
Paolo Massucci (Collettivo di formazione marxista "Stefano Garroni") - https://www.facebook.com/groups
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Appare del tutto evidente che il capitalismo nel XXI secolo non espande più benessere generale, non ridistribuisce la ricchezza ottenuta dall’aumento della produttività, non diffonde i benefici del progresso scientifico e tecnologico; al contrario, esso finisce per aumentare il livello dello sfruttamento dei lavoratori da parte delle oligarchie che detengono i capitali.
Non solo, l’oligarchia capitalista diffonde un’ideologia antisociale che spinge alla conflittualità popoli appartenenti a diverse nazioni, soggetti di diverse generazioni o genere e si avvale della paura di imminenti catastrofi e del clima di costante emergenza per impedire l’uso della ragione, che è la condizione per una democrazia sostanziale (ma neppure quella formale è più rispettata!). Pertanto le trasformazioni politico-economiche imposte sono presentate come necessità improrogabili, come se fossero dettate da una dialettica uomo-natura (o uomo-economia, il che non cambia) anziché dalla dialettica tra uomini. Ci viene detto continuamente che il mondo è cambiato, eppure le trasformazioni cui assistiamo non sono condotte da forze esterne metafisiche, sono opera umana, frutto di rapporti che mutano. L’uomo è quell’animale che, in condizioni naturali date, e secondo la propria natura, sviluppa un’attività finalista, la quale progredisce senza altri limiti che quelli naturali, dunque un’attività perfettamente trasparente in se stessa, e sempre più conoscibile, man mano che le realtà esteriori divengono meglio dominate, controllate e conosciute.