Da: https://traduzionimarxiste.wordpress.com/ - Link all’articolo originale in inglese Economics of Imperialism
Dei tre libri del Capitale di Marx, il secondo, dedicato al processo di circolazione del capitale, è il più trascurato. Laddove ha riscosso una qualche attenzione, come riguardo all’utilizzo degli schemi di riproduzione per analizzare la “trasformazione” dei valori in prezzi di produzione, è stato spesso frainteso [1]. La prima sezione di questo saggio delinea il rapporto metodologico fra i tre libri del Capitale; la seconda affronta in modo più ampio gli argomenti del secondo libro e la sua relazione col primo.
1. Distinzioni metodologiche
Una concisa formulazione del rapporto tra i tre libri del Capitale si trova nella prima pagina del capitolo primo, libro terzo. Marx vi nota che il primo libro analizza il processo di produzione capitalistica immediato, “astraendo ancora da tutte le influenze secondarie di circostanze ad esso estranee”, e che il secondo studia il processo di circolazione del capitale, il quale andrebbe aggiunto al processo di produzione immediato così da completare “il corso dell’esistenza del capitale”. Il terzo libro, invece, va oltre questa sintesi, al fine di “scoprire ed esporre le forme concrete che sorgono dal processo di movimento del capitale, considerato come un tutto”. In contrasto con i primi due libri, il terzo considera quegli aspetti del capitale che:
si avvicinano quindi per gradi alla forma in cui essi si presentano alla superficie della società, nell’azione dei diversi capitali l’uno sull’altro, nella concorrenza e nella coscienza comune degli agenti stessi della produzione. [2]
L’analisi contenuta nei primi due libri viene dunque condotta al livello del “capitale in generale”, raggiungendo il piano dei “diversi capitali” e della concorrenza nel terzo libro. Le forme assunte dal capitale nella “superficie della società” non vengono esaminate immediatamente, e persino nel terzo libro vengono soltanto “avvicinate”.










