venerdì 29 maggio 2026

CLINTON, ATTENTO AL RICATTO ELETTORALE DEGLI ANTICASTRISTI - Gianni Minà

Da: Gianni Minà - L'Unità, 28 febbraio 1996 - Gianni Minà (Torino, 17 maggio 1938 – Roma, 27 marzo 2023) è stato un giornalista, scrittore e conduttore televisivo italiano. E' stato editore e direttore della rivista letteraria Latinoamerica e tutti i sud del mondo dal 2000 al 2015 ed è stato direttore della collana di Sperling & Kupfer Continente desaparecido, dedicata a realtà e autori latinoamericani. Ha pubblicato numerosi libri sull'America Latina


Qui di seguito pubblichiamo l'articolo di Gianni Minà del 28 febbraio 1996 su "L'Unità" che fa chiarezza, nel '96 come oggi, su cosa è veramente successo dietro l'abbattimento dei Cessna per i quali gli Usa, oggi, vogliono incriminare Raul Castro. 

Bill Clinton ha scelto solo misure amministrative per rispondere sull’abbattimento da parte di un Mig dell’aviazione militare cubana di due dei tre aerei Cessna del gruppo anticastrista di Miami “Brothers to the Rescue” (Fratelli al soccorso”) che, secondo le affermazioni del governo dell’Avana, avevano sabato scorso violato per l’ennesima volta lo spazio aereo del Paese. Le misure scelte dal presidente americano vanno dalla sospensione dei voli, ripresi da pochi mesi (tra Stati Uniti e Cuba) al rafforzamento dell’embargo, dal potenziamento della propaganda anticastrista di Radio Martí, alla richiesta di risarcimento per le famiglie dei piloti abbattuti, fino alla richiesta all’Onu di sanzioni contro il governo dell’Avana. L’atto di Clinton non ha soddisfatto né i duri di Miami, né gli avversari repubblicani che da tempo, con la proposta di legge Helms-Burton, spingono per un inasprimento dell’embargo fino a colpire la libertà dei commerci degli altri paesi con Cuba. E non ha soddisfatto nemmeno il compagno di partito democratico, il congressista nero Charles Rangel che ha dichiarato alla Cnn: “Nessun gruppo nordamericano ha il diritto di violare lo spazio aereo cubano per fare propaganda antigovernativa trasgredendo alle leggi degli Stati Uniti e di Cuba”. 

Ma il presidente Clinton non aveva vie d’uscita perché sa che i Cessna abbattuti avevano sicuramente violato lo spazio aereo cubano così come altre decine di volte avevano fatto fino a sorvolare l’Avana e altre città ed a lanciare manifestini che invitavano alla sollevazione. 

Certo, è assolutamente inaccettabile che siano stati abbattuti, ma Clinton sa perfettamente che i “Brothers to the Rescue” svolgevano “ufficialmente” un lavoro di soccorso ai naufraghi o agli eventuali esuli che è illegale, perché di pertinenza solo degli elicotteri e delle lance della guardia marina degli Stati Uniti. E questo da quando, dopo la crisi dei “balseros” dell’agosto del ’94, il governo di Washington ha deciso di non accettare più, come rifugiato politico, chi se ne andava da Cuba per mare, ma di rifiutarlo come fa per tutti gli altri immigrati latinoamericani che si mettono su una zattera o passano la frontiera in Baja California o Texas per cercare una vita migliore al Nord. 

Il presidente Clinton e il suo staff inoltre non ignorano che i “fratelli al soccorso” e in particolare il loro leader Basulto, fanno parte di quei settori dell’universo anticastrista della Florida e della Louisiana che svolgono un dichiarato lavoro di pressione e anche di propaganda violenta che arriva purtroppo non solo a compiere attentati a Radio Progresso di Miami quando parla di “pacificazione nazionale” o di “esigenza di un dialogo con Castro”, ma addirittura ad organizzare campi di addestramento militari per operazioni di provocazione e sabotaggio da svolgere nel territorio cubano. 

A questo proposito, è singolare che la stampa occidentale abbia dimenticato, in questa occasione, che non molto tempo fa un commando di uno di questi gruppi di fuoco sbarcò in una spiaggia di Cuba e, scoperto da una pattuglia di militari, li catturò, li legò mani e piedi e li uccise a sangue freddo. Un episodio che, pochi mesi dopo, purtroppo, ebbe un secondo atto. Un altro commando sbarcato in un’altra spiaggia e scoperto, aprì il fuoco uccidendo alcuni contadini. E a Miami ci fu una conferenza stampa di un’organizzazione che rivendicò questa azione. Anche Cuba, come ora fanno gli Stati Uniti, chiese una dura condanna dell’Onu, ma non ottenne nulla. Per questo Clinton dubita di poter trovare sostegno tenendo una linea più dura. Il caso dell’abbattimento dei Cessna potrebbe riproporre infatti una realtà più delicata, quella della flagrante violazione di ogni legge internazionale nel momento in cui Washington permette a gruppi armati di preparare attentati terroristici in altri paesi, anche non amici. 

Inoltre, ci sarebbe il pericolo di riaprire il problema mai risolto del diritto che gli Stati Uniti si arrogano, specie in America Latina, di intervenire nelle scelte politiche o giuridiche di altri paesi, dal Messico a Panama (il caso Noriega), da Haiti alla Colombia (come dimostra l’attuale ingerenza della Dea e della Cia nello scandalo che vede coinvolto il presidente Samper). Non è un caso quindi che molti commentatori anche americani si sono chiesti che avrebbe fatto l’aviazione degli Stati Uniti in caso di inversione delle parti, se cioè aerei “non amici” cubani avessero violato lo spazio aereo americano senza voler dare spiegazioni. I cubani hanno ora fatto sapere di avere in mano la testimonianza di uno dei piloti che partecipavano al presunto lavoro di riscatti di esuli del gruppo “Fratelli al soccorso”. Queste prove le porteranno all’Onu. 

Clinton, che sperava dopo le elezioni, di normalizzare in qualche modo le relazioni con Cuba, dopo aver fatto altrettanto con Vietnam e Corea del Nord, capisce anche che l’infittirsi negli ultimi tempi di queste iniziative spettacolari e operative dei gruppi anticastristi di Miami è una pressione, un vero ricatto elettorale nei suoi confronti, un ricatto sul quale i repubblicani cercheranno di speculare come dimostra la dichiarazione del candidato dell’ultradestra Pat Buchanan che ha suggerito addirittura (con tanti saluti per tutti i diritti di sovranità dei popoli) di “far pattugliare le acque cubane dai top-gun dell’Air Force con licenza di sparare se intercettati dai Mig di Castro”. 

Bisogna ora vedere se Clinton sarà capace di non rimanere ostaggio della logica elettorale proprio mentre il resto del mondo e tutti gli alleati degli stessi Stati Uniti vedono la “questione cubana” con occhi più onesti e realisti. 

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