Da: dignità TV - Paolo Ferrero è un politico italiano, Ministro della solidarietà sociale del Governo Prodi II dal 17 maggio 2006 all'8 maggio 2008. È stato segretario di Rifondazione Comunista dal 27 luglio 2008 al 2 aprile 2017 - Francesco Dall'Aglio, Medievista, saggista, ricercatore presso l’Istituto di Studi Storici al Dipartimento di Storia Medievale dell’Accademia delle Scienze di Sofia e gestore del canale Telegram «War Room». È coautore del volume, scritto assieme a Carlo Ziviello, Oppenheimer, Putin e altre storie sulla bomba (Ad Est dell’Equatore, 2023). - Francesco Dall'Aglio -
La teoria Marxista poggia la sua forza sulla scienza... che ne valida la verità, e la rende disponibile al confronto con qualunque altra teoria che ponga se stessa alla prova del rigoroso riscontro scientifico... il collettivo di formazione Marxista Stefano Garroni propone una serie di incontri teorici partendo da punti di vista alternativi e apparentemente lontani che mostrano, invece, punti fortissimi di convergenza...
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mercoledì 14 gennaio 2026
mercoledì 7 gennaio 2026
Le tante bugie della guerra - Alessandra Ciattini
Da: https://www.lantidiplomatico.it - Alessandra Ciattini (collettivo di formazione marxista "Stefano Garroni”) ha insegnato Antropologia culturale alla Sapienza, collabora con https://www.unigramsci.it -
Vedi anche: IL PUNTO SUL SUICIDIO DELL'UNIONE EUROPEA - Paolo Ferrero, Giacomo Gabellini
Sommario: Ormai sappiamo che le guerre sono sempre accompagnate da tante bugie come quella della protezione gratuita fornita all’Europa dagli Usa e quella dell’incombente invasione russa. Queste bugie possono anche essere il frutto di una visione disatorta della realtà, ma sicuramente sono funzionali agli obiettivi delle classi dominanti, benchè queste ultime rivaleggino tra loro. Il problema di fondo è comprendere se la visione delirante e opportunistica da cui esse scaturiscono ha una sua propria logica.
Oltre alla menzogna riguardante l’incombente minaccia russa sulla civile Europa, patria dei diritti umani, un’altra plateale bugia è quella secondo cui gli Usa ci avrebbero difesi gratuitamente e generosamente, per cui dovremmo avere verso di loro un’infinita riconoscenza e dovremmo anche deciderci a proteggersi da soli, accettando la seppur dolorosa la perdita dei nostri figli, come ci è stato comunicato qualche tempo fa.
Su questo tema è intervenuta recentemente la Federcontribuenti, la quale ha calcolato che le basi militari Usa in Italia, integrate con la NATO, costano al contribuente italiano, esattamente al 40% degli italiani che pagano effettivamente le tasse, tra i 100 e i 200 milioni di euro all’anno. Questi costi riguardano la manutenzione, le infrastrutture, i servizi e ovviamente l’acuirsi dei conflitti internazionali produrrebbe un aumento degli stessi stimato tra il 20% e il 30%, che ricadrebbero sul bilancio dello Stato italiano e sui soliti tartassati. Si tenga anche presente che calcolare la cifra esatta di questi gravami è assai complicato, perché negli anni si sono susseguiti accordi secondari, ulteriori stanziamenti, esenzioni. Si aggiunga che i reati commessi dai militari Usa nel corso delle loro attività ufficiali non ricadono sotto la giurisdizione dello Stato italiano; più complesso è il trattamento dei reati comuni.
giovedì 1 gennaio 2026
IL PUNTO SUL SUICIDIO DELL'UNIONE EUROPEA - Paolo Ferrero, Giacomo Gabellini
Da: dignità TV - Paolo Ferrero è un politico italiano. È stato segretario di Rifondazione Comunista dal 27 luglio 2008 al 2 aprile 2017 (Paolo Ferrero) - Giacomo Gabellini è un giovane ricercatore indipendente. (Il Contesto) -
... E Buon 2026 a Tutti! (Il Collettivo)
lunedì 24 novembre 2025
UCRAINA: LA GUERRA È PERSA, LE MAZZETTE CORRONO - Paolo Ferrero e Francesco Dall’Aglio
Da: dignità TV - Paolo Ferrero è un politico italiano, Ministro della solidarietà sociale del Governo Prodi II dal 17 maggio 2006 all'8 maggio 2008. È stato segretario di Rifondazione Comunista dal 27 luglio 2008 al 2 aprile 2017 - Francesco Dall'Aglio, Medievista, saggista, ricercatore presso l’Istituto di Studi Storici al Dipartimento di Storia Medievale dell’Accademia delle Scienze di Sofia e gestore del canale Telegram «War Room». È coautore del volume, scritto assieme a Carlo Ziviello, Oppenheimer, Putin e altre storie sulla bomba (Ad Est dell’Equatore, 2023). - Francesco Dall'Aglio -
venerdì 12 settembre 2025
National Defense Strategy: gli Stati Uniti si guardano allo specchio - Roberto Buffagni
Da: Il Contesto | Analisi economica e geopolitica - Roberto Buffagni Ha insegnato Storia dell'Arte presso l'Università di Parma, studioso di questioni geostrategiche e collaboratore del sito «L’Italia e il Mondo» (italiaeilmondo.com). Ha pubblicato saggi sul teatro, sul cinema (vincendo anche il Premio Adelio Ferrero per la critica cinematografica) e sulla letteratura. L'ultimo libro è: La supercazzola. Istruzioni per l'Ugo. (Mondadori).
Vedi anche: Perché abbiamo perso la guerra /1- Caracciolo a Mappa Mundi https://www.youtube.com/watch?v=uN8yfhs8pUA
Lo scorso 5 settembre, «Politico» ha scritto che la bozza della National Defense Strategy per il 2025 attribuisce la priorità alla tutela degli interessi statunitensi nell’emisfero occidentale rispetto alla gestione della “minaccia cinese”. Lo avrebbero confidato alla nota rivista ben tre funzionari dotati di accesso al documento, giunto sulla scrivania del segretario alla Difesa Pete Hegseth alla fine di agosto. Qualora trovassero conferma, le indiscrezioni riportate da «Politico» delineerebbero un radicale cambiamento di rotta rispetto alle traiettorie strategiche seguite dagli Stati Uniti nell’ultimo quindicennio, sotto governi sia democratici che repubblicani. Compreso quello guidato dallo stesso Trump tra il 2017 e il 2021, la cui National Defense Strategy collocava la deterrenza contro la Cina in cima alla scala delle priorità del Pentagono. La realizzazione del mutamento d’approccio previsto dal documento menzionato da «Politico» susciterebbe allo stesso tempo reazioni scomposte in seno alle compagini neocon e sinofobiche incistate in entrambi i partiti. Anche i rapporti con gli alleati/sottoposti ne risulterebbero profondamente alterati. «I tradizionali impegni assunti dagli Stati Uniti vengono ora messi in discussione», avrebbe riferito una delle tre fonti interpellate da «Politico». Le dichiarazioni pubbliche e le misure prese concretamente dall’amministrazione Trump risultano coerenti con il riorientamento strategico descritto all’interno del documento. Ne parliamo assieme a Roberto Buffagni, scrittore, autore di testi teatrali, studioso di questioni geostrategiche e collaboratore del sito «L’Italia e il Mondo». (Giacomo Gabellini)
FONTI
SITO, MAILING LIST, CANALI E PAGINE
Sito: https://www.ilcontesto.net/ Mailing list: https://www.giacomogabellini.com Telegram: https://t.me/ilcontesto Facebook: https://www.facebook.com/profile.php?...sabato 23 agosto 2025
Il più grande nemico dell’umanità: l’imperialismo straccione europeo - Paolo Ferrero, Alessandro Volpi
Da: dignità TV - Paolo Ferrero è un politico italiano, Ministro della solidarietà sociale del Governo Prodi II dal 17 maggio 2006 all'8 maggio 2008. È stato segretario di Rifondazione Comunista dal 27 luglio 2008 al 2 aprile 2017 - Alessandro Volpi docente di Storia contemporanea, di Storia del movimento operaio e sindacale e di Storia sociale presso il Dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Pisa.
Leggi anche: https://www.facebook.com/massimo.zucchetti
martedì 11 ottobre 2016
Panzieri, Tronti, Negri: le diverse eredità dell’operaismo italiano*- Cristina Corradi
* Questo testo è già apparso in P. P. Poggio (a cura), L’ALTRONOVECENTO.
COMUNISMO ERETICO E PENSIERO CRITICO, vol. II, IL SISTEMA E I
MOVIMENTI- EUROPA 1945-1989, Fondazione L. Micheletti-Jaca Book, Milano
2011, pp. 223-247. Si ringrazia la Fondazione Micheletti e l’editore. http://www.consecutio.org/
Vedi anche: https://www.youtube.com/watch?v=09CqeHs4W44
Vedi anche: https://www.youtube.com/watch?v=09CqeHs4W44
Neomarxismo, pensiero operaio, insubordinazione
sociale: tre distinti paradigmi dell’operaismo italiano
(Il saggio mira a distinguere
i profili teorici presenti all’interno dell’operaismo, la corrente del marxismo
italiano che, negli anni ’60, si propone quale alternativa rivoluzionaria alla
strategia togliattiana della via italiana al socialismo e alla politica
culturale del Pci che adotta una problematica democratica, antifascista e
populista in luogo di una problematica socialista, marxista, operaia. La
sociologia politica di Raniero Panzieri e del gruppo dei “Quaderni rossi”, che
fa riferimento al Capitale e ai rapporti sociali di produzione per analizzare
il capitalismo fordista-keynesiano, mette a fuoco l’intreccio perverso tra
razionalità tecnocratica e illusioni democratiche, rifiuta la concezione
progressista della storia e la visione acritica del progresso tecnologico,
mantiene un saldo ancoraggio alla teoria marxiana del valore. La rivoluzione
copernicana del gruppo di “Classe operaia” si propone come operazione di
rottura più che di rivitalizzazione del marxismo: il pensiero operaio di Mario
Tronti segna il passaggio da una prospettiva neomarxista ad una filosofia della
classe operaia, la cui particolare tonalità culturale deriva dall’incrocio con
la Nietzsche-Heidegger Renaissance e dall’uso di un dispositivo
attivistico che trasforma il rapporto di produzione nel prodotto di un’attività
soggettiva. Negli anni ’70, mentre il paradigma dell’autonomia del politico
accompagna il processo di riconversione post-marxista del ceto politico del
Pci, la teoria dell’operaio sociale di Negri, che incontra il movimento del
’77, esplicita la sua vocazione oltremarxiana aprendosi alla filosofia francese
della differenza e anticipando le tesi del postmoderno e del postfordismo)
L’operaismo è una corrente del marxismo italiano che nasce
in risposta alla crisi interna e internazionale del movimento operaio esplosa
nel ’56. Raniero Panzieri, Mario Tronti e Antonio Negri sono i teorici più noti
della corrente che, formatasi negli anni Sessanta intorno alle riviste
“Quaderni rossi” e “Classe operaia”, contribuisce in misura rilevante alla
formazione di una nuova sinistra, protagonista della lunga stagione di lotte
operaie e studentesche che si susseguono dal secondo biennio rosso ’68-’69 al
movimento del ’77 1. L’analisi della
composizione di classe, l’uso dell’inchiesta operaia e della conricerca come
strumenti di lavoro politico, la lettura della critica dell’economia politica
come scienza dell’antagonismo di classe, una storiografia innovativa delle
lotte operaie sono considerati i suoi contributi più significativi 2
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