La teoria Marxista poggia la sua forza sulla scienza... che ne valida la verità, e la rende disponibile al confronto con qualunque altra teoria che ponga se stessa alla prova del rigoroso riscontro scientifico... il collettivo di formazione Marxista Stefano Garroni propone una serie di incontri teorici partendo da punti di vista alternativi e apparentemente lontani che mostrano, invece, punti fortissimi di convergenza...
giovedì 17 settembre 2026
UCRAINA, RUSSIA E RISCHIO ATOMICO: GUERRA DECISA AL FRONTE, NON NEI NEGOZIATI - ALBERTO BRADANINI
Da: ilSussidiario TV - Alberto Bradanini, ex-diplomatico. Già Ambasciatore d’Italia in Cina (2013-15), Coordinatore del Comitato Governativo Italia-Cina (2007-09), Console Generale d’Italia a Hong Kong (1996-98), Consigliere Commerciale all’Ambasciata d’Italia a Pechino (1991-96), Ambasciatore d’Italia a Teheran (2008-12), attualmente Presidente del Centro Studi sulla Cina Contemporanea (Reggio Emilia, Italia). Alberto Bradanini è autore di diversi saggi e libri, tra cui “Oltre la Grande Muraglia” (2018); “Cina, l’irresistibile ascesa” (2022) e “Lo sguardo di Nenni e le sfide della Cina”.
Nuovi aggiornamenti sulla guerra russo-ucraina e sulle prospettive negoziali che coinvolgono Mosca, Kiev e Washington. Alberto Bradanini, già ambasciatore d’Italia in Iran e in Cina, analizza su IlSussidiario.tv la situazione attuale del conflitto, il ruolo di Donald Trump, Vladimir Putin e Xi Jinping e i possibili sviluppi diplomatici e militari.
Secondo Bradanini, nonostante missioni e contatti diplomatici, «tutto è fermo» e la guerra potrebbe essere decisa «sul campo di battaglia». L’ex ambasciatore esamina le condizioni poste dalla Russia, il futuro dei territori ucraini, gli attacchi alle infrastrutture e il rischio di un’escalation nucleare evocato dalle dichiarazioni russe.
Ampio spazio è dedicato al ruolo della Cina e all’ipotesi di un confronto tra Trump, Putin e Xi: per Bradanini, Pechino resta un attore decisivo nel nuovo equilibrio geopolitico, mentre Ucraina, Iran e Taiwan rappresentano tre aree di forte tensione internazionale.
Nella parte finale, Bradanini critica duramente la strategia dell’Unione europea e sostiene la necessità, per l’Italia, di recuperare maggiore autonomia politica e strategica. Un’intervista che offre analisi, contesto e possibili scenari sull’evoluzione della guerra e sugli equilibri tra Russia, Stati Uniti, Cina ed Europa.
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