mercoledì 15 luglio 2015

SUL PERTURBANTE (2-3) - Stefano Garroni


 2) L'EMOZIONALE EXTRA-ESTETICO

     "Moltissime manifestazioni della mimica e del linguaggio e molte forme di pensiero presenti sia fra la gente normale che fra i malati non sono state sinora oggetto della psicologia, perché in esse non si vedeva altro che l'esito di un disturbo organico  o di un abnorme venir meno delle funzioni proprie dell'apparato psichico." (FREUD, "L'interesse per la psicoanalisi, 1913)

     lapsus; atti mancati; azioni casuali; dimenticanze; eccessi convulsivi; deliri; idee o azioni ossessive. Tutti questi fenomeni hanno il loro modello nel sogno e nell'atto mancato;
i diversi fenomeni elencati da Freud semplificano due situazioni: o il fatto di perdere il controllo su qualcosa che tuttavia si possiede, ovvero di esser dominati da qualcosa che si sente tuttavia estraneo.

In questo senso, ciò di cui direttamente la psicoanalisi si occupa è, appunto, das Unheimliche: il perturbante rovesciarsi dell'intimo in un inquietante estraneità; o viceversa.

Il fenomeno del doppiosenso entra profondamente nella costituzione della teoria psicoanalitica (direi in analogia col ruolo che ha nell'estetica rinascimentale), non solo come tema specifico, ma addirittura per la caratterizzazione della 'grammatica' dell'inconscio.

 3) PATOLOGIA/COAZIONE A RIPETERE

    "ogni azione naturale, ogni movimento o processo, non è altro che una caccia. Infatti le arti e le scienze vanno a caccia delle loro opere, le azioni degli uomini inseguono i loro fini, e tutte le cose della natura vanno alla ricerca di preda, che è il loro nutrimento, o di piaceri, che sono la loro ricreazione, e questa ricerca avviene nei modi più esperti e sagaci." (F. BACON, "Sapienza degli antichi", Opere,1 p 151)

L'analogia tra scienza e caccia è, dunque, assai pertinente; così come lo è sottolineare il carattere vigile dl pensiero conoscente.

Quando viene individuato uno stimolo che sembra degno d'interesse, il soggetto si focalizza su di esso  e la sua attenzione, che era prima generalizzata, diventa selettiva.

Fuor di metafora, il pensiero scientificamente adeguato deve esser disposto a 'mosse' e decisioni, richieste dalla 'monadicità' delle cose, pur quando implichino abbandonare schemi abituali o, almeno, riadattarli.

Questo è il senso della condizione del pensiero 'vigile'; per questo, suo avversario è l'automatismo meccanico, la coazione a ripetersi, l'assopimento mentale. 









Prima parte:
http://ilcomunista23.blogspot.it/2015/07/sul-perturbante-stefano-garroni.html

Terza parte:
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Quarta parte:
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Quinta parte:
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Sesta parte:
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Settima parte:
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Ottava parte:
http://ilcomunista23.blogspot.it/2015/08/il-libro-del-filosofo-stefano-garroni.html



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