lunedì 17 agosto 2026

Perché gli USA hanno deciso di salvare il Giappone CON I TUOI SOLDI - Alessandro Volpi

Da: OttolinaTV -  Alessandro Volpi docente di Storia contemporanea, di Storia del movimento operaio e sindacale e di Storia sociale presso il Dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Pisa. - Alessandro Volpi - Alessandro Volpi 

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Balle spaziali. - Alessandro Volpi (14/08/26) 


Dopo mesi di declino, lo yen giapponese è precipitato ai livelli più bassi degli ultimi quarant’anni. Poi, nel giro di meno di un’ora, ha recuperato oltre il 3 per cento del suo valore.
Un normale rimbalzo dei mercati? No. Dietro quel movimento c’era un intervento coordinato tra Tokyo e Washington.
Gli Stati Uniti hanno deciso di sostenere lo yen perché un suo ulteriore crollo avrebbe potuto costringere il Giappone a vendere una parte degli oltre 1.100 miliardi di dollari di titoli del Tesoro americano che possiede, facendo salire i rendimenti e mettendo ancora più sotto pressione il debito federale, il dollaro e la bolla finanziaria di Wall Street.
Ma la parte più significativa è un’altra: per comprare yen, Washington ha venduto euro.
In altre parole, gli Stati Uniti hanno salvato il Giappone e protetto il proprio sistema finanziario scaricando una parte del costo sull’Europa.
Con Alessandro Volpi analizziamo cosa rivela questa operazione sui rapporti di forza dentro il blocco occidentale. Il Giappone resta subordinato agli Stati Uniti e schierato contro la Cina, ma quando il prezzo dell’alleanza diventa troppo alto riesce comunque a presentare il conto.
L’Europa, invece, emerge ancora una volta come il più mansueto dei vassalli: quello che paga di più, subisce di più e chiede meno al padrone di Washington. 

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