giovedì 28 maggio 2026

Sulla "MAGNIFICA HUMANITAS" di Prevost - Paolo Desogus

Da: Paolo Desogus - QUI la LETTERA ENCICLICA: https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas. - Paolo Desogus insegna Letteratura italiana contemporanea a Sorbonne Université. Ha scritto su Pasolini, Gramsci, Eco, De Martino e sul rapporto tra cinema e letteratura. Lo scorso maggio è uscita per La nave di Teseo la sua nuova monografia “In difesa dell’umano. Pasolini tra passione e ideologia”

Leggi anche: Un commento a margine dell'enciclica "Fratelli tutti" di Papa Francesco - Francesco Fistetti

Papa, papi e dottrina sociale della chiesa - Roberto Fineschi 

Fratelli di tutto il mondo, affratellatevi! Brevi note sul “papa comunista” - Roberto Fineschi

Vedi anche: Geopolitica del Vaticano: che pontificato e’ stato quello di Jorge Mario Bergoglio? Con Davide Rossi 

Ascolta anche: https://www.mixcloud.com/radiograd/yesterdays-papers-disarmare-lintelligenza-artificiale-di-carla-filosa

Tra i tanti dogmi della vecchia cultura postmoderna vi era anche quello secondo cui il fatto religioso è destinato a estinguersi. Il culto del frammento, dell'individuo e la separazione dell'individuo e delle sue aspirazioni dalla vita collettiva e dalla dimensione storica e materiale si portavano con sé anche un'idea di secolarizzazione fondata sulla fiducia nella ragione strumentale, coestensiva alla ragione capitalistica. 

Quel mondo è venuto giù, non esiste più e si sta portando via il vecchio ordine mondiale insieme alle vecchie istituzioni come Ue e Nato. Anche il recente documento prodotto dal Cancelliere Merz, dedicato alla responsabilità militare della Germania in Europa, rimette al centro la politica degli stati dentro nuove gerarchie e rapporti di forza del tutto lontani dalla rappresentazione di quello spazio liscio deleuziano con il quale si è cercato di rappresentare al mondo globalizzato oramai defunto. 

È in questa fase che si è inserito il papato di Francesco e in cui ora emerge Leone XIV. Non è questione di essere credenti o no. In questo mondo frammentato, reduce dalle fumisterie del postmoderno, la Chiesa cattolica è l'unica istituzione capace di esprimere una forma di universalismo che si fa carico delle grandi inquietudini di questo trapasso d'epoca. È l'unica a fare davvero paura ai sacerdoti del grande potere. E non mi riferisco solo a Trump, ma alla sua corte di imprenditori-teorici del postumano. 

Leggete l'enciclica di Leone. È sbalorditiva. Vi troverete una riflessione sul capitalismo, sulle guerre e sulle tecnologie che latita nel discorso politico. Troverete anche riflessioni sulla necessità di un recupero dell'umanesimo Alcuni passaggi sono disarmanti per semplicità e puntualità:

"Se una tecnologia promette emancipazione ma produce nuove forme di subordinazione globale contraddice il principio fondamentale della dignità della persona."
Oppure:
"Ma non bisogna considerare la ricerca della giustizia sociale un tema separato e successivo alla produzione di ricchezza, come se l’economia dovesse semplicemente creare valore e la politica intervenire solo dopo per distribuirlo". 

Sono piccoli estratti scelti quasi a caso, che non rendono giustizia della riflessione generale. Restano però esemplari perché contraddicono completamente la credenza, al limite della superstizione, della ragione strumentale postmoderna, oggi in via di disfacimento. Sono una traccia del ruolo nuovo della religione, del resto mai estinta, nell'attuale contesto storico. 

Qualsiasi laico dovrebbe tenerne conto. Dovrebbe avere la capacità di pensare alle grandi lotte di liberazione fuori dalle secche dell'economicismo. Non sto dicendo che dobbiamo rinunciare al materialismo, figuriamoci, né all'analisi dettagliata di quello che fanno le banche centrali o i fondi sovrani o le multinazionali. Dico che le lotte si collocano anche al livello del simbolico, sul piano antropologico dove agiscono le agenzie egemoniche produttrici di alienazione. Del resto solo sul terreno delle sovrastrutture gli esseri umani prendono coscienza della loro posizione nei processi materiali. 


Nessun commento:

Posta un commento