http://materialismostorico.blogspot.it/2016/12/le-lezioni-di-cesaratto-sulla-crisi.html
La teoria Marxista poggia la sua forza sulla scienza... che ne valida la verità, e la rende disponibile al confronto con qualunque altra teoria che ponga se stessa alla prova del rigoroso riscontro scientifico... il collettivo di formazione Marxista Stefano Garroni propone una serie di incontri teorici partendo da punti di vista alternativi e apparentemente lontani che mostrano, invece, punti fortissimi di convergenza...
Da diversi decenni, gli studi di orientamento
storico-materialistico in ambito filosofico – ma considerazioni non molto
diverse potrebbero essere fatte per l’ambito storico e più in generale per le
scienze umane nel loro complesso – versano nelle università italiane in una
situazione di grave difficoltà. Non ricostruisco qui nei dettagli il rilevante
significato culturale che per una lunga stagione questa corrente ha avuto nel
nostro paese. La linea di pensiero che da Labriola conduce a Gramsci e al
gramscismo ha ripensato dalle fondamenta le categorie del marxismo,
riconducendole al loro rapporto genetico con la dialettica hegeliana e dunque
sia con l’esperienza della filosofia classica tedesca in senso stretto, sia con
tutto il dibattito politico-culturale che dalla Rivoluzione francese ha
attraversato il XIX secolo. Questa impostazione, che più volte si è misurata
con le autonome prese di posizione di Croce e Gentile e che dunque ha saputo dialogare
con i punti più alti della tradizione filosofica italiana, ha saputo proporre
poi su queste basi una riflessione originale. Una riflessione che dopo la
sconfitta del fascismo e la fine della Seconda guerra mondiale, e da quel
momento almeno fino agli anni Settanta del Novecento, non solo ha contribuito a
modernizzare il dibattito culturale di un paese che risultava ancora per larghi
tratti arretrato rispetto alle esperienze europee più avanzate ma ha anche
posto le basi intellettuali per una sua rinascita civile e politica.
In un articolo dedicato al marxismo cubano, Aurelio
Alonso Tejada sottolinea giustamente le capacità tattiche e
strategiche di Fidel Castro in quanto dirigente politico [1], ma occorre
aggiungere che il pragmatismo del capo storico della Rivoluzione cubana non
costituisce un’opzione che fa strame dei principi, ma anzi ad essi si richiama
per individuare la tattica più adeguata per metterli in pratica.
Le costituzioni sono patti di convivenza, sorrette da un
consenso generale. La Costituzione di Renzi, invece, è una costituzione che
divide, non essendo neppure di maggioranza, ma di minoranza