mercoledì 20 maggio 2026

"Time changes, Crimes don't" - Francesca Fornario

 Da: Francesca FornarioFrancesca Fornario, giornalista, scrittrice, autrice satirica e videomaker, scrive per il manifesto, Il Fatto Quotidiano e MicroMega. - https://www.instagram.com/fornariof 


Mio marito ebreo ha messo questa foto sul suo profilo wa. Lo ha chiamato sua cugina ebrea che vive in Belgio: “Bravo!”, gli ha detto lei, che frequenta la sinagoga e gli ha confessato di sentirsi sempre più minacciata. Dagli antisemiti? No: “minacciata dai membri della comunità che si ostinano a negare la realtà. Tu non ti immagini quanto sono fanatici qui. Mai nella vita pensavo di sentirmi così discriminata”. Mio marito cresciuto a Parigi senza mai avvertire alcuna discriminazione le ha detto che da quando vive in Italia succede anche lui di venire discriminato. Non in quanto ebreo ma in quanto scuro di pelle. Dalla polizia che gli dà immancabilmente del “tu” anche se ha un dottorato e un master e che lo ferma e lo perquisisce di continuo, dalle signore che si stringono la borsa al petto quando incrociano il suo sguardo in metro. 

Le ha raccontato di aver scattato la foto al corteo del 25 Aprile, quando l’Italia festeggia la liberazione dai nazisti e dai fascisti. 

I tempi cambiano e i crimini restano gli stessi. 

Il 4 dicembre 1948, il New York Times pubblicò una lettera aperta firmata da 28 eminenti intellettuali ebrei, tra cui Albert Einstein e Hannah Arendt. Il testo – che il quotidiano israeliano Haaretz ha appena ripreso – lanciava un duro allarme sul futuro dello Stato di Israele, confrontando il nascente partito ultranazionalista di Begin, l’idolo degli attuali ministri israeliani Ben Gvir e Smotrich, ai movimenti nazisti e fascisti europei. Gli intellettuali ebrei nella lettera condannavano il massacro perpetrato il 9 aprile 1948 da parte delle milizie dell'Irgun e della banda Stern nel villaggio arabo di Deir Yassin, definendolo un esempio "scioccante" di terrorismo e disumanità. 

Accusarono i seguaci di Begin di predicare un miscuglio di ultranazionalismo, misticismo religioso e superiorità razziale, metodi e filosofie politiche che ritenevano pericolosamente simili a quelli usati dal regime di Hitler in Europa. 

Così è cominciata la Nakba e in base al disegno di legge per il contrasto “all’antisemitismo” oggi in discussione, gli ebrei Albert Einstein e HannahArendt sarebbero accusati di odio antisemita, ma nessuna legge idiota e nessun milione speso da Israele nella propaganda per addomesticare l’intelligenza artificiale, modificare i risultati dei motori di ricerca, comprare e intimidire i giornalisti può modificare la realtà. 

Un palestinese su due vive in esilio, cacciato dalla propria terra, senza la possibilità di farvi ritorno. 

Ci sono 7 milioni di profughi palestinesi sparsi per il mondo. E sette milioni di ebrei in Israele. 

La Palestina non era "Una terra senza popolo per un popolo senza terra”, come la propaganda colonialista sionista ha fatto credere anche a tanti ebrei per convincerli a emigrare. Era una terra dalla quale, a partire dal 1948, un popolo è stato cacciato con la forza e ancora oggi chi resta viene ucciso, perseguitato, terrorizzato, affamato. 

Per questo, oggi, la metà dei palestinesi vive all'estero. Quelli rimasti in patria non hanno altra scelta che subire la violenza o difendersi, rischiando la morte in un caso e nell'altro.
Un palestinese su 4 nel corso della propria vita è stato arrestato. Non esiste un paragone simile al mondo, in nessuna dittatura militare. 

la metà delle persone viene arrestata e sbattuta in carcere senza alcun capo d'accusa e diritto alla difesa e dunque, tecnicamente, viene rapita, viene sequestrata. Questo rapimento legalizzato dalla legge israeliana può protrarsi per anni, rinnovando il provvedimento di detenzione amministrativa di 6 mesi in sei mesi. 

Tra loro anche tanti bambini. Oltre 350 bambini dal 12 ai 18 anni in questo momento sono nelle carceri israeliane. Non istituti minorili, proprio in carcere con gli adulti. Nelle carceri dove, come ora documenta il Nyt ma da tempo L’Onu e le stesse ong per i diritti umani israeliane, viene praticata sistematicamente la tortura e lo stupro con oggetti infilati nell’ano. 

Israele è il solo paese al mondo che fa processare i bambini - ma solo quelli palestinesi - da tribunali militari. I bambini a partire dai 12 anni d'età. Bambini che ora possono anche venire condannati a morte per terrorismo e impiccati per aver lanciato una pietra contro il tank che invade la terra di quel bambino, il tank che avanza in violazione del diritto internazionale. 

Decine di migliaia a Gaza e ora in Libano e da sempre nella Cisgiordania illegalmente occupata da Israele sono i morti ammazzati. Medici, giornalisti, donne in cinta. 

A Gaza sono stati bombardati tutti e 36 gli ospedali presenti. Sono state bombardate le ambulanze per impedire che potessero raggiungere i bambini feriti e i bambini sono stati deliberatamente uccisi. 

Nonostante l’annunci del cessate il fuoco, i soldati israeliani continuano ad uccidere a Gaza. Quasi mille i palestinesi uccisi dal cessate il fuoco. Il 90 per cento della popolazione vive sfollata nelle tende, senza cibo a sufficienza, senza acqua potabile a sufficienza, senza sapone e medicine. Oggi, ancora oggi, denuncia Oxfam, Unicef, Medici Senza Frontiere. I bambini durante la notte vengono letteralmente mangiati dai topi. 

Tutto questo si compie sotto i nostri occhi e con la complicità dei nostri governi e chi tace, acconsente.
I tempi cambiano e i crimini restano gli stessi. Il mondo non di divide tra oppressi e oppressori, o sarebbe facile per gli oppressi avere la meglio. Si divide tra chi sta con gli oppressi e chi sta con gli oppressori. Per come la vedo io, tra fortunati e sfortunati. 

Teniamoci stretti. 

Nessun commento:

Posta un commento