Da: https://pagineesteri.it - Marco Santopadre, giornalista, già direttore di Radio Città Aperta di Roma, è un analista dell’area del Mediterraneo, del Medio oriente e del Nord Africa. Collabora con il Manifesto, Catarsi e Berria. Scrive, tra le altre cose, di Spagna e movimenti di liberazione nazionale.
A ormai quattro anni dall’invasione russa dell’Ucraina e a 12 anni dall’inizio del conflitto civile in Donbass, la possibilità di una fine imminente dei combattimenti – adombrata più volte nell’ultimo anno da Donald Trump – sembra definitivamente sfumata.
Anche la seconda tornata di colloqui trilaterali tra Russia, Ucraina e Stati Uniti che si è svolta alla fine della settimana scorsa, al di là delle dichiarazioni finali improntate all’ottimismo, non ha prodotto alcun risultato, se non l’ennesimo scambio di prigionieri e il Cremlino ha fatto sapere oggi che non è ancora stato stabilito neanche quando si terrà il prossimo incontro.
Il negoziato di Abu Dhabi si è incagliato ancora una volta su aspetti di non facile soluzione, come le richieste territoriali di Mosca, che pretende la cessione dei territori del Donbass non ancora conquistati, mentre Kiev vuole “solide garanzie di sicurezza” che implichino un intervento militare europeo e statunitense contro la Russia in caso di nuova aggressione.










