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mercoledì 7 aprile 2021

il Simposio di Platone e la sessualità antica - Eva Cantarella

Da: LEZIONI DI STORIA - Eva Cantarella ha insegnato Diritto romano e Diritto greco all’Università di Milano ed è global visiting professor alla New York University Law School.
Giuseppe Girgenti discute il Simposio di Platone - https://www.youtube.com/watch?v=XCqjcpsB0RQ&list=PLK5hgpDmwPABd0Di1B5tnXFmanP6CmN5W&index=16
Ascolta anche: SIMPOSIO - PLATONE - audiolibro - https://www.youtube.com/watch?v=hVOcIUtUyNA

                            Il video inizia al m. 13,00...
                                                                         

mercoledì 20 maggio 2020

Edipo. Dall'enigma alla colpa - Maurizio Bettini

Da: Teatro Franco Parenti -
Maurizio Bettini è professore ordinario di Filologia Classica all'Università di Siena e direttore del centro interdipartimentale di studi 'Antropologia del mondo antico'.
Vedi anche:  Tragedia come Paideia*- Eva Cantarella 
                      Medea migrante - Eva Cantarella 
                     "EDIPO, LA CONOSCENZA E IL DESTINO"- Mauro Bonazzi, Silvia Vegetti Finzi 
                      Antigone di Sofocle - Vittorio Cottafavi 
                      Le troiane - Euripide
                                                                            

domenica 13 agosto 2017

Tragedia come Paideia*- Eva Cantarella**

*Da:  Teatro Franco Parenti 
** Eva_Cantarella ha insegnato Diritto romano e Diritto greco all’Università di Milano ed è global visiting professor alla New York University Law School.
Vedi anche:  https://ilcomunista23.blogspot.it/2016/09/medea-migrante-eva-cantarella_15.html


La paideia era la formazione dell’ uomo greco cittadino, intesa come socializzazione a un insieme di valori e di precetti la cui trasmissione di generazione in generazione era considerata compito del cittadino. Il teatro era una delle istituzioni, se non la più importante tra le istituzioni, alle quali era affidata questa funzione.
Alcuni esempi tratti dall’analisi del Prometeo incatenato, dell’Antigone, dell’ Edipo re e dell’ Edipo a Colono. 

lunedì 1 ottobre 2018

- "LO SPECCHIO DI ATENE": LA GIUSTIZIA, LA FORZA, IL POTERE - Mario Vegetti e Mauro Bonazzi

Da: Casa della Cultura Via Borgogna 3 Milano

In occasione della presentazione dei libri:
"Chi comanda nella città. I greci e il potere" di Mario Vegetti (Carocci Editore)
"Atene, la città inquieta" di Mauro Bonazzi (Einaudi Editore)
Intervengono oltre agli autori Eva Cantarella e Franco Trabattoni

sabato 23 settembre 2017

Antigone di Sofocle - Vittorio Cottafavi*

*Vittorio_Cottafavi è stato un regista e sceneggiatore italiano.
Vedi anche:  https://ilcomunista23.blogspot.it/2017/08/tragedia-come-paideia-eva-cantarella.html



Le parole sono armi - Luciano Canfora (Da: http://salvatoreloleggio.blogspot.it)

Diceva Aristofane, e forse ci credeva, che molte signore ateniesi si erano dapprima coperte di vergogna, quindi suicidate, per il coinvolgente influsso esercitato sulla loro mente delle figure femminili messe in scena da Euripide. Queste figure, per esempio Fedra innamorata del figliastro, o Stenebea, moglie di Preto, ma presa d’amore per Bellerofonte, vengono designate da Aristofane, nello stesso contesto delle Rane, con la cruda e iniqua parola cara ad ogni Tartufo: “sgualdrine”. L’idea che Aristofane esprime, e i suoi spettatori condividono, è che il teatro sia il veicolo di una ideologia: “Il poeta deve nascondere il male, non metterlo in mostra né insegnarlo. Ai bambini fa lezione il maestro, agli adulti i poeti”.

Questa è l’idea che gli ateniesi hanno del teatro e della sua implicazione politica ed esistenziale. Politica, anche: non a caso dalla più antica erudizione è stato usuale cercare di cogliere e spiegare i riferimenti molteplici, le allusioni, contenuti nelle tragedie e nelle commedie, in quanto appunto suprema forma di pedagogia collettiva. Non a caso su questo teatro veniva esercitata una censura, e talvolta una esplicita repressione politica. “Non daremo il coro a chiunque”, ammonisce l’interlocutore ateniese nelle Leggi di Platone.

Victor Ehrenberg in un saggio assai noto, Sofocle e Pericle, apparso nel 1954, sostenne che l’Antigone di Sofocle rappresenta la rivendicazione dei valori umani in antitesi con le leggi positive dello Stato (di ogni Stato, parrebbe di capire). Ehremberg si poneva criticamente di fronte a un grandissimo interprete ottocentesco dell’Antigone, Hegel, il quale nelle Lezioni di estetica aveva visto nello scontro tra Antigone e il tiranno Creonte l’espressione della polarità tra la famiglia e lo Stato.

Per chi lo ignori non è male ricordare che Antigone pullula di dibattiti politici: ad esempio quello tra Emone e Creonte, tutti centrati sui temi vitali della comunità (il potere personale, il controllo popolare, il consenso conformistico e coatto e così via). I cercatori della poesia “pura” hanno sempre arricciato il naso dinanzi a questo genere di interpretazioni. Ignari per lo più della natura intimamente e strutturalmente politica del teatro ateniese, fraintendono un teatro il cui strumento erano appunto le maschere prototipiche della tradizione mitologica.

Una messinscena dell’Antigone promossa da un gruppo femminista tedesco fu vietata subito dopo Stammhein (1977) [il riferimento è alla RAF e alla morte in carcere dei componenti del gruppo Baader Meinhof ]. Il divieto della sepoltura che è al centro della tragedia sofoclea si offriva spontaneamente come parallelo della più oscura e tragica vicenda degli “anni di piombo”. Il censore governativo ragionò alla stessa maniera del gruppo femminista, ma con intendimento opposto.

Non riesco perciò davvero a capire il chiasso ostile che si è voluto fare intorno all’Antigone di Rossana Rossanda. Forse è tutto dovuto a una scarsa cultura storico-letteraria. Ogni volta che questa moderna studiosa del moderno fenomeno eversivo ricorre alla figura di Antigone – anni fa con l’omonima rivista, ora con l’introduzione alla tragedia – si levano proteste a misurare il misfatto di lesa Antigone. Non sanno, come sapevano invece gli ateniesi, che le parole dette dalle scena erano “armi”.

martedì 19 giugno 2018

Antigone, o i rischi della secolarizzazione - Mauro Bonazzi

Da: Casa della Cultura Via Borgogna 3 Milano - mauro-bonazzi insegna Storia della filosofia antica.
Vedi anche: https://ilcomunista23.blogspot.com/2017/09/antigone-di-sofocle-vittorio-cottafavi.html
                      https://ilcomunista23.blogspot.com/2017/08/tragedia-come-paideia-eva-cantarella.html
                        https://ilcomunista23.blogspot.com/2018/06/edipo-la-conoscenza-e-il-destino-mauro.html
Leggi anche:      https://air.unimi.it/retrieve/handle/2434/142291/119966/10%20bonazzi.pdf




Nella secolarizzazione della tradizione europea la religione è stata interpretata come una forma di devozione personale. Dopo la massima espansione capitalistica e la parallela crisi culturale e politica, la religione cristiana ha ripreso un suo senso molto ampio come insegnamento morale e come contenuto politico. Una forte accentuazione di questa caratteristica è nella religione dell'Islam, l'altra grande religione monoteistica con al centro l'idea di salvezza. Ma il mondo è molto più ampio, e miliardi di persone, in India come in Cina, esercitano forme religiose o naturalistiche o confuciane. Conoscere queste culture fa capire il mondo contemporaneo.