domenica 21 settembre 2025

Israele sta conducendo un olocausto a Gaza. La denazificazione è la nostra unica soluzione. - Orly Noy

Da: https://www.972mag.com - La Zona Grigia - Orly Noy è redattrice di Local Call, attivista politica e traduttrice di poesia e prosa in persiano. È presidente del consiglio direttivo di B'Tselem e attivista del partito politico Balad. La sua scrittura affronta i confini che si intersecano e definiscono la sua identità di Mizrahi, una donna di sinistra, una donna, una migrante temporanea che vive all'interno di un'immigrata perpetua, e il dialogo costante tra loro. 


La mortale supremazia etnica insita nella società israeliana affonda le sue radici più in profondità di Netanyahu, Ben Gvir e Smotrich. Deve essere affrontata alla radice. 


Gaza City è avvolta dalle fiamme , mentre l'esercito israeliano lancia la sua offensiva di terra a lungo minacciata dopo settimane di bombardamenti incessanti. Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu, già sottoposto a un mandato di arresto internazionale per sospetto di crimini contro l'umanità, ha descritto quest'ultimo assalto come un'"operazione intensificata". Vi esorto a guardare le immagini in streaming da Gaza e a capire cosa significa veramente questo eufemismo.

Guardate negli occhi le persone in preda a un terrore senza pari, persino nei momenti più bui di questo genocidio durato due anni. Osservate le file di bambini coperti di cenere che giacciono sul pavimento intriso di sangue di quello che un tempo era un centro medico – alcuni a malapena vivi, altri che piangono di dolore e paura – mentre mani disperate cercano di confortarli o di curarli con le scorte mediche rimaste. Ascoltate le urla delle famiglie in fuga senza un posto dove rifugiarsi. Osservate i genitori che perlustrano l'inferno alla ricerca dei loro figli; arti che sporgono da sotto le macerie; un paramedico che culla una bambina immobile, implorandola invano di aprire gli occhi.

Ciò che Israele sta facendo a Gaza City non è il tragico sottoprodotto di eventi caotici sul campo, ma un atto di annientamento ben calcolato, eseguito a sangue freddo dall'"esercito del popolo", ovvero dai padri, figli, fratelli e vicini di casa di noi israeliani.  

"Storie di guerre e di paci" - Alessandro Barbero e Marco Travaglio

Da: Il Fatto Quotidiano - Marco Travaglio è un giornalista, saggista e opinionista italiano, è direttore responsabile de il Fatto Quotidiano. - Alessandro Barbero è uno storico, scrittore e accademico italiano, specializzato in storia del Medioevo e in storia militare (Alessandro Barbero).


                                                                          

sabato 20 settembre 2025

EDWARD SAID “LA QUESTIONE PALESTINESE” - Lavinia Marchetti

Da: https://laviniamarchetti.altervista.org - Lavinia Marchetti - Edward Said (Gerusalemme, 1935 – New York, 2003) è stato scrittore, critico e professore di Inglese e di Letteratura comparata alla Columbia University di New York e ha insegnato in più di 150 università e scuole negli Stati Uniti, in Canada e in Europa. I suoi scritti sono apparsi regolarmente su The Guardian, Le Monde diplomatique e Al-Hayat. 

Leggi anche: Edward Said ha letto nella Storia il futuro della Palestina - Eliana Riva 


RI-LETTURE FONDAMENTALI, ESTRATTO DA EDWARD SAID “LA QUESTIONE PALESTINESE” (1979 edito in Italia da Il saggiatore, 2011)

Sto cercando di affrontare questo testo prezioso letto ormai tanti anni fa, da una prospettiva nuova, considerando, in questo modo, gli accadimenti recenti a Gaza e in Cisgiordania come un unicum storico, come Said ce lo propone. A tal fine condivido dei passaggi con voi, uno ogni tanto, per garantire alla nostra analisi il punto di vista di uno dei più grandi intellettuali del secolo scorso (e anche in questo scorcio di secolo), palestinese ed esule. Buona lettura. (L.M.)


Edward Said:

“«Da secoli in una terra chiamata Palestina vi è stata una larga maggioranza costituita da un popolo, in gran parte di pastori, identificabile socialmente, culturalmente, politicamente ed economicamente come tale, la cui lingua era l’arabo e la religione (per la maggior parte) quella islamica. 

Questo popolo – o questo “gruppo” di persone, se vogliamo negargli la moderna consapevolezza di sé come tale – si è sempre identificato con la terra che coltivava e su cui viveva (poveramente o no è irrilevante); un processo di identificazione ancor più accentuatosi da quando, con una decisione quasi esclusivamente europea, venne stabilito di ricolonizzare, ricostituire e rioccupare quella stessa terra per darla agli ebrei che sarebbero stati portati lì da altri luoghi. 

A tale proposito, come tutti possono constatare, non c’è mai stato un solo gesto dei palestinesi volto ad accettare questa moderna riconquista o il fatto che il sionismo li abbia per sempre cacciati dalla Palestina. Perciò la realtà palestinese in quanto tale ieri come oggi, e probabilmente domani, si baserà sempre sulla resistenza a questa forma di colonialismo straniero. 

venerdì 19 settembre 2025

PAZIENTI NON CLIENTI. La Sanità Pubblica nella RDT - Niccolò Monti

 Da: Nicolò Monti - Nicolo-Monti già segretario nazionale della Federazione Giovanile Comunista Italiana (FGCI). 

Leggi anche: Die Wende - Nicolò Monti  

La famiglia tradizionale non esiste. La rivoluzione della famiglia nella DDR - Nicolò Monti 


“I malati si renderanno conto che nel sistema sanitario della RDT, nonostante le arretratezze tecniche, erano dei pazienti e non oggetti commerciali del marketing dei medici.” 

Queste le parole di Erich Honecker nel 1992, durante il processo che la Germania Ovest aveva organizzato, politicamente e ideologicamente motivata, contro di lui. 

La sua autodifesa pronunciata dinanzi alla corte è memorabile e quel passaggio sui cittadini della DDR, di cosa avrebbero e stavano perdendo con la fine del Socialismo, coglie un punto fondamentale che divide inesorabilmente capitalismo e socialismo. 

Parliamo della sanità e del diritto a vivere in salute. 

Innanzitutto è doveroso partire dall’approccio che la DDR aveva sulla sanità e avrebbe avuto in tutti i suoi 40 anni di vita. 

La sanità infatti non è la sola “cura” della persona, tramite medici, strutture e medicine, ma riguarda tutta la vita e i suoi molteplici aspetti. 

Per perseguire ciò, in un’ottica improntata alla costruzione della società socialista, la DDR con la guida del SED utilizzò la pianificazione dell’economia e la proprietà collettiva dei mezzi di produzione per creare una “filiera” orizzontale che andasse dalla gravidanza alla vecchiaia, senza saltare alcuno step

Anche a causa di croniche carenze di mezzi e risorse, la prevenzione era il mantra della politica sanitaria della DDR. E funzionò. 

La creazione di rapporti sociali ed economici collettivi, non basati sulla proprietà privata e sull’individualismo, consentì allo stato tedesco democratico di poter avere una analisi continua delle condizioni di vita dei cittadini. 

La DDR si basava sulle tradizioni della medicina sociale, che affrontava la salute da una prospettiva socio-politica e si concentrava sull'interazione tra il benessere delle persone e le loro condizioni di vita e di lavoro complessive. 

giovedì 18 settembre 2025

National Defense Strategy: il mondo è troppo grande per gli Stati Uniti - Francesco Dall'Aglio

Da: https://www.ilcontesto.net - Il Contesto | Analisi economica e geopolitica Francesco Dall'Aglio, Medievista, saggista, ricercatore presso l’Istituto di Studi Storici al Dipartimento di Storia Medievale dell’Accademia delle Scienze di Sofia e gestore del canale Telegram «War Room». È coautore del volume, scritto assieme a Carlo Ziviello, Oppenheimer, Putin e altre storie sulla bomba (Ad Est dell’Equatore, 2023).
Vedi anche: National Defense Strategy: gli Stati Uniti si guardano allo specchio - Roberto Buffagni 

Lo scorso 5 settembre, «Politico» ha scritto che la bozza della National Defense Strategy per il 2025 attribuisce la priorità alla tutela degli interessi statunitensi nell’emisfero occidentale rispetto alla gestione della “minaccia cinese”. Lo avrebbero confidato alla nota rivista ben tre funzionari dotati di accesso al documento, giunto sulla scrivania del segretario alla Difesa Pete Hegseth alla fine di agosto. Qualora trovassero conferma, le indiscrezioni riportate da «Politico» delineerebbero un radicale cambiamento di rotta rispetto alle traiettorie strategiche seguite dagli Stati Uniti nell’ultimo quindicennio, sotto governi sia democratici che repubblicani. Compreso quello guidato dallo stesso Trump tra il 2017 e il 2021, la cui National Defense Strategy collocava la deterrenza contro la Cina in cima alla scala delle priorità del Pentagono. La realizzazione del mutamento d’approccio previsto dal documento menzionato da «Politico» susciterebbe allo stesso tempo reazioni scomposte in seno alle compagini neocon e sinofobiche incistate in entrambi i partiti. Anche i rapporti con gli alleati/sottoposti ne risulterebbero profondamente alterati. «I tradizionali impegni assunti dagli Stati Uniti vengono ora messi in discussione», avrebbe riferito una delle tre fonti interpellate da «Politico». Le dichiarazioni pubbliche e le misure prese concretamente dall’amministrazione Trump risultano coerenti con il riorientamento strategico descritto all’interno del documento, a partire dalle rivendicazioni su Groenlandia e Panama; dalle ambizioni annessioniste nei confronti del Canada; dalla mobilitazione della Guardia Nazionale a sostegno delle forze dell’ordine a Washington e Los Angeles; dalla militarizzazione del confine con il Messico; dallo schieramento di navi da guerra e caccia F-35 nei Caraibi e al largo delle coste venezuelane con lo scopo ufficiale di combattere il narcotraffico; dal taglio dei fondi previsti dal programma di sostegno militare ai Paesi baltici. Elbridge Colby, coautore della National Defense Strategy per il 2018 e principale artefice della bozza descritta da «Politico», sembra aver abbandonato il suo tradizionale approccio anti-cinese per approdare alle posizioni sposate dal vicepresidente Jd Vance, che intende svincolare gli Stati Uniti dagli impegni esteri. (Giacomo Gabellini) 


                                                                           
SITO, MAILING LIST, CANALI E PAGINE