giurista e docente italiana, specializzata in diritto internazionale e diritti umani. Dal 2022 è relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati.- Francesca Albanese -
Leggi anche: «Un genocidio redditizio»: Francesca Albanese denuncia il sistema economico dietro la distruzione israeliana di Gaza
Quella che segue è la traduzione non ufficiale in italiano, a cura di Kritica, del report della Relatrice Speciale sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati dal 1967, Francesca Albanese “Genocidio di Gaza: un crimine collettivo”. Il documento ufficiale, pubblicato in inglese il 22 ottobre 2025 in versione preliminare non revisionata, si trova sul sito delle Nazioni Unite a questo link.
Pubblichiamo qui, come introduzione e facilitazione alla lettura, il Sommario, le Conclusioni e le Raccomandazioni, rimandando al documento in PDF integrale di seguito, compreso di note, per leggere il report completo in italiano.
Il Sommario
Il genocidio in corso a Gaza è un crimine collettivo, sostenuto dalla complicità di Stati terzi influenti che hanno permesso violazioni sistematiche e prolungate del diritto internazionale da parte di Israele. Incorniciata da narrazioni coloniali che disumanizzano i palestinesi, questa atrocità trasmessa in diretta streaming è stata facilitata dal sostegno diretto, dall’aiuto materiale, dalla protezione diplomatica e, in alcuni casi, dalla partecipazione attiva degli Stati terzi. Ha messo in luce un divario senza precedenti tra i popoli e i loro governi, tradendo la fiducia su cui si basano la pace e la sicurezza globali. Il mondo si trova ora sul filo del rasoio tra il crollo dello Stato di diritto internazionale e la speranza di un rinnovamento. Il rinnovamento è possibile solo se si affronta la complicità, si assumono le responsabilità e si difende la giustizia.
venerdì 10 ottobre 2025
Il Genocidio è fallito e Netanyahu ha perso - Raniero La Valle
Da: https://www.ilfattoquotidiano.it/.../il.../8154129 - Raniero La Valle - Raniero La Valle è un giornalista, politico e intellettuale italiano.
Leggi anche: CONSIDERAZIONI SULL’ACCORDO PER IL CESSATE IL FUOCO - Alfredo Facchini - https://www.facebook.com/alfredo.facchini/posts
ERA PREBELLICA? ALL'ARMI SIAM POLACCHI - Raniero La Valle
martedì 23 settembre 2025
Gaza che fare, rivedi il dibattito con Francesca Albanese, Aya Ashour, E...
sabato 6 settembre 2025
L’impatto delle sanzioni Usa sulla Relatrice Onu Francesca Albanese
giovedì 28 agosto 2025
Con la camera di Hussam si spegne il giornalismo - Alberto Negri
Da: https://ilmanifesto.it - Alberto Negri - Alberto Negri è giornalista professionista dal 1982. Laureato in Scienze Politiche, dal 1981 al 1983 è stato ricercatore all'Ispi di Milano. Storico inviato di guerra per il Sole 24 Ore, ha seguito in prima linea, tra le altre, le guerre nei Balcani, Somalia, Afghanistan e Iraq.
Leggi anche: Eliana Riva, la-strage-per-spegnere-una-telecamera?
Vedi anche: 𝐈𝐋 𝐃𝐄𝐋𝐈𝐑𝐈𝐎 𝐃𝐄𝐈 𝐍𝐄𝐆𝐀𝐒𝐈𝐎𝐍𝐈𝐒𝐓𝐈 - https://www.facebook.com/share/v/1ADZ2qy7Tn/

