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lunedì 6 aprile 2026

COME MAI LE GUERRE OCCIDENTALI SONO AUTOLESIONISTE E INVECE DI FARCI RICCHISSIMI CI STANNO BUTTANDO NELLA MISERIA? - David Colantoni

Da: David Colantoni Scrittore-Saggista & Artista Visivo - David Colantoni, scrittore e artista croato-abruzzese, figlio del pittore e filmmaker Domenico Colantoni (1938-2018), è stato amico e stretto collaboratore dello scrittore ed editore Aldo Rosselli, figlio e nipote di Nello e Carlo Rosselli, insieme hanno fondato il quadrimestrale Inchiostri. Collaboratore di riviste come Nuovi Argomenti, globo d’oro per la sceneggiatura del film Io, L’altro (2007), ha esposto al Museo di Arte Moderna di Mosca (2015), alle Scuderie Aldobrandini (2010), allo Studio Claudio Abate (2009), alla Biennale di Miami (2010); è nella collezione del 9/11 Memorial & Museum di New York. Dal 2015 dirige e scrive sulla cultura del magazine Young.it (you-ng.it).

Jeffrey D. Sachs, professore universitario presso la Columbia University, è Direttore del Center for Sustainable Development presso la Columbia University e Presidente del Sustainable Development Solutions Network delle Nazioni Unite. Ha servito come consigliere di tre Segretari generali delle Nazioni Unite e attualmente ricopre il ruolo di avvocato SDG sotto il Segretario generale António Guterres

Vedi anche: La "CLASSE" dei GUERRIERI ed il MESTIERE delle ARMI - DAVID COLANTONI  


Qualcosa nel processo logico delle guerre occidentali non funziona. 

Stiamo assistendo da almeno 25 anni ( in realtà dalla guerra del Vietnam) a una serie di guerre scatenate dall'occidente che sfidano la logica. Ovvero sono guerre che impoveriscono l'occidente invece di arricchirlo. 

Eppure da che mondo è mondo, a parte quelle specifiche per difendersi direttamente da una invasione, le altre guerre si sono sempre fatte per procurarsi ricchezza non per distruggere la propria. L'impero romano faceva guerre per fare diventare ROMA ricchissima non danneggiandola. Dunque che le facciamo a fare? A chi giovano? 

Invece l'occidente di oggi fa guerre che lo gettano di crisi economica in crisi economica. 

Pensiamo alla guerra alla Libia che ha distrutto la posizione bilaterale privilegiata dell'Italia. nCome mai le nostre forze armate hanno partecipato a una guerra in Libia contro gli interessi nazionali ? Ve lo siete chiesti? 

La più eclatante di queste guerre autodistruttive ce l'abbiamo adesso sotto gli occhi con l'Iran, abbiamo scatenato una guerra che ci sta portando verso una crisi energetica e quindi economica devastante, come mai? 

Il mio libro, con la prefazione di Luciano Canfora, Oliver Stone e Jeffrey Sachs risponde soprattutto a questa domanda. 

Vi posto una delle tre prefazioni del libro quella di Jeffrey D. Sachs 

PREFAZIONE DI JEFFREY D. SACHS

17 gennaio 1961, nel suo discorso di commiato alla nazione, il presidente Dwight D. Eisenhower pronunciò l’ammonimento più grave e di maggior portata storica nella vicenda della repubblica americana. «Nei consigli del governo», disse, «dobbiamo guardarci dall’acquisizione di un’influenza ingiustificata, cercata o non cercata, da parte del complesso militare-industriale. Il potenziale per l’ascesa disastrosa di un potere mal riposto esiste e persisterà». Eisenhower parlava in qualità di militare più autorevole della sua generazione: Comandante supremo alleato in Europa, artefice dell’invasione in Normandia, generale a cinque stelle e presidente che aveva osservato dall’interno la consolidazione di una società permanentemente organizzata per la guerra, da lui considerata una minaccia mortale per la democrazia americana. Il suo monito fu ascoltato, ripetuto, ma poi gradualmente accantonato. Il complesso militare-industriale non si ritirò: metastatizzò. 

E divenne, come sostiene David Colantoni in questo libro straordinario, qualcosa di molto più potente e pericoloso di quanto persino Eisenhower avesse immaginato: non più soltanto un intreccio di interessi – una lobby, una rete di influenze e relazioni– ma una nuova classe sociale, la Classe Armata, che si è impossessata dello Stato occidentale. 

lunedì 6 luglio 2026

La Classe Armata: il nuovo potere che governa l'Occidente? - Luciano Canfora, David Colantoni

Da: Tracce Di Classe - Luciano Canfora, filologo, storico, saggista, professore emerito dell’Università di Bari, membro del Consiglio scientifico dell’Istituto dell’Enciclopedia italiana e direttore della rivista Quaderni di Storia, Dedalo Edizioni. (Luciano Canfora Podcast) -  David Colantoni, scrittore e artista croato-abruzzese, figlio del pittore e filmmaker Domenico Colantoni (1938-2018), è stato amico e stretto collaboratore dello scrittore ed editore Aldo Rosselli, figlio e nipote di Nello e Carlo Rosselli, insieme hanno fondato il quadrimestrale Inchiostri. Collaboratore di riviste come Nuovi Argomenti, globo d’oro per la sceneggiatura del film Io, L’altro (2007), ha esposto al Museo di Arte Moderna di Mosca (2015), alle Scuderie Aldobrandini (2010), allo Studio Claudio Abate (2009), alla Biennale di Miami (2010); è nella collezione del 9/11 Memorial & Museum di New York. Dal 2015 dirige e scrive sulla cultura del magazine Young.it (you-ng.it). - David Colantoni - 

Luciano Canfora e David Colantoni si confrontano su uno dei temi più controversi del nostro tempo: 
l'emergere di una nuova "classe armata" capace di influenzare politica, economia e strategie globali. 
Dall'antica Roma alle guerre contemporanee, passando per il rapporto tra cittadinanza, esercito, industria bellica e potere, un dialogo che mette in discussione molte delle categorie con cui interpretiamo il presente. 

                          

               

venerdì 28 agosto 2026

COSA CI FA IL CAPO DELLA CIA A MOSCA? - David Colantoni

Da: OttolinaTV - David Colantoni, scrittore e artista croato-abruzzese, figlio del pittore e filmmaker Domenico Colantoni (1938-2018), è stato amico e stretto collaboratore dello scrittore ed editore Aldo Rosselli, figlio e nipote di Nello e Carlo Rosselli, insieme hanno fondato il quadrimestrale Inchiostri. Collaboratore di riviste come Nuovi Argomenti, globo d’oro per la sceneggiatura del film Io, L’altro (2007), ha esposto al Museo di Arte Moderna di Mosca (2015), alle Scuderie Aldobrandini (2010), allo Studio Claudio Abate (2009), alla Biennale di Miami (2010); è nella collezione del 9/11 Memorial & Museum di New York. Dal 2015 dirige e scrive sulla cultura del magazine Young.it (you-ng.it). - David Colantoni - 

Un viaggio inatteso, un enorme C-17 americano che atterra a Mosca e il capo della CIA che scompare per ore dentro una rete di colloqui riservati. Dietro la missione di John Ratcliffe si intrecciano almeno quattro dossier: guerra in Ucraina, rischio di escalation con la NATO, rapporto tra Russia e Iran e possibile scambio di prigionieri. Nella live proviamo a capire cosa sappiamo davvero, quali ipotesi stanno circolando sulla stampa internazionale e perché Washington abbia scelto proprio il direttore della CIA per riaprire il canale con Mosca.

sabato 31 agosto 2024

La "CLASSE" dei GUERRIERI ed il MESTIERE delle ARMI - DAVID COLANTONI


Chiediamo a David Colantoni, scrittore e artista croato-abruzzese, autore dei libri “Lineamenti Generali del Trattato sulla Classe Armata” e “Quando l’Ucraina invase l’Iraq”, di spiegarci la teoria che ha negli anni elaborato sulla classe militare che e' emersa negli USA subito dopo la Seconda Guerra Mondiale e su come questa, a poco a poco, si e' impadronita del settore produttivo-industriale statunitense. 

                                                                            

Seconda parte: Continuiamo il nostro discorso con David Colantoni, e per meglio comprendere la situazione attuale in Ucraina, andiamo a vedere come la NATO e gli USA cominciarono la penetrazione nel territorio ucraino a partire dal 1992 e come arrivarono a portare e coinvolgere l'Ucraina nella guerra in Iraq: DAVID COLANTONI. Quando il PAESE INVASORE era l’UCRAINA: come gli USA portarono KIEV in IRAQ.

lunedì 6 gennaio 2025

Libertà di Stampa o Violazione della Legge? Il Caso Cecilia Sala e le Conseguenze Diplomatiche - David Colantoni

Da: Tracce Di Classe - David Colantoni, scrittore e artista croato-abruzzese, figlio del pittore e filmmaker Domenico Colantoni (1938-2018), è stato amico e stretto collaboratore dello scrittore ed editore Aldo Rosselli, figlio e nipote di Nello e Carlo Rosselli, insieme hanno fondato il quadrimestrale Inchiostri. Collaboratore di riviste come Nuovi Argomenti, globo d’oro per la sceneggiatura del film Io, L’altro (2007), ha esposto al Museo di Arte Moderna di Mosca (2015), alle Scuderie Aldobrandini (2010), allo Studio Claudio Abate (2009), alla Biennale di Miami (2010); è nella collezione del 9/11 Memorial & Museum di New York. Dal 2015 dirige e scrive sulla cultura del magazine Young.it (you-ng.it).


                                                                             

domenica 30 agosto 2026

L'Italia importa una cellula della nuova Classe Armata - Pino Cabras

Da: https://megachip.globalist.it - Pino Cabras è un politico e giornalista italiano, deputato della XVIII legislatura prima per il Movimento 5 Stelle e poi, dopo la sua espulsione, per Alternativa. Pino Cabras 

Vedi anche: COSA CI FA IL CAPO DELLA CIA A MOSCA? - David Colantoni

La Classe Armata: il nuovo potere che governa l'Occidente? - Luciano Canfora, David Colantoni 

https://www.facebook.com/francesco.dallaglio


Guido Crosetto ha nominato Mykhailo Fedorov consigliere per l’innovazione della Difesa. Fino a metà luglio Fedorov era il ministro della Difesa dell’Ucraina. La notizia è una delle più importanti dell’anno.

Non è un incarico di facciata. Il ministero italiano parla di droni, di mezzi senza pilota, di difesa aerea. Fedorov ha scritto che aiuterà l’Italia ad adottare le tecnologie della guerra moderna. Ma la parola che conta davvero, e che ricorre in tutte e due le versioni della giornata, è un’altra: portare «su larga scala» quello che il fronte ucraino ha già collaudato. Cioè trasferire qui un modo di produrre e combattere, non qualche brevetto.

Vale la pena raccontare come ci è arrivato, perché non è un dettaglio. A metà luglio Zelensky lo ha rimosso dal governo dopo lo scontro con il comandante in capo Oleksandr Syrsky. In Ucraina la gente è scesa in piazza per chiederne il ritorno, e nelle settimane scorse Fedorov ha fatto un passo che nessuno si aspettava: ha chiesto pubblicamente le elezioni, dicendo che non può essere Putin a stabilire i tempi della democrazia ucraina. Roma è la prima tappa di un giro internazionale, e altri governi si erano fatti avanti prima del nostro.

C’è pure un paradosso tutto italiano che nessuno segnalerà.

Lo stesso Crosetto ha tenuto l’Italia fuori dal PURL, il meccanismo con cui la NATO fa pagare agli europei le armi americane per Kiev. Diciamo no ai bonifici e sì all’architettura.

Chi è Fedorov, allora. È nato nel 1991 a Vasylivka, nella regione di Zaporizhzhia, non ha mai portato una divisa e prima della politica faceva marketing digitale: a ventidue anni aveva già la sua agenzia. Le prime armi politiche le fa nel 2014, e questo pezzo di biografia va raccontato. Si candida alle elezioni parlamentari con 5.10, il partito libertario appena fondato dall’imprenditore Hennadiy Balashov. Il programma stava tutto nel nome: cancellare il sistema fiscale esistente e sostituirlo con due sole imposte, il 5% sulle vendite e il 10% sui salari. Balashov diceva apertamente di voler fare dell’Ucraina un paradiso fiscale mondiale, sul modello di Singapore e dell’Irlanda, e indicava come nemico il controllo dello Stato sull’economia.

domenica 12 luglio 2026

Sulla crisi economica del capitalismo - Prabhat Patnaik

Da: https://monthlyreview.org - Prabhat_Patnaik è professore emerito presso il Centro di Studi Economici e Pianificazione dell'Università Jawaharlal Nehru di Nuova Delhi. - Prabhat Patnaik - 

Vedi anche: Presentazione del libro “Il declino dell’impero americano”, con la curatrice prof.ssa Alessandra Ciattini 

La guerra per le risorse energetiche: Petrolio - Domenico Moro

Caso Palantir: l’azienda che potrebbe aiutare i governi ad attuare la sorveglianza di massa - Maria Bosco, Silvia Benevenuta 

La classe transatlantica di Epstein - Prof. Kees v.d. Pijl 

"Siamo già nella Terza Guerra Mondiale" - Jiang Xueqin 

"L'Iran e Gaza sono solo l'inizio" - Chris Hedges

Leggi anche: Marxiana - Stefano Garroni 

Accumulazione per espropriazione. La nuova fase del capitalismo - David Harvey 

"L'ATTACCO ALL'IRAN E' LA NUOVA SCOMMESSA CAPITALISTA DI TRUMP E SOCI" - Umberto De Giovannangeli intervista Emiliano Brancaccio

La pericolosità degli Stati Uniti - Alessandro Volpi 

Il debito federale (pubblico) degli Stati Uniti - Alessandro Volpi

La maschera razionale della nuova barbarie - Paolo Massucci 

COME MAI LE GUERRE OCCIDENTALI SONO AUTOLESIONISTE E INVECE DI FARCI RICCHISSIMI CI STANNO BUTTANDO NELLA MISERIA? - David Colantoni


La crisi strutturale del capitalismo attuale presenta almeno due importanti aspetti economici. Il primo è la stagnazione generale e l'aumento della disoccupazione con cui il capitalismo mondiale, nella sua fase neoliberista, si è confrontato. In molti casi, come negli Stati Uniti, l'aumento della disoccupazione è mascherato da una riduzione del tasso di partecipazione al mercato del lavoro, ma la sua realtà è innegabile. La stagnazione era già evidente prima della pandemia: il tasso di crescita decennale dell'economia mondiale nel decennio 2010-2019 è stato inferiore a quello di qualsiasi altro decennio precedente, a partire dalla Seconda Guerra Mondiale. 

Quota crescente di eccedenze e sovrapproduzione ex ante

La ragione di questa stagnazione risiede nella natura stessa del capitalismo neoliberista, che ha visto un massiccio aumento della disuguaglianza di reddito e ricchezza all'interno di ciascun paese. Poiché il capitale, compresa la finanza, gode di una mobilità globale più o meno libera sotto il regime neoliberista, mentre i lavoratori rimangono confinati nei rispettivi paesi (tranne quando specificamente autorizzati a migrare), i lavoratori dei paesi avanzati competono di fatto con i lavoratori a basso salario del Sud del mondo, verso i quali il capitale può sempre essere delocalizzato. Di conseguenza, i lavoratori dei paesi avanzati non registrano quasi alcun aumento dei loro salari reali, nemmeno in termini assoluti: infatti, Joseph Stiglitz ha stimato che il salario reale medio di un lavoratore americano di sesso maschile nel 2011 fosse leggermente inferiore a quello del 1968. 1

Allo stesso tempo, nonostante qualsiasi delocalizzazione delle attività dal Nord al Sud, le ingenti riserve di lavoro del Sud – eredità del suo passato coloniale – non si esauriscono. Al contrario, aumentano in rapporto alla forza lavoro, grazie al sostanziale incremento della produttività del lavoro che si verifica ovunque a seguito dell'adozione di un cambiamento tecnologico più rapido, quest'ultimo conseguenza dell'intensificarsi della concorrenza nel mercato mondiale sotto l'assetto neoliberista. La persistenza delle riserve di lavoro in termini relativi implica che i salari reali nel Sud del mondo rimangono più o meno legati al livello di sussistenza.

Pertanto, sia al Nord che al Sud il vettore dei salari reali aumenta a malapena, anche se la produttività del lavoro cresce rapidamente, determinando un aumento della quota di surplus economico nella produzione mondiale e anche all'interno dei singoli paesi. 2 Poiché in media una quota maggiore del reddito viene consumata dai lavoratori rispetto a coloro che vivono del surplus economico, un aumento della quota di surplus economico ha l'effetto di contenere la domanda di consumo e quindi la domanda aggregata rispetto alla produzione realizzabile. Ciò a sua volta genera una tendenza ex ante alla sovrapproduzione, di cui la stagnazione e l'aumento della disoccupazione effettivamente osservati sono manifestazioni. 3

sabato 30 novembre 2024

PUTIN LANCIA MISSILI BALISTICI E FA LE PROVE PER IL NUCLEARE - Cosa succederà adesso?

Da: OttolinaTV -  Francesco Dall'Aglio, medievista, ricercatore presso l'Istituto di Studi Storici al dipartimento di storia medievale della Accademia delle Scienze di Sofia (Bulgaria). Esperto di est Europa e di questioni strategico-militari - David Colantoni, scrittore e artista croato-abruzzese, autore dei libri “Lineamenti Generali del Trattato sulla Classe Armata” e “Quando l’Ucraina invase l’Iraq” 

                                                                         

mercoledì 2 settembre 2026

ACCELERAZIONE DEL CONFLITTO: la guerra cambia marcia e se ne intravede l’orizzonte (non necessariamente pacifico) - Daniele Lanza

Da: Daniele Lanza - Daniele Lanza, originario di Asti, consegue la laurea magistrale in Scienze Politiche ad indirizzo storico, presso l’università degli studi di Torino. Successivamente nello stesso completa un Master post universitario in relazioni internazionali. A partire dal 2010 è residente in Russia, dove completa un corso di dottorato in storia e lavora presso l’università Politecnico di San Pietroburgo come insegnante presso la cattedra di filologia romano-germanica. È vice-direttore del progetto editoriale “Il Pensiero Storico”. Aree di interessa e ricerca: storia politica e sociale dell’Europa orientale nell’età contemporanea. 


Dopo 48 ore di speculazioni è emersa la ragione (ufficiale) della visita del direttore della CIA a Mosca: si vorrebbe un incontro a 3, vale a dire Trump/Putin/Zelensky. Questo senza tuttavia corroborare la proposta di alcun contenuto sulle eventuali condizioni di pace il che sconcerta, sollevando più interrogativi di quanti non ne chiuda: perchè mandare la testa dei servizi segreti americani nella tana della tigre per comunicare poco più che nulla ?! Perchè non la più consueta e rapida telefonata Trump-Putin ? La logica basilare ci dice che le ragioni sono di riservatezza, onde fare promesse che non si possono divulgare all’opinione pubblica, oppure per intimidire grazie alla presenza di un messaggero che incarna il servizio spionistico più potente al globo (...). Ebbene, supponendo che il messaggio di Ratcliffe fosse una delle due cose, allora dalla reazione del Cremlino che si legge da oggi, non sembra verosimile alcuna: Peskov ribadisce che l’incontro avverrà sì......ma solamente per stabilire la fine vera della guerra, cioè con un accordo già stabilito quindi non per facilitare stratagemmi come il cessate il fuoco, ed altro. Questo suggerisce che Mosca non ha ricevuto da Ratcliffe alcuna proposta di interesse (nemmeno in segreto) e al tempo stesso non si è fatta intimidire in alcun modo (se minacce vi sono state. Ergo siamo di nuovo daccapo. 

No, appare sempre più chiaro che il significato più profondo dell’incursione della CIA a Mosca si cela nel contesto generale del conflitto russo/ucraino, il cui andamento reale è in gran parte OSCURATO da massima parte dei mezzi di informazione globale in una specie di circolo vizioso che ormai si perpetua da solo: la situazione generale sta deteriorando sempre più in fretta. Le fondamenta stanno iniziando a smuoversi – siamo di fronte ad un mutamento STRUTTURALE della contesa militare in corso – senza che i media abbiano nemmeno facoltà di analizzare la cosa (anzi, peggio le cose vanno, meno le si potrà spiegare).

Tanto per condensare in due grandi punti il quadro presente nella sua totalità.