domenica 16 gennaio 2011

Sulla formazione storica del capitale e del lavoro salariato.*- Karl Marx

*Da (Forme di produzione precapitalistiche, 1858)
Leggi anche:   http://www.controappuntoblog.org/2012/09/08/il-capitalelibro-i-sezione-vii-il-processo-di-accumulazione-del-capitale-la-cosiddetta-accumulazione-originaria-capitolo-24/


Se si considera il rapporto tra capitale e lavoro salariato non come rapporto che già domina la totalità della produzione, ma nella sua genesi storica, se si considera cioè la trasformazione originaria del denaro in capitale, il processo di scambio tra il capitale che esiste soltanto potenzialmente da una parte e liberi lavoratori che esistono potenzialmente dall'altra, allora si impone naturalmente quella semplice osservazione su cui fanno tanto chiasso gli economisti: che la parte che si presenta come capitale deve possedere le materie prime, gli strumenti di lavoro e í mezzi di sussistenza affinché I'operaio possa vivere durante la produzione, prima cioè che la produzione sia compiuta.

(...) Di conseguenza la formazione del capitale non deriva dalla proprietà fondiaria (in questo caso al massimo dal fittavolo nella misura in cui commercia in prodotti agricoli), e nemmeno dalle corporazioni (sebbene esista una possibilità), ma dal patrimonio derivato dal commercio e dall'usura,

Ma questo però trova le condizioni per acquistare lavoro libero solo quando quest'ultimo è separato, attraverso il processo storico, dalle sue condizioni oggettive di esistenza. Solo allora esso trova anche la possibilità di acquistare queste stesse condizioni.

Nelle condizioni del regime corporativo p. es., il semplice denaro che non è esso stesso della corporazione, ma del maestro, non può comprare i telai per farvi lavorare altre persone; è prescritto quanti telai una persona può lavorare ecc. In breve, lo strumento è ancora talmente fuso con lo stesso lavoro vivo (si presenta come dominio del lavoro) che esso in realtà non circola.

Ciò che rende capace il patrimonio monetario di diventare capitale è il fatto che esso trova da una parte lavoratori liberi; in secondo luogo la presenza dei mezzi di sussistenza e dei materiali, ecc. ormai liberati e alienabili, mentre erano un tempo in un modo o nell'altro proprietà delle masse ormai private delle condizioni oggettive. 

Ma l'altra condizione del lavoro - una certa abilità, lo strumento come mezzo di lavoro ecc. in questo primo periodo iniziale o primo periodo del capitale, esso lo trova già esistente, da un lato come risultato del sistema corporativo urbano, dall'altro come risultato dell'industria domestica o dell' industria connessa come accessorio dell'agricoltura.

La formazione primitiva del capitale non avviene nel senso che il capitale accumuli, come si pensa, mezzi di sussistenza, strumenti di lavoro e materie prime, in breve le condizioni oggettive del lavoro umano. Non avviene nel senso che il capitale crea le condizioni oggettive del lavoro. La sua formazione primitiva avviene invece semplicemente per il fatto che i valori esistenti sotto forma di patrimonio monetario, attraverso il processo storico di dissoluzione del vecchio modo di produzione, viene messo in grado di acquistare le condizioni oggettive del lavoro, dall'altro di ottenere in cambio di denaro lo stesso lavoro vivo degli operai diventati liberi.

Tutti questi fattori sono presenti; la loro separazione stessa é un processo storico, è un processo di dissoluzione, ed è questo processo che permette al denaro di trasformarsi in capitale. Il denaro in quanto agisce con e accanto alla storia, è tale solo in quanto collabora alla creazione di lavoratori liberi, privi delle condizioni oggettive, spogliati; indubbiamente però, non perché crei per loro le condizioni oggettive della loro esistenza, ma in quanto contribuisce a creare la loro separazione da queste condizioni, la loro mancanza di proprietà. 

Quando p. es., i grandi proprietari fondiari inglesi licenziavano i loro retainers*, che insieme a loro consumavano il plusprodotto della terra; quando a loro volta i fittavoli cacciavano i piccoli contadini pigionali, ecc., in questo modo si gettava sul mercato del lavoro in primo luogo una massa di forze-lavoro vive, una massa che era libera da un duplice punto di vista: libera dagli antichi rapporti di clientela e di servitù e di prestazione, e libera di ogni avere e da ogni forma di esistenza oggettiva. libera da ogni proprietà; ridotta a trovare l'unica fonte di guadagno nella vendita della sua forza lavoro, oppure nella mendicità, nel vagabondaggio e nella rapina. Storicamente in un primo momento essi hanno tentato quest'ultima via e da questa sono stati però spinti, mediante la forca, la berlina, la frusta, sulla stretta via che conduce al mercato del lavoro, e qui i governi, p. es., Enrico VII, VIII, ecc., figurano come condizioni del processo storico di dissoluzione e come creatori delle condizioni di esistenza del capitale.

* retainers: servi della gleba 


Nessun commento:

Posta un commento