domenica 22 marzo 2026

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Da: https://thecradle.co/articles-id/36510 - traduzione: La Zona Grigia - Pepe Escobar รจ editorialista di The Cradle, redattore senior di Asia Times e analista geopolitico indipendente specializzato in Eurasia. Dalla metร  degli anni '80 ha vissuto e lavorato come corrispondente estero a Londra, Parigi, Milano, Los Angeles, Singapore e Bangkok. รˆ autore di numerosi libri; il suo ultimo รจ Raging Twenties.

Leggi anche: L'intero pianeta รจ tenuto in ostaggio da un culto della morte - Pepe Escobar 

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La Cina sta rispondendo ufficialmente su due binari paralleli alla guerra del Cartello Epstein, o israelo-americana, contro l'Iran, tramite un portavoce diplomatico e un portavoce militare.

Traduzione: La Cina vede la guerra sia come un'estrema tensione politico-diplomatica sia come una minaccia militare. 

Il portavoce militare cinese, un Colonnello dell'Esercito Popolare di Liberazione, parla per metafore. รˆ stato lui ad affermare esplicitamente che gli Stati Uniti sono "dipendenti dalla guerra", con soli 250 anni di storia e solo 16 anni di pace. 

Presenta chiaramente gli Stati Uniti come una minaccia globale. E chiaramente, anche come una minaccia morale a mio avviso. 

Il Presidente cinese Xi Jinping รจ fermamente intenzionato a stabilire un legame duraturo tra marxismo e confucianesimo. 

Il contributo fondamentale di Confucio al pensiero politico risiede nell'uso preciso del linguaggio. Solo chi parla con metafore precise e con un forte peso morale รจ in grado di governare una nazione. 

Pertanto, la Cina sta elaborando con cura una solida critica morale ed etica alla guerra di scelta americana contro l'Iran, sottolineando come si tratti di un attacco perpetrato da una nazione che ha perso la propria bussola morale. 

Il Sud del mondo comprende appieno questo messaggio. 

sabato 21 marzo 2026

POSTDEMOCRAZIA ARMATA: ultimo atto dell'Oligarchia? - Intervista a Carlo Galli

Da: DARSI PACE. MARCO GUZZI - Movimento l'Indispensabile. Gabriele Guzzi - Carlo Galli (Università di Bologna) รจ un politico, accademico e filosofo politico italiano.

Una analisi estremamente chiara e accurata. In televisione non sentiremo mai nulla del genere. (il collettivo)


Negli ultimi anni stiamo assistendo ad una torsione autoritaria e militare del neoliberismo, che perde legittimitร  politica all'interno degli stati, e ha bisogno di riarmarsi per fermare l'emorragia della perdita di egemonia internazionale. Dal neoliberalismo che plasma l'intera societร  secondo le categorie del mercato, siamo cioรจ entrati, secondo il professor Carlo Galli, in una nuova fase, quella della POSTDEMOCRAZIA ARMATA. Per dominare, il sistema di potere utilizza cioรจ la paura e la militarizzazione della societร  come ultima strategia per continuare a mantenere la propria supremazia. Ma esiste una via di uscita dalla Societร  della Guerra? Per Galli รจ in una risposta politica e culturale nuova, che sappia denunciare e criticare la deriva armata del neoliberismo e coltivare i presupposti di una aggregazione radicata in un'altra esperienza esistenziale.

venerdรฌ 20 marzo 2026

IL CUORE DEL DOLLARO COLPITO NEL GOLFO - Pino Arlacchi

Da: Il Fatto Quotidiano (https://www.ilfattoquotidiano.it) - Pino Arlacchi - Pino Arlacchi รจ un sociologo, politico e Ex vice-segretario dell'Onu. (Pino Arlacchi). 


Non รจ in corso in Medioriente solo una guerra di aerei, missili, bombe e droni dai tempi lunghi e dall’esito confuso. 

Un’altra guerra, molto piรน vasta e dall’esito giร  chiaro, cammina in parallelo. รˆ la guerra contro il petrodollaro, la cui posta รจ la sopravvivenza dell’ordine finanziario globale basato sulla valuta americana. Questi ayatollah saranno certo sporchi, brutti e cattivi, ma stanno attuando una strategia di formidabile impatto contro il cuore del potere americano sul mondo, accelerando cambiamenti epocali che ribollono da tempo sottotraccia. 

L’Iran รจ consapevole dell’inferioritร  militare convenzionale rispetto alla superpotenza atlantica, e ha scelto di non contrastarla aereo contro aereo, nave contro nave, bomba contro bomba. Teheran non punta a vincere sul campo di battaglia. Ha sviluppato una strategia asimmetrica rivolta a colpire il nocciolo duro del capitalismo finanziario globalizzato: il petrodollaro. La ricchezza generata dal petrolio pagato in dollari, e investita nel sistema finanziario mondiale controllato da Wall Street e Tesoro Usa. Il petrodollaro non รจ un concetto astratto. รˆ la massa di capitali accumulata da Kuwait, Bahrein, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita attraverso decenni di vendita di idrocarburi nei mercati del pianeta. I fondi sovrani del Golfo gestiscono in tutto un patrimonio stimato tra gli 11 e i 13 trilioni di dollari (Pil Italia 2,2. Pil Usa 30). La quota maggioritaria di tale immenso capitale รจ investita negli Usa: in titoli del Tesoro, azioni quotate sui mercati di New York, immobili nelle grandi metropoli, fondi di private equity e hedge fund di Wall Street. 

giovedรฌ 19 marzo 2026

"A chi esita" - Bertolt Brecht

Da: https://internopoesia.com/tag/a-chi-esita - Poesie (Einaudi, 2014), a cura di G. D. Bonino. 

Dici:
per noi va male. Il buio
cresce. Le forze scemano.
Dopo che si รจ lavorato tanti anni
noi siamo ora in una condizione
piรน difficile di quando
si era appena cominciato. 

E il nemico ci sta innanzi
piรน potente che mai.
Sembra gli siano cresciute le forze. Ha preso
una apparenza invincibile.
E noi abbiamo commesso degli errori,
non si puรฒ negarlo.
Siamo sempre di meno. Le nostre
parole d’ordine sono confuse. Una parte
delle nostre parole
le ha stravolte il nemico fino a renderle
irriconoscibili. 

Che cosa รจ errato ora, falso, di quel che abbiamo detto?
Qualcosa o tutto? Su chi
contiamo ancora? Siamo dei sopravvissuti, respinti
via dalla corrente? Resteremo indietro, senza
comprendere piรน nessuno e da nessuno compresi?

O contare sulla buona sorte?

Questo tu chiedi. Non aspettarti
nessuna risposta
oltre la tua.

mercoledรฌ 18 marzo 2026

Il mondo secondo Gaza - CHRIS HEDGES

Da:  La Zona Grigia - Originale: https://chrishedges.substack.com - Chris Hedges รจ un giornalista vincitore del Premio Pulitzer, รจ stato corrispondente estero per quindici anni per il New York Times, dove ha lavorato come capo dell'Ufficio per il Medio Oriente e dell'Ufficio balcanico per il giornale. 


Gaza รจ solo l'inizio. Il nuovo ordine mondiale รจ un ordine in cui i deboli vengono annientati dai forti, lo stato di diritto non esiste, il genocidio รจ uno strumento di controllo e la barbarie trionfa.

La guerra contro l'Iran e la distruzione di Gaza sono solo l'inizio. Benvenuti nel nuovo ordine mondiale. L'era della barbarie tecnologicamente avanzata. Non ci sono regole per i forti, solo per i deboli. Opporsi ai forti, rifiutarsi di piegarsi ai loro capricciosi desideri significa essere sommersi da missili e bombe.

Ospedali , scuole elementari , universitร  e complessi residenziali vengono ridotti in macerie. Medici , studenti , giornalisti , poeti , scrittori , scienziati , artisti e leader politici , compresi i capi delle squadre negoziali, vengono uccisi a decine di migliaia da missili e droni assassini.

Le risorse – come sanno bene i venezuelani – vengono rubate apertamente . Cibo, acqua e medicine, come in Palestina, vengono usati come armi.

Che mangino la terra. 

martedรฌ 17 marzo 2026

Il femminismo non sarร  strumentalizzato per la propaganda di guerra: la situazione delle donne in Iran e nei regimi wahabiti e talebani originari degli USA, i fatti. - Diane Gilliard

Da: https://www.initiative-communiste.fr - Diane Gilliard, Commissione sulla condizione femminile del PRCF, JBC per www.initiative-communiste.fr 

Vedi anche: Confessioni di una Femminista Iraniana: “ecco perchรจ oggi difendo la sovranitร  dell’Iran” - Minoo Mirshahvalad  

Leggi anche: IL VELO E LA BOMBA - Lavinia Marchetti

La morte di Mahsa Amini nel settembre 2022, una giovane curda iraniana uccisa durante un fermo di polizia dalla polizia morale per aver indossato il velo "in modo scorretto ", ha scatenato una rivolta popolare di portata senza precedenti dalla Rivoluzione del 1979. La discriminazione subita dalle donne iraniane รจ reale, documentata e grave. Ma dai primi attacchi aerei israelo-americani del 28 febbraio 2026, soprannominati "Operazione Furia Epica", questa discriminazione รจ diventata uno strumento di propaganda centrale nei media occidentali, con l'obiettivo di legittimare e generare sostegno per una guerra di aggressione i cui obiettivi sono completamente diversi.

Una guerra con obiettivi imperiali e coloniali

Quando Donald Trump ha giustificato gli attacchi contro l'Iran – che hanno preso di mira almeno nove cittร , siti nucleari, installazioni militari e lo stesso Leader Supremo Ali Khamenei, ucciso nell'operazione – le parole "diritti delle donne" e "liberazione" hanno rapidamente saturato il dibattito mediatico occidentale. Eppure gli obiettivi dichiarati o percepibili di questa operazione sono di natura completamente diversa.

Innanzitutto, il petrolio . L'Iran possiede una delle maggiori riserve di idrocarburi al mondo. Quando Trump catturรฒ Maduro in Venezuela nel gennaio 2016, dichiarรฒ la sua intenzione di "riprendersi" il petrolio venezuelano. La logica รจ la stessa in Iran: spezzare uno Stato resistente all'egemonia americana significa anche riaprire l'accesso alle sue risorse energetiche a beneficio delle aziende occidentali. Ma significa anche privare la Cina, un concorrente geopolitico degli Stati Uniti la cui stessa esistenza potrebbe portare al crollo dell'egemonia del suo asse imperialista. Venezuela, Iran e Russia, presi di mira e attaccati dagli Stati Uniti, sono infatti i principali fornitori della Cina.

lunedรฌ 16 marzo 2026

Iran: le bombe dei ricchi - Michele Santoro, Alberto Negri

Da: Michele Santoro presenta - Michele Santoro รจ un giornalista, conduttore televisivo, autore televisivo, produttore televisivo e politico italiano. - Alberto Negri รจ un giornalista e reporter di guerra. Per «Il Sole 24 Ore» ha seguito dal 1987 al 2017 i principali eventi politici e bellici come inviato in Medio Oriente, Balcani, Asia Centrale e Africa. - https://www.facebook.com/alberto.negri.

Michele Santoro analizza con Alberto Negri, giornalista e inviato di guerra, gli ultimi sviluppi della situazione in Iran


domenica 15 marzo 2026

Trump, Putin e l’Iran. Per capire leggiamo la Pravda - Alessandra Ciattini

Da: https://www.lantidiplomatico.it -  Alessandra Ciattini (Collettivo di formazione marxista Stefano Garroni - Membro del Coordinamento Nazionale del Movimento per la Rinascita Comunista) ha insegnato Antropologia culturale alla Sapienza di Roma. E' docente presso l'Universitร  Popolare Antonio Gramsci (https://www.unigramsci.it). 


Tra le contraddizioni di Trump, l’impasse strategica statunitense e il nuovo corso della risposta iraniana, l’articolo di Alessandra Ciattini legge il conflitto attraverso una fonte controcorrente come la Pravda, per mostrare come la guerra riveli il logoramento dell’egemonia americana e l’estrema pericolositร  dell’escalation in Medio Oriente. 
 
La conferenza stampa tenuta da Trump lunedรฌ 9 marzo nel suo elegante Club di Golf a Miami ha lasciato interdetti e perplessi anche i piรน pazienti ascoltatori: la solita retorica, le solite contraddizioni, la mancanza di qualsiasi logica nelle sue parole, l’assenza di un filo conduttore che denota semplicemente il fatto che gli Usa sono stati trascinati dalla guerra contro l’Iran dal genocida Netanyahu spinto da un odio irrazionale. E che -come osservano i piรน noti analisti- non hanno nessuna vera strategia, se non quella di voler continuare ad esser considerati gli spauracchi del mondo non passivamente allineato.

Mentre gli attacchi continuano sempre piรน violenti da entrambe le parti, il nuovo Dottor Stranamore, privo della comicitร  di Peter Sellers, ha ripetuto che gli Usa hanno l’esercito piรน forte del mondo, che la guerra sarebbe pressochรฉ terminata, giustificando il suo intervento militare con il fatto che l’Iran sarebbe stato pronto a conquistare in breve tutto il Medio Oriente. Opinione priva di qualsiasi fondamento. Eppure, nella breve guerra dei 12 giorni di giugno, in seguito all’attacco a sorpresa da parte di Israele ai siti nucleari e missilistici, seguito dall’intervento Usa su tre centrali nucleari dell’Iran, ci aveva comunicato che il paese colpito aveva perso tutto il suo potenziale di difesa e di aggressione.

«Washington Post»: la Russia sta sostenendo attivamente l’Iran - Giacomo Gabellini, Francesco Dall’Aglio

Da: https://www.ilcontesto.net - Giacomo Gabellini รจ un giovane ricercatore indipendente. - 

Francesco Dall'Aglio, medievista, ricercatore presso l'Istituto di Studi Storici al dipartimento di storia medievale della Accademia delle Scienze di Sofia (Bulgaria). Esperto di est Europa e di questioni strategico-militari รจ gestore del canale Telegram «War Room»


L'inchiesta del Washington Post in cui si sostiene che la Russia stia sostenendo attivamente l'Iran.
A pochi giorni di distanza dall’allucinante conferenza stampa tenuta dal segretario alla Guerra Pete Hegseth alla presenza di un imbarazzato Don Caine, capo degli Stati Maggiori Riuniti delle forze armate statunitensi, il «Washington Post» pubblica un’inchiesta in cui si sostiene cha la Russia stia fornendo all’Iran informazioni di intelligence utili a bersagliare le forze statunitensi.

Basandosi su ben tre fonti interne ai servizi di sicurezza statunitensi, il «Washington Post» scrive che «dall’inizio della guerra, la Russia ha comunicato all’Iran le posizioni delle risorse militari statunitensi, tra cui navi da guerra e aerei».

Gli analisti raggiunti dal «Washington Post» hanno affermato che «la condivisione di informazioni di intelligence si adatterebbe allo schema degli attacchi dell’Iran contro le forze statunitensi, comprese le infrastrutture di comando e controllo, i radar e le strutture temporanee».

L’Iran sta «realizzando rilevamenti molto precisi sui radar di allerta precoce o sui radar over-the-horizon. Lo stanno facendo in modo molto mirato, puntando al comando e controllo», ha affermato Dara Massicot, esperta di esercito russo presso il Carnegie Endowment for International Peace.

L’Iran dispone di una manciata di satelliti di livello militare, cosa che renderebbe le immagini fornite dalle capacitร  spaziali molto piรน avanzate della Russia estremamente preziose, soprattutto perchรฉ il Cremlino ha perfezionato il proprio targeting dopo anni di guerra in Ucraina, ha affermato Massicot.

Nicole Grajewski, che studia la cooperazione dell’Iran con la Russia presso il Belfer Center della Harvard Kennedy School, ha affermato sempre al «Washington Post» che gli attacchi di rappresaglia iraniani sono stati caratterizzati da un elevato livello di sofisticatezza, sia per quanto riguarda gli obiettivi presi di mira da Teheran, sia per la sua capacitร  di sopraffare le difese degli Stati Uniti e degli alleati. 

Il «Washington Post» scrive anche che gli Usa stanno esaurendo i missili

sabato 14 marzo 2026

PERCHร‰ NON ARRIVANO IMMAGINI O VIDEO DALLE CITTร€ ISRAELIANE BOMBARDATE? - Lavinia Marchetti

Da: https://laviniamarchetti.altervista.org - Lavinia MarchettiLavinia Marchetti

Siamo letteralmente invasi da immagini e video palesemente fake o create con AI che giungono da Israele o dall’Iran. Mai come in questa guerra la visibilitร  รจ cosรฌ scarsa. Molti condividono senza capire il danno che fanno all’informazione cadendo cosรฌ nel tranello della nebbia militare dove se tutto puรฒ essere falso, anche ciรฒ che รจ vero si perde nelle migliaia di immagini false. Un po’ come con i file di Epstein.

Questa oscuritร  visiva va ben oltre la classica “nebbia militare”, รจ l’esito di una sofisticata e spietata strategia multi-dominio. Questa strategia integra l’applicazione draconiana della censura militare storica, la repressione legale e fisica del giornalismo indipendente sul campo, il blocco preventivo e coordinato dell’Open Source Intelligence (OSINT) satellitare su scala commerciale, e una raffinata gestione della cosiddetta “guerra cognitiva” (Cognitive Warfare). L’obiettivo di questa strategia รจ duplice: da un lato, negare al nemico informazioni tattiche vitali per la calibrazione dei propri sistemi d’arma; dall’altro, proteggere il morale e la stabilitร  psicologica di una nazione giร  profondamente traumatizzata, proiettando al contempo un’immagine di invulnerabilitร  tecnologica sul palcoscenico globale.

LA CENSURA MILITARE ISRAELIANA

Il cosiddetto Censore Militare Israeliano, a differenza di molte democrazie occidentali dove la libertร  di stampa gode di tutele quasi assolute anche in tempo di crisi, ha ereditato e mantenuto in vigore normative risalenti al mandato coloniale britannico che conferiscono alle autoritร  militari una giurisdizione eccezionalmente ampia sui mezzi di comunicazione. La Censura Militare Israeliana รจ un’unitร  governativa di massima sicurezza presieduta dal Capo Censore, un alto ufficiale militare nominato direttamente dal Ministro della Difesa. Il suo mandato ufficiale รจ quello di esercitare una censura preventiva su qualsiasi informazione, pubblicazione o trasmissione che possa compromettere la sicurezza dello Stato, rivelare dettagli sulle operazioni militari oltre confine o esporre segreti strategici, come il programma di armi nucleari del Paese (incluso il reattore di Dimona, ripetutamente minacciato dai funzionari iraniani come bersaglio primario).

L’Iran Vince la Lunga Guerra. USA e Israele in Difficoltร ! - Scott Ritter

Da: Dialogue Works Italiano - Original Video: Scott Ritter: Iran Wins the Long War — U.S... Scott Ritter รจ un ex ufficiale dell’intelligence del Corpo dei Marines degli Stati Uniti che ha prestato servizio nell’ex Unione Sovietica applicando i trattati sul controllo degli armamenti, nel Golfo Persico durante l’operazione Desert Storm e in Iraq supervisionando la disattivazione delle armi di distruzione di massa. Il suo libro piรน recente รจ Il disarmo al tempo della perestrojka, pubblicato da Clarity Press. - Scott Ritter

venerdรฌ 13 marzo 2026

La propaganda che uccide la ragione: Iran, Gaza e il doppio standard dell’Occidente. - Elena Basile

 Da: https://www.lafionda.org - Elena Basile รจ un'ex diplomatica e scrittrice italiana. Dal 2013 al 2021 ha prestato servizio come ambasciatrice in Svezia e Belgio e nel 2023 ha lasciato il servizio diplomatico con il grado di plenipotenziario. (https://www.facebook.com/elena.basile11

Continuo a non rassegnarmi. Rimango stupita quando mi accorgo che persone dotate di media intelligenza e capacitร  di raziocinio possano abbeverarsi a una propaganda demenziale. Nei media storici, diplomatici, analisti e i cosiddetti esperti e intellettuali, a vario titolo, ci ripetono da settimane che il governo teocratico iraniano avrebbe ucciso in pochi giorni 40.000 civili. Paolo Mieli sente il dovere di premettere che questi dati non sono verificati, esattamente come quelli relativi a 75.000 vittime che circolano in relazione ai palestinesi di Gaza. Sono tentata di correre via urlando.

Mi ricompongo e continuo a sperare in un dialogo razionale. Il genocidio di Gaza e la cifra di 75.000 morti (approssimata per difetto, come conferma la rivista scientifica Lancet) sono confortati da immagini in streaming che hanno documentato bombardamenti a tappeto, utilizzo di carri armati, intere aree abitative spianate, incendi in campi profughi. La leadership iraniana, per uccidere 40.000 persone in due o tre giorni (mentre Israele, per arrivare a 50.000 morti, ha impiegato mesi), avrebbe dovuto bombardare il proprio popolo, radere al suolo le cittร , far crollare palazzi.

L’indignazione per questo utilizzo atroce, nei media europei, della facoltร  raziocinante cresce, e piangiamo il gregge indottrinato.

giovedรฌ 12 marzo 2026

Migranti: il nuovo mercato degli schiavi? - Alessandra Ciattini, Marco Antonio Pirrone

Da: Gabriele Germani - Marco A.Pirrone รจ ricercatore di sociologia generale presso il Dipartimento “culture e societร ” dell'Universitร  degli studi di Palermo. - Alessandra Ciattini (collettivo di formazione marxista "Stefano Garroni”) ha insegnato Antropologia culturale alla Sapienza. 

Leggi anche: Pandemia nel capitalismo del XXI secolo - A cura di Alessandra Ciattini, Marco Antonio Pirrone

Vedi anche: Pandemia e Capitalismo del XXI secolo - Marco Antonio Pirrone e Alessandra Ciattini 


Flussi migratori e gestione da parte del potere economico e politico del fenomeno.
La gestione dei processi migratori รจ orientata dai bisogni del capitale? E che percorsi alternativi si potrebbero adottare? 

mercoledรฌ 11 marzo 2026

Yesterday's Papers: Il punto di vista della Cina sulla crisi globale - Kikko Schettino

Da: https://grad-news.blogspot.com/2026/03/yesterdays-papers-il-punto-di-vista.html?m=1 - Francesco Schettino: https://www.facebook.com

Leggi anche: "L'ATTACCO ALL'IRAN E' LA NUOVA SCOMMESSA CAPITALISTA DI TRUMP E SOCI" - Umberto De Giovannangeli intervista Emiliano Brancaccio 

Come la Cina interpreta la crisi globale, dal venezuela all'aggressione all'Iran - (Da: herta manenti)  
La discussione si basa principalmente su un rapporto di ricerca pubblicato su 《็Žฐไปฃๅ›ฝ้™…ๅ…ณ็ณป》 (Contemporary International Relations), la rivista dei China Institutes of Contemporary International Relations (CICIR), uno dei think tank strategici piรน influenti della Cina che fornisce analisi ai decisori politici di Pechino. La rivista, pubblicata dal CICIR, รจ una delle principali sedi di analisi di politica internazionale in Cina e ospita studi su politica globale, economia e sicurezza internazionale. 
Piuttosto che interpretare gli eventi recenti in Iran e Venezuela come crisi isolate, vale la pena di esplorare come gli studiosi cinesi li inquadrino come parte di una trasformazione piรน ampia dell’ordine globale, plasmata dalla sicurezza energetica, dal potere finanziario e dalla competizione geopolitica. 
Il video riflette inoltre sulla posizione dell’Europa all’interno di questo sistema in evoluzione ed esamina come la cultura strategica cinese — spesso caratterizzata da pragmatismo di lungo periodo e pazienza strategica — affronti le crisi internazionali in modo diverso rispetto alle dottrine militari occidentali. 
Questa prospettiva puรฒ risultare particolarmente rilevante per chi รจ interessato alla geopolitica multipolare e alle trasformazioni delle relazioni tra Cina, Medio Oriente, America Latina e Sud globale. 


...e un altro punto di vista che perรฒ forse ci dice la stessa cosa ma da una angolazione diversa... 
"DIETRO LA GUERRA USA IN IRAN GRANDI POTERI FINANZIARI E AFFARICOLOSSALI" | Prof. Alessandro Volpi (Da: Radio Radio TV): 

In un panorama economico globale segnato da crescenti tensioni geopolitiche e instabilitร  finanziaria, gli Stati Uniti affrontano una delle sfide piรน ardue della loro storia recente. Con un debito pubblico che ha sfiorato i 38,86 trilioni di dollari a marzo 2026, secondo i dati del Tesoro americano, il Paese si trova a gestire un fardello che assorbe risorse enormi, con pagamenti netti di interessi proiettati oltre il trilione di dollari quest'anno dal Congressional Budget Office. I rendimenti sui titoli del Tesoro a 10 anni, intorno al 4,13%, rendono il finanziamento sempre piรน oneroso, mentre circa un terzo del debito pubblico detenuto dal pubblico – pari a oltre 10 trilioni – maturerร  nei prossimi 12-14 mesi, richiedendo un rifinanziamento a tassi piรน elevati. 
In questo contesto, l'analisi del professor Alessandro Volpi, docente di storia contemporanea all'Universitร  di Pisa, offre una prospettiva incisiva. 

martedรฌ 10 marzo 2026

"L'ATTACCO ALL'IRAN E' LA NUOVA SCOMMESSA CAPITALISTA DI TRUMP E SOCI" - Umberto De Giovannangeli intervista Emiliano Brancaccio

Da: https://www.unita.it - Umberto-De-Giovannangeli Esperto di Medio Oriente e Islam segue da un quarto di secolo la politica estera italiana e in particolare tutte le vicende riguardanti il Medio Oriente. Umberto De Giovannangeli - Emiliano Brancaccio รจ professore di Economia politica presso l’Universitร  degli Studi di Napoli Federico II e promotore, con Robert Skidelsky, dell’appello “Le condizioni economiche per la pace” pubblicato sul Financial Times , Le Monde e Econopoly de Il Sole 24 Ore . - Emiliano Brancaccio - www.emilianobrancaccio.it

Vedi anche:  Da Trump agli Eurobond: la catastrofe capitalista รจ inevitabile? - Emiliano Brancaccio 

Leggi anche: A PROPOSITO DI "LIBERCOMUNISMO" DI EMILIANO BRANCACCIO - Domenico Suppa


«Pensare che Usa e Israele bombardano per liberare รจ infantile. Il vagheggiato rischio di una atomica di Teheran ricorda la fialetta “fake” di Colin Powell. Ridimensionare l’Iran significa mettere in sicurezza la zona per promuovere gli affari degli americani e dei loro alleati, a dispetto della Cina. Ma potrebbe andar male...»

"..Stati Uniti e Israele sono soci in affari di dittature persino piรน oppressive della teocrazia Iraniana. Sarebbero disposti a mettere al vertice del paese un altro grande Ayatollah, anche piรน feroce verso le libertร , purchรฉ favorisca gli affari con loro..


Dall’Iran, al Bahrein, al Libano, alla Turchia, fino a Cipro. La guerra si spande e investe ormai anche i confini dell’Unione europea. A una settimana dall’inizio dell’attacco Israelo-Americano all’Iran, resta incerta la strategia di Trump e dei suoi alleati. Ne discutiamo con Emiliano Brancaccio, docente di economia politica all’Universitร  Federico II, autore del recente volume ‘Libercomunismo’, che dedica ampio spazio alle cause capitalistiche degli attuali conflitti militari. 

D: Professor Brancaccio, nel suo ultimo libro lei ha sostenuto che la politica estera degli Stati Uniti รจ destinata ad assumere caratteri compulsivi, come “scatti nervosi di una mostruosa tigre ferita, chiusa nella sua stessa gabbia”. E ha previsto che da declamata isolazionista, l’America di Trump si sarebbe presto rimessa a tracciare i perimetri dell’impero col sangue. I fatti di questi giorni confermano la sua previsione? 

R: Direi di sรฌ. E smentiscono gli illusi che speravano in un “Trump pacifista”, che avrebbe rispettato l’impegno con gli elettori “maga” ad abbandonare i teatri di guerra internazionali. Come tutte le crisi dei grandi imperi, la crisi egemonica dell’America indebitata non sfocerร  in un placido e silenzioso ritiro del gigante in declino. Sarร  un processo caotico, conflittuale, doloroso per il mondo intero. 

lunedรฌ 9 marzo 2026

[In altre parole] Realpolitik a Pechino: perchรฉ l'asse Merz-Xi รจ l'ancora di salvezza per l'industria europea - Francesco Maringiรฒ

Da: https://italian.cri.cn - Francesco Maringiรฒ, Presidente dell’Associazione italo-cinese per la promozione della Nuova Via della Seta. 

Leggi anche: Veicoli elettrici, la cooperazione con la Cina come leva strategica per Europa e Canada. - Giulio Chinappi


Il 25 febbraio Friedrich Merz รจ atterrato a Pechino con una delegazione di trenta tra i principali CEO tedeschi, tra cui: Oliver Blume di Volkswagen, Ola Kรคllenius di Mercedes-Benz, Oliver Zipse di BMW. La Germania รจ un paese in difficoltร : economia in contrazione, manifattura sotto pressione, i costi della dipendenza energetica e di anni di allineamento alla politica americana che presentano il conto. La lettura mainstream di questo viaggio parla di "ri-calibrazione", cioรจ di una riduzione graduale dell'esposizione verso Pechino. I dati raccontano altro: sono le contraddizioni interne tedesche, e in particolare la pressione dei settori industriali piรน esposti, a impedire qualsiasi rottura con la Cina e a spingere semmai verso un approfondimento dei rapporti. L'automotive รจ il caso piรน eloquente: รจ il settore che piรน di ogni altro ha reso insostenibile la retorica del decoupling da Pechino.

Nel 2025 Volkswagen Group ha consegnato in Cina 2,69 milioni di veicoli, circa il 30% delle consegne mondiali. BMW ne ha venduti 625.527, pari al 25% del totale, Mercedes-Benz 551.900, il 31%. Solo questi tre gruppi totalizzano 3,87 milioni di auto in un mercato cinese da 23,74 milioni di unitร . Senza quel 25-30% di volumi, i principali produttori tedeschi si troverebbero in condizioni strutturali difficili, con scala industriale ridotta e minore capacitร  di investimento. In questo contesto, parlare di "riduzione dell'esposizione" รจ un esercizio di retorica politica: i numeri raccontano una interdipendenza che รจ essenziale per salvare l’industria tedesca.

Eppure la narrazione dominante continua a parlare di "inondazione". Quando nel settembre 2023 la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen usรฒ quella parola per descrivere l'arrivo di veicoli elettrici cinesi in Europa, fissรฒ un frame che i dati commerciali effettivi contraddicono. L'interscambio complessivo di automobili tra UE e Cina vale 20,72 miliardi di euro, con un saldo negativo per l'Europa di 4,46 miliardi: l'Unione esporta verso la Cina auto per 8,13 miliardi ma ne importa per 12,59 miliardi. Lo squilibrio, tuttavia, รจ quasi interamente concentrato sui veicoli elettrici a batteria. Se si isolano i BEV, il deficit europeo arriva a 5,80 miliardi: appena 117 milioni esportati contro 5,92 miliardi importati. La cifra piรน significativa emerge quando si sottraggono i BEV dal totale: sulle auto tradizionali e ibride, l'Europa registra un saldo positivo di 1,35 miliardi. Non c'รจ nessuna inondazione indiscriminata.

Lo squilibrio sui veicoli elettrici riflette un gap tecnologico e produttivo: l'industria cinese ha conquistato il primato nelle tecnologie verdi della mobilitร , mentre quella europea arranca nella transizione elettrica. Se Bruxelles deve importare BEV dalla Cina รจ perchรฉ i propri costruttori non sono ancora in grado di soddisfare la domanda interna a prezzi competitivi. Criminalizzare chi vende ciรฒ che tu non sai produrre non risolve il problema strutturale. La posizione assertiva di Bruxelles — lamentarsi dell'"inondazione" cinese ignorando la dipendenza europea dal mercato di Pechino — non nasce dai numeri, che testimoniano una interdipendenza profonda, ma da una scelta essenzialmente geopolitica, alimentata dalle pressioni provenienti da Washington.

La scelta รจ tra cooperare o restare indietro. Francia, Germania, Ungheria, Spagna si muovono in questa direzione, con la consapevolezza che il costo dell'immobilismo ricade sull'industria e sui cittadini. L'Italia รจ assente: nessuna visita di stato, nessuna delegazione industriale, nessuna iniziativa diplomatica verso Pechino. Non รจ neutralitร : รจ un errore strategico che si paga in termini di filiere, investimenti e posizionamento nella transizione elettrica globale.

Il paradosso รจ tutto qui: il "de-risking" venduto come antidoto alla dipendenza รจ in realtร  il rischio maggiore che l'industria europea corre. Ridurre i rapporti con la Cina non produce autonomia, ma arretramento. Merz a Pechino con trenta CEO esercita ai massimi livelli un principio di realpolitik essenziale per salvare l’industria tedesca ed europea.

Un principio che, se incarnato con maggiore convinzione, offrirebbe alla Germania un'alternativa concreta alla spirale del riarmo, inutile per rispondere alla crisi economica e che non fa altro che caricare di nubi plumbee il nostro futuro.

domenica 8 marzo 2026

Le iniziative globali della Cina nel mondo multipolare - ALBERTO BRADANINI, FRANCESCO MARINGIร’

Da: MarxVentuno Edizioni - Francesco Maringiรฒ, Presidente dell’Associazione italo-cinese per la promozione della Nuova Via della Seta e curatore del libro "La Cina nella Nuova Era, Viaggio nel 19°Congresso del PCC", LA CITTA' SEL SOLE -  Alberto Bradanini, ex-diplomatico. Giร  Ambasciatore d’Italia in Cina (2013-15), Coordinatore del Comitato Governativo Italia-Cina (2007-09), Console Generale d’Italia a Hong Kong (1996-98), Consigliere Commerciale all’Ambasciata d’Italia a Pechino (1991-96), Ambasciatore d’Italia a Teheran (2008-12), attualmente Presidente del Centro Studi sulla Cina Contemporanea (Reggio Emilia, Italia). Alberto Bradanini รจ autore di diversi saggi e libri, tra cui “Oltre la Grande Muraglia” (2018); “Cina, l’irresistibile ascesa” (2022) e “Lo sguardo di Nenni e le sfide della Cina”. 

Leggi anche: Guerra all’Iran: gli obiettivi di Stati Uniti e Israele e la marginalitร  dell’Europa. - Tiberio Graziani


sabato 7 marzo 2026

Guerra all’Iran: gli obiettivi di Stati Uniti e Israele e la marginalitร  dell’Europa. - Tiberio Graziani

Da: https://www.analisidifesa.it - Tiberio Graziani E' presidente di Vision & Global Trends – International Institute for Global Analyses. Attualmente insegna presso la Scuola di Dottorato Internazionale in "Diritto e mutamento sociale: le sfide della regolamentazione transnazionale" presso l'Universitร  degli Studi Roma Tre. 


L’operazione statunitense contro l’Iran non puรฒ essere letta come una risposta contingente, ma come parte di una strategia di lungo periodo. Nucleare, potenziale militare e guerra a distanza sono strumenti operativi di un confronto sistemico che intreccia energia, competizione globale e subordinazione europea. 

Interrogarsi sul “vero obiettivo” dell’operazione militare statunitense contro l’Iran rischia di essere fuorviante se la questione viene posta come una scelta tra opzioni discrete — rovesciamento del regime, distruzione del potenziale militare, demolizione degli impianti nucleari o altro. In realtร , l’azione statunitense va collocata all’interno di un ciclo storico di confronto molto piรน lungo, che nel periodo post-Guerra fredda ha assunto una configurazione coerente, articolata in fasi successive e funzionali a un medesimo disegno strategico.

giovedรฌ 5 marzo 2026

Con l'Iran khomeinista nel momento in cui l'Iran khomeinista รจ aggredito - Stefano G. Azzarร 

Da: Stefano G. Azzarร  - Stefano G. Azzarร  insegna Storia della filosofia politica all’Universitร  di Urbino. รˆ segretario alla presidenza dell’Internationale Gesellschaft Hegel-Marx. Dirige la rivista “Materialismo Storico”(materialismostorico - http://materialismostorico.blogspot.com). รˆ impegnato in un confronto tra le grandi tradizioni filosofico-politiche della contemporaneitร : liberalismo, conservatorismo, marxismo.

Leggi anche: Dal rifiuto dell’universalitร  hegelomarxista alla frantumazione postmoderna - Stefano G. Azzarร  


Gli Stati Uniti e Israele non stanno semplicemente attaccando l'Iran, magari per prendersi la terra o le risorse o mettere le loro basi militari: stanno attaccando l'Iran nato dalla rivoluzione anticoloniale e guidato dal regime khomeinista, perchรฉ quell'Iran e quel gruppo dirigente - e non certo la popolazione - costituiscono per vari motivi un ostacolo per l'imperialismo. 

Fermo restando che stiamo parlando solo dell'analisi, dal momento che nessuna componente ha oggi la minima effettualitร , non รจ sufficiente, pertanto, per i comunisti di orientamento leninista e per gli antimperialisti - altra cosa รจ la sinistra in generale, alla quale non รจ ovviamente possibile chiedere questa presa di coscienza, e altra cosa ancora sono anche altri e diversi orientamenti comunisti - deplorare la guerra e dirsi genericamente dalla parte del popolo iraniano; e nemmeno, al limite, difendere la sovranitร  nazionale iraniana come epifania della sovranitร  nazionale in quanto tale.
Queste sono cose ovvie, ma non bastano. 

Nel momento in cui si sta nel movimento generale contro la guerra per quel minimo che tale movimento esiste, e lo si sostiene e promuove senza ridicoli settarismi e con tutti i suoi limiti, bisogna invece difendere, in questa analisi, proprio gli Ayatollah, per quanto non corrispondano al nostro ideale occidentale di rivoluzione proletaria e persino di rivoluzione anticoloniale; e anche se in condizioni diverse e piรน avanzate li avremmo avversati e magari un giorno - improbabile, per come siamo messi - potremmo combatterli. 

Il leninismo non รจ una cosa semplice da capire e praticare. E, nonostante sia esaurito in Occidente come prassi e perduri solo come teoria, sconvolge i nostri codici e ci sconcerta; ma chi cerca una rivoluzione pura non vedrร  o non riconoscerร  mai nessuna rivoluzione. 

Che oggi questa mera teoria sconcerti piรน di ieri, e che appaia eresia indicibile e scandalosa per la morale dominante, anche a sinistra, ciรฒ che ieri in certi ambienti sarebbe apparso persino moderato, dร  la misura dei tempi e dei rapporti di forza. 
___________

Lettera di Lenin all’Emiro dell’Afghanistan Amanullah Khan, 27 novembre 1919 

Dopo aver ricevuto una lettera di grande valore da Vostra Maestร  tramite il vostro Ambasciatore, lo stimato Muhammad-Wali Khan, mi affretto a ringraziarvi per il vostro saluto e per la vostra iniziativa di instaurare un’amicizia tra i grandi popoli russi e afgani.
Fin dai primi giorni della gloriosa lotta del popolo afghano per la sua indipendenza, il governo russo dei lavoratori e dei contadini non ha tardato a riconoscere il nuovo ordine in Afghanistan, a riconoscere solennemente la sua piena indipendenza e ha inviato la sua ambasciata per creare un collegamento permanente tra Mosca e Kabul. L’Afghanistan รจ attualmente l’unico stato musulmano indipendente al mondo e il destino invia al popolo afghano un grande compito storico di unire tutti i popoli musulmani schiavi attorno a loro e guidarli sulla strada della libertร  e dell’indipendenza.
Il governo russo dei lavoratori e dei contadini incarica la sua ambasciata in Afghanistan di avviare negoziati con il governo del popolo afghano per concludere accordi commerciali e altri accordi amichevoli, il cui scopo non รจ solo quello di rafforzare le relazioni di buon vicinato con il massimo beneficio per entrambi i popoli, ma anche di combattere insieme all’Afghanistan il governo imperiale piรน predatore del mondo, la Gran Bretagna, i cui intrighi, come giustamente sottolineato nella vostra lettera, ancora ostacola lo sviluppo pacifico e libero del popolo afghano e distanziarlo dai vicini piรน vicini.
Dalle conversazioni con il vostro ambasciatore straordinario, l’onorevole Muhammad-Wali Khan, ho scoperto che siete pronti ad avviare negoziati su accordi amichevoli a Kabul, nonchรฉ del desiderio del popolo afghano di ricevere assistenza militare dal popolo russo contro l’Inghilterra. Il governo degli operai e dei contadini รจ propenso a fornire questa assistenza al popolo afghano su larga scala e a ripristinare la giustizia calpestata dagli ex governi degli zar russi. Abbiamo invitato il vostro ambasciatore e ordinato alle nostre autoritร  del Turkestan di formare una commissione mista per correggere il confine russo-afghano, nel senso di espandere il territorio afghano, sulla base della legge, della giustizia e della libera volontร  delle persone che vivono nelle aree di confine. Speriamo che questa commissione, con la vostra approvazione, inizi immediatamente i lavori per completarla contemporaneamente alla conclusione dei negoziati sull’accordo russo-afgano a Kabul.
Il nostro governo, su richiesta del vostro ambasciatore, si รจ collegato via radio con i governi dei paesi vicini per garantire l’ulteriore passaggio dell’ambasciata afgana in Europa e in America, ma, sfortunatamente, gli intrighi della stessa potenza interessata che menzionate nella vostra lettera di alto valore non solo non hanno dato l’opportunitร  di attuare il piano di Vostra Altezza ma la vostra ambasciata รจ stata costretta a scegliere un percorso diverso. Porgendole gli auguri del popolo russo, io, a nome del governo dei lavoratori e dei contadini, aggiungo i miei sinceri saluti a voi e all’intero popolo afgano.

Il Presidente del consiglio dei commissari del popolo V. Ulyanov (Lenin).

PICCOLA RIFLESSIONE SUL "MALE" - Andrea Zhok

Da: Andrea Zhok - Andrea Zhok, nato a Trieste nel 1967, ha studiato presso le Universitร  di Trieste, Milano, Vienna ed Essex. รˆ dottore di ricerca dell’Universitร  di Milano e Master of Philosophy dell’Universitร  di Essex. Andrea Zhok 

Leggi anche: SUL COLLASSO MORALE DELL'OCCIDENTE - Andrea Zhok 

Vedi anche: Il volto mostruoso dell’Occidente - Andrea Zhok 


Di fronte all'ennesima aggressione unilaterale della Epstein Connection (Usa+Israele), tutti giรน a formulare complesse analisi geopolitiche per capirne il senso.
Tutti - me incluso - a contorcersi tra giustificazioni artefatte e contraddizioni palesi.
Stanno bombardando gli iraniani per difendere i diritti umani?
Stanno violando il diritto internazionale per difendere l'"ordine basato sulle regole"?
Stanno cercando di promuovere la democrazia esportando con le bombe uno Sciร  di seconda mano?
Stanno subendo danni e morti per il piacere di infliggere danni e morti al nemico?
C'รจ da uscirne pazzi.
A meno che... 

A meno che la spiegazione non sia tanto semplice quanto complesse sono quelle scuse fittizie.
Basta pensare di aver a che fare con quello stesso tipo di esseri che vediamo dialogare nei file Epstein.
Quella gente non sta rischiando niente di persona; altri moriranno per loro. Non rischia niente Trump, non rischia niente Rubio, non rischia niente Hegseth, non rischia niente Netanyahu (la cui famiglia รจ a Miami), non rischia niente nessuno di quelli che prendono le decisioni piรน fatali. 
Al contempo per loro e i loro sodali, ogni bomba usata sul nemico รจ una bomba da ricomprare, ogni radar distrutto dal nemico รจ un radar da ricomprare, ogni grattacielo distrutto รจ un futuro investimento immobiliare, ogni vittoria bellica รจ un incoraggiamento a spendere ancora nella stessa direzione, ogni sconfitta รจ un ammonimento a non aver speso abbastanza in passato. 
Questa tipologia antropologica casca sempre in piedi. 

Qualunque livello di distruzione umana e materiale ha un aspetto fruttifero per chi vive di commesse pubbliche (bisognerร  fare pur qualche sacrificio per la sicurezza) e di capitali in cerca di investimenti redditizi. Non esistono strategie perdenti, purchรฉ tu riesca a convincere abbastanza gente che grandi atti di distruzione sono necessari. 
Vedendo le cose da questo punto di vista, tutto cade perfettamente al suo posto.
Ogni contraddizione viene spianata, ogni nodo viene sciolto.
Se anche alla fine non hai raggiunto nessuno degli obiettivi ufficialmente sbandierati (e QUANDO MAI sono stati raggiunti?), non c'รจ assolutamente nessun problema.
Avrai bruciato, insieme a donne, bambini, cittadini e soldati, una bella quantitร  di materiale bellico da rimpiazzare, una bella quantitร  di carburante da riacquistare.
Che ti frega del resto? Tu sei quello che governa la spesa prima e dopo la distruzione.
Lascia le formiche imbecilli laggiรน in basso, e i giornalisti a molla, alle loro contorsioni dialettiche per fare spazio in qualche modo al "diritto internazionale", alla "liberazione dei popoli", al "conflitto di civiltร ", e altre cazzate.
Che si scervellino pure, tanto alla fine del falรฒ a loro resterร  la cenere, i conti da pagare, i morti da seppellire; a te e ai tuoi compagni di golf resterร  un'isola in piรน.
Ma e il regno di Baal? E l'Anticristo? E il satanismo?
Ma perchรฉ vi immaginate Baal, l'Anticristo o Satana come alfieri di un Regno del Male? Perchรฉ alimentate l'idea romantica degli Imperatori delle Tenebre?
Mi spiace amici, ma il Male, il vero autentico inflessibile Male nel mondo non ha nessuna grandiosa "impresa maligna" da portare a compimento.
Questo gli darebbe comunque una dignitร , gli imporrebbe una coerenza, lo costringerebbe a tener ferme strategie: in fin dei conti lo renderebbe "costruttivo".
No, il Male sta in quella minuta meschinitร  di chi รจ disposto a dar fuoco al mondo per il solo gusto di avervi fottuto; e questo anche se in quel rogo dovesse finire lui stesso. E' questa assurditร  a renderlo potente: chiunque ragioni in termini di fini positivi, di una costruzione di vita, non riesce a seguirne i ragionamenti.
Il Male, come รจ stato detto altrove, รจ straordinariamente banale: รจ la dedizione di piccoli uomini dall'enorme frustrazione, capaci di spendere la vita, propria ma soprattutto altrui, per "ottenere profitti", cioรจ per ottenere ulteriore potenza senza nulla di importante da farci, cioรจ - in ultima analisi - per sentirsi vincenti, per non percepirsi come "losers", perdenti, sfigati.
Dedicare la propria vita ed energia alle battaglie del profitto รจ una vocazione reale, diffusa in molti ominicchi allevati nel grande pazzo serraglio della modernitร , subumani che in ciรฒ vivono la loro rivincita.
Il trionfo risentito del nulla.

mercoledรฌ 4 marzo 2026

Israele vive di guerre - Orly Noy

Da: https://www.internazionale.it - Orly Noy, Giornalista israeliana; +972 Magazine, Israele. Traduzione di Davide Lerner.

L’ospedale Gandhi colpito dai bombardamenti israeliani. Teheran, 2 marzo 2026 (Majid Asgaripour, Wana/Reuters/Contrasto

Le sirene hanno rotto il silenzio del sabato mattina in tutto Israele. Non tanto per esortare i civili a correre nei rifugi, quanto piuttosto per annunciare lo scoppio della guerra, quasi come una fanfara trionfante. Dopo piรน di una settimana di incertezza snervante, tra la tensione dell’attesa di un conflitto ripetutamente descritto come inevitabile e la debole speranza che la diplomazia potesse ancora prevalere, la guerra alla fine era arrivata.

“Non si puรฒ entrare due volte nello stesso fiume”, diceva il filosofo greco Eraclito. Ma a quanto pare si puรฒ distruggere un nemico giร  proclamato distrutto. Appena otto mesi fa, dopo il cessate il fuoco con l’Iran, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu dichiarava: “Nei dodici giorni dell’operazione Rising lion abbiamo ottenuto una vittoria storica, che rimarrร  per generazioni”. 

A quanto pare, questa “storica vittoria” non รจ durata neanche un anno, figuriamoci generazioni.

Questa volta l’attacco aveva un obiettivo in piรน: liberare il popolo iraniano dal regime oppressivo degli ayatollah. รˆ risaputo infatti che uno dei ruoli centrali di Israele in Medio Oriente รจ quello di portare la libertร  ai popoli della regione con jet da combattimento e bombardieri.

Improvvisamente, la vita degli iraniani รจ diventata molto cara agli israeliani, tanto da essere disposti a trascorrere lunghe notti nei rifugi antiaerei, pronti a subire pesanti perdite, a condizione che i piloti di Israele portino la buona notizia della libertร , o almeno l’uccisione della leadership iraniana e la distruzione degli impianti nucleari e delle infrastrutture dei Guardiani della rivoluzione.

martedรฌ 3 marzo 2026

"Cosificazione": la deriva del capitalismo che divora l'umanitร  - Le Frasi di Marx

Da: https://www.lantidiplomatico.it -

Dal bracciante all'impiegato "di concetto": cosรฌ il mostro del profitto sta espropriando le nostre vite...

Presentazione e traduzione a cura di Alessandra Ciattini

Dopo un periodo di sospensione dovuto al fatto che Youtube ha bloccato questo canale educativo, per cui รจ stato spostato su Patreon, riprendiamo la pubblicazione della sua versione italiana, proponendo un nuovo video sul processo di cosificazione delle persone (trasformazione del soggetto in oggetto) nel capitalismo del XXI secolo.

lunedรฌ 2 marzo 2026

Cuba: dignitร  contro barbarie - Juanjo Peciรฑa

Da: https://giuliochinappi.com - https://www.marx21.it - Originale di Juanjo Peciรฑa (Cubainformaciรณn) – 23 febbraio 2026 


Cuba: dignitร  contro barbarie

Oggi condivido con voi una riflessione profonda che arriva da Cuba, un'isola che rappresenta molto piรน di una semplice destinazione turistica. รˆ simbolo di resistenza, dignitร  e coerenza. 

Mentre l'impero stringe la morsa con un blocco sempre piรน feroce - 65 anni di assedio, 634 attentati a Fidel, piaghe batteriologiche, blackout, fame e medicine negate - il popolo cubano continua a insegnarci cosa significa la parola "dignitร ". 

E sapete qual รจ il vero "crimine" di Cuba? Non avere petrolio o terre rare. Il suo "peccato" รจ esportare valori: medici in 165 paesi, alfabetizzazione in Bolivia e Venezuela, l'Operazione Miracolo che ha restituito la vista a migliaia di persone, brigate internazionaliste durante l'ebola e il COVID. 
Cuba ha dimostrato che si puรฒ costruire relazioni tra i popoli basate sulla solidarietร , non sul profitto. 
Oggi l'isola affronta un dilemma crudele: colonia o sovranitร . E mentre l'ONU vota ogni anno (187 paesi favorevoli, 2 contro) la condanna del blocco, Stati Uniti e Israele continuano a imporre la loro legge. 
Non possiamo permettere che normalizzino questa aggressione come hanno cercato di fare con la Palestina. 
La partita รจ impari, ma la domanda non รจ su chi scommettere, bensรฌ al fianco di chi combattere. 

Cuba non si arrende. E neppure noi.  (Marx21.it) 
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Una dura denuncia dell’escalation dell’aggressione statunitense contro Cuba, che contrappone alla barbarie imperialista la dignitร  della Rivoluzione, la solidarietร  internazionalista dell’isola e il diritto del popolo cubano a vivere sovrano.

Cuba rappresenta davvero molto, amiche e amici. Terra germinale e punto di riferimento di principi che hanno segnato il mio pensiero vitale. Risveglio, scoperta, studio, apprendimento, comprensione, momenti indelebili, compagni cari, alcuni giร  scomparsi.

Con il Che, insieme all’asma, condivido le sue riflessioni incise nel mio DNA: «Siate sempre capaci di sentire nel piรน profondo qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque in qualsiasi parte del mondo. รˆ la qualitร  piรน bella del rivoluzionario». Cercando di farla convivere con l’onestร  e la dignitร .

domenica 1 marzo 2026

Europa Progetto di Guerra? Sachs e Varoufakis si confrontano

Da: frontezero - Jeffrey Sachs, professore universitario presso la Columbia University, รจ Direttore del Center for Sustainable Development presso la Columbia University e Presidente del Sustainable Development Solutions Network delle Nazioni Unite. Ha servito come consigliere di tre Segretari generali delle Nazioni Unite e attualmente ricopre il ruolo di avvocato SDG sotto il Segretario generale Antรณnio Guterres. - Yanis Varoufakis รจ un economista, accademico e politico greco naturalizzato australiano. 


L’Europa sta diventando un progetto di guerra? Dopo la Conferenza sulla Sicurezza di Monaco 2026, Yanis Varoufakis e Jeffrey Sachs 
analizzano il futuro dell’Unione Europea tra NATO, guerra in Ucraina e dominio strategico degli Stati Uniti. 
Dopo Monaco, la domanda รจ inevitabile: l’Europa รจ ancora un progetto di pace o sta diventando un’unione di guerra? 
Il confronto tocca temi centrali della geopolitica contemporanea: 
egemonia americana, autonomia strategica europea, crisi economica dell’UE, sicurezza collettiva, neutralitร  e futuro dell’ordine globale.